Area medica

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Aggiornato: 3 settimane 13 ore fa

Le Giovanne e i tagli Asl

Gio, 12/08/2010 - 18:55

Giovanna è la protagonista (vittima) suo malgrado di questa storia di (ordinaria) ingiustizia. Per Giovanna (il nome è convenzionale) la vita non è mai stata semplice e gli accadimenti negativi ne hanno scandito periodicamente il tempo lasciandola, siamo ai nostri giorni, sola e con una figlia, ormai adulta, priva di sufficiente autonomia psichica e fisica. Giovanna è (era) destinataria di un’assistenza, di un sostegno a carico dell’Asl di cinque ore che dovrebbe ora scendere ad un’ora (!) nel quadro di razionalizzazione e di contenimento della spesa della Asl di appartenenza. La misura (ineccepibile sul piano dei numeri con cui è doveroso “fare i conti” ) riguarda naturalmente tante altre Giovanne su cui tale mannaia sta cadendo in un silenzio assordante.

Fonte:  Il Messaggero, Giovedì 12 Agosto 2010, ed. Umbria

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Costi della politica o politica dei costi?

Gio, 12/08/2010 - 16:07

Perché non si riesce a concretizzare la vera solidarietà verso i disabili psico-fisici?

DI FRANCO PREVITE* - “Secondo le stime dell’ISTAT 1994 in una indagine multiscopo al domicilio delle famiglie, in Italia vivono al loro domicilio circa 2 milioni e settecentomila persone in età superiore ai 6 anni definiti disabili, uniti a quelli ricoverati in istituzioni assistenziali e sanitarie si giunge a circa 3 milioni di disabili”, così suddivisi:

con difficoltà motorie: 1.100.000

ciechi totali o parziali: 350.000

persone con problemi dell’udito: 800.000

persone con disagio mentale: *700.000

sordomuti: 49.000

persone disabili: 2.999.000

* Ritenute invece circa 10 milioni le persone colpite dalla depressione alla schizofrenia.

I rilevamenti sopra esposti sono tratti dal “Programma di Azione del Governo per le politiche dell’handicap 2000-2003” (testo a pag. 6) approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 luglio 2000 su proposta dell’allora Ministro per la Solidarietà Sociale On. Livia Turco (Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli Affari Sociali).

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Pugile omicida, Precisazioni sul termine "ginecofobia"

Mer, 11/08/2010 - 22:46

Disaccordi per il comunicato dell'AipsiMed, pubblicato sul Corriere della Sera, che critica l'uso del termine ginecofobia in merito al pugile omicida. Pubblichiamo un comunicato di precisazione del dott. Antonino Calogero, direttore dell'Opg di Castiglione delle Stiviere, responsabile dell'AipsiMed Lombardia, anche per fornire ai lettori la diversa analisi dei fatti di un eminente psichiatra. L'AipsiMed nazionale reputa invece marginale la componente "disturbo di genere" in questa vicenda.

Del Dott. Antonino Calogero* - Il caso di Oleg Fedchenko, il “PUGILE” ucraino che ha ucciso a pugni la signora Emlou Arvesu, 41 anni filippina e madre di due bambini, ha suscitato una notevole risonanza nell’opinione pubblica e quindi nella stampa nazionale con interventi di illustri psichiatri come il Prof. Claudio Mencacci, esperto nella “patologia di genere”. Non è mia abitudine commentare fatti di cronaca appena successi ed al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, come in questo caso, né tanto meno lo farò in questa occasione. Quindi non azzarderò ipotetiche dinamiche sul grave fatto di sangue che ha coinvolto una donna ed una madre, del tutto estranea all’evento, che invece è frutto della personalità distorta di un pugile dilettante, alla ricerca di una inaccettabile rivincita dei sui problemi esistenziali.

