Autismo, Un caso clinico

Richard, di 3 anni e mezzo, primogenito, fu visitato su richiesta dei genitori a causa del suo sviluppo irregolare e del comportamento anormale. Il parto era stato difficile ed aveva avuto bisogno di ossigeno alla nascita. Il suo aspetto fisico, lo sviluppo motorio, e le capacità di iniziativa erano tutte adeguate all’età, ma i suoi genitori erano preoccupati fin dai primi mesi di vita per la mancanza di reazione al contatto sociale ed agli abituali giochi dei bambini. Il confronto con il loro secondo bambino che, a differenza di Richard, gioiva della comunicazione sociale già nella prima infanzia, confermava i loro timori.
Richard appariva autosufficiente e si teneva a distanza dagli altri. Non salutava sua madre al mattino, o suo padre quando rientrava dal lavoro, ma, se lasciato con una baby-sitter, tendeva ad urlare la maggior parte del tempo. Non aveva interesse per gli altri bambini ed ignorava il fratello più piccolo. Il suo mormorio non aveva intonazione di conversazione. A 3 anni poteva capire delle semplici istruzioni pratiche. Il suo eloquio consisteva nel far l’eco ad alcune parole e frasi che aveva udito nel passato, con l’accento e l’intonazione originali dell’interlocutore; poteva usare una o due di queste frasi per indicare le sue semplici necessità. Per esempio, se diceva “Vuoi da bere?” significava che aveva sete. Non comunicava con la mimica facciate né con gesti o mimando, eccetto che per attirare qualcuno e porre la mano di questo su un oggetto che voleva.
Era affascinato dalle luci forti e dagli oggetti che ruotavano, e gli piaceva fissarli mentre sorrideva, sbatteva le mani, e danzava in punta di piedi. Mostrava gli stessi movimenti anche mentre ascoltava la musica, che gli era piaciuta fin dall’infanzia. Era estremamente attaccato ad una macchina in miniatura, che teneva in mano, giorno e notte, ma non giocava mai con molta fantasia con questa o con nessun altro giocattolo. Poteva risolvere dei puzzle rapidamente (con una mano perché nell’altra teneva la macchina), sia che il lato colorato fosse scoperto o nascosto. Dall’età di 2 anni collezionava utensili da cucina e li sisternava secondo schemi ripetitivi su tutti i pavimenti della casa. Queste occupazioni, insieme a corse occasionali intorno alla casa senza scopo, costituivano il suo intero repertorio di attività spontanee.
Il principale problema di gestione di Richard era la sua strenua resistenza ad ogni tentativo di cambiare od estendere i suoi interessi. Rimuovere la sua macchina giocattolo, disturbare i suoi puzzle o i suoi schemi, perfino recuperare, per esempio, un frullino per uova o un cucchiaio per il suo legittimo uso in cucina, o cercare di fargli guardare un libro di figure precipitava in sfuriate che potevano durare un’ora o più, con urla, calci e morsi a se stesso o agli altri. Queste sfuriate potevano essere interrotte ristabilendo la situazione precedente. D’altra parte, a volte era efficace fargli ascoltare la sua musica preferita o fargli fare una lunga gita in auto.
I suoi genitori si chiedevano se Richard fosse sordo, ma il suo amore per la musica, il suo fare eco in modo preciso, e la sua sensibilità ad alcuni suoni molto sommessi, come quello prodotto da qualcuno che scartasse una cioccolata nella stanza vicina, li convinse che questa non era la causa delle sue anomalie comportamentali. Le valutazioni psicologiche gli attribuiscono un’età mentale di 3 anni nelle capacità non dipendenti dal linguaggio (compiti di adattamento e di assemblaggio), ma solo di 18 mesi nella comprensione del linguaggio.

Discussione sul caso

Richard dimostra una notevole compromissione dell’interazione sociale e della comunicazione verbale e non verbale ed un repertorio notevolmente limitato di attività, con esordio nei primi mesi di vita. Non sembrava interessarsi agli altri bambini, e non vuole mai partecipare ai “giochi da bambini” con i suoi genitori. Il suo eloquio è limitato e peculiare (fa eco a parole e frasi di altri), ed il suo modo di giocare è anormale in quanto non si impegna mai in giochi di immaginazione. I suoi interessi sono notevolmente limitati e stereotipati (costruire puzzle e sistemare utensili da cucina secondo schemi ripetitivi), e manifesta manierismi motori stereotipati (battere le mani). Questi comportamenti, iniziati prima di 3 anni, sono i segni caratteristici del Disturbo Generalizzato dello Sviluppo, Disturbo Autistico.
FONTE: DSM IV Tr, Masson

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1433200467 Elena Dobici

    Questo bambino è molto simile a tanti pazienti che ho seguito.

  • mirgale

    La lettura di questo caso clinico sollecita profondo dolore. Pensare alla nosografia ufficiale, che pure risulta molto opportuna, non è sufficiente ad occuparsi di patologie così gravi, così come immaginare di indirizzare questo bambino a terapie riabilitative quali psicomotricità e logopedia non è sufficiente. Parlo in qualità di psicoanalista infantile e cerco di pormi in contatto con le sensazioni che prova questo bambino e provo ad immaginare il dolore provato tanto da porre in essere sintomi di tal genere. Guardo dal vertice del dolore e dell’economicità del sintomo. Tali situazioni sono talmente complesse che è difficile immaginare un solo tipo di intervento. La mia esperienza con bambini con patologie dello spettro autistico mi induce ad essere fiduciosa nella possibilità di affrontare tali sintomatologie pur non negando la difficoltà. dott.ssa Mirella Galeota