SENATORE FI VUOLE ABOLIRE IL DIRITTO AL RIPOSO DEI LAVORATORI DELLA SANITA'

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A causa della sistematica violazione da parte delle Asl della legge europea sull’orario di lavoro e delle conseguenti sanzioni comminate alle Asl dagli Uffici Ispettivi delle Direzioni Provinciali del Lavoro, il Senatore Tomassini (uno dei 25 parlamentari del V-Day) ha pensato bene di richiedere una modifica al D.lgs. 66/2003 anziché risolvere il vero problema: le gravi carenze di organico. Sottoscrivi l'appello contro la richiesta di modifica della legge europea sull'orario di lavoro! Così il Senatore Tomassini (Forza Italia, membro della Commissione del Senato Igiene e Sanità, uno dei 25 parlamentari del V-Day ) in occasione dell’esame del DDL denominato Turco-Mussi su ”Interventi per il settore sanitario e universitario” ha colto l’occasione per richiedere l'introduzione di un emendamento. Il Senatore ha richiamato l'esigenza di un intervento legislativo in materia di turnazione del personale sanitario, volto a sancire che il riposo giornaliero riconosciuto al lavoratore soggetto a turni possa essere fruito anche in modo non consecutivo (la legge europea prevede 11 ore di riposo consecutivo tra un turno e l’altro). Ciò consentirebbe alle strutture sanitarie di non incorrere in sanzioni, talvolta estremamente onerose, perché non sono in grado di effettuare le turnazioni secondo le modalità previste dalla normativa vigente, in presenza di significative carenze di organico. Pertanto il Senatore Tomassini, insieme agli altri componenti della commissione appartenenti a Forza Italia, preso atto della carenza di personale che rende talvolta problematica l'effettuazione delle turnazioni secondo le modalità previste dalla normativa vigente, invita il Governo a verificare l'opportunità di modificare la normativa in materia di turnazione del personale sanitario prevista all'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo n. 66 del 2003, nel senso di consentire che, tra le ore 0 e le ore 24, ai lavoratori a turni siano concesse almeno undici ore di riposo anche non consecutive. Se passa questo emendamento sciagurato, il cui unico scopo appare quello di evitare sanzioni amministrative alle Asl, queste potranno continuare a schiavizzare i lavoratori. Pertanto si invitano tutti i lavoratori della Sanità a contattare il Ministro del Lavoro, i sindacati, i parlamentari della 12° Commissione del Senato Igiene e Sanità, il Ministro della Salute per manifestare la propria contrarietà alla modifica della legge europea sull’orario di lavoro che avrebbe conseguenze gravissime.Sottoscrivi l'appello! Segue il resoconto della seduta della Commissione Igiene e Sanità, durante la quale si è discusso della modifica della legge 66/03: Misure urgenti per la turnazione del personale sanitario 1. Dopo il comma 1 dell'articolo 7 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, è aggiunto il seguente comma: "1-bis. In tutte le strutture di ricovero e cura, tra le ore 0 e le ore 24, ai lavoratori a turni debbono essere concesse almeno undici ore di riposo anche non consecutive. La presente disposizione si applica a far data dal 29 aprile 2003"». Per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 5.0.6 ha la parola il senatore TOMASSINI (FI), il quale richiama l'esigenza di un intervento legislativo in materia di turnazione del personale sanitario, volto a sancire che il riposo giornaliero riconosciuto al lavoratore soggetto a turni possa essere fruito anche in modo non consecutivo. Ciò consentirebbe alle strutture sanitarie che - in presenza di significative carenze di organico - non sono in grado di effettuare le turnazioni secondo le modalità previste dalla normativa vigente di non incorrere in sanzioni, talvolta estremamente onerose. Il senatore CURSI (AN) preannuncia a sua volta il voto favorevole sulla proposta emendativa, rilevando l'esigenza di individuare una soluzione alle attuali difficoltà ad assicurare un'efficace turnazione attesa l'inadeguatezza degli organici, dovuta anche al perdurante blocco delle assunzioni. Senza uno specifico intervento normativo, paventa il rischio che si determinino conseguenze negative in termini di prestazioni sanitarie nei confronti dei cittadini. Il senatore SILVESTRI (IU-Verdi-Com), pur preannunciando il proprio voto contrario sull'emendamento 5.0.6 in considerazione del parere ostativo della Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, invita il Governo a prendere in considerazione la necessità di un sollecito intervento in materia di turnazione del personale sanitario. Il senatore BODINI (Ulivo) auspica che il presentatore intenda trasformare l'emendamento in apposito ordine del giorno diretto a impegnare il Governo a studiare con attenzione la questione della turnazione e ad individuare soluzioni con il coinvolgimento dei sindacati. Il senatore TOMASSINI (FI) trasforma l'emendamento 5.0.6 nell'ordine del giorno G/1334/2/7e 12. Dopo che il sottosegretario ( di Stato per la salute) ZUCCHELLI ha dichiarato di accogliere l'ordine del giorno G/1334/2/7e 12, quest'ultimo è posto ai voti e approvato dalle Commissioni riunite ai fini della trasmissione in Assemblea. Ordine del Giorno n. G/1334/2/7ªE12ª al DDL n. 1334 G/1334/2/7ªe12ª TOMASSINI, BIANCONI, CARRARA, COLLI, GHIGO, LORUSSO, ASCIUTTI ACCOLTO DAL GOVERNO E APPROVATO DALLE COMMISSIONI RIUNITE Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 1334, recante «Interventi per il settore sanitario e universitario», preso atto della carenza di personale che rende talvolta problematica l'effettuazione delle turnazioni secondo le modalità previste dalla normativa vigente, invita il Governo a verificare l'opportunità di modificare la normativa in materia di turnazione del personale sanitario prevista all'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo n. 66 del 2003, nel senso di consentire che, tra le ore 0 e le ore 24, ai lavoratori a turni siano concesse almeno undici ore di riposo anche non consecutive."

