Master su Alzheimer e altre demenze, Università di Torino

Con il progressivo aumento della popolazione in età senile, le malattie causa di demenza sono diventate uno dei principali problemi socio-sanitari a livello mondiale. E’ stato calcolato che, se entro il 2025 non si troverà una strategia terapeutica adeguata, la malattia di Alzheimer e le demenze correlate porteranno al fallimento di tutti i sistemi di welfare dei paesi sviluppati. Negli anni recenti sta emergendo una nuova figura professionale, quella del medico specialista nella diagnosi e nel trattamento della patologia demenziale, in particolare nelle fasi iniziali delle stesse.
Il Master si propone diversi obiettivi. Innanzitutto quello di fornire un aggiornamento sui nuovi criteri diagnostici della malattia di Alzheimer e delle restanti demenze. Verranno presentati, in modo adeguato, i risultati degli studi più recenti sull’eziologia e sulla fisiopatologia delle malattie dementigene. Particolare attenzione verrà dedicata alle nuove strategie diagnostiche e terapeutiche per la malattia di Alzheimer. Infine, verranno discusse le problematiche medico-legali connesse alla patologai demenziale e le strategie di supporto per il caregiver. L’attività didattica sarà sia di tipo frontale che bedside, con discussione interattiva di casi clinici.
Il Master è istituito dal Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Torino
I Edizione 2013-2014
SCADENZA ISCRIZIONI: 16 GENNAIO 2014 (ore 24.00 ora italiana)
Per informazioni: [email protected]

Destinatari e selezione

Destinatari

I requisiti per l’accesso al Master sono:

Laurea in Medicina e Chirurgia – Vecchio Ordinamento
Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia

Altro: Il Comitato Scientifico, ai soli fini di ammissione al corso di Master, si riserva di considerare le candidature di persone con titoli equipollenti (anche conseguiti all’estero) e in possesso di conoscenze e competenze culturali e professionali tali da consentire di seguire con profitto le lezioni del Master.
Il riconoscimento dei titoli stranieri sarà effettuato in base alle modalità previste dall’art. 2.3 del Regolamento Master dell’Università degli Studi di Torino.

Potranno inoltre essere ammessi/e laureati/e all’estero in possesso di titolo di studio ritenuto idoneo da parte del Comitato Scientifico del Master e previa verifica di congruità da parte del Settore Studenti Stranieri dell’Ateneo.)

Potranno essere ammessi/e laureandi/e a condizione che conseguano il titolo prima dell’inizio del Master.

La conoscenza della lingua italiana, parlata e scritta, per gli studenti stranieri, è requisito indispensabile per l’ammissione al Master e deve essere attestata o sarà valutata in sede di colloquio.

Selezione

La selezione sarà realizzata da apposita Commissione di Selezione, la cui composizione sarà pubblicata sul sito non appena definita, che avrà la responsabilità di esaminare le domande pervenute.
Eventuali altre prove (es. test scritto, colloquio orale, etc.) e loro modalità di svolgimento saranno comunicate ai pre- iscritti non appena definite.

Al Master sarà ammesso un numero massimo di 12 Iscritti1.
Il Master potrà essere attivato se sarà raggiunto il numero minimo di 8 iscritti.
Il Comitato Scientifico, con decisione motivata, può in deroga attivare il Master con un numero di iscritti inferiore, fatta salva la congruenza finanziaria.

*Si precisa che “qualora il numero degli iscritti ad un corso di master sia superiore a quello massimo previsto dal relativo regolamento è consentita alle strutture proponenti la possibilità di accogliere fino al 10% di studenti in più rispetto al numero massimo programmato, a condizione che provvedano ad adeguare le relative risorse”.

Sbocchi professionali e competenze acquisite

Il Master ha l’obiettivo di fornire ai partecipanti un aggiornamento sulle più recenti acquisizioni in merito alla classificazione, alla clinica, alla fisiopatologia ed alla terapia della Malattia di Alzheimer e delle altre demenze. In accordo con un approccio multidisciplinare, verrà discusso il contributo delle più recenti metodiche di neurogenetica, neuroimaging, di neurochimica e di neuropsicologia per una diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e per una diagnosi differenziale delle altre demenze. Il Master di II° livello in oggetto potrà divenire titolo di valutazione per i medici che lavorano presso strutture sanitarie dedicate alla diagnosi ed alla cura delle demenze.

