NURSIND: No alla deroga del d.lgs 66/03 imposta dalla finanziaria per i professionisti sanitari del S.S.N.
Firma anche tu l'appello contro la modifica della legge europea sull'orario di lavoro!
Nursind protesta fermamente a seguito dell’imposizione, attuata dalla Finanziaria 2008 tramite l’art. 3 comma 85, in cui si nega a tutti gli infermieri, ai medici, alle ostetriche, ai tecnici di radiologia e di laboratorio, il diritto al riposo di 11 ore tra un turno di servizio ed il successivo, come invece assicurato a tutti i lavoratori dalla normativa europea. Abrogando tale diritto, si rende di fatto programmabili negli ospedali italiani turni di lavoro della durata persino di 24 ore continuative, trascurando di fatto la correlazione evidenziata da numerosi studi scientifici tra prolungamento del tempo di lavoro in sanità e rischio di errore.
Siamo semplicemente sbalorditi di come possa essere accaduto che, una tematica talmente importante per la sicurezza dei cittadini ricoverati nelle strutture pubbliche ospedaliere e per la stessa salute degli operatori sanitari, sia stata letteralmente “infilata” in extremis in un comma della Finanziaria, anziché discussa e condivisa dai rappresentanti delle istituzioni insieme a quelli dei lavoratori.
La salute dei cittadini deve essere protetta anche garantendo il giusto riposo agli operatori sanitari, perché possano assicurare la massima attenzione nell’assistenza sanitaria. Non è ammissibile, per uno Stato che garantisce nella sua Carta Costituzionale la salute quale bene primario indiscutibile, che si pensi di continuare a gestire il S.S.N. in condizioni di lavoro simili alle emergenze dei conflitti armati o da calamità naturali.
E’ indegno, irrispettoso oltre che iniquo riservare un trattamento “speciale” a chi si impegna da una vita con passione per il bene salute, operando su persone, da persone e non da inammissibili “robot” inesauribili ed indistruttibili quali le aziende sanitarie ci stanno da tempo considerando. Le cosiddette “risorse umane” del S.S.N. devono essere protette e garantite nel proprio lavoro, assicurando loro semmai condizioni particolari migliorative e non certo peggiorative rispetto a tutti gli altri lavoratori.
Se si vuole produrre salute negli ospedali non si può prescindere dalla tutela del benessere degli stessi operatori sanitari. E’ il momento di scelte coraggiose, di finanziamenti destinati all’assunzione di nuovo personale, soprattutto infermieristico, perché solo incrementando il numero degli operatori sarà possibile garantire loro un lavoro dignitoso, compatibile con la vita privata e non relegato all’anacronistica visione del “missionario”.
Chiediamo con vigore al Governo, alla Ministra della Salute, ai Ministri del Lavoro e della Funzione Pubblica, di provvedere al più presto alla soppressione dell’art. 3 comma 85 della Finanziaria 2008 mediante un apposito provvedimento d’urgenza.
Chiediamo che il Governo sopprima la parte relativa alla deroga del D. Lgs. 66/03 indicata nell’atto di indirizzo del Comitato di Settore alle trattative per il rinnovo del CCNL del Comparto Sanità.
Chiediamo che il Governo abolisca il vincolo della riduzione dell’1,4% del costo del personale iscritto nei bilanci delle aziende sanitarie nel 2004.
Nursind si fa promotore di un appello a tutte le R.S.U. del S.S.N. affinché:
Ø prendano una posizione netta di opposizione alla deroga, inviando al Governo, alla Ministra della Salute, ai Ministri del Lavoro e della Funzione Pubblica, fax di protesta;
Ø chiedano che vengano tutelati i lavoratori notturni del S.S.N. assicurando in questo modo il diritto al riconoscimento di lavoro usurante, derogando il limite delle 80 notti/anno previsto dallo stesso decreto, limite che al momento li esclude ingiustamente;
Ø impegnino le forze sindacali presenti al tavolo negoziale per il CCNL a non barattare assolutamente la salute del personale richiedendo che venga espressamente inserito nel contratto il diritto ad 11 ore di riposo consecutive ogni 24 ore, calcolate dall'ora di inizio della prestazione; in difetto, che per ogni singola ora di riposo non fruita dal dipendente, l’azienda sia obbligata a pagare direttamente nella busta paga del mese successivo 400 € a titolo di penale, ogni eccezione respinta.
Nursind sarà partecipe di un eventuale ricorso collettivo di tutte le O.O.S.S. alla Corte di Giustizia Europea nel caso il Governo non recepisca tali richieste ed intenda mantenere la deroga.
La Direzione Nazionale
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