28 Commenti

L'Italia è l'unico paese

L'Italia è l'unico paese Europeo che da al datore di lavoro la responsabilità diretta della salute del lavoratore.E' una legge che nasce dal nostro Diritto Civile e dalla legislazione sul lavoro che come abbiamo visto in una recente ricerca tra membri Aipsimed è una delle più protettive e rispettose della persona tra le varie legislazioni Europee, se pensiamo ad una Europa di 27 Paesi, e la smettiamo di confrontarci solo sui due o tre con cui al limite condividiamo una ex frontiera doganale.La proposta esaminata è fantastica nei suoi assunti, rassomiglia ai consigli sulla prevenzione dell'aviaria dei polli, 1 ) eventualmente smettiamo di mangiarli 2 ) proviamo a vedere se sono commestibili i gabbiani e i topi che quali rappresentanti del disastro ecologico sono ampiamente presenti in ogni parte del paese e non è neanche necessario allevarli. A me verrebbe da dire, per favore non gli badate neanche perchè è troppo idiota come proposta, non come persona, non mi permetterei mai e poi non sono sicura se esiste oppure no il reato di vilipendio della istituzione, e non ci vorrei incorrere.Anche mi piacerebbe ricordare che I Kiwi ( new Zealand college of psychiatrist ) hanno pubblicato qualche anno fa una valutazione di tipo statistico epidemiologico legato all'uso di un ponte per i tentativi suicidari in una loro città.Per valutare se poteva essere utile quale prevenzione, hanno sbarrato e messo le reti al ponte, e hanno valutato dopo un anno la quota suicidaria. con rigore scientifico si è visto che i suicidi si sono semplicemente spostati al ponte successivo.Da ciò l'inutilità di svolgere attività preventiva agendo sui mezzi, e la necessità di compiere scelte forse più impegnative,o sulla lunga distanza focalizzandosi sulla cura.
Il rispetto dei riposi compensativi è forse una delle poche norme su cui far presa, nelle lotte con le aziende per la carenza delle risorse umane nei servizi, se ci tolgono anche questa, qualcuno ci ha pensato che chi paga saranno i pazienti ? cioè gli elettori ? cioè la gente ? E' davvero una grande idea conformarci alle normative europee, che gli altri europei vogliono cambiare perchè non funzionano.