Titoli rilasciati

Coloro che frequenteranno il percorso di formazione in aula (obbligatoriamente almeno i 2/3) e il tirocinio formativo superando tutte le verifiche previste e raggiungendo i crediti prestabiliti, otterranno il titolo di Master Universitario di II livello dell’Università degli studi di Torino in “Diagnosi e Terapia della Malattia di Alzheimer e delle altre demenze”

Lo studente avrà diritto a ottenere il Diploma Universitario di Master, qualora non incorra nelle incompatibilità previste dal T.U. del 1933 sull’Istruzione Superiore, art. 142 (iscrizione ad altri corsi universitari, dottorati, etc).

Ai candidati che avranno partecipato al corso in qualità di “uditori”, in quanto privi dei requisiti per l’iscrizione al Master Universitario, verrà rilasciato esclusivamente un Attestato di frequenza. Si specifica che la partecipazione al master in qualità di “uditore” non consente l’acquisizione di crediti formativi universitari.

Costi/Periodo/Sede

COSTI

La quota d’iscrizione è di 2.500 Euro escluse le tasse universitarie che ammontano a € 571,00.

Il master potrà essere avviato a condizione che venga raggiunto il numero minimo di 8.

Tutti gli iscritti ai Master COREP di cittadinanza italiana e in possesso dei requisiti di onorabilità creditizia potranno usufruire di un prestito ad honorem di Euro 5.000 (per annualità) erogato da UniCredit Banca.
La documentazione illustrativa è disponibile presso la Segreteria Master COREP.
Per informazioni circa le modalita’ di richiesta e’ possibile rivolgersi alla Segreteria Master COREP.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI CLICCA QUI

PERIODO
Il Master si svolgerà da febbraio 2014 a Dicembre 2014 e avrà inizio il 10 febbraio 2014.

Le lezioni, con frequenza obbligatoria, si terranno una settimana ogni quadrimestre dal lunedì al venerdì, indicativamente dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00.
Le settimane di frequenza sono:
dal 10 al 14 febbraio 2014
Dal 5 al 9 maggio 2014
Dall’8 al 12 settembre 2014
SEDE
Le lezioni si svolgeranno presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino, via Cherasco 15, 10126 – Torino e il tirocinio formativo presso enti e/o aziende ospedaliere del settore

Iscrizione e scadenza

Scadenza iscrizioni: 16 GENNAIO 2014 (ore 24.00 – ora italiana).

La Domanda di pre-iscrizione non è in alcun modo vincolante e ha la sola finalità di ammettere alle selezioni.

Per iscriversi al Master è necessario compilare in tutte le sue parti la domanda di pre-iscrizione sul form on-line, attivo fino alla data di scadenza, al quale è possibile accedere al fondo di questa sezione.

Prima di procedere, si consiglia di leggere con estrema attenzione questa sezione, nella quale sono riportate informazioni utili per la corretta compilazione del form on-line e per la corretta gestione dei documenti da allegare.

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL FORM ON LINE

Si consiglia, prima di iniziare, di assicurarsi di avere a disposizione tutte le informazioni e tutti i documenti sotto elencati (vedi sezione Documenti da allegare), necessari per completare la domanda di pre-iscrizione (compreso un indirizzo di posta elettronica personale a cui inviare eventuali comunicazioni e un numero di telefono cellulare).

Per visualizzare in anteprima i dati che dovranno essere inseriti nel form on-line CLICCA QUI.

Al termine della compilazione del form, una volta salvati tutti i dati e gli allegati inseriti cliccando il tasto “Prosegui con l’iscrizione”, sarà visualizzata un’anteprima del modulo. E’ molto importante controllare che tutte le informazioni inserite siano corrette.
Se si desidera salvare e archiviare sul proprio PC l’anteprima della domanda di pre-iscrizione, occorre andare sul Menu File del browser e scegliere la voce “Salva pagina con nome”.
Analogamente se si desidera stampare il documento, occorre andare sul Menu File del browser e scegliere la voce “Stampa”.

Una volta verificata la correttezza dei dati inseriti occorrerà cliccare il tasto “Termina l’iscrizione”, portando così a termine la procedura.

Al termine della procedura di pre-iscrizione, sarà visualizzata la conferma del corretto invio della domanda di pre-iscrizione ed un codice identificativo (codice ID), formato dall’acronimo del Master per il quale è stata inviata la domanda seguito da 5 numeri (es. matec94361 – misar59885-masp39192 – ica14963 – giornalismo28634, ecc…).

