CGIL, CISL E UIL contro la Finanziaria che nega il riposo ai lavoratori
Firma anche tu l'appello contro la modifica della legge europea sull'orario di lavoro!
Onorevoli Presidenti Onorevoli Ministri,
le scriventi organizzazioni sindacali presa visione della norma prevista dall'articolo 3 comma 85 della Legge 24 dicembre 2007 n. 244 (Finanziaria 2008) ne chiedono l'immediata revoca, in quanto lesiva delle tutele minime dei lavoratori e di un sistema di corrette relazioni sindacali. La innovazione normativa da Voi introdotta, unilateralmente, è difforme alle vigenti normative europee e nazionali di recepimento in materia di riposo giornaliero e discriminatoria nei confronti dei lavoratori del ruolo sanitario del servizio sanitario nazionale.
A tal proposito si ricorda the la direttiva europea 2000/34/CE, nel confermare i principi della precedente direttiva europea n. 1993/11)4/CE, prevede ai punto 5) la necessità di ampliare il campo di applicazione dei lavoratori destinatari della norma relativa al riposo qiornaliero, ma soprattutto la direttiva prevede la necessità di "proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori, in quanto tali a prescindere dalla particolare attività /avorativa”. Inoltre prevede l'obbligo degli stati membri di indicare con una espressa unità di tempo il riposo giornaliero.
La stessa direttiva europea, rafforzando i principi indicati dalla prima direttiva del 1993, prevede le ragioni per l'introduzione di una specifica unità temporale di 11 ore per il riposo giornaliero fra un turno e l'altro, infatti cita espressamente all'articolo 1 punto 9): riposo adeguato: il fatto che i lavoratori dispongano di periodi di riposo regolari, la cui durata è espressa in unità dl tempo e sufficientemente lunghi e continui per evitare che essi a causa della stanchezza causino lesioni a se stessi ad altri lavoratori o a terzi o danneggino la loro salute, a breve o a lungo termine"
Il D.lgt. n. 66 del 2003 recepisce per lo Stato Italiano i principi della direttiva europea sopra citata e all'articolo 17 prevede espressamente che eventuali deroghe possono essere individuate attraverso due percorsi; dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro, nel caso della sanità questo non è avvenuto quindi la norma del D.Igt. 66/2003 è acquisita a pieno titolo per tutti i lavoratori del servizio sanitario nazionale o da un decreto definito dal Ministero della funzione pubblica di concerto con li Ministero dei Lavoro su richiesta di una delle parti: sindacati o datori di lavoro e comunque previo consenso delle parti.
Tali percorsi non sono stati attivati, né richiesti da nessuna della parti, malgrado ciò, e senza alcun confronto preventivo con le scriventi, è stata introdotta dalle SS.VV. in sede parlamentare, in "perfetta violazione" della vigente normativa europea, una norma unilaterale di deroga dell'articolo 7 del D.lgt. 66/2003 in oggetto.
La norma introdotta non è rispettosa dei principi di tutela dei lavoratori sopratutto nell'ambito sanitario dove l'uso del lavoro straordinario, delle prestazioni aggiuntive e dell'istituto della pronta disponibilità è in continuo aumento, per coprire le carenze "annose e croniche" di personale sanitario e pregiudica la salubrità e il recupero psico fisico del lavoratore fra un turno e l'altro, ma soprattutto la garanzia dl prestazioni ai cittadini da realizzare 'in sicurezza'
Per le succitate ragioni chiediamo l'abrogazione immediata della normativa in oggetto, al fine di ripristinare in tutto il servizio sanitario nazionale un'immediata situazione di legalità.
Distinti saluti.
FP CGIL Calo Podda
CISL FP Rino Tarelli
UIL FPL Carlo Fiordaliso
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