Emendamento Tomassini ed

Emendamento Tomassini ed atto di indirizzo dei comitati di settore

Guarda che è esattamente il contrario,sia l’emendamento che l’atto dei comitati di settore (propedeutico all’apertura delle trattative per il nuovo contratto) vogliono disattivare gli effetti della direttiva europea sull’orario di lavoro (104/93): direttiva a tutela della salute (nel senso più ampio relativa anche alla vita familiare e di relazione) che è stata formulata per stabile dei criteri “minimi” da rispettare nell’ambito dei paesi membri della comunità.
Tale direttiva è del 1993 è stata recepita dall’Italia nel 2003 e sostanzialmente non è stata mai applicata, nella presunzione di impunità che ha sempre accompagnato determinati settori della pubblica amministrazione, ma un singolo, a Busto Arsizio, ha avuto l’intuizione ed il coraggio di far riferimento all’Ispettorato del Lavoro da ciò è nato il pandemonio e la multa 15 milioni di euro, per mancato rispetto delle norme sull’orario di lavoro (contenute nel D. Lgs 66/2003).
Con lo stile di sempre l’italico genio ha pensato di inattivare gli effetti (ma la liceità dell’atto è tutta da verificare) modificando le disposizioni del D.Lgs stesso; negando sia l’interpretazione del Ministero del Lavoro (circolare 8 del 2005) sia dei vari interpelli sempre al Ministero sulle possibilità locali di modificarne i termini, richieste sempre rigettate.
Peccato che la giurisprudenza consolidata della Corte di Giustizia delle comunità europee consideri la direttiva (104/93) “sufficientemente chiara e precisa”, termini usati non a caso, per essere applicata in sede nazionale non solo in caso di non recepimento (trascrizione) in sede nazionale ma anche nei casi di difetto di recepimento (ovvero quando i paesi membri abbiano tentato di modificare in termini più favorevoli, e non certo ai lavoratori, le norme della direttiva per annacquarne gli effetti).
Ovvero il singolo contro “lo Stato” (in tutti i suoi settori: quindi anche i direttori generali delle ASL e delle AO) può chiedere che la direttiva europea (104/93) venga applicata sia alla lettera sia nei suoi intenti indipendentemente dalle norme nazionali. (lo stesso principio non vale nelle dispute fra singoli ma solo tra il singolo, o gruppi omogenei, e l’autorità dello Stato a qualsiasi livello la si possa trovare).
Detto questo va precisato che sia l’emendamento proposto sia l’atto di indirizzo dei comitati di settore, propedeutico all’apertura delle trattative per il nuovo contratto nazionale, appaiono francamente contrari sia alle disposizioni della direttiva (104/93) sia al “senso” della stessa (in questo caso ci soccorrono le sentenze e la giurisprudenza consolidata della Corte di Giustizia europea: se le “traduzioni” locali, interne del paese membro, finiscono con lo stravolgere il “senso” della direttiva il singolo ha diritto a chiedere l’applicazione della direttiva originale).
Un emendamento che preveda, abolendo il termine consecutive ( sia la specifica indicazione della direttiva che prevede il riposo come consecutivo, non frazionabile e tra un turno e l’altro / ribadito negli interpelli al Ministero del Lavoro/; ma anche l’ interpretazione del Ministero del Lavoro stesso che stabilisce come il conteggio delle 24 ore parta dall’ora in cui si inizia a lavorare sino alle 24 ore successive), come lecite 25 ore consecutive di lavoro ( per effetto del riposo di 11 ore non consecutive dalle 0 alle 24: rispettando un minimo di 3 ore pomeridiane di riposo si potrebbe imporre come legittimo un turno 8-17/20-24= 12.30 [30’ di pausa pranzo] ed a seguire nel giorno successivo 0-12.30= - quindi 12.30+ 12.30= 25 ore, tanto dalle 13 alle 24 ci sono le altre 11 ore per il riposo del secondo giorno) non solo non rispetta tali indicazioni ma è contrario ad ogni logica, ai molteplici studi sull’attività umana e la percentuale di errore medico (tra tutti i recenti studi di Harvard, ma anche i recentissimi pubblicati su JAMA) ma é anche contrario al rispetto nei confronti di coloro che l’hanno proposto e visto che alcuni sono medici potremmo anche chiedere la censura agli Ordini di competenza per violazione del Codice Etico nei confronti di altri iscritti.
Per concludere ritengo che la Maginot, perché questa è una Maginot, vada impostata sia appellandosi agli articoli costituzionali relativi al diritto alla salute ma anche preparandosi ad una azione corale in sede europea.
Scusate voglio concludere con la frase, che mi è cara come figlio di un volontario italiano in Russia nell’ultimo conflitto mondiale, “Tutti i vivi all’assalto”. Non è infatti più possibile stare alla finestra lasciando in mano agli speculatori ed ai mercanti la sanità italiana, bisogna ritrovare quella compattezza e quell’orgoglio di classe (e non di casta) che possano pesare in campo nazionale.
Al posto di trovare un rappresentante od un capo organizziamoci in rete e cresciamo.
Tante teste tanti voti, forse l’unica cosa che importi a gran parte della classe politica!
Per i più curiosi suggerisco di visitare il sito dell’Ordine dei Medici della Provincia di Latina ove si potrà trovare tutta la storia del difficile parto del D.Lgs 66/2003 a partire dai primi tentativi europei, ma anche il sito dell’ANAAO-Assomed di Pisa ove si trova una disamina del D.Lgs stesso.
http://www.ordinemedicilatina.it/index.php
www.anaaopisa.it

s.c.

Lettera aperta agli

Lettera aperta agli Illustrissimi Sig.ri Ministri della Salute, sen. Livia Turco e del Lavoro On. Cesare Damiano
E p.c. a tutti gli ospedalieri d’Italia