Si invitano i candidati a salvare, conservare con attenzione ed eventualmente stampare questo codice identificativo (codice ID) che sarà associato a ciascun utente per la sua identificazione durante le fasi della selezione e della pubblicazione della graduatoria.

Per salvare e archiviare sul proprio PC la pagina con la conferma del corretto invio della domanda di pre-iscrizione e con il codice ID occorre andare sul Menu File del browser e scegliere la voce “Salva pagina con nome”.

La notifica del corretto invio della domanda di pre-iscrizione e del codice ID personale verrà inoltre inviata agli utenti in automatico tramite sms al numero di cellulare indicato nel form on line. A tal proposito, in fase di compilazione del form, è molto importante verificare la correttezza del numero indicato

Si segnala che la procedura di pre-iscrizione potrà ritenersi completata soltanto a seguito della visualizzazione/ricezione della conferma del corretto invio della domanda e del codice ID.

In caso di mancata ricezione del sms e/o di mancata visualizzazione del codice ID, per informazioni relative alla domanda di pre-iscrizione inviata o per problemi riscontrati durante la procedura di iscrizione on line
è possibile contattare lo staff del COREP:
Tel. +39. 011 19742401
E-mail: [email protected]

DOCUMENTI DA ALLEGARE
La Domanda di pre-iscrizione dovrà essere corredata da alcuni allegati, di seguito elencati.

I documenti elencati andranno inviati attraverso il form on line, effettuando una scansione degli stessi (si consiglia di utilizzare il formato JPG o PDF) ed allegando i file corrispondenti (dimensione massima consentita per ciascun file 1 Mbyte).

Prima di procedere con la compilazione del form si consiglia pertanto di avere già a disposizione il formato elettronico dei documenti richiesti.

Qualsiasi sia la modalità scelta, sarà necessario indicare il nominativo del candidato, il codice ID ricevuto al termine dell’operazione di pre-iscrizione, il titolo del Master per il quale è stata inoltrata la domanda di pre-iscrizione.
Si segnala che il curriculum vitae dovrà necessariamente essere allegato al form on line in formato elettronico.

TUTTI GLI STUDENTI dovranno allegare:
• Curriculum vitae redatto obbligatoriamente secondo lo standard allegato. Scarica qui il modello
Il curriculum dovrà riportare in calce l’autorizzazione al trattamento dei dati personali D.Lgs.196/2003)
• Titolo della tesi accompagnato da una breve sintesi (massimo una pagina) della medesima (Dimensione massima del file 1 Mbyte)

La Domanda di pre-iscrizione e i relativi allegati dovranno pervenire entro e non oltre le scadenze indicate.

Al termine della selezione sarà redatta una graduatoria definitiva degli idonei, cui sarà proposta, nel limite dei posti disponibili, l’iscrizione al Master.

Lo studente dovrà perfezionare la domanda mediante apposito modulo (“Conferma di iscrizione”) rilasciato dalla Segreteria Master.

ISCRIVITI ORA

Struttura didattica e programma

Il Master è annuale, corrisponde a 60 crediti formativi universitari (CFU) e ha una durata complessiva di 1.500 ore, così articolate:
Didattica frontale n. 160 ore, didattica alternativa n. 320 ore, studio individuale n. 520ore, corrispondenti ad un totale di 40 CFU
Tirocinio formativo. n. 375 ore, pari a 15 CFU
Prova finale n. 125 ore, pari a 5 CFU

Le lezioni saranno articolate nelle seguenti macroaree:
Clinica e neurobiologia della malattia di Alzheimer e delle altre demenze
La diagnosi della malattia di Alzheimer e delle altre demenze
La terapia della malattia di Alzheimer e delle altre demenze
Care e prevenzione della malattia di Alzheimer e delle altre demenze

Per verificare l’apprendimento, durante il percorso didattico saranno proposte verifiche in itinere con valutazione espressa in trentesimi, mentre, a conclusione dell’intero percorso, è prevista una verifica finale, valutata in centodecimi, consistente nella discussione della tesi di Master, legata all’esperienza del tirocinio formativo

Comitato scientifico e corpo docenti

PROPONENTI DEL MASTER:
Lorenzo PINESSI, Dipartimento di Neuroscienze, Università di Torino, Professore ordinario
Innocenzo RAINERO, Dipartimento di Neuroscienze, Università Torino, Professore Associato

