Caro fratello

“Caro fratello, continuerò la mia battaglia in favore di chi soffre di disagio psichico e per le loro famiglie”
(Prof. Maurizio Munda) Mio fratello è morto da pochi giorni. Lui mi ha insegnato il significato della vita. Grazie a lui, ho imparato ad occuparmi del prossimo, di chi ha bisogno. Caro fratello ho dato la mia vita per te che sei stato meno fortunato. Ti ho seguito ogni passo fino al’ultimo. Ho fatto semplicemente il mio dovere, nulla di straordinario.
Ti ho dato amore, tanto tantissimo amore, assistenza continua 24 ore su 24, rinunce, sacrifici, dedizione totale verso di te, per farti vivere come noi, insieme a noi, tra noi, per farti sentire partecipe della società e nella società.
Per me e per te non esisteva la differenza tra il giorno e la notte, tra il festivo e il feriale, tra le stagioni, tutto uguale. Solo tanto amore, dedizione, senza mai lasciarti solo caro mio fratello, fino all’ultimo istante.
L’amore non basta, quando subentrano problemi di salute gravi. I familiari sono soli, senza alcun aiuto economico, sociale, assistenziale, causa tagli posti letto, tagli servizi domiciliari, problemi di età e molto altro ancora, di tutto di più.
Tagliare il superfluo è giusto, eliminare l’esistenziale è sicuramente grave, perché si gioca sulla pelle dei cittadini. Ragionare con il bilancino perché è necessario ridurre la spesa pubblica, senza calcolare le conseguenze negative che ricadono sulle persone, sono devastanti e al tempo stesso tragiche se non si ha una visione d’insieme del problema in tutte le sue possibili azioni di vita, quali: di natura medica, ospedaliera, di cura, farmaceutica, sociale, di prevenzione, di assistenza economica, reintegrazione nella vita sociale, di assistenza legale.
A tutto ciò si aggiunge una normativa allucinante, retrograda, con norme giuridiche non comparate tra loro, per il semplice motivo che le leggi sono state scritte in altri tempi e senza valutare la necessaria connessione tra esse, tra i vari servizi.
Soprattutto senza valutare la centralità della persona e quindi senza verificare di quali servizi il disabile psichico e / o diversamente abile e la sua famiglia necessita.
A mio modesto parere per migliorare la qualità della vita dei disabili psichici e /o diversamente abili serve mettere la persona in primo piano e dare risposte mirate e personalizzate.
La legislazione vigente è importante ma priva di attuazione. La legge 180 / 1978 ( Legge Basaglia ) non è stata applicata o solo in parte con la conseguenza che chi soffre di disturbi mentali e le loro famiglie sono state abbandonate.
Serve un tavolo di lavoro permanente, un team che si occupi del problema della Salute Mentale in modo ampio che comprenda l’aspetto medico, farmaceutico, di recupero e integrazione, economico / sociale, legale, di lotta ai pregiudizi, allo stigma. Creare una cultura di rispetto per chi soffre.
Occorre monitorare le progettazioni in atto, eliminare le lacune di attuazione, far emergere i punti di forza, eliminare quelli di debolezza.
Garantire un servizio efficace, efficiente, decoroso è un atto dovuto.
Garantire la trasparenza dei servizi. Fare controlli frequenti e a sorpresa per eliminare casi di malasanità.
Le famiglie sono giustamente preoccupate. Basta con le tragedie annunciate.
Tutti sono esperti quando si verifica una tragedia. Tutti esprimono la loro opinione, ci mancherebbe la dialettica è il sale della democrazia.
Ho redatto diverse proposte che hanno ricevuto notevole attenzione a tutti i massimi livelli. Chi volesse leggere le mie proposte, o vedere le schede di sintesi, può farlo su www.aipsimed.org o aipsimed youtube, che ringrazio per la gentile ospitalità .
Invito a leggere con la dovuta attenzione e soprattutto in modo oggettivo senza lasciarsi condizionare dal proprio credo ideologico.
Io rispetto tutti e porto il massimo rispetto per ogni storia che deve avere la giusta risposta. Ben vengono le critiche alle mie proposte, ma espresse in modo civile, educato senza offendere. Le critiche, le osservazioni sono necessarie ma devono essere espresse con l’intento di costruire e non quello di distruggere.
Invito alla riflessione chi critica ad arte, al solo scopo di fare del male, chi non prova sulla propria pelle e chi critica per motivi politici o ha particolari interessi e / o privilegi da difendere.
A chi pensa che il Suo problema sia comune a tutti, dico di riflettere che non è così, perché ogni storia è diversa ed esige una propria risposta, mirata alla soluzione del singolo caso. Diverse sono le patologie, diverse i gradi di disabilità, diverse le etò, diverse le esigenze, diverse le circostanze.
A chi pensa che occorre negare l’evidenza pur di impedire l’evoluzione di soluzioni nuove, dico fate del male a chi ha bisogno di essere aiutato.
A chi propone le soluzioni fai da te e lascia chi soffre di disturbi mentali solo, dico provare cosa significa avere a che fare con una persona totalmente incapace di intendere e di volere, che non è in grado di badare a se stesso,che non ha conoscenza di spazio, tempo, che non sa cosa vuol dire compiere i semplici atti quotidiani della vita, che non sa distinguere, che non sa chiedere aiuto.
A chi ostacola nuove proposte d’interventi umanitari, dico cosa sapete della solitudine, della necessità di prendere decisioni immediate.
A chi si oppone a dare soluzioni mirate, dico cosa sapete dell’angoscia dei familiari che vivono il dramma del dopo di noi, chi si prende cura dei propri cari.
A chi emette sentenze dico d provare il dramma nel dramma, di persone disperate, sole che devono far fronte ad una legislazione arcaica che impedisce la soluzione umana di tante tragedie.
A chi predica l’ideologia da inserire ad ogni costo nella psichiatria e nelle scienze correlate, dico provate ad assistere per 60 anni un disabile psichico con amore, con cura, con attenzione, abbandonato dalle istituzioni.
Da sempre ho detto in mille modi NO alla riapertura dei manicomi e non mi stancherò mai di dirlo.
A tutti chiedo di prestare attenzione al disagio, al dramma che vivono chi soffre di disturbi mentali e delle loro famiglie.
Si devono dare risposte decorose che garantiscano il massimo rispetto della dignità umana.
A tutti coloro che non provano esperienze che ti segnano profondamente dico di portare rispetto al dolore, alla sofferenza, al dramma, alla solitudine.
Ai signori della politica,ai molti psichiatri, per fortuna non tutti,dico di fare un passo indietro e dimenticare l’ideologia quando si parla di SALUTE MENTALE. Basta con le crociate pro o contro una proposta.
Non ho alcuna pretesa di insegnare niente a nessuno. Porto avanti una battaglia nel segno della praticità, delle cosa da fare, del buon senso. Cerco la condivisione allo scopo di unire le forze per migliorare la qualità della vita di chi ha bisogno.
La salute è un diritto di tutti i cittadini, senza colore politico.
Ho redatto proposte, partendo dalla mia esperienza di vita diretta e ho scritto in positivo, quanto ho vissuto in negativo. Ho visto di tutto e di più.
Continuo la mia difficile battaglia umanitaria, intrapresa da oltre dieci anni. Il mio dolore mi ha dato la forza di mettermi a disposizione degli ultimi. Orami per me questa battaglia è diventata una missione.
In modo civile ma con fermezza sarò sempre in prima linea per garantire i diritti dei disabili psichici e/ o diversamente abili e delle loro famiglie.
Cordiali Saluti.
26 Agosto 2012 Maurizio Munda