I sottouomini

Ci sono persone in Italia che non godono degli stessi diritti lavorativi di tutti gli altri e non parlo di categorie che lavorano in sub-appalto senza contratto ed in palese irregolarità, talvolta anche in difetto delle leggi sull’immigrazione.
No, io parlo di laureati con specializzazione e training post-laurea e talvolta con anni di anzianità lavorativa: parlo dei medici ospedalieri.
Indipendentemente da chi io sia o dove lavori ( i racconti dei colleghi di varie regioni sono sempre simili) ho verificato sulla mia pelle come le leggi ed i contratti nazionali di lavoro non sempre valgano per la nostra categoria.
Ad esempio il CCNL già scaduto, nel 2005, in molte realtà non è ancora stato del tutto applicato e le trattative aziendali sono per lo più in alto mare; ad esempio il D.Lgs 66/2003, che ricordiamo nasce per stabilire, a partire da una normativa europea del 1993, dei criteri minimi sull’orario di lavoro e, ovviamente, sul riposo, è ampiamente disatteso. Stiamo parlando di una legge italiana non dei vaneggiamenti di qualche mentecatto, legge che è stata pubblicata nell’aprile del 2003, ove si definisce per esempio il concetto di “riposo adeguato” ovvero “ il fatto che i lavoratori dispongano di periodi di riposo regolari, la cui durata è espressa in unità di tempo, e sufficientemente lunghi e continui per evitare che essi, a causa della stanchezza, della fatica o di altri fattori che perturbano la organizzazione del lavoro, causino lesioni a se stessi, ad altri lavoratori o a terzi o danneggino la loro salute a breve o a lungo termine” (art. 1 comma 2, j ). E’ ovvio che i terzi sono i pazienti.
Secondo Loro le amministrazioni hanno avuto, dal 2003 ad oggi, il tempo necessario per provvedere all’adeguamento dei turni di lavoro riorganizzandoli? Sia pure in presenza di una applicazione delle leggi a due velocità (prima che subito quello che è a favore e discutiamone con calma… quando sia sfavorevole) che è tipica delle amministrazioni ospedaliere, direi di si. La costante è altra: finché nessuno pagherà in prima persona, ma pagare sul serio, qualsiasi vessazione in nome del bilancio sarà fattibile, auspicabile e condivisa da tutti i vertici aziendali. Tanto non sono certo loro che passano la propria intera esistenza tra corsia e pronto soccorso vedendo la propria vita, la famiglia gli affetti sfilare come in un film nel quale non sono più protagonisti ma comparse di cui si intuisce solo la presenza nello sfondo.
Cosa vogliono allora adesso le amministrazioni ospedaliere ? L’ispettorato del lavoro ha correttamente applicato la legge (nel caso della sanzione da 15 milioni di euro a Saronno), e non son certo i medici che l’hanno violata.
In molti abbiamo chiesto, con il dovuto rispetto, a partire dal 2004 un adeguamento progressivo dei turni alla legge non ricevendo, nella maggior parte dei casi, neppure risposta dai vertici amministrativi.
Ora dopo la sanzione a Saronno, il Dir.Gen. Sanità della Reg. Lombardia Dott. Carlo Lucchina invia una nota protocollata ai vertici aziendali (di ASL, A.O, IRCCS) il 6 giugno 2007 in cui si intima di non procedere oltre con gli “illeciti”, ma da sapiente manager contemporaneamente cerca di disattivare gli effetti della legge chiedendo una deroga al riposo minimo. Ma a che scopo, se le ore previste per contratto sono 38 settimanali, chiedere la deroga? Infatti avanzerebbero ogni giorno molte più ore di quanto non sia richiesto dalla legge. Allora perché ?
La legge (66/2003) prevede la possibilità di una deroga (art. 17 comma 2: il Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, su richiesta delle organizzazioni sindacali nazionali di categoria comparativamente piu' rappresentative o delle associazioni nazionali di categoria dei datori di lavoro firmatarie dei contratti collettivi nazionali di lavoro, adotta un decreto, sentite le stesse parti, per stabilire deroghe agli articoli 4, terzo comma, nel limite di sei mesi, 7, 8, 12 e 13 ; (ma la Regione Lombardia in quale di queste categorie può essere classificata?) sempre a patto che le ore in più siano seguite da riposi compensativi, ma non è questo che vogliono i signori amministratori, perché quando una coperta è corta ovunque la tiri lascia sempre qualcosa scoperto, vogliono ore in più senza corrispondente riposo e senza compenso. La legge (66/2003) prevede infatti, in un suo articolo inderogabile, che tutte le ore di lavoro che superino l’orario contrattuale di lavoro settimanale, definito “normale”, debbano essere necessariamente retribuite o recuperate: non sono previste altre alternative.
Ovviamente è comodo poter imporre dei turni faticosissimi, 19 -20 ore, il turno mattino notte, su 24 senza concedere i riposi ed i recuperi orari e senza pagare un centesimo di straordinari. Le ore in più si cancellano o si “inventa” che siano dovute per il raggiungimento degli obiettivi aziendali; le ferie si impongono in inverno, dopo che non è stato possibile fruirle nei periodi estivi (per carenza di organico), e se non fruite entro i termini decisi dall’amministrazione cancellate (vietato dalla Costituzione, ma si sa quest’ultima è cosa da “comunisti”)
Cento anni di sindacato buttati alle ortiche, situazioni da servi della gleba e chi osa cercare di difendere dei diritti, in prima istanza culturali, dopo aver tenuto scrupolosamente fede a tutti i doveri, viene emarginato (nel migliore dei casi).
Se parlassimo di caporalato agricolo con gli extracomunitari ci scandalizzeremmo, ma visto che si tratta di laureati italiani.. beh allora.