COMITATO SCIENTIFICO:
Prof. Lorenzo PINESSI,Dipartimento di Neuroscienze, Univ. Torino,Professore Ordinario,
Prof.ssa Maria Teresa GIORDANA,Dipartimento di Neuroscienze, Univ. Di Torino,Professore Ordinario,
Prof. Innocenzo RAINERO,Dipartimento di Neuroscienze, Univ. Di Torino,Professore Associato,
Prof. Giancarlo ISAIA,Dipartimento di Scienze Mediche, Univ. di Torino ,Professore Ordinario,
Prof.ssa Paola ROCCA,Dipartimento di Neuroscienze, Univ. Di Torino,Professore Ordinario,
Prof. Alessandro VERCELLI,Dipartimento di Neuroscienze, Univ. Di Torino,Professore Associato,
Dr.ssa Patrizia FERRERO,Az. Osp Città della Salute e della Scienza,Dirigente Medico, Specialista in Neurologia,
Dr.ssa Laura ORSI,Az. Osp Città della Salute e della Scienza,Dirigente Medico, Specialista in Neurologia ,
Dr.ssa Giovanna VAULA,Az. Osp Città della Salute e della Scienza,Dirigente Medico, Specialista in Neurologia,
Dr. Massimiliano MASSAIA,Az. Osp Città della Salute e della Scienza,Dirigente Medico, Specialista in Geriatria,
Dr. Daniele IMPERIALE,Az. Osp Maria Vittoria, DOMP – Torino,Dirigente Medico, Specialista in Neurologia ,

Ulteriori info

Aspettativa di vita ridotta nei disturbi psichiatrici

Il divario di aspettativa di vita tra popolazione generale e malati psichiatrici si è progressivamente allargato negli ultimi vent’anni, almeno secondo uno studio pubblicato sul Bmj. «Il tasso di mortalità più elevato associato alle malattie mentali è stato ben documentato focalizzandosi sull’elevato rischio di suicidio, anche se otto decessi su 10 dipendono da disturbi fisici, come le malattie cardiovascolari e respiratorie» dice Stephen Kisely, professore alla Scuola di medicina dell’Università del Queensland a Brisbane, Australia, e coordinatore dello studio. Ma il tasso di mortalità non è l’unica misura da considerare: ci sono anche gli anni di vita persi, l’età media al decesso e l’aspettativa di vita. Ed è proprio quest’ultima a mostrare un divario non trascurabile tra le persone sane e malati psichiatrici: dei pochi studi svolti, alcuni riportano una differenza di 14 anni per i maschi e sei per le femmine, e altri di 20 anni per gli uomini e 15 per le donne. «E poco si sa se la differenza si è allargata o ridotta nel tempo» riprende Kisely, che assieme ai colleghi ha effettuato a questo scopo un’analisi della popolazione residente in Australia occidentale tra il 1985 e il 2005, calcolando anche il contributo delle principali cause di morte. «I malati seguiti dai servizi di salute mentale tra il 1983 e il 2007, in prevalenza per psicosi affettive e disturbi da stress, sono stati 292.585, di cui il 16% deceduto nel medesimo periodo» spiega il ricercatore. Ma ciò che colpisce davvero è la speranza di vita rispetto ai soggetti sani. «Quando si utilizza la prevalenza del disturbo attivo, cioè il contatto con i servizi psichiatrici nei cinque anni precedenti lo studio, il divario tra il 1985 e il 2005 anziché ridursi è aumentato da 13,5 a 15,9 anni per i maschi e da 10,4 a 12 anni per le femmine. Inoltre, il 77,7% delle morti in eccesso tra i pazienti psichiatrici, spesso vittime dell’abuso di alcol o droga, dipendono da malattie fisiche, tra cui quelle cardiovascolari (30 per cento) e il cancro (13,5 per cento). Infine il suicidio, responsabile del 14% dell’eccesso di mortalità. «Se la maggior parte di morti in eccesso dipendono dalle condizioni di salute fisica, gli sforzi pubblici per ridurre la mortalità nei malati di mente dovrebbero essere volti a migliorare quest’ultima, oltre alle iniziative già in atto per prevenire il suicidio» conclude Graham Thornicroft, professore di psichiatria al King’s College di Londra in un editoriale di commento.
FONTE: BMJ 2013;346:f2539