Fonte:  AipsiMed

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Cercasi struttura a Palermo

Mer, 11/08/2010 - 18:33

Salve mi chiamo Alberto e mio fratello (31 anni) da 10 anni è affetto da depressione bipolare. E' in cura da tempo con litio, Zyprexa e vari antidepressivi ma non è mai stato bene anzi negli anni peggiora. Da due anni è in stato depressivo con stati euforici a cavallo dell'estate. I miei genitori non hanno capito ancora la malattia e lui non ha consapevolezza di quello che è la malattia. Ho chiesto più volte al suo psichiatra se esiste una struttura in cui sia lui che i miei genitori possono incontrare altri depressi e rispettive famiglie. Una struttura che possa servire a mio fratello ma anche a far capire ai miei genitori cosa comporta la depressione bipolare. Purtroppo non riescono ad accettare la malattia. Abitano a Palermo. Chiedo anche di se esistono associazioni che si occupano di dare sostegno non solo agli ammalati ma anche alle famiglie. GRAZIE

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Deprivazione del sonno e instabilità emotiva

Mer, 11/08/2010 - 12:09

Uno studio ha gettato una luce importante sul legame fra deprivazione del sonno e malattie psichiatriche: alcune parti del cervello che governano le risposte emotive risultano molto più attive nei soggetti che hanno saltato una notte di sonno e vengono esposti a immagini disturbanti rispetto agli altri. Questo studio fornisce nuovi dati basilari per considerare più seriamente l'ipotesi secondo cui il sonno possa svolgere un ruolo significativo nella regolazione della stabilità emotiva. Si tratta del primo set di esperimenti a dimostrare che anche il cervello di soggetti sani può mimare alcuni profili psichiatrici patologici se privato del sonno. 

Fonte:  Current Biology 2007; 17: 95-7 - brainlab.it

Malati psichiatrici, si deve fare molto di più

Mer, 11/08/2010 - 11:58

Reggio Calabria. «A distanza di alcuni anni dalla nostra segnalazione, che metteva l'attenzione sulle condizioni della psichiatra, ora si leva unanime la voce dei genitori dei malati». Lo afferma lo psichiatra Pasquale Romeo, segretario regionale aggiunto della Cisl medici, che continua: «Le associazioni delle famiglie dei genitori al Nord costituiscono una parte fondante nel processo di crescita della comunità psichiatrica. Oggi la denuncia lanciata dall'associazione dei genitori dei malati sull'insufficiente reparto di psichiatria, ci fa preoccupare e ci indica una grave deficienza nel settore sanitario come quello psichiatrico finora trascurato e poco considerato, come se Reggio fosse un paese del terzo mondo. La psichiatria moderna dev'essere dotata di centri di salute mentali efficienti, di strutture residenziali confortevoli non solo per malati psichiatrici gravi ma anche per la psichiatria soft come le depressioni e le ansie o ancora le patologie emergenti. È necessario non solo un reparto di psichiatria per le urgenze ma anche Day Hospital, Centri Diurni e tutto ciò che possa essere utile al reinserimento del malato psichiatrico.

Fonte:  Gazzetta del Sud del 11 agosto 2010

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Oleg, una bomba innescata, "Fiotto di sangue" su Facebook

Mer, 11/08/2010 - 11:44

«Una bomba sempre innescata e pronta a esplodere alla minima provocazione». Una bomba che scoppiò, fino a uccidere a mani nude, per una borsa, per uno scippo. Così è qualificato, dal giudice delle indagini preliminari Cristina Di Censo, Oleg Fedchenko, 25 anni, ucraino, killer a cazzotti di Emlou Arvese, una donna incrociata per caso, in strada. Così lo stesso Oleg, in arte o meglio su Facebook Oleg Bloodrush-Fiotto di sangue, al quarto giorno di detenzione nel centro di neuropsichiatria di San Vittore chiede ingenuamente e spaesato al suo avvocato Francesca Maria Rosa Santini «pennarelli e carta, per disegnare e colorare». «Non volevo fare del male a nessuno» dice, e dice di non ricordare ancora nulla, se non l'incontro con la passante cui tenta di rubare la borsa. Il suo avvocato sposa («sembra un bambino») l'ipotesi del giovane squassato da disturbi mentali, per i quali non riusciva «a ricevere cure regolari e adeguate a causa del suo stato di clandestinità che gli impediva di frasi prescrivere i farmaci adeguati in modo continuativo». Il giudice, invece, no.