O forse sarà perché le stesse regole debbono valere, così dice la legge, sia nel settore pubblico che nel privato ? Infatti il tentativo imitativo del pubblico nei confronti del privato è incentrato proprio su una serie di elementi che hanno l’orario ed il personale come cardine fondamentale. (riduzione dei costi del personale, aumento degli orari di lavoro sino alla magia: riduzione dei costi fissi ed aumento della produttività). Nei trucchi per ridurre il personale ci sono anche quelli che prevedono la creazione di posti di lavoro a termine a costo ridotto con le indicazioni più fantasiose : “ricercatori”, “contrattisti per le guardie” (ma che in realtà devono lavorare anche al di fuori delle stesse) non credo che tali contratti siano proprio in linea con quello per cui sono stati creati: la carenza di personale in alcuni settori è tale che dovrebbero essere previste altre assunzioni a tempo indeterminato e non “brodetti” temporanei.
Il vero nodo è nella domanda: noi cosa “produciamo” bilanci o buona salute ? Stando a quanto possiamo vedere, e dolorosamente, bilanci.
Esistono infatti numerosi studi sugli errori evitabili (seconda un recente studio della Harvard Med School questi avvengono in oltre il 30% dei casi per stanchezza) ma cosa importa tanto la responsabilità penale è personale del medico.
E cosa preferisce il cittadino-utente, ovviamente a parità di competenza, un medico riposato o quello che è sveglio da 26 ore di cui 20 lavorate?
La flessibilità e la buona volontà sono state date per quattro anni: ora chi ha sbagliato paghi! O almeno sia costretto a giustificare pubblicamente la propria condotta. Venga applicato il diritto, previsto dalla legge, di rivalsa : le sanzioni previste le paghino direttamente quei, e non tutti, dirigenti delle amministrazioni tanto abili ad ignorare per anni ciò che era indicato dal D.Lgs 66/2003.
Invece è già da tempo iniziato lo scaricabarile i DG investiti tentano di ribaltare sui dirigenti delle UOC la responsabilità di turni non previsti dalla legge.
Quindi turni inadeguati, personale già ridotto, età media dei sanitari commisurata all’invecchiamento generale della popolazione: solo un miracolo di dedizione e costanza può far mantenere uno standard dignitoso ad alcune strutture; nessuno cerca medaglie ma solo l’amore che molti medici mettono nel praticare il proprio lavoro consente un assistenza adeguata a quella civiltà (occidentale) che sosteniamo di rappresentare.
Confidiamo quindi nel rigore dimostrato, sino ad ora, dal Ministero del Lavoro che ha più volte rintuzzato tentativi di disapplicazione del D.Lgs stesso, nei vari interpelli, perché non si dovrebbero concedere in alcun caso deroghe che siano contrarie alla tutela della salute (dei lavoratori ma anche dei pazienti) che in quanto “diritto alla salute” è protetto dalla Costituzione italiana, ma anche dalla Corte di Giustizia delle comunità europee che più volte ha negato interpretazioni arbitrarie della direttiva europea.
Concludendo nessuno nega la necessità di un intervento per alcune situazioni particolari e nessuno vorrebbe cercare scontri inviando esposti all’Ispettorato del lavoro competente ma non è neppure giusto che chi, per qualsiasi motivo, non ha rispettato una legge della Repubblica Italiana ora cerchi ed ottenga scappatoie; non possono essere concesse deroghe universali che giustifichino “a posteriori” un comportamento “illecito” , così come è stato definito dallo stesso Direttore Generale della Sanità della Regione Lombardia Dott. Carlo Lucchina.
In media le amministrazioni attualmente si difendono proponendo tavoli tecnici, ovvio metodo per rinviare le decisioni dopo l’approvazione da parte dei Ministeri competenti di una ipotetica deroga che sarebbe attesa per il prossimo Settembre.
Ma può essere concesso ad un funzionario pubblico apicale non applicare una legge dello Stato, quando la Comunità Europea vorrebbe addirittura l’applicazione diretta delle “direttive sufficientemente chiare e precise” ?
E poi, scusatemi se ho l’ardire, una direttiva europea a tutela dei lavoratori recepita in Italia nel 2003, quindi dopo 10 anni (93/104CE), da un governo di “destra” dovrebbe essere limitata e resa inoffensiva, dopo non essere mai stata applicata alla Sanità pubblica, da un governo di “sinistra” e da due Ministri dei DS ? E’ un paradosso che rasenta il ridicolo. Capisco le ragioni ed il senso del dovere per tutelare e difendere quel bene pubblico preziosissimo che è il SSN ma ad ogni cosa c’è un limite.
Qualsiasi azione volta ad estirpare le male piante è doverosa ma è altrettanto doveroso garantire rispetto e tutela a tutti quei medici, e sono la stragrande maggioranza, che lavorano con passione e sacrificio per il bene dei pazienti.
Ma il genio italico non ha confini e con una legge a posteriori e retroattiva tenta di sanare le violazioni e gli illeciti commessi in questi anni cercando di disattivare la direttiva europea recepita per salvare coloro che hanno commesso questi illeciti: ma a proposito i pubblici dipendenti non sarebbero tenuti, specificamente, a rispettare ed a far rispettare le leggi vigenti ?
Per prima cosa il Ministero del Lavoro, in ossequio al “senso” della direttiva europea ha già escluso il frazionamento del periodo di riposo minimo giornaliero (interpello Prot. n° 25/I/0001769 )
Per secondo la suddivisione della giornata lavorativa non è dalle 0 alle 24 come detto, ma, come espresso sempre dal Ministero del Lavoro nella circolare n° 8 del 2005, inizia con l’attività lavorativa e si protrae per le successive 24 ore.
Questo particolare che sembra irrilevante non lo è affatto: infatti con la prima suddivisione si manterrebbe lo “status quo” dalle 0 alle 8 di mattina sarebbero già 8 ore, basterebbe quindi ai direttori l’aggiunta di sole 3 ore di riposo nell’arco della giornata per raggiungere la cifra 11 ed essere (secondo i calcoli dell’oste) salvi.
Peccato che ciò potrebbe significare un turno teorico massimo continuativo di 25 ore su 37 infatti 12.30 ore il giorno 1 e 12.30 il giorno 2 (per entrambi sarebbe soddisfatta la previsione di 11 ore di riposo giornaliero) quindi fare il mattino notte e proseguire l’attività sino alle 12.30 sarebbe stante la proposta votata perfettamente lecito.
Ma questa è una elusione dello spirito e della lettera della direttiva 93/104
Ma il terzo è il vero colpo da maestro: le istituzioni avrebbero dovuto intervenire entro i termini previsti previsti dal 66/2003 per le eventuali deroghe (che non sono mai arrivate anche perché non servivano: la legge era ed è così universalmente disapplicata che non avrebbe avuto alcun significato lo studiare deroghe) ma adesso dopo ben 4 anni ( 3 e mezzo oltre il tempo massimo) decidono di ricucire lo strappo facendo valere l’emendamento a partire dal giorno stesso della nascita del D.Lgs.2003. Come dire “beh abbiamo scherzato”. Di siffatte leggi retroattive si stupivano persino ai tempi dei romani (ma si vede che non è cambiato granché da allora nella gestione del potere)
A fronte di tale mancanza di “onore”, si perché chi non rispetta i patti è senza onore, da parte del Parlamento mettiamo in campo le nostre risorse rivolgendoci direttamente alla Corte di Giustizia delle Comunità e nell’attesa visto che possediamo un’unica piccola cosa, però molto ambita, che è il nostro voto, vigiliamo sugli schieramenti e se fosse anche una votazione bipartisan i nostri voti non li avranno più né gli uni né gli altri.