Emicrania e depressione riducono cervello

Chi soffre di emicrania e depressione ha il cervello più piccolo delle persone con una sola o nessuna delle due condizioni. Questo, almeno, è quanto emerge dallo studio Ages-Reykjavik, appena pubblicato su Neurology. «Emicrania e depressione spesso convivono, e gli emicranici hanno il doppio del rischio di depressione rispetto alle persone senza mal di testa» spiega Larus Gudmundsson, geriatra all’Istituto nazionale dell’invecchiamento della capitale islandese e primo autore dell’articolo, sottolineando che il rapporto tra emicrania e depressione è bidirezionale, cioè l’una aumenta il rischio dell’altra e viceversa. «Detto questo, diversi studi hanno segnalato una riduzione del volume di alcune strutture cerebrali negli emicranici, e allo stesso modo altri studi hanno suggerito che i pazienti con depressione hanno un ridotto volume delle strutture limbiche e corticali» aggiunge il ricercatore. Tuttavia gli studi finora svolti sull’argomento contavano per lo più piccole casistiche di pazienti, e l’obiettivo di Ages-Reykjavik è stato quello di verificare i possibili legami tra emicrania, depressione e volume cerebrale su un’ampia coorte. «I 4.296 partecipanti sono stati valutati per la presenza di emicrania tra il 1967 e il 1991, quando avevano un’età media di 51 anni, e nel periodo 2002-2006 (età media 76) è stata verificata la presenza di depressione maggiore ed è stata eseguita una risonanza magnetica dell’encefalo, da cui è stato estrapolato il volume cerebrale. «Rispetto al gruppo di controllo senza mal di testa e depressione, la massa cerebrale era ridotta di circa 19,2 millilitri negli emicranici depressi, ma non in quelli con una o l’altra delle due condizioni» puntualizza Gudmundsson, osservando che i partecipanti sono stati sottoposti a risonanza magnetica solo una volta, quindi è impossibile sapere se emicrania e depressione abbiano provocato atrofia cerebrale nel lungo periodo. «Si può ipotizzare che alcuni dei fattori che portano a un effetto congiunto sul volume del cervello siano il dolore, l’infiammazione dell’encefalo, la genetica e una combinazione di fattori sociali ed economici» dice il geriatra, e conclude: «Il nostro studio suggerisce che le persone con entrambe le condizioni patologiche possano rappresentare un fenotipo a sé, con differente prognosi a lungo termine e necessità di diverse strategie di trattamento».
FONTE: Neurology 2013;80:2138–2144

Un “rasoio” per la cura dell’emicrania

Una sorta di rasoio elettrico, da appoggiare direttamente in corrispondenza del lato destro del collo, potrebbe risultare in futuro un’arma molto efficace nella profilassi e nella terapia della cefalea a grappolo e delle forme emicraniche che non traggono vantaggio dai trattamenti disponibili. Il nuovo strumento è stato lanciato al Congresso Pain, Emotion and Headache tenutosi a Stresa e organizzato dall’Istituto Neruologico Besta di Milano. Il fantomatico rasoio altro non è che un device, chiamato stimolatore nVNS (acronimo di non invasive vagal nerve stimulation) o più semplicemente gammacore. Per utilizzare questo strumento, delle dimensioni di un cellulare, non c’è bisogno di alcun intervento neurochirurgico per posizionare elettrocateteri di stimolazione, una rivoluzione simile a quella che nell’informatica ha consentito di passare dalle connessioni via cavo a quelle wireless. Basta posizionarlo esternamente sul lato destro del collo, come si fa con un rasoio elettrico. Il gammacore emette microstimoli elettrici di circa 90 secondi che, attraverso il nervo vago, risalgono alle aree cerebrali riducendone l’iper-eccitabilità.L’intensità dello stimolo può essere facilmente variata tramite un’apposita rotella fino a che il paziente non percepisce lievi contrazioni muscolari sottocutanee. Usandolo alle prime avvisaglie di un attacco di emicrania o di cefalea a grappolo il paziente può scongiurarlo più facilmente.
Fonte: Corriere Salute de Il Corriere della Sera del 26 maggio, pagina 44

Donne cardiopatiche più a rischio di depressione

Il rischio di depressione dopo un ricovero correlato alla malattia coronarica è elevato: sono più esposte le donne, che arrivano ad esserlo in sei casi su dieci. Sono i dati emersi dallo studio Euroaspire III, promosso dalla Esc, la Società Europea di Cardiologia, condotto in 22 paesi europei.

