CISL contro la Finanziaria che nega al personale sanitario il riposo giornaliero delle 11 ore

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Oggetto: Legge Finanziaria 2008 — Deroga personale sanitario riposo giornaliero delle 11 ore

Cari colleghi;
dopo continui tentativi e a seguito della nostra ferma contrarietà esposta a livello unitario, in più occasioni, il Parlamento nella fase finale dell’iter della Legge Finanziaria 2008 ha approvato l’esclusione del personale del ruolo sanitario dall’applicazione dell’articolo 7 del Decreto Legislativo 66 del 2003 che prevede le 11 ore di riposo giornaliero fra un turno e l’altro.

Tutto ciò conferma la “schizofrenia” di alcune scelte della politica in questo momento che da un lato riconosce il lavoro notturno come lavoro usurante e dall’altro permette l’introduzione di una norma che aggrava la situazione lavorativa dei lavoratori turnisti in sanità, riduce le tutele degli operatori e limita la garanzia di sicurezza delle prestazioni per i cittadini.

La nostra federazione ritiene peraltro che il comma 85 dell’articolo 3 della Legge 244 del 24 dicembre 2007 (Finanziaria 2008), come indicato nell’allegata scheda tecnica, sia illegittimo di fatto, per questa ragione oltre ad agire immediatamente un’azione sindacale unitaria nei confronti di tutto il Parlamento, il Governo e le Regioni per ottenere l’abrogazione immediata della normativa, di cui vi informeremo in giornata, stiamo valutando con gli uffici legali l’illegittimità della normativa rispetto le previsioni legislative di “livello superiore”, quali le direttive europee.

Nel contempo dobbiamo confermare una nostra azione coerente sul territorio a tutti i livelli, senza lasciare ad altre associazioni o sindacati autonomi la tutela della sicurezza e del benessere organizzativo dei lavoratori, che deve essere difeso allo stesso modo della giusta retribuzione, anche denunciando l’abuso del lavoro straordinario, delle prestazioni aggiuntive e delle pronte disponibilità.

Tali situazioni, come confermato in più occasioni, devono trovare soluzione attraverso un’adeguata politica del fabbisogno di personale, una diversa organizzazione del lavoro e una maggiore autonomia delle professioni sanitarie, con una corretta integrazione del personale di assistenza: gli OSS.

La nostra federazione non può accettare la semplificazione dei problemi ricercata con queste soluzioni legislative che hanno solo l’obiettivo di proseguire nella strada delle “facili scorciatoie” quali le flessibilità non contrattate, senza risolvere i reali problemi del settore, peraltro diversificati fra le diverse aree territoriali del paese, e imputabili alla scarsa e totalmente inefficace politica di programmazione ed indirizzo delle regioni in materia di personale del servizio sanitario nazionale, malgrado la sanità rappresenti il 70% del valore dei bilanci regionali.

A tal proposito basti ricordare la inadeguata programmazione della formazione universitaria non governata dalle regioni, la scarsa attrazione fra i giovani della professione infermieristica in particolare nelle regioni del nord, l’alta percentuale di abbandono del percorso formativo, la inefficiente organizzazione del lavoro basata ancora sulla divisione per compiti e gerarchie professionali e non sulla integrazione fra professionisti e operatori, la mancanza di un sistema valido di qualificazione e valorizzazione professionale e l’inefficacia dell’attuale sistema di formazione permanente.

Per questa ragione proseguiremo un’azione determinata, capillare sindacale e legale, fino all’abrogazione di questa “ingiusta” normativa introdotta unilateralmente dal Parlamento e non lasceremo spazio a coloro che vogliono addossare ai lavoratori la responsabilità di preferire i turni illegittimi e pretenderemo che l’argomento sia riportato al confronto contrattuale.

Certa della vostra collaborazione nell’informare i lavoratori sull’argomento e sulle iniziative in corso, colgo l’occasione per rinnovare gli auguri di buon anno e porgervi cordiali saluti.
Il Segretario Nazionale (Daniela Volpato)


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