Fonte:  Il Giorno, ed. Milano

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"Chi ha ucciso mia moglie è un mostro"

Mer, 11/08/2010 - 11:38

Il delitto di pegli: interrogato per quattro ore il carabiniere che ha accoltellato la moglie. Davanti al pm l'omicida vaneggia e parla in terza persona: «La colonna di Fabri era lei»

Si esprime in terza persona come se Fabrizio non fosse lui, ma uno di quei mariti violenti su cui aveva indagato quando indossava ancora la divisa. Risponde alle domande del pm alternando momenti di lucidità a vaneggiamenti, affiancato dal suo difensore, l'avvocato Paolo Costa. E soprattutto parla, coniugando i verbi al presente, della donna che ha ucciso, massacrandola con dieci coltellate prima di sgozzarla, quando era già un corpo inanimato, riverso a terra. La definisce come «la colonna portante della vita di Fabri», e lo dice come se Mara Basso, 38 anni, commessa in un supermercato di Pegli, fosse ancora viva. Almeno fino a quando il pm non può esimersi dal chiedere conto degli undici fendenti e del colpo di grazia: «Chi le ha fatto quelle cose è un mostro», ribadisce nel momento più intenso delle quattro ore di botta e risposta di ieri.

Fonte:  Il Secolo XIX del 11 agosto 2010

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Carabiniere uxoricida: allarme sottovalutato, prendeva psicofarmaci

Mer, 11/08/2010 - 11:26

Il maresciallo prendeva psicofarmaci, calmanti che gli servivano a frenare lo stato di alterazione nel quale era piombato da qualche tempo. Era diviso tra due donne, la moglie Mara Basso e l'amante, l'impiegata del tribunale che in questo momento si trova in vacanza ma che dopo Ferragosto sarà nuovamente a Genova a disposizione degli inquirenti. E soprattutto aveva scoperto che la madre delle sue due figlie aveva un amico con il quale si frequentava, a suo dire in modo clandestino. Ecco l'origine delle tribolazioni del maresciallo, dello squilibrio che lo ha portato ad assumere farmaci. Sono gli elementi nuovi che hanno indotto il legale difensore, l'avvocato Paolo Costa, a giocarsi in modo più o meno ufficiale la carta dell'incapacità di intendere e di volere dell'omicida.

Fonte:  Il Secolo XIX del 11 agosto 2010

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Meluzzi, un consulente che non piace ai genitori

Mer, 11/08/2010 - 11:16

Viene sottolineata la partecipazione a programmi che banalizzano i problemi. Chiesto anche il costo della consulenza

Non piace ad alcuni genitori di Cattolica la scelta di una collaborazione tra l'amministrazione comunale e Alessandro Meluzzi, noto esperto di problematiche psicologiche e famigliari, chiamato a coordinare da qualche settimana il nuovo sportello sulle tematiche della violenza nell'ambito del Centro per famiglie, aperto in piazza Repubblica da alcuni mesi.

Fonte:  Il Resto del Carlino. ed Rimini del 11 agosto 2010, pag. 14

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Alda Merini e la 180: "quasi meglio i manicomi che l'abbandono"

Mer, 14/07/2010 - 21:02

La legge Basaglia è stata negata perché ci volevano ospedali per curare le persone, altro che gli "operatori sociali": la mente umana è vasta come il mare, c'è bisogno di grandi medici. I malati di mente sono rimasti abbandonati a se stessi, il matto viene soppresso in questa società. Quasi quasi vorrei dire di riaprirli, i manicomi

