Il primo quotidiano e social network di Psichiatria

In primo piano

Ispettore di Polizia uccide collega, Era già stato sospeso per malattia psichiatrica

I familiari dell'agente ucciso chiedono giustizia
"Siamo sconvolti, chiediamo giustizia". Così i familiari di Davide Aiello, l'agente di polizia penitenziaria ucciso da un collega la notte scorsa nel carcere di Bicocca, a Catania, commentano quanto accaduto. L'avvocato Antonio Fiumefreddo, legale della famiglia, fa sapere che i parenti della vittima "si affidano pienamente" alla magistratura. 
"Certo, viene spontaneo chiedersi - afferma il penalista - come sia potuto accadere che un soggetto, che si dice avesse già manifestato problemi di equilibrio mentale, sia tornato in servizio e abbia mantenuto la libera disponibilità dell'arma".
La follia era latente e ben camuffata ed è esplosa all'improvviso dopo un normale turno di servizio, durato sei ore, all'interno del penitenziario di Bicocca. Un ispettore di polizia penitenziaria ha freddato senza apparente motivo un suo collega. La mente dell'omicida era corrosa da un tarlo: il bene assoluto, il male assoluto, satana. Egli rappresentava il Bene, il collega il Male e dunque andava sconfitto.

Comparto sanità, La Cisl anuncia lo sciopero generale

Sciopero generale dei lavoratori nel settore sanitario in tutto il casertano. La chiamata alle armi è arrivata direttamente dalla Cisl e in molti hanno risposto con convinzione per manifestare contro gli stipendi arretrati e le condizioni generali dei lavoratori. Le assemblee hanno interessato tutti i presidi ospedalieri casertani ed in particolare Marcianise, Maddaloni, San Felice a Cancello, l'Rsa di via Collecini a Caserta, l'S.s.p.p.c., emergenza psichiatrica di CE1. A scatenare la rabbia dei manifestanti, i quattro mesi di ritardi accumulati nel pagamento degli stipendi.

NAS chiudono centro diurno, Presentata interrogazione sui mancati controlli delle Asl

SESSA AURUNCA. Perchè l’Asl non opera nessun controllo sulle strutture dislocate sul territorio e perchè si deve arrivare all’interruzione di un pubblico servizio che penalizza un bacino di cinquemila malati psichiatrici?
E’ quanto chiede di sapere Massimo Grimaldi, capogruppo Nuovo Psi in Consiglio regionale, in un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Presidente Bassolino e all’assessore alla Sanità Mario D’Angelo, a proposito del sequestro del centro di salute mentale «Diurno» e di quello di riabilitazione psichiatrica ambulatoriale a Sessa Aurunca, operate dai carabinieri del Nas di Caserta per assenza di autorizzazioni sanitarie e per carenze igieniche e strutturali.

Gli antipsicotici in gravidanza sono rischiosi?

L’incidenza della schizofrenia nella popolazione generale varia dall’1% al 2% circa. La schizofrenia colpisce uomini e donne in ugual modo, in tutte le culture e le classi socioeconomiche. Il picco dell’età di esordio nelle donne è 25-35 anni, che è anche il picco dell’età fertile,e le donne con malattie psicotiche hanno maggior probabilità di una gravidanza indesiderata rispetto alle donne senza malattia psicotica. I farmaci antipsicotici non sono prescritti solo per la schizofrenia, ma, soprattutto dopo l’introduzione degli antipsicotici di seconda generazione (atipici), sono utilizzati anche nel trattamento di altre malattie psichiatriche, come il disturbo bipolare.

Diritto alla cura

Ho appena letto l'intervento del carissimo Spatuzzi e concordo in pieno con le sue intense considerazioni: mio figlio di 29 anni è ricoverato da dieci lunghi anni nel suo posto letto presso il suo/mio domicilio familiare, il CSM di Napoli di appartenenza lo assiste con interventi domiciliari quotidiani per la somministrazione della terapia. Mio figlio sta morendo lentamente, la sua non-vita è fatta di sigarette, cibo, caffè e farmaci; prospettive future: nessuna, anzi peggioramento cognitivo, e abbandono quando io e la mamma saremo troppo anziani per combattere o non ci saremo più. Quando io chiedo ai responsabili della presa in carico che mio figlio ha diritto ad essere curato nella completezza di questo termine, quando chiedo che mio figlio ha dirito ad essere curato in un ambiente idoneo quale una comunità terapeutica e di riabilitazione sento sempre la stessa risposta: è necessario il consenso di suo figlio...la legge....è a tutela della volontà del paziente....ecc. ecc.