Sergio Costantino, Milano (nome vero, persona reale verificabile sul sito www. fnomceo.it : cerca un medico)

Carissimo Senatore, Lei che

Carissimo Senatore, Lei che viene pagato profumatamente grazie alle tasse che i contribuenti pagano, perchè non si occupa di farci dare uno stipendio dignitoso invece di proporre ulteriori vessazioni su una categoria che svolge un ruolo già tanto difficile anche a causa della incapacità della classe politica di impiegare meglio le risorse del paese a cominciare dai vostri stipendi che sono uno scandalo? Si vergogni per la proposta che ha fatto! Lei riesce a immaginare come ci si sente dopo un turno di notte? Certamente no, altrimenti non avrebbe fatto una proposta tanto assurda. Le auguro di capitare in mano a personale sanitario stanco e demotivato quando dovesse capitarle di richiedere delle cure ma forse a lei questo non capiterà perchè non potendo fidarsi di ciò che offrite agli altri, in caso di necessità farà come Berlusconi che è andato in America per sottoporsi ad un intervento che viene eseguito anche in questa povera Italia da Voi governata! Saluti.
Maria, Ostetrica

BRAVISSIMA!! SEI SUPER!!

BRAVISSIMA!! SEI SUPER!!

Il senatore Tomassini è

Il senatore Tomassini è stato il ginecologo di mia madre aiutandola affinchè nascessi sano, adesso mi vuole far ammalare da adulto togliendomi il riposo lavorativo, per i soldi si inverte anche l'etica dei valori...
Un infermiere

Ci si occupa e preoccupa

Ci si occupa e preoccupa tanto di risk management e poi...
Giorgio, Cardiologo

dovrebbero essere senatori

dovrebbero essere senatori et company a lavorare nei reparti sottolineo LAVORARE
Nadia, Infermiera

E' doveroso sensibilizzare

E' doveroso sensibilizzare l'opinione pubblica in merito a tali problemi. L'ASSISTENZA SANITARIA di qualità passa anche attraverso figure professionali rispettate nel ruolo istituzionale che rivestono. Il professionista però è in primo luogo una persona!!!!!!! L' emendamento proposto dal politico di Forza Ftalia produrrà effetti deleteri sui professionisti in questione ai quali seguirà un calo della qualità dell'Assistenza Infermieristica, quindi dell'Assistenza Sanitaria. Chi ne farà le spese di tutto ciò???!!! E' vero il professionista colpito ma in ultima istanza...... IL PAZIENTE!!!!!!!!!!
Mario, infermiere

Siete eccezionali!!! Lucia

Siete eccezionali!!!
Lucia

Si dovrebbe tener conto che

Si dovrebbe tener conto che il lavoro degli operatori sanitari è usurante, altrimenti oltre alla carenza di personale si rischia di creare ulteriori persone da curare e si abbassa la possibilità di assistenza adeguata a chi ne ha bisogno.
LICIA,INFERMIERA PEDIATRICA COORDINATRICE

il senatore tomassini sa

il senatore tomassini sa bene, come del resto tutti i politici di destra e di sinistra e purtroppo anche le confederazioni sindacali cgil cisl e uil che i problemi di organico degli infermieri, che oggettivamente sono i più incombenti, si possono risolvere solo attraverso nuove assunzioni di personale infermieristico.
Se le aziende sanitarie pagano sanzioni perchè non rispettano la normativa sull'orario di lavoro è prchè risparmiano sul prsonale a danno di questo e dell'utenza.
Se poi il personale infermieristico, quello vero, qualificato,quello da sanità avanzata non si trova, visto che buona parte dei posti a disposizione nei corsi universitari per infermieri resta vuoto è solo perchè invece di dare dignità al costrutto professionale infermieristico e agli stipendi, si tende a preferire il ricorso ad "infermieri" stranieri con profili formativi di livello più basso. Pur di mantenere in vita una sanità ipermedicocentrica e non valorizzare l'infermieristica si preferirebbe ricorrere anche a coopertive di scimmie addestrate. Tanto poi il problema è del cittadino.
Mauro, infermiere di area critica