«Però fa ancora paura, una paura superstiziosa. La gente tende a non guardarla in faccia, la malattia mentale, a nasconderla e vergognarsene come fosse una maledizione di Dio». Alda Merini è una grande poetessa, «la pazza della porta accanto» che prima della fama, delle celebrazioni e della candidatura al Nobel ha patito dodici anni di manicomio e nel 2003, ricordava in un sorriso, pubblicò un libro che s' intitola la "Clinica dell'abbandono", «pensi un po' la combinazione». Perché il problema è quello, «i malati di mente sono rimasti abbandonati a se stessi, molti sono morti, si sono uccisi. Il matto viene soppresso, in questa società, non è produttivo...Quasi quasi vorrei dire di riaprirli, i manicomi. In fondo mi hanno curata, no?, almeno mi hanno accolta». E ride, «la verità è che Basaglia immaginava un amore tra pazzia e società, la non violenza verso il malato, ma la sua legge è stata negata, è rimasta incompiuta, perché ci volevano ospedali, ospedali veri e propri per curare le persone, altro che gli "operatori sociali": la mente umana è vasta come il mare, c' è bisogno di grandi medici, anche perché magari non si riconosce la violenza e si finisce per ritenere "pericoloso" chi è depresso per amore...».  

Fonte: Intervista per il Corriere della Sera del 10 agosto 2003

Fonte:  Intervista per il Corriere della Sera del 10 agosto 2003

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Psichiatria nel degrado, Disposta chiusura reparto

Mer, 14/07/2010 - 18:03

Palermo, 14 lug. - A seguito di un sopralluogo effettuato presso il servizio Psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) dell'ex Ospedale Guadagna di Palermo sono state rilevate "condizioni di degrado e di tenuta igienico sanitaria non giustificabili, neppure in un ambiente da ristrutturare, e non consone agli standard minimi di un reparto di degenza e, comunque, di una struttura sanitaria". Lo comunica la direzione aziendale dell'Asp del capoluogo siciliano, che ha disposto la chiusura della struttura. "E' stata, ad esempio, rinvenuta - spiegano dall'Asp - una 'colonia' felina ospitata e nutrita nei locali, foriera di problemi igienici incompatibili con una struttura sanitaria. L'isolamento della struttura ha favorito l'abbandono da parte del personale, che, e' vero nel tempo ha richiesto interventi manutentivi o sostituzione di arredi, ma, nel frattempo, non ha assicurato il minimo livello igienico all'esistente".

Fonte:  Adnkronos

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Lettera di Alfredo, Un ragazzo affetto da schizofrenia

Mar, 13/07/2010 - 14:53

Io mi sentivo bene, facevo una vita normale, poi la morte di mio padre. Improvvisamente mi trovai di fronte a questo vuoto immenso da colmare come se in me si fosse spezzata ulteriormente la mia vita. Mi ricordo che abbracciai mio padre, non volevo staccarmi, a forza fui tolto, mi sentii male, svenni vomitando. Mi sentii esplodere, non dormii tutta la notte, come un flashback emergevano gli episodi vissuti con mio padre. Questo alleviava il mio dolore. Alle cinque del mattino mi alzai, il mio corpo era come un macigno, non andai al funerale, per non inondare la bara di lacrime, invece andai verso il balcone, mio cugino mi fermò afferrandomi.. volevo farla finita. Mi calmai, anche se faticosamente. In me rimase il sentimento di non aver visto gli ultimi istanti di mio padre. La sera, prima di morire, bisticciammo: mi ricordo che gli dissi che era una rompiscatole lamentoso. Incrociò, incrociammo le braccia guardandoci minacciosamente, poi come liberato dagli ultimi dolori gli dissi: ti voglio bene. Ci abbracciammo piangendo lungamente.