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1560655398 La Anto

    Anche io amai mio fratello e gli dedicai molto… tutto il mio tempo, nei lunghi anni della sua malattia…. si salvò miracolosamente… ma non ricorda nulla dell’amore che gli diedi… non mi parla più… ha detto che sono morta per lui… l’ho offeso, è vero, ma come può dimenticare… come non può perdonarmi? Pazienza… io gli vorrò sempre bene, mi basta che sia vivo e che non si ammali mai più. Scusate lo sfogo… a volte ci soffro troppo… è il mio unico fratello e lui sa che non ho nessun’altro… perché…. :( (

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1477791689 Morra Assunta

    Sante parole quelle che ha scritto….solo chi vive il dramma sa cosa significa,poi tutto il resto sono solo chiacchiere,il dolore,la sofferenza,l’umiliazione,il sentirsi soli dinanzi ad un dramma che si consuma solo nelle mura domestiche è la cosa più triste che ci sia.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1622774183 Gianfranco D’Ercole

    L’amore per il fratello svantaggiato, l’amore che supera ogni ostacolo e barriera, che supera ogni limite temporo-spaziale, l’amore che tanto regala e che tanto bene fa a tutti: l’amore universale.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1506024629 Adry Buccino

    mi dispiace..condoglianze.

  • Numisanti

    In un epoca in cui ognuno guarda solo a sè stesso, anche e soprattutto tra i familiari, 60 anni per prendersi cura del fratello mi sembra una storia di altri tempi. Una volta le persone con gravi disabilità le si sbattevano in manicomio, erano gli stessi familiari che lo facevano per liberarsene, perchè avere un matto in casa non è cosa da poco. Adesso li sopportano con mille lamentele. Vedere uno che invece se ne è preso cura e lo ama è nobile. Questo amore è la tua energia, la tua fonte di vita. Che purtroppo verrà ricompensato solo in paradiso e che deve essere per te fonte di grande autostima, almeno questo sì. Ciao.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1477791689 Morra Assunta

    La stessa cosa vale anche per me,vorremmo un confronto con chi il problema lo vive sulla propria pelle,come fare per contattare il Prof. Maurizio Munda?Grazie.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1091483041 Tiziana Cammarano

    Tutto questo è veramente toccante ed esprime l’ enorme sofferenza che si prova in queste situazioni…..Cio’ che è più grave e’ la solitudine nell’ affrontare la vita, giorno per giorno!