CRACOVIA (PL). La depressione arriva a coinvolgere fino al 60% delle donne e il 35% degli uomini a sei mesi da un’ospedalizzazione causata da conseguenze della malattia coronarica. Per l’ansia le percentuali non sono molto diverse e confermano che è sempre il sesso femminile ad essere più colpito: il problema interessa sei donne e quattro uomini su dieci. Sono i risultati che emergono da una delle analisi dei dati dello studio Euroaspire III, ricerca promossa dalla European Society of Cardiology con oltre 8.000 pazienti arruolati,76 centri coinvolti in 22 paesi europei e 276 collaboratori in tutto.
Andrzej Pająk (Jagiellonian University Medical College di Cracovia, Polonia) e gli altri autori dell’analisi pubblicata dal European Journal of Preventive Cardiology notano che tra i principali fattori di rischio per entrambi i disturbi dell’umore (ansia e depressione rilevate con la Hospital Anxiety and Depression Scale, HADS) ci sono l’età, il sesso femminile, una bassa scolarità e anche il fatto di non avere mai subito trattamenti invasivi in precedenza.
La depressione è risultata inoltre correlata ai valori del BMI e della circonferenza della vita, alla glicemia a digiuno e al diabete. Il fatto di aver raggiunto o meno i target di trattamento per la pressione arteriosa e lipemia non sembra invece correlato alla probabilità di depressione.
Risulta invece rilevante, anche per l’attenzione da dedicare a questi pazienti, il rapporto tra depressione e comportamenti dopo la malattia: chi è depresso ha minori probabilità di modificare i propri stili di vita in senso favorevole, pregiudicando quindi anche la propria salute futura.
È una ragione importante, puntualizzano gli autori, per valorizzare i programmi di riabilitazione cardiologica e di prevenzione, oltre che per migliorare la capacità di diagnosticare i disturbi dell’umore nel corso della permanenza in ospedale ne dei mesi successivi.

Tabella

Pajak A, Jankowski P, Kotseva K, Heidrich J, de Smedt D, De Bacquer D; (on behalf of the EUROASPIRE Study Group). Depression, anxiety, and risk factor control in patients after hospitalization for coronary heart disease: the EUROASPIRE III Study. Eur J Prev Cardiol. 2013 Apr;20(2):331-40

Ascoltare il paziente per curarne meglio il cuore

Misurare lo stato di salute riferito dal paziente. Ai lettori sembrerà un’abitudine così radicata nella quotidiana pratica clinica da non meritare ulteriori attenzioni. E invece no: l’argomento è addirittura l’oggetto di un documento dell’Aha, l’American heart association, redatto da una commissione composta dagli esperti di importanti gruppi di studio: il Council on quality of care and outcomes research, il Council on cardiovascular and stroke nursing, il Council on epidemiology and prevention, il Council on peripheral vascular disease, e, infine, lo Stroke council. «Tanta attenzione deriva dall’obiettivo strategico che l’AHA si è posta per il 2020: migliorare del 20 per cento la salute cardiovascolare di tutti gli americani, e ridurre di altrettanto i decessi da ictus e malattie cardiovascolari» spiega John Rumsfeld, professore di medicina presso l’Università del Colorado a Denver, e primo firmatario del documento, pubblicato su Circulation. «Lo stato di salute riferito dal paziente è un importante indicatore del benessere cardiovascolare, che comprende 3 aree di interesse, dette anche domini: i sintomi, lo stato funzionale, e la qualità della vita» riprende il ricercatore. Ma non solo: lo stato di salute del paziente è anche un rilevante fattore prognostico predittivo della mortalità, degli eventi cardiovascolari, delle ospedalizzazione e dei costi delle cure. E come tale, la sua misura con metodi obiettivi e scientificamente validati è fondamentale sia come fattore di rischio sia come indicatore di prognosi. «Nel corso del tempo diversi metodi di indagine sullo stato di salute cardiovascolare riferito dai pazienti sono stati sviluppati e utilizzati con successo in studi clinici e osservazionali» sottolinea Rumsfeld. Eppure questi test restano sottoutilizzati, pur potendo guidare non solo le decisioni cliniche sul paziente, ma anche l’allocazione di risorse sanitarie, migliorando la sorveglianza epidemiologica cardiovascolare. Ma a tutt’oggi, nonostante le enormi potenzialità, poco è stato fatto in questo senso. «Ecco perché l’AHA ha pubblicato questo documento, in cui viene fornita una panoramica dei modi per misurare lo stato di salute riferito dal paziente e vengono descritte le direzioni future della ricerca in questo campo» conclude Rumsfeld.

Circulation. 2013;127:00-00