Siamo diversi?
Sono una paziente del dipartimento di salute mentale della Asl Avellino 1. Ho una diagnosi di disturbo borderline di personalità. Mi è capitato di chiamare il 118 di notte come facevo a Roma dove ho studiato, ma qui in Irpinia è tutto molto diverso. infatti è successo che quelli del 118 mi dicono di chiamare al Cim, ma quelli del Cim quando mi taglio o mi faccio ancora più male che vengono a fare? Quando sono riuscita ad avere il 118 a casa comunque hanno chiamato il Cim e non mi hanno nemmeno parlato mentre aspettavamo lo psichiatra. Qualche mese fa mi è capitato di aspettare più di tre ore perchè in questa Asl lo psichiatra di notte è uno solo cioè lavora sia per i pazienti del Cim n.1 di Sant'Angelo dei Lombardi che per il Cim 2 di Ariano Irpino; quindi se io del Cim 1 chiamo ed è in servizio reperibile il dottore psichiatra del Cim 2, questo deve prima andare al suo Cim di appartenenza da casa sua, guidare la macchina di servizio fino all'altro Cim per prendere gli infermieri del Cim dove ho chiamato e poi partono per venire da me e lo psichiatra non mi conosce nemmeno. Vi chiedo: non mi possono acompagnare subito quelli del118 anche senza lo psichiatra? E se lo psichiatra fa un incidente? Il mio sangue scorre più lentamente? Se ho una crisi psichiatrica non possono lo stesso quelli del 118 aiutarmi? Non hanno fatto l'esame di psichiatria? Perchè le squadre di infermieri di pschiatria sono due e il dottore è uno? Gli altri infermieri dormono? Se mi accompagna il 118 quelli di psichiatria non sono più freschi al mattino e magari mi curano meglio e magari ho meno crisi e magari chiamo meno il 118? Sarebbe meglio chiamare il 118 con un altro numero ovvero 118 - 22 (i pazzi)= 96; perchè aiutano tutti meno noi? SIAMO DIVERSI?









ho seguito per un pò una
ho seguito per un pò una signora anziana ( 88 ) anni che per delle crisi di angoscia durante la notte chiamava sia il servizio di emergenza medica che il 118 ripetutamente. I medici di emergenza dopo le prime volte in cui la ricoveravano in ospedale ( immediatamente si tranquillizzava non appena entrata in Pronto Soccorso ) non la ricoveravano più ma la mettevano in accettazione o astanteria e chiamavano lo psichiatra, dopo poche ore la riportavano a casa.
questa situazione si è poi risolta con una riunione chiesta dalla centrale operativa del 118 più i servizi di emergenza più i servizi psichiatrici più i servizi sociali; da qui la decisione di non ricoverarla in nessun luogo ma di metterle accanto un aiuto domestico ( con i soldi della paziente che aveva comunque un reddito e casa di proprietà ) un controllo domiciliare alternato dai servizi sociali del comune e con il medico curante e un pezzettino per gli ansiolitici con gli infermieri della psichiatria.
una sola chiamata del 118 per mesi.
solo per dire che non è detto che la rischiesta di aiuto sia psichiatrica e basta.
tu stessa dici che hai anche altre necessità.
ogni centrale operativa del 118 ha delle linee guida per l'intervento.
puoi tu stessa chiedere alla tua ASL che si mettano d'accordo per aiutarti.
Hai un vantaggio che non sai di avere: sei contemporaneamente una paziente psichiatrica una figlia forse una sorella o una fidanzata, e come tale elettore che vota e ha altre persone vicino a lei che anche votano, e possono fare la differenza.
non devi pensare di essere l'unica che vive un disagio e deve soltanto subirlo.
DR TINA LEPRI