Infermiere muore dopo 21 ore di lavoro

ritratto di Waimea
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"Colpo di sonno dopo una notte in reparto: muore un infermiere, poliziotto in coma. La vittima stava rientrando a casa dopo essere stato chiamato in reperibilità e aver passato 12 ore in sala operatoria per una emergenza in Neurochirurgia".
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Ittiri. Un colpo di sonno sulla strada di casa dopo una notte passata in sala operatoria: il senso del dovere e l'attaccamento ad una professione difficile sono costati la vita ad un infermiere di Ittiri. Giovanni Casiddu, 39 anni a marzo, è morto in uno scontro frontale sulla direttissima Sassari-Ittiri: alle sette del mattino a poche centinaia di metri dall'ingresso del paese. Stava rientrando a casa dopo quasi 12 ore consecutive passate in sala operatoria nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale civile di Sassari. Aveva fatto il normale turno pomeridiano, ma la notte era reperibilità. Dal reparto di Neurochirurgia è giunta una telefonata intorno alle ore 20,00: un intevento chirurgico d'urgenza. Tutta la notte in sala operatoria, ha assistito a tre interventi chirurgici. Facile ritenere che a tradirlo sia stato proprio un eccesso di stanchezza: un colpo di sonno dopo una giornata di lavoro massacrante. Nella professione da pochi giorni aveva avuto una delle sue più grandi soddisfazioni, la promozione a caposala. Un esame perfetto e la grande stima dei colleghi. Fuori dalla corsia e nei giorni liberi la pesca era il suo principale hobby. (FONTE: L' Unione Sarda- 14 Gennaio 2003)

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ITTIRI. Mancavano soltanto poche centinaia di metri all'abitato di Ittiri, una manciata di secondi (erano le sette e trenta) e, Gianni Casiddu, celibe, 39 anni, infermiere professionale presso l'ospedale, Santissima Annunziata, di Sassari, sarebbe tranquillamente arrivato nella sua casa, in via Umberto 1º, per poter riposare dopo una nottata di lavoro. Invece, un destino tragico, e crudele al tempo stesso, si è frapposto al suo breve percorso quotidiano, su una strada conosciuta, ormai, a menadito. A tradire l'infermiere, un colpo di sonno, causato probabilmente dalla stanchezza accumulata per il turno notturno di lavoro, presso il reparto di Neurochirurgia.
L'invasione di corsia, che ha causato il terribile urto frontale, tra sua Audi 80 e l'Alfa 156, condotta dal poliziotto ittirese, Vincenzo Masia, 42 anni, in servizio presso la questura di Sassari, è stata fatale.
Lo scontro, avvenuto in una semicurva, è stato di una violenza inaudita: il conducente dell'Alfa 156, che viaggiava verso Sassari, si è probabilmente accorto dell'invasione di corsia operata dall'Audi, diretta a Ittiri, ed ha tentato, anche se solo all'ultimo momento, una disperata frenata, probabilmente risultata utile ad evitare il peggio. Ovvero una autentica strage, visto che a bordo vi erano quattro persone. Agli occhi dei primi soccorritori uno"spettacolo" a dir poco agghiacciante: due auto accartocciate e corpi imprigionati nelle lamiere contorte, ma mentre dall'Audi non proveniva alcun lamento, nell'altra berlina, la 156, si sentivano urla e disperazione. Per Gianni Casiddu, infatti, non c'èra, davvero, nulla da fare, era morto sul colpo, incastrato tra le lamiere dell'auto. Per estrarlo dall'abitacolo è stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco di Sassari, mentre si è dovuto attendere il magistrato per poterne restituire il corpo, privo di vita, ai familiari. Un'unità mobile di soccorso del 118, sopraggiunta a tempo di record da Sassari, si preoccupava nel frattempo di trasportare a Sassari, presso l'ospedale civile, Vincenzo Masia, apparso immediatamente in gravi condizioni. Il ferito, estratto anch'egli a fatica dall'auto accartocciata, è stato operato d'urgenza, ma non correrebbe pericolo di vita, anche se qualche preoccupazione permane ancora. In Chirurgia gli è stata asportata la milza, successivamente è stato trasferito in rianimazione. Il poliziotto viaggiava in compagnia della moglie, Maria Bonaria Lai, 40 anni, del figlio Gavino di 15 anni, e della cognata, Anna Dore, di 42 anni. A salvare la vita a Vincenzo Masia e alla moglie, è stato certamente l'air-bag, apertosi provvidenzialmente anche sul lato passeggero, dove sedeva la moglie. Maria Bonaria Lai, ha riportato ferite agli arti e contusioni varie. Anche per lei, i Vigili del Fuoco, hanno dovuto faticare per diverso tempo, prima di riuscire ad adagiarla sull'autoambulanza che l'ha trasportata a sirene spiegate verso il nosocomio sassarese del Santissima Annunziata. Altre due ambulanze, di cui una dell'Avis di Ittiri, hanno condotto gli altri feriti in ospedale. Nessuno di questi, per i sanitari, desta grosse preoccupazioni. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti per gli accertamenti di rito i Carabinieri di Ittiri e della compagnia di Sassari.

Rilevazione presenze e servizio dell'infermiere il giorno della sua morte:

1) in servizio 7,00-14,00

2) smonto intorno alle ore 14,30

3) chiamata in reperibilità alle ore 16,00 circa

4) arrivo in sala operatoria alle ore 17,00 circa

5) inizio intervento ore 20,00 poichè le sale erano impegnate

6) termine intervento all'alba del nuovo giorno

7) ore 7,00 smonto dal servizio.

Poi lo schianto.

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Si tratta di un fatto accaduto il 14 gennaio 2003 ( prima dell'entrata in vigore del D.Lgs.66/2003). Tra alcuni giorni ci sarà la ricorrenza e a Giovanni e alla sua famiglia va il nostro ricordo. Ma quanti sono i fatti accaduti, simili o analoghi a questo, per medici , infermieri e personale sanitario ?
Se non verrà ripristinato, per legge, il diritto al riposo giornaliero di almeno 11 ore consecutive, quanti operatori sanitari e quanti pazienti ne saranno le vittime silenti e sconosciute? Un comma di legge sbagliato può uccidere.


1 Commenti

ho rispedito al mittette

ho rispedito al mittette (dirigente di distretto, da gennaio so che andava in pensione), un ordine di servizio incombente, l'ho denunciato, all' amministrazione dell'azienda asl dove lavoro, per mobbing. Mi hanno trasferito,e in mia assenza so che ci sono stati problemi organizzativi. Provvedevo all'organizzazione di tre sedute vaccinali pediatriche (appuntamenti, lettere 1° invito, solleciti dati report oer, richiesta presidi...., seguivo un giorno l'ambulatorio chirurgico e uno orl. Nell'ordine di servizio, senza alludere a straordinari, pretendeva, il dirigente con la spalla della coordinatrice delle infermiere e dirigenti medici allegati,che seguissi due mattine anche al poliambulatorio di tarquinia.Sono stata ferma a casa per tre mesi, per malattia. Ho ripreso a lavorare in un'altra zona, ora sto meglio. Se occorre aderire a uno sciopero generale, fatemelo sapere!

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