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Paziente psichiatrico massacrato e ucciso, L'ospedale l'aveva dimesso da poco

Mar, 13/07/2010 - 14:25

I vicini: «Ubriaco e pieno di lividi Abbiamo cercato di aiutarlo, invano»

«Da giorni, ormai, era ridotto in uno stato pietoso. La testa piena di lividi, gli occhi pesti... Urlava per ore sul balcone, una bottiglia di vodka in pugno. Frasi sconclusionate, la schiuma alla bocca. Max poteva essere salvato. Sabato avevamo presentato un esposto alla polizia, lo hanno subito accompagnato in ospedale: un’ora dopo era di nuovo qui». La vita e la morte di Massimiliano Cortazza, 40 anni, alloggio in un fabbricato di via Monte di Pietà 23, si chiude qui, nelle parole dei vicini di casa, esasperati e sconfitti. Avrebbero voluto che qualcuno lo aiutasse. «Andava semplicemente curato e non lasciato al suo destino. Quanto vale la vita di un uomo? Niente». Le ultime parole risuonano nell’androne vuoto del palazzo, mentre gli agenti della Sezione Omicidi della squadra mobile, coordinata dal vice-questore Marco Martino (pm Monica Abbatecola), continuano il loro lavoro.

Fonte:  http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/270122/

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Psico-Cardio: emozioni e cardiopatia

Lun, 12/07/2010 - 19:13

Giovedì 1 luglio 2010 si è svolto all'Unità Operativa di Psicologia Clinica Psicoterapia e Formazione Psicodinamica del Distretto 31 ASL Napoli 1 Centro l'incontro conclusivo del Progetto Psico-Cardio (settembre 2009 - luglio 2010), gruppo psico-educazionale per cardiopatici (conduttori le psicologhe Valeria Licata, Elvira Balzano, Sandra Perrotta ed il cardiologo Luigi Irace).

In particolare si è trattato dei fattori di rischio psicosociale in cardiologia, approfondendo tra l'altro il tema del rapporto tra emozioni e cardiopatia. Le emozioni sono risposte socio-biologiche di adattamento e negli esseri umani rappresentano il passaggio dall'automatismo dei riflessi condizionati alla composita e differenziata articolazione dell'interazione con l'ambiente circostante. Le emozioni, sganciando l'essere umano dall'automatismo dell'arco riflesso, gli consentono una varietà di risposte di adattamento -proprie della specie umana- ed il sistema limbico permette l'accumulo della memoria.

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Quale futuro per un ragazzo affetto da schizofrenia?

Lun, 12/07/2010 - 12:20

Salve, sono la sorella di un ragazzo, di 43 anni, con disturbi depressivi, con diagnosi di schizofrenia. Ogni volta che si presenta un evento per lui molto "stressante", gli tornano le vecchie crisi, durante le quali rompe tutto quel che trova, si fa del male e talvolta ha fatto male anche a terzi. L'ultimo episodio risale a 3 giorni fa, la causa sembra legata alla ripresa del lavoro (ha iniziato a delirare, dicendo che tutti lo guardano, che tutti lo giudicano, gli vogliono far del male). Alla fine la dottoressa che lo segue ha concordato con mia madre, che si occupa di lui, un ricovero forzato. MIa madre inizia ad avere una certa età e non ha più le forze per seguirlo da sola. Io vivo fuori regione e l'altro fratello vive fuori dall'Italia. Che futuro si può ipotizzare per mio fratello? Ci sono possibilità di dare un sostegno, non solo psicologico, ma anche fisico a mia madre, oppure se esistono centri specializzati, anche se i medici non menzionano mai questa ipotesi. Grazie in anticipo Saluti Francesca

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Farmaci antiepilettici e rischio di suicidio

Lun, 12/07/2010 - 12:10

In una meta-analisi relativamente recente, condotta da esperti della FDA, è emerso che l’uso di farmaci antiepilettici è associato a un maggior rischio di suicidio. Nella meta-analisi furono inseriti 199 studi clinici condotti su oltre 11 antiepilettici. Fu considerato particolarmente allarmante il fatto che per 8 degli 11 farmaci inseriti nello studio, vi era un aumento dei casi di suicidio. Se i dati di tutti i farmaci erano quindi aggregati, l’incremento del rischio di suicidio raggiungeva la significatività statistica.

