Atto medico deliberato a causare la morte del paziente mediante la somministrazione diretta di una dose letale di farmaci o di altri agenti. Poiché spesso tali pazienti sono affetti da malattie inguaribili o da gravi traumatismi, l’eutanasia è anche detta . Sulla base dell’azione del medico e della condizione del paziente, sono stati descritti 4 tipi di eutanasia: (1) , in cui un medico intende deliberatamente uccidere un paziente per alleviare o prevenire una sofferenza incontrollabile; (2) , in cui un medico interrompe mezzi artificiali atti a prolungare la vita (ventilatori, apparecchi di dialisi o altro) cosicché il paziente muore di morte naturale; (3) , in cui la persona prossima a morire è competente a dare il consenso e lo fa; (4) , in cui la persona prossima a morire è incompetente o incapace a dare il consenso. Nel codice deontologico medico, i medici giurano di non prescrivere farmaci che provochino la morte o di non dare consigli a un paziente tali da causare la morte. L’eutanasia, quindi, come il , è inaccettabile da un punto di vista deontologico. Naturalmente, con lo sviluppo di nuove tecnologie e di apparecchiature che permettono di prolungare la vita e con l’aumento della longevità, sia l’eutanasia sia il suicidio assistito saranno sempre più fonti di controversie mediche, etiche e anche spirituali.
ETOSUCCIMIDE (ESM) ( -etil-ametil succinimide)
L’etosuccimide è un farmaco antiepilettico dei primi anni Cinquanta e attualmente in fase di relativo abbandono, appartenente alla famiglia delle succinimidi (come i preparati minori metsuccimide e fensuccimide). Usato nel trattamento delle crisi generalizzate tipo assenza, ha una vita media di 20-60 ore e il range terapeutico è di 40-100 mg/ml. Il legame con le proteine plasmatiche è pressoché nullo. Provoca importanti effetti collaterali, tra i quali soprattutto trombocitopenia, ipoplasia midollare e disturbi comportamentali (psicosi “alternante” o “ ” ).
ETIZOLAM
L’etizolam è una tieno-triazolo-benzodiazepina con azione ansiolitica e ipnotica, il cui meccanismo di azione è rappresentato dalla facilitazione della trasmissione neuronale inibitoria mediata dall’acido gamma-aminobutirrico (GABA). Viene rapidamente assorbito dopo somministrazione orale, raggiungendo il picco delle concentrazioni plasmatiche dopo 3 ore circa. L’emivita plasmatica del farmaco e dei suoi metaboliti si aggira intorno alle 15 ore. Trova indicazione negli stati d’ansia, nell’ansia somatizzata e nei disturbi del sonno di varia eziologia. La posologia è di 0,25-0,50 mg o 10-20 gocce 2-3 volte/die. Nei disturbi del sonno vengono utilizzati 1-2 mg alla sera prima di coricarsi. Nei pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico e in genere ridotta. Gli effetti collaterali sono quelli di tutte le benzodiazepine e occasionalmente possono comparire, a dosaggi non tollerati dal paziente, confusione, tremori e tachicardia. Risulta controindicato nella miastenia e va utilizzato con cautela nel glaucoma ad angolo chiuso e nell’insufficienza respiratoria acuta. L’associazione con farmaci ad attività centrale, come analgesici oppioidi, anestetici, antidepressivi, antipsicotici, miorilassanti (baclofen), e con antistaminici può rafforzare l’azione sedativa. Questo potenziamento è talvolta utilizzato a scopi terapeutici. La somministrazione contemporanea di antipertensivi aumenta l’effetto ipotensivo. La fluvoxamina aumenta la concentrazione plasmatica delle benzodiazepine. Disulfiram, eritromicina e cimetidina inibiscono il metabolismo delle benzodiazepine, accentuandone l’azione sedativa. Va utilizzato con cautela nei bambini e nei pazienti con patologia cerebrale, organica (ad es., vasculopatie cerebrali focali o multifocali) in grado di alterare la risposta al farmaco, nonché nei pazienti debilitati. Deve essere inoltre utilizzato sotto stretto controllo medico nei soggetti che abusano di bevande alcoliche o che presentano dipendenza nei confronti di farmaci e/o di sostanze stupefacenti. Precauzione va anche esercitata nella terapia di pazienti con grave compromissione dei parenchimi epatico e/o renale, con insufficienza cardiocircolatoria o pneumopatie croniche ostruttive. La sospensione della terapia deve essere graduale. L’uso concomitante di bevande alcoliche dovrebbe essere evitato. Può alterare le capacità di reazione. Come per tutte le benzodiazepine, l’utilizzo dell’etizolam è da evitare nel primo trimestre di gravidanza e, nel periodo successivo, andrebbe usato solo nei casi di assoluta necessità e sotto il diretto controllo del medico per brevi periodi di tempo.
ETICA IN PSICHIATRIA
Principi alla base della pratica psichiatrica atti a dirimere in caso di decisioni anche complesse relative ai più fondamentali comportamenti umani nel rispetto dell’uomo. Le due teorie etiche principali sono la teoria utilitaria e la teoria dell’autonomia. La sostiene che l’obbligo fondamentale nel processo decisionale è produrre la maggiore felicità possibile per il maggior numero di persone possibile, o almeno di causare il minor danno possibile. La convenienza di dire la verità, proteggere la riservatezza e richiedere il consenso informato sono secondari all’ottenere il maggior benessere o il minimo danno. È una teoria usata per macrodecisioni relative alla ripartizione delle risorse per il trattamento e la ricerca medica. La si basa sugli scritti di Immanuel Kant e concepisce la relazione medico-paziente come una relazione tra persone adulte (e non una relazione tipo padre-bambino). Il paziente viene visto come un soggetto in grado di prendere decisioni esistenziali razionali e responsabili. Contrariamente alla teoria precedente, proibisce l’utilizzo delle persone allo scopo di produrre maggior benessere e minore dolore senza il loro consenso. Altri principi etici sono: anche .
ETEROTOPIA NODULARE
Quadro istopatologico caratterizzato dalla presenza di masse nodulari di sostanza grigia eterotopica che si riscontra in molte e svariate situazioni patologiche e cliniche. Può associarsi ad altre malformazioni del SNC, ma in alcuni soggetti non dà luogo a manifestazioni neurologiche. L’epilessia e il ritardo mentale possono essere presenti, ma non necessariamente.
ETEROTOPIA A BANDE
Detta anche o , è un’ a forte predominanza femminile, caratterizzata da un quadro di modesta pachigiria e uno strato di neuroni nella sostanza bianca, situato tra la corteccia e il ventricolo, ma ben separata da entrambi. L’istologia e l’architettura della corteccia cerebrale appaiono normali. Può essere considerata una forma “lieve” di . Clinicamente è caratterizzata da crisi epilettiche parziali (e poi generalizzate) farmacoresistenti e iposviluppo mentale. I sono comuni con l’avanzare della malattia.

