Malattie mentali, nuove strategie di cura
Una sinergia internazionale per individuare e curare al meglio le malattie mentali; dalla diffusa depressione fino alle patologie più gravi come le psicosi. Una delegazione del governo della Catalogna, in Spagna, ha fatto visita ieri mattina al centro Oms di Ricerca e formazione sulla salute mentale, che ha sede in Borgo Roma vicino al Policlinico.
Circa un anno fa, queste due realtà hanno siglato un protocollo d’intesa per lavorare insieme, condividere conoscenze e fare ricerca. E ora i due istituti si stanno preparando a lavorare in rete, studiando reciprocamente le peculiarità e i punti deboli da rinforzare, in modo da imparare l’uno dall’altro.
Questa sinergia tra due dei più importanti centri per la cura della salute mentale a livello internazionale rappresenta inoltre un ottimo biglietto da visita per la Commissione sanità dell’Unione europea e una corsia preferenziale per l’ottenimento di finanziamenti ai progetti.
In particolare, come ha riassunto lo stesso Michele Tansella, direttore di Psichiatria, verranno individuati scientificamente e condivisi «gli indicatori per le malattie mentali, i costi delle terapie e la comunicazione tra medico e paziente». Sono questi infatti gli argomenti su cui si impronterà la ricerca scientifica comune dei due dipartimenti, veronese e catalano, che si occupano di sanità mentale. «Sarà una strada basata sull’evidenza scientifica, che permetta cioè di individuare dei percorsi attuabili da tutti. Noi siamo più avanti per quanto riguarda l’individuazione degli indicatori di esito (ovvero di come valutare l’esito delle cure somministrate ai pazienti) e potremmo condividere con i professori catalani questa conoscenza per poi proseguirla insieme. In Spagna, invece, hanno decisamente più dimestichezza con il conteggio dei costi delle cure. Uno degli obiettivi sarà infatti quello di mettere a punto dei sistemi di controllo in modo da poter pianificare un uso più razionale dei farmaci», ha proseguito Tansella.
«Nella cura delle malattie mentali, inoltre, fondamentale è il rapporto che il paziente ha con il medico o l’operatore sanitario che lo segue sul territorio, dato che molto spesso si tratta di malattie, e quindi di un periodo di terapia, molto lunghi. Se manca questa comunicazione reciproca, spesso, viene meno anche l’assunzione dei farmaci prescritti e, in generale, la cura della patologia», ha aggiunto Tansella. Ecco perché tra i progetti che i due istituti sanitari ci sono per lo più iniziative volte ad una ricerca scientifica applicata e finalizzata all’organizzazione sanitaria, più che a nuove scoperte scientifiche. «Si tratta di progetti che curano il trasferimento alla pratica della conoscenza scientifica già acquisita», che troppo spesso rimane tale solo sulle riviste scientifiche e non trova applicazione sui pazienti e nella quotidianità.
Alla visita che la delegazione catalana ha fatto ieri mattina al centro veronese ha partecipato anche l’assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri: «Si tratta di un progetto importante che ha preso il via anni fa, con l’allora assessore Flavio Tosi. Ed è un valido sistema per poter far arrivare sul territorio i contributi europei finalizzati alla ricerca e allo sviluppo», ha commentato. (Fonte: L'Arena)
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Desidererei maggiori informazioni riguardo la CRT e conoscere l'indirizzo a cui rivolgermi x poterla praticare (soffrendo di disturbi praticamente da quando ero piccola).
Ringraziando anticipatamente, distinti saluti.
Francesca Restuccia
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