Dalla data di pubblicazione di questa meta-analisi, sono stati pubblicati vari studi epidemiologici i quali forniscono risultati spesso contrastanti. Sono volta per volta individuati alcuni antiepilettici che sembrano associati a un maggior rischio di suicidio ma questi farmaci sono spesso almeno in parte diversi nei vari studi. Le differenze sono legate a problemi metodologici o sono reali? La risposta non è nota.

In questo editoriale vengono riportate le ipotesi formulate da vari esperti riguardo al dato che gli antiepilettici aumentano la propensione al suicidio.

Fonte:  Antiepileptic drugs and suicidality: finding ways forward. Craven R. Lancet Neurol. 2010 Jun;9 (6):568-9. brainlab.it

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Niente posti in psichiatria in tutto il Sud: paziente trasferito a 500 km

Lun, 12/07/2010 - 11:01

E' successo ancora, che un paziente in Calabria, sia stato costretto ad affrontare un viaggio perchè nelle strutture del territorio per lui, non c'è posto. Oltre mille chilometri andata e ritorno, oltre 12 ore di viaggio di un’autoambulanza con a bordo due autisti ed altrettanti infermieri. 

Il tutto per poter ricoverare un uomo di Vibo Valentia, P.V., con problemi psichiatrici, dopo una disperata ricerca di un posto disponibile da parte degli operatori sanitari in Calabria, Basilicata, Puglia, Campania e gran parte della Sicilia stessa. Alla fine si sono aperte le portone dell’ospedale di Trapani, dove adesso si trova ricoverato il paziente.

Fonte:  Il Quotidiano della Calabria

Ragazza sottoposta a Tso per errore, denuncia tutti per sequestro

Lun, 12/07/2010 - 10:32

Si è ritrovata contro la sua volontà al Centro di igiene mentale per via di un provvedimento preso prima da alcuni medici e poi dal sindaco di Ceglie e quindi dal giudice. Nessuno, però, si era mai preoccupato che si trattava di un grossolano errore di valutazione che ha costretto una ragazza francavillese a restare «sequestrata» in reparto a Ceglie. Ora, però, assistita dal suo legale - l’avvocato Giuseppe Pomarico - intende denunciare gli eventuali responsabili: le persone, insomma, che con molta approssimazione l’hanno costretta a restare al Cim. I giudici, peraltro, hanno riconosciuto che si trattava di un evidente errore quando si è trattato «di convalidare il trattamento sanitario obbligatorio disposto con ordinanza dal Sindaco di Ceglie, previo accertamento della illegittimità dell'ordinanza stessa», scrivono i giudici. I giudici, prima di dichiarare tutto illegittimo, hanno ricostruito la vicenda che risale al 31 dicembre scorso. 

Fonte:  La Gazzetta del Mezzogiorno

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Un matto (Dietro ogni scemo c'è un villaggio), De Andrè

Dom, 11/07/2010 - 19:41

Un matto (dietro ogni scemo c'è un villaggio) è tratta dalla storia di Frank Drummer, che nell'originale impara a memoria l'Enciclopedia Britannica per darsi un tono; nella versione di De André l'enciclopedia è la Treccani.

Tu prova ad avere un mondo nel cuore 

e non riesci ad esprimerlo con le parole, 

e la luce del giorno si divide la piazza 

tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa, 

e neppure la notte ti lascia da solo: 

gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro 

 

E sì, anche tu andresti a cercare 

le parole sicure per farti ascoltare: 

per stupire mezz'ora basta un libro di storia, 

io cercai di imparare la Treccani a memoria, 

e dopo maiale, Majakowsky, malfatto, 

continuarono gli altri fino a leggermi matto. 

 

E senza sapere a chi dovessi la vita 

in un manicomio io l'ho restituita: 

qui sulla collina dormo malvolentieri 

eppure c'è luce ormai nei miei pensieri, 

qui nella penombra ora invento parole 

ma rimpiango una luce, la luce del sole. 

 

Le mie ossa regalano ancora alla vita: 

le regalano ancora erba fiorita. 

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