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1091483041 Tiziana Cammarano

    Vorremmo essere messe in contatto con il Prof. Maurizio Munda per un confronto costruttivo. Ha un profilo su Facebook? Grazie.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1433200467 Elena Dobici

    Mi spiace tanto Maurizio, ti sono vicina!

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=100000861049311 Franca Guidotti

    le sono vicina , perche anchio sto vivendo la siessa cosa ,e vorrei tanto bubblicare la sua lettera piena d’amore e doloee e nello stesso tempo ,potrebberla leggerla tanto dottori psichiatri cosi imparerebbero cosa vuol dire essere dei veri professionisti ‘graziefranca

  • Giovanni

    Gentile Prof. Munda

    vorrei esprimerle solidarieta’ per la perdita di suo fratello.

    Penso che una societa’ vada valutata in base a come tratta gli ultimi. Per questo ho grande ammirazione per la sua battaglia per una migliore assistenza psichiatrica in Italia.

    Giovanni

  • https://www.facebook.com/angela.peschechera Angela

    Sentite condoglianze Prof. Munda

  • maurizio munda

    Gentilissimi / e Signori / e
    Vi ringrazio per la Vostra Sensibilità.
    Mio fratello è morto, ma il mio impegno prosegue con la stessa
    determinazione in favore dei diritti di chi soffre di disturbi psichici e delle loro
    famiglie.
    Ho dedicato tutta la mia vita a mio fratello e da oltre dieci anni sono
    in prima fila e lo sarò sempre per difendere i diritti di tutti coloro che soffrono di disturbi mentali e delle loro famiglie.
    Con tanto amore, con tanta forza proseguo per dare il mio umile e modesto
    contributo alla causa del disagio mentale.
    Gentilissimi Signori / e
    GRAZIE
    Maurizio Munda

    • FABIO TONINO GIUDICE

      Egregio Prof. Munda,
      Le esprimo sincere condoglianze per il Suo lutto. Quello che ha fatto e che continua a fare a livello umano e sociale per i disabili psichici e/ o diversamente abili fanno di Lei un esempio che tutti gli uomini, di qualsivolgia nazionalità essi siano, dovrebbero seguire. In questo momento così difficile tragga forza dalle persone che, grazie a Lei, hanno visto un barlume di speranza nelle difficili situazioni che quotidianamente devono affrontare.
      Un Suo vecchio alunno dell’Istituto Tecnico Pascal di Limbiate.

      Fabio Giudice

  • Angelo Rossetti

    Purtroppo c’è poco da commentare, ci sarebbe soltanto da agire (e qui dovrebbero assolutamente intervenire i poteri forti e decisionali e non pensare solo ad altri interessi….)! Tutti i punti citati nella toccante lettera, al di là della sua esperienza personale, focalizzano la triste realtà che vivono i disabili psichici e/o diversamente abili insieme ai loro famigliari in questa società, anche perchè non in tutte le famiglie ci sono persone con un “grande cuore”, come il Professore, disposte a sacrificare la propria esistenza per gli altri, anche se di propri cari. E non in ultimo aggiungerei che anche per gli anziani in difficoltà e le loro famiglie ci sarebbe bisogno di più sostegno e cultura. Spero che a questa “battaglia” si aggiungano sempre più sostenitori, in particolare persone capaci di dare un reale contributo alla causa.

    Cordiali Saluti, famiglia Rossetti.

  • Ivan Galli

    Gentile Prof. Munda, Le sono vicino in questo momento di dolore.
    Averla conosciuta mi ha aperto una speranza per migliorare, lottare, difendere i diritti delle persone disabili. Un affettuoso abbraccio.
    Ivan

  • James Genoese

    Che dire.. Un onore avere avuto un professore come lei, che ci ha insegnato molto. Con TE, abbiamo capito quanto è bella la vita, di quanto noi siamo stati fortunati ed è proprio per questo che il compito di tutti noi sarebbe quello di aiutare i più bisognosi, ma il ritmo di questa vita spesso non permette di fermarsi e purtroppo bisogna guardare avanti.
    Sapevo che questo dolore che sta provando le dava maggior forza per andare avanti, e il suo impegno in questo ambito darà forza a molte altre persone che ora si trovano nella stessa situazione.
    La sua battaglia ed ora una Missione verrà sempre sostenuta da tutti coloro che hanno avuto modo di saperne l’esistenza, da chi ha avuto il piacere di conoscerla e da tutti coloro che hanno provato nella propria famiglia lo stesso disagio.
    Una battaglia Giusta e Utile finalmente!!
    Un caloroso abbraccio alla persona Maurizio Munda .
    La verrò presto a trovare.

    JG