Offerta lavoro psichiatria a Milano

AlmaMentis vuole entrare in contatto con medici psichiatri per ricoprire i seguenti ruoli: SUPERVISORI CLINICI e SPECIALISTI.

SUPERVISORE CLINICO: E’ la figura preposta alla determinazione della diagnosi e dei fabbisogni dei pazienti, si richiedono capacità di problem solving, attitudine al lavoro in Team e di interazione con altri colleghi con diversi orientamenti e specializzazioni, esperienza nel ruolo non meno di 5 anni.

SPECIALISTA PSICOTERAPEUTA: Interviene a valle dell’attività di psico-diagnosi (TRIAGE) ed eroga terapie integrate (farmacologica e/o psicoterapia) in funzione dei fabbisogni determinati. Sono di nostro interesse tutti i tipi di orientamento come: psicoterapia breve, cognitivo comportamentale e sistemico ecc.

Ai candidati più qualificati il centro offre un contratto di tipo professionale con tariffe di assoluto interesse. Il Centro Almamentis è una Struttura privata in forte crescita NON convenzionata SSN.

I candidati interessati possono fissare un colloquio inviando il proprio CV al seguente indirizzo email: marco.faita@almamentis.it.

INFO e CONTATTI
Marco Mario Faita
Presidente CdA
AlmaMentis Srl
Via Solari, 11 – 20144 Milano
Email: marco.faita@almamentis.it
Website: www.almamentis.it
Phone: +39(02)87168240
Mobile Phone +39(393)9077039
Skype: marco.faita

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Associazione Vittime della 180

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Associazione Vittime della 180 Onlus
iscritta alla sez.prov.Registro Reg.Volontariato Nr. RL-2698
con decreto nr.3788 del 17/02/2000
Via Cascina Fagnana, 6
20090 Buccinasco (MI)

Presidente: Lucio Dal Buono

E-mail: info(at)vittimedella180.org

Telefono: 331-7759100

Codice fiscale: 97211740150

Nr Conto Corrente:
3776 BPM Buccinasco
Iban: IT81A0558432650000000003776

Noi vogliamo essere la testimonianze di tutti quelli che dalla legge 180 hanno ricavato solo danni. Nel nostro sito troverete testimonianze e fatti. Le idee saranno subordinate ai fatti.

per chi:
Vuole sapere cosa è e come combattere la malattia mentale e la psicosi
Vuole avere una psichiatria seria ed efficace
Vuole conoscere la verità sulla 180 e le statistiche sulle tragedie che ogni anno causa- Vuole combattere l’ignoranza, la superstizione e la crudeltà che stanno alla base della 180 stessa.

Vogliamo:
Essere una testimonianza reale, concreta e documentata che l’applicazione della legge 180 nella cura della malattia mentale ha avuto come effetti inefficienza, crudeltà ed abbandoni. Farla leggere e conoscere a tutti, mostrandone la banalità e la mancanza di contenuti.
Ricordare a tutti che alla base della 180 vi è la stupida, crudele e retrograda negazione della malattia mentale.
Cambiare la mentalità dei mass-media, opacamente asserviti al “politically correct”, di psichiatri e psicologi e di tutti coloro che ricavano benefici dalla deresponsabilizzazione delle strutture.
Rivendicare il diritto alla cura da parte dei malati di mente, specie dei più gravi.
Ristabilire il fatto che i malati non sono matti –come cinicamente li chiamano i basagliani – ma malati.

Anche l’Italia ha la sua «class action»

 

Oggi apro la pagina Web del Corriere e trovo questa buona notizia: finalmente in Italia c’è la class action. Che cosa è? Semplice se più Cittadini italiano ritengono d’aver subito un danno da un’azienda o la P.A. (incluso SSN) posso far causa tutti insieme all’Azienda o alla P.A. non più il singolo cittadino ma un insieme di cittadini patrocinati da uno o più studi legali che in nome e per conto dei cittadini segue lo svolgimente della causa. Questa soluzione permette una drastica riduzione dei costi e in caso di vittoria colpisce duramente il soccombente perchè è costretto a risarcire ogni aderente all’azione.

Pensando alla situazione dell’assitenza psichiatrica in Italia, dei casi di mancata assistenza del degrato in cui versa il sistema mi viene da pensare che al Ministero della Salute siano leggermente preoccupati.

Corriere della Sera 26/02/2009,

Finanziaria, Approvato per un voto l’emendamento. Antonione sbaglia e scoppia in lacrime

 

Via libera a cause collettive risarcitorie contro le società. Confindustria dura: «E’ un atto ostile e rozzo» 

 

ROMA - Arriva anche in Italia la class action, cioè la possibilità per i consumatori di partecipare a cause collettive contro società fornitrici di beni o servizi. Il Senato ha infatti approvato (158 voti a favore, contrari 49 e 116 astenuti) l’emendamento alla Finanziaria proposto dai senatori Manzione e Bordon (Unione democratica), che introduce la «disciplina dell’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori». Le nuove misure entreranno in vigore trasmessi sei mesi dall’approvazione della legge Finanziaria. Anche se risulta davvero singolare che questa svolta storica nei rapporti fra consumatori e aziende arrivi da un errore di voto del senatore di Forza Italia, che dopo essersi accorto dell’esito della votazione si è messo a piangere in aula.