Esperienza in un pronto soccorso psichiatrico prima e dopo la legge Basaglia

Intervento della prof. Rosanna Cerbo al convegno "La riforma dell’assistenza psichiatria in Italia", Sanit 2009, Roma, 26 giugno.La prof.ssa Rosanna Cerbo, neurologa e psichiatra, dirige il centro di medicina del dolore al Policlinico Umberto I di Roma ed è responsabile scientifico della struttura che si dedica all’assistenza delle madri che partoriscono in anonimato.

Conversazione sull’assistenza psichiatrica con Vincenzo Spatuzzi

(di MAURIZIO MOTTOLA) Nell’ambito di Sanit 2009 6° Forum Internazionale della Salute, venerdì 26 giugno 2009 si è svolto al Palazzo dei Congressi di Roma il convegno La Riforma dell'assistenza psichiatrica in Italia. Allo psichiatra dell’ASL Napoli 1 Centro Vincenzo Spatuzzi, segretario nazionale dell’Associazione Italiana Psichiatri (AipsiMed), che vi ha partecipato con la relazione Dalla legge quadro 180 a un moderno schema legislativo sulla salute mentale per l’Italia in Europa, abbiamo posto alcune domande.

Qual è l’attuale stato dell’assistenza psichiatrica in Italia ed in particolare a Napoli ed in Campania?

Quando ci si ritrova a pensare, parlare e scrivere di amore e di morte, operazione preliminare è calarsi in una condizione pressoché simile, vale a dire ri-trovarsi nei pressi di quella zona confine della mente, un pò borderline, che trovasi tra Eros e Tanatos.

Così quando mi trovo a riflettere, tutti i giorni, d’una legge come la 180, non posso ricercare un linguaggio, una metrica ed una prosodia fatta di numeri, casistiche, organizzazioni, istituzioni assistenziali, trattamenti sanitari obbligatori, suicidi, che non rend erebbero assolutamente l’idea di quanto abbia amato quell’idea utopica, quella stessa che oggi voglio che muoia così com’è, perché rappresentativa solo di un totem ideologico e che si allontani da me, definitamene, per tradursi al più presto in vera assistenza che sostenga pazienti, famiglie e noi stessi, i medici psichiatri, persone tutte che hanno nell’attualità solo da perderci dalla cosiddetta presa in carico elusa, voluttuaria, velleitaria, non finanziata.

Ancor più stigmatizzante è l’intervento psichiatrico con i caratteri della psicopolizia oppure che surroghi o sostituisca il 118 della continuità assistenziale, come avviene solo in Campania, sottendendo un’organizzazione di cui ancora non riesco e non voglio comprenderne il senso.

"Psichiatria flop" Trenta medici si ribellano all´Asl

"Dura lettera d´un gruppo di specialisti, Sotto accusa la gestione dei servizi"
Psichiatri sul piede di guerra. Una lettera firmata dai medici del dipartimento di salute mentale dell´azienda sanitaria To1 (ospedali Martini e Mauriziano, via San Secondo) è stata inviata venerdì al direttore generale Ferruccio Massa, a quello sanitario Maria Pia Chianale, a quello di dipartimento Luigi Tavolaccini e alle organizzazioni sindacali. Un documento di cinque pagine che contiene molte critiche sulla gestione del settore e in cui vengono elencate le ragioni del loro disagio. Un malessere che scoppia in una ribellione collettiva (trenta firme sui circa cinquanta psichiatri dell´azienda) proprio nei giorni in cui la Procura ha acceso i riflettori sulle comunità terapeutiche dopo la puntata di Report di due mesi fa e dopo che l´azienda, su sollecitazione dell´assessorato, ha aperto una inchiesta interna ora ad un passo dalle conclusioni.