LORO VOGLIONO RISPARMIARE

LORO VOGLIONO RISPARMIARE SULLE ASSUNZIONI E NOI DOBBIAMO LAVORARE DI PIU,MA CHI TUTELA I PAZIENTI DALLA MAGGIORE POSSIBILITA DI ERRORE DOVUTA A TURNI STRAZIANTI..
Michele

E' INVEROSIMILE CHE SOLO IN

E' INVEROSIMILE CHE SOLO IN ITALIA STIAMO ANCORA A DISCUTERE DI QUESTI PROBLEMI ORMAI ACCLARATI.
LA SANITA' PUBBLICA VERSA IN UNA SITUAZIONE DI COMA SPECIE NEL SUD DOVE NON C'E' ULCUN CONTROLLO SULLA QUALITA' DELLE PRESTAZIONI IN GENERE ED IL PERSONALE SPECIE QUELLO DEL COMPARTO E' TRATTATO MALE , MA I RACCOMANDATI SI SALVANO DIETRO DELIBERE DI FAVORE.
DI QUESTO POCHI PARLANO.
SALUTI.
Raffaello

Sono dipendente turnista da

Sono dipendente turnista da 12 anni e, personalmente, il riposo continuativo di 11 ore come attualmente previsto è indispensabile per un adeguato recupero psico-fisico..talvolta addirittura insufficiente...figuriamoci se venisse ridotto!Secondo me, se passasse tale proposta a rimetterci sarebbe
anche il pz come conseguenza del fatto che noi lavoratori saremmo stressati,scorbutici,stanchi e la possibilità di commettere errori diventerebbe elevatissima!!!!Non è sicuramente questo il modo migliore per sopperire alla carenza di organico!
Un'infermiera

Non è con questo metodo che

Non è con questo metodo che si risolvono i problemi legati alle carenze organiche con il rischio di commettere inevitabili errori anche gravi nonchè un sovraccarico di ore in straordinario che non vengono poi retribuite
Claudia, Infermiera

Non è più possibile

Non è più possibile lavorare in queste condizioni, la carenza di personale, soprattutto dell'area delle professioni sanitarie, non può essere un problema solo degli infermieri.
Dal momento in cui non abbiamo più il mansionario sono aumentate le competenze,le responsabilità e il lavoro. Aumento di stipendio nemmeno l'ombra! per arrotondare già ci si sottopone a turni illegittimi, cosa vuoi di più! siamo già ai limiti della sopravvivenza economica ora vogliono toglierci anche la vita di relazione sociale?

tommasini..provaci tu a

tommasini..provaci tu a moltiplicare i pani e i pesci tutti i giorni per coprire i turni di servizio.....sei un incoscente.
Ho infermieri che mi vengono a lavorare con la febbre per non scoprire i turni e sovraccaricare i colleghi.

Caro Senatore,invece di

Caro Senatore,invece di togliere il riposo a noi sanitari che gia' ci facciamo un c... cosi per sopravvivere ai turni massacranti per carenza di personale,assunzioni bloccate da una vita,personale che non si rinnova,costretti già a lavorare nei riposi e fare doppi e tripli turni per dare a noi stessi la possibilità di andare in ferie o coprire un collega in malattia. Faccia una bella proposta: andarvene tutti a casa destra-sinistra e company e vedrete che bel risparmio ci sara' per noi italiani, magario impiegare un quarto dei vostri stipendi rubati dalle nostre tasche per far assumere piu' personale. che schifo!!!! vergogna
giovanni infermiere coordinatore napoli

Egregio dottore Tommassini,

Egregio dottore Tommassini, prima di essere senatore eletto dal popolo, era un medico ginecologo.Lei da quando è diventato senatore ha dimenticato come funziona la sanità pubblica in Italia, con carenza di personale infermeristico,a rischio per la salute dei pazienti, e con stipendi da fame, invece con il suo stipendio da senatore quest'anno nel periodo natilizio lei con tutta la sua famiglia e i suoi colleghi senatori, vi andate a fare il Natale e Capodanno all'estero; mentre noi operatori della sanità pubblica e privata ci facciamo il Natale e Capodanno a casa, con lo stipendio da fame discusso da voi ministri nel tavolo delle trattative dell'ARAN,con l'aumento di 101 Euro per le qualifiche più alte, mentre per quelle inferiori 51 Euro, cn questo aumento contrattuale nella finanziaria da voi approvata o da approvare, il Natale e Capodanno secondo voi c'e lo possiamo andare a fare all'estero come se lo va a fare lei e tutta la settima generazione. Egregio dottore si è dimenticato quando era medico e lavorava in reparto 24 su 24, adesso si gode la bella vita e tira calci nei confronti dei colleghi exmedici e del personale del comparto. Io le auguro che lei e tutta la settima generazione nn abbia mai bisogno di questi operatori, perkè il giorno in cui lei avrà bisogno di questi operatori, sarà trattato come l'ultimo chiodo del carro, come noi siamo trattati con lo stipendio e il lavoro stressante. COMPLIMENTI DA PARTE DEL POPOLO ITALIANO KE LO HA PORTATO AVANTI PER AIUTARCI, MA A QUANTO PARE CI HA PUGNALATI DIETRO LE SPALLE, ALLE PROSSIME ELEZIONI CI VENGA A TROVARE KE LO FACCIAMO STARE A CASA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
NON AL SENATO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! TI STA SCADENDO LA CAMBIALE, E VAI A LAVORARE ASSIEME AI TUOI EXCOLLEGHI MEDICI KE HAI TRADITO. COMPLIMENTI EGREGIO DOTTORE, COMPLIMENTI....

