Biologia della depressione

I ricercatori americani Krishnan e Nestler, hanno sintetizzato le conoscenze attuali sugli aspetti neurobiologici della depressione maggiore in una review pubblicata nel Settembre 2010 sull’American Journal of Psychiatry. Descrivendo la depressione maggiore come una sindrome psichiatrica ereditabile, associata a fini alterazioni cellulari e molecolari, all’interno di una complessa rete neurale, gli autori riportano che alcune regioni cerebrali interessate da questo patologia mostrano, inoltre, un dinamico adattamento neuroplastico a stimoli endocrini e immunologici che insorgono dall’interno o dall’esterno del SNC.

L’eterogeneità eziologica e clinica della depressione aggiunge un ulteriore livello di complessità riguardante differenti meccanismi patofisiologici in atto in differenti pazienti, con medesima diagnosi psichiatrica secondo DSM-IV. Inoltre i farmaci antidepressivi agiscono migliorando i sintomi depressivi attraverso una serie di complicati meccanismi che in parte sono ancora poco chiari. Tutto ciò viene discusso in questa revisione della letteratura, combinando le conoscenze attuali, tratte dagli studi clinici sull’uomo, alle spiegazioni molecolari, tratte dagli studi sui modelli animali. Gli autori suggeriscono indirizzi per nuove ricerche, con l’obiettivo di tradurre in ambito diagnostico e terapeutico le attuali scoperte sulle basi neurobiologiche della depressione.

Fonte discinesia.it – PubMed – Am J Psychiatry 2010 Sep 15