Superamento degli ospedali giudiziari in alto mare: allo studio l’integrazione col territorio

"Castiglione sia l’apripista: esempio unico nel panorama nazionale"
Il Dpcm del 1° aprile 2008, entrato in vigore il 14 giugno 2008, sancisce il passaggio della funzione sanitaria in tutti gli Istituti penitenziari (adulti, minori e Opg) dal ministero della Giustizia a quello della Salute. Nella “riforma” dell’attuale Dpcm, con il relativo trasferimento della competenza sanitaria al ministero della Salute (il Titolo V della Costituzione), si individuano gli interventi clinico- riabilitativi delle funzioni sanitarie (che passano al Ssn), e quelli di sicurezza che rimangono di competenza del Dap e della Magistratura. Inoltre, viene sottolineato che «l’ambito territoriale costituisce la sede privilegiata per affrontare i problemi della salute, della cura, della riabilitazione delle persone con disturbi mentali» analogamente a quanto aveva previsto, per la psichiatria civile la legge 180, recepita dalla legge n. 833 del 12 dicembre 1978. L’attuale Dpcm non ha previsto una fase di sperimentazione in alcune Regioni pilota prima di estenderlo a quelle rimanenti, a differenza del decreto 230/1999, al fine di poter portare dei correttivi, inevitabili, e una maggiore garanzia del risultato. La legge n. 180 è stata una grande riforma della psichiatria italiana ma, pur rimanendo validi i princìpi di fondo, non ha tenuto conto dei pazienti psichiatrici “gravi”, difficili da gestire nel territorio, ma anche nelle strutture più contenitive. Se è vero che la “popolazione psichiatrica” commette meno crimini della popolazione normale, si è ignorato, invece, che vi è una fascia minoritaria di malati mentali con alta pericolosità fino all’acting-out criminale, da cui la società, e la famiglia in particolare, deve essere tutelata dalla psichiatria civile con interventi più “mirati”. La stessa legge ha ignorato gli Opg e con essi i pazienti giudiziari. Ciò non ha permesso di realizzare modelli adeguati d’intervento per i pazienti più complessi e spesso con doppia diagnosi, finalizzati al loro recupero, nel rispetto della società, ma anche delle vittime, spesso dimenticate in Italia. Buona parte dei pazienti psichiatrici, abbandonati a se stessi, hanno finito per trovare nel carcere un nuovo “habitat” di sopravvivenza in linea con il “manicomio” da cui, alla fine, non erano stati mai liberati.

"La riforma dell’assistenza psichiatria in Italia", Il contributo dell'AipsiMed

del dott. Enzo Spatuzzi* - Una legge quadro o, meglio, una legge cornice come questa in materia di tutela della salute mentale, è stata emanata dallo stato italiano più di 31 anni fa’. Da allora come oggi la 13/05/1978 n° 180, contiene solo dei principi, per quanto ampi idealmente e assai condivisibili, che ineriscono la materia della chiusura degli ospedali psichiatrici, la loro surroga e sostituzione con una capillare assistenza da erogare solo territorialmente e una certa regolamentazione del T.S.O. nei tre casi previsti. Ma assolutamente quei pochi articoli di legge non hanno vincolato i limiti e le possibilità operative entro cui doveva esprimersi la funzione legislativa delle Regioni a statuto ordinario onde tradurle nella pratica e questo diffusamente, capillarmente e senza alcuna deroga all’improvvisazione o alla negligenza delle istituzioni locali.

2 anni prima aveva già ferito la sorella ed era stato dichiarato "incapace di intendere e di volere"

A voler lavorare di immaginazione, ci si chiede quante perizie psichiatriche di infermità mentale fatte su persone che hanno compiuto una violenza o un’aggressione fisica se ne stiano lì, mute ma potenzialmente esplosive, nei milioni di faldoni che intasano i tribunali italiani. Carte che, finito un processo, restano nella polvere degli archivi come lettere morte. Una di queste era quella di Alessandro Chiaramonte, l’uomo che sabato scorso ha ammazzato la madre di 69 anni e la sorella di 44. La perizia psichiatrica che lo riguarda risale a settembre 2007 e il 10 marzo scorso - data della fine del processo a suo carico - quella relazione ha pesato sull’assoluzione del trentottenne dall’imputazione di lesioni aggravate ai danni della sorella Marta, accoltellata a giugno 2007 in un momento di ira seguito ad una discussione tra i due fratelli. Quella perizia, commissionata dal pubblico ministero allo psichiatra Gianfranco Rivellini, medico all’ospedale psichiatrico di Castiglione delle Stiviere, dice che quando Chiaramonte ferì la sorella per la prima volta con un coltello era «infermo di mente».

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