Ridicolo. Perchè per

Ridicolo. Perchè per risparmiare non tagliate gli stipendi di tanti inutili quadro anzichè i medici, i tecnici, gli infermieri? Perchè cioè non tagliate il personale NON sanitario, che con i suoi privilegi e stipendi ammorba le aziende ed è una palla al piede della Sanità? Il paziente vuole il sanitario, non il contabile, perchè quando non stai bene di uno che sa fare i conti non te ne fai niente.
Ah, già, mi è venuto in mente il motivo per cui non li tagliate...sono tutti amici vostri...

COMPLIMENTI VIVISSIMI AL

COMPLIMENTI VIVISSIMI AL SENATORE, PROPRIO NON SA COSA FARE!
VORREBBE GIUSTIFICARE IL SUO ONEROSO STIPENDIO PER NON PARLARE DELLA SUA PROSSIMA PENSIONE, PENSANDO " UN PO'DI PIU' " A QUANTO GUADAGNA FACCIA MENTE LOCALE, SULL'AUMENTO DI STIPENDIO, DEL COMPARTO SANITA', DATO NELL'ULTIMO CONTRATTO E SI PASSASSE UNA MANO PER LA COSCIENZA.
VERGOGNA...!!
UN TECNICO DI RADIOLOGIA

Buon Giorno il riposo di 11

Buon Giorno il riposo di 11 ore consecutive tra un turno e l'altro è una cosa buona e sacrosanta, ma la legge prevede anche che venga considerato orario lavorativo anche quello svolto durante le reperibilià! E tutti i turni senza distinzione tra festivi e non! Ma senza debito orario! Quindi viene concesso un riposo chiamato compensativo entro 7 gg dall'effettuazione del turno di reperibilità (attualmente nella mia Azienda solo per reperibilità effettuate durante festivi).Il problema risiede nel fatto che comunque bisogna dare 36 ore settimanali ma le ore del riposo compensativo non vengono contate per il monte ore e bisogna lavorare un giorno in più per dare le 36 ore.Un circolo vizioso all'italiana, ed inoltre se effettuo una reperibilità di 12 ore ed un riposo compensativo è di 7.2 ore le altre ore dove vanno? Come al solito lo spirito della legge non è sbagliato anzi, ma poi l'applicazione e l'interpretazione che se ne da è tutta un'altra cosa nel nome del risparmio e soprattutto perchè chi le fa e le interpreta non è tenuto a subirle.Sul fatto che l'intenzione di cambiare la legge sia sbagliata c'è da considerare dove lavorava il senatore e dove è stata data la multa. Grazie buno lavoro

Ci serve il sindacato di

Ci serve il sindacato di categoria!!
Cari colleghe/i l'unica soluzione per la nostra tutela e per una remunerazione equa: AVERE UN SINDACATO DI CATEGORIA CHE CI RAPPRESENTA,CIOÉ NOI STESSI!
Ci serve un' organizzazione sindacale ufficiale presente al tavolo, come in Trentino-Alto Adige. Il collegio non é presente al tavolo di contrattazione, come erratamente tanti pensano.
La nostra voce la possiamo far sentire soltanto in questo modo, tutto il resto é inutile, e ve lo dico per esperienza.
francesco, infermiere capo sala, prov. di Bolzano

Meno organico ... piu ore

Meno organico ... piu ore lavorative ... meno riposo!!!
Ma ci ha pensato Ministro che siamo esseri umani e non robot???

A un certo punto si accusa anche una certa "stanchezza" (e lei saprà benissimo di che parlo visto che è un medico) che a lungo andare potrebbe farci commettere degli errori anche gravi.

"Grillescamente" parlando

"Grillescamente" parlando caro il mio Tomassini anche se non molto diplomaticamnte gli infermieri dell'Ospedale Bellaria di Bologna per questo Santo Natale ti augurano un bel VAFFANCULO-DAY !!!!!

SIIIII.......CI MANCA PURE

SIIIII.......CI MANCA PURE QUESTO..

MA LA GENTE QUANDO SI ALZA LA MATTINA NON SA' CHE C...O DEVE FARE?
A TOMASSIIIII

MA CHE TE STAI A INVENTA''?????

PENSANE UN'ALTRA...

LA MATTINA UN PO' DI SERENASE AL CAPPUCCINO COSI' STE' C.....E NON TI ESCONO QUANDO VAI A LAVORO..

PIU' SERIETA' QUANDO SI TOCCA IL TASTO SANITA'

SI PAGANO TANTE TASSE X L'ASSISTENZA .

CIAO ROBY

io avrei una proposta simile

io avrei una proposta simile a quella di giovanni ,tutti i politi a lavorare,2 mesi turnando in corsia,mattino, notte e pomeriggio e xche'no anche doppio turno,in oncologia,in chirurgia,in medicina insomma in qualsiasi reparto con la morte e la sofferenza accanto,la domenica ,il sabato ,il natale, la pasqua niente pranzi ai piu' famosi ristoranti ma quache piatto di minestrina e purea che passano in mensa.......poi ne riparleremo.marina ip

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