«CONFINDUSTRIA: GRAVI RISCHI» – Che si tratti di un cambiamento di non poco conto lo si capisce dalla reazione immediata di Confindustria. «È un atto di grave di ostilità all’impresa – sostiene – costituirà un nuovo pesante disincentivo a investire nel nostro Paese che già è agli ultimi posti in Europa per attrazione di capitali stranieri. È un provvedimento rozzo che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi».

 

AZIONE COLLETTIVA -Ma come funziona la «class action»? La possibilità di «azioni risarcitorie collettive» non è prevista nel nostro ordinamento, mentre lo strumento è molto diffuso in altri Paesi d’Europa e negli Stati Uniti. La class action è uno strumento processuale che consente a una pluralità di soggetti che intendano far valere un diritto – siano essi consumatori o utenti di un certo servizio – di adire l’autorità giudiziaria con un’unica causa i cui esiti si riflettano su tutta la categoria. La norma approvata dal Senato prevede l’ampliamento della platea dei soggetti che possono avviare l’azione, rispetto alle 16 associazioni del Consiglio nazionale consumatori e utenti che ne avevano facoltà secondo il ddl Bersani, attualmente all’esame della commissione Giustizia della Camera. L’obiettivo è quello di non privare della possibilità di agire per azioni risarcitorie agli altri soggetti portatori di interessi collettivi. Le ulteriori associazioni legittimate ad agire saranno individuate con decreto del ministro della Giustizia, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico, sentite le competenti commissioni parlamentari.


 


 

Piccoli eroi dimenticati

Sono un ingegnere 42enne milanese, ho un fratello di 40 anni, affetto da schizofrenia. Uno dei problemi più sentiti che ho avuto modo di vedere e sperimentare sulla mia pelle è quello dell’esordio della malattia mentale in particolare di una delle patologie più gravi: la schizofrenia. Scrivo a proposito di un recente articolo apparso su AipsiMed in tema di riabilitazione. Ebbene, gli interventi integrati, farmacologico, psicoterapico e inserimento lavorativo protetto, come per esempio le borse lavoro ed altri strumenti, rappresentano una vera chimera per i famigliari. La distruzione di una politica sanitaria centralizzata basata sull’applicazione di interventi medici efficaci come quelli praticati in altri paesi Europei, mi verrebbe da dire civili, è alla base della disintegrazione del sistema di cura. Oggi nel paese assistiamo al sorgere di iniziative spontanee di cura basate su interpretazioni più o meno “liberal” dell’assetto normativo attuale. D’altra parte è umano, con una legge che impedisce nei fatti la conquista del primo gradino terapeutico (accettazione della malattia e quindi della terapia) i fallimenti terapeutici sono decuplicati in tutto il paese. Il SSN dovrebbe cambiare indirizzo facendo uscire dalla precarietà l’assistenza psichiatrica, ma per farlo serve una nuova legge. Oggi in TV stavo vedendo la trasmissione di Lucarelli, Blue Notte, sul tema camorra e mafia e del pagamento del pizzo. Nella trasmissione hanno intervistato dei ragazzi siciliani, giovani, 18-30 anni che si sono organizzati in un’associazione di circa 200 persone per aiutare i commercianti taglieggiati.

Una delle loro attività consisteva nel tappezzare le vie di città siciliane con il seguente messaggio: “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. La trasmissione continuava parlando della guerra al pizzo, di quelli che l’hanno combattuta, che sono morti, parlava di dignità, di onore, ma soprattutto di futuro, parlava di una guerra contro un sistema assassino. Una guerra che si combatte da anni nel nostro paese e si continua a combattere. Nella trasmissione si vedevano delle Madri con dei cartelli con scritto “Vogliamo un futuro per i nostri figli “. La guerra è fatta da piccoli e sconosciuti eroi che hanno tenuto duro fino alla fine, che hanno combattuto e sono morti come succede in tutte le guerre. La trasmissione parlava anche di chi si è piegato a quel sistema di chi ha fatto finta di niente e si è girato dall’altra parte ed ha sfruttato il sistema per fare business. Come per analogia posso solamente capire famiglie come quella Comuzzi di Trieste che altro non sono che un fulgido esempio di eroi colpiti duramente, che hanno avuto la dignità di non voler piegare la testa al pizzo dell’antipsichiatria. Penso che noi tutti dobbiamo pensare a famiglie così per trovare la forza per continuare la nostra battaglia, per garantire un futuro migliore ai nostri figli. Per non sentirci dire un giorno: “Papà ma tu che hai fatto per impedire tutto ciò”? La mia guerra è fatta di piccoli eroi e di morti, tanti morti, centinaia ogni anno. Morti silenziosi che non fanno notizia, anzi non devono! Tranne quando sono a morire poliziotti (Genova 2008) o fratelli e madri (Ferrara 2008).

“Sono certo che non siete responsabili della situazione in cui vivete, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”.  Martin Luther King

“Se tutti collaborassero il racket avrebbe vita breve”. Libero Grassi