Fiction su Basaglia, intervista a uno psichiatra "deluso"
Domenica 7 febbraio 2010 Pippo Baudo intervisterà lo psichiatra dott. Paolo Lucarelli, socio AipsiMed, a "Domenica in", in occasione della presentazione della fiction su Basaglia e in merito all'articolo "Lettera di uno psichiatra deluso" apparso su AipsiMed e Corriere di Livorno questa estate. Segue l'articolo:
Sono amarissime le considerazioni che uno psichiatra qualunque sente il dovere di fare all’indomani di un evento tragico (vedi Abbandonati alle famiglie, n.d.r.) e, purtroppo, prevedibile. Con alle spalle anni di studio e di lavoro siamo oggi impotenti in uno strano paese, un luogo dove il buonsenso e la razionalità, non sono riusciti in trenta anni a imporre un ripensamento su una legge, la “180” o “legge Basaglia”, che ci ha lasciati tutti soli. Soli i malati più gravi, costretti in una società complessa in cui non trovano un loro luogo. Soli i loro familiari, a reggere il carico di sofferenze della malattia mentale dei loro congiunti. Soli i medici, quando i farmaci, o i servizi territoriali sono impotenti a contenere i disturbi più gravi. Sole le autorità, senza strumenti efficaci per prevenire le tragedie annunciate. Sembra impossibile cambiare una legge che la storia, i fatti e la scienza hanno dimostrato inadeguata. La legge Basaglia è nata negli anni ‘70, in contrasto la quasi totalità della comunità scientifica, con il concetto di fondo che “la malattia mentale non esiste”; e se non c’è malattia non c’è bisogno di distinguere tra ansia o psicosi, per tutti va bene la stessa cura: non curare. Le cose di trent’ anni fa oggi non le dice quasi più nessuno, e per molte persone una assistenza domiciliare o un saltuario ricovero, insieme ad un lento e complesso percorso di reinserimento sociale, può essere determinante. Non è così per i malati più gravi, portatori di malattie croniche a volte neanche curabili. Troppe di queste persone non possono rientrare negli schemi di una legge che non li distingue dalle piccole patologie. Di altri percorsi, assistenza, luoghi e competenze avrebbero bisogno. Oggi siamo a piangere i nostri morti e la legge Basaglia è ancora lì. Le vittime sono chi oggi è morto ed i suoi familiari, un malato non colpevole perché la sua condizione non gli permette di distinguere il bene dal male, i suoi familiari con l’amarezza di tutta una vita, una comunità attonita che non può rendersi conto. Sono tanti i responsabili. I nostri politici che non hanno convenienza a mettere le mani su qualcosa che non porta voti. I tanti che hanno costruito le loro carriere su questa ideologia, e sull’ingenuità di tanti malati e delle loro famiglie, e difendono una legge che garantisce i loro privilegi e i loro posti di potere. Gli amministratori, che sostengono questa legge perché, pur non sapendo niente di questo mondo, la ritengono politicamente corretta o redditizia per le loro fortune. Le ASL che eseguono un mandato politico che pensano conveniente in termini di consenso, di spesa o di immagine. Anche coloro che hanno creduto onestamente e che oggi, se non ottenebrati dall’ideologia, sono delusi e rassegnati. Poi ci siamo noi, gli psichiatri, oggi quasi tutti consapevoli del disastro che abbiamo tra le mani e dei pericoli che personalmente corriamo, colpevoli di non aver trovato il coraggio e la dignità, in tutti questi anni, di dire un deciso “Io non ci sto!” Ci sarà chi dirà che tutto questo non è vero e che abbiamo ottenuto risultati che il mondo ci invidia.
dott. Paolo Lucarelli, psichiatra
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AVANTI! Andiamo avanti non
AVANTI!
Andiamo avanti non abbassiamo la guardia, abbiamo un obiettivo migliorare il sistema della cura mentale e quindi una revisione (completamento) della legge 180.
RICORDIAMO:
- gli psicotici, schizofrenici che non voglio seguire la terapia, non vengono gestiti e questo produce cronici ed i giovani malati che sono al loro esordio, rimangono nel loro delirio
- Quando un malato esce da un SPDC viene semplicemente abbandonato dalle famiglie in forte stato di sedazione e quando finisce l'effetto degli psicofarmaci ricomincia il delirio ( fenomeno delle porte girevoli)
- Se hai una crisi alle 19:00 di sera, il tuo CSM/CPS è chiuso e devi arrangiarti.
- Non si fa più ricerca
- i Gruppi Appartamento sono semplicemente delle discariche a carico dei pazienti
- Le comunità sono in mano ai privati che speculano a mani basse
- Serve una regolamentazione sul tema << dopo di noi>>
- Servono risorse e strutture: medici, infermieri, ospedali, ricerca>
Marcus
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