Attualità

Carcassa di animale in ospedale

Ieri i Nas durante la verifica d'igiene nel Policlinico di Messina hanno trovato una carcassa di un pipistrello nel corridoio d'ingresso all'unità di Terapia intensiva coronarica, proprio accanto alla porta. A dispetto dei quattro milioni e mezzo di euro pagati ogni anno all'associazione d'imprese di pulizia incaricata. L'ispezione è stata disposta dal ministro della Salute Ferruccio Fazio e ha coinvolto trenta uomini tra Nas e militari di Palermo, Catanzaro, Ragusa e Messina. Sono molte le carenze rilevate nei 12 reparti ispezionati, sia sul versante della pulizia che delle strutture, a partire da una sala operatoria con problemi così gravi «da costituire pericolo per la salute dei degenti e del personale», come si legge nella relazione dell'Arma. Si tratta di una delle tre sale operatorie della Chirurgia vascolare, che la direzione sanitaria ha deciso di chiudere in autotutela e che comunque - precisa il manager del Policlinico, Giuseppe Pecoraro - «non veniva utilizzata da tempo».

Indagine su 500 ospedali: i risultati

La commissione d'inchiesta sull'efficienza del Servizio sanitario nazionale, guidata da Ignazio Marino, ha realizzato con la Scuola superiore Sant'Anna di Pisa uno screening a tappeto tra i 500 poli sanitari del Paese. Sul podio dell'efficienza Toscana, Emilia e Piemonte. Poi Umbria, Veneto, Friuli Venezia Giulia. Al fondo della classifica il Sud: Molise, Sicilia, Campania, Puglia. Fanalino di coda, la Calabria. Dietro questi dati, legioni di donne in età a rischio che non sono chiamate a fare lo screening sul cancro al seno (la Sicilia è ferma al 17,5% a fronte del 98 dell'Umbria), ancor più numerose truppe di over 50 che non fanno prevenzione sul colon-retto: in Lombardia l'invito arriva per tutti, in Sardegna per lo 0,1%. In quattro regioni, questa volta geograficamente trasversali (Sicilia, Puglia, Marche, Liguria), il programma non è ancora partito.

Cinque medici indagati per la rissa in sala parto

Laura Salpietro, 30 anni, e il figlio Antonio, nato con un cesareo al Policlinico di Messina sono fuori pericolo, nonostante la scandalosa lite avvenuta tra medici in sala parto. Protagonisti dello scontro due ginecologi, Antonio De Vivo, di fiducia della gestante, e Vincenzo Bendetto, responsabile in quel momento della sala parto. La madre ha avuto complicazioni risolte con l'asportazione dell'utero, il neonato ha accusato sofferenze cardiorespiratorie. Madre e figlio potrebbero lasciare già oggi la rianimazione anche se il neonato resta sotto osservazione. Le indagini cliniche accerteranno l'esistenza o meno di danni cerebrali dovuti a deficit di ossigenazione. Prosegue l'inchiesta della Procura della Repubblica di Messina: cinque persone sono state iscritte nel registro degli indagati, tra cui i due ginecologi e il primario. Lesioni colpose ed omissione sono le ipotesi avanzate nella prima parte dell'indagine.

Pensionato finisce in Opg di Montelupo, Fece esplodere ordigno in condominio

Ma i nostri politici e il senatore Ignazio Marino non avevano detto che l'Opg di Montelupo doveva essere chiuso entro agosto e che entro lo stesso mese il 40% dei reclusi sarebbe stato dimesso per rientrare sul "territorio"?    

Non andrà in carcere, ma in una casa di cura, nello specifico l'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. I carabinieri hanno eseguito l'ordinanza nei confronti di R.R., pensionato spezzino di 56 anni accusato di aver fatto saltare, con un ordigno rudimentale, il quadro elettrico del palazzo dove abita di proprietà dell'Arte, in viale Italia. I fatti risalgono al 19 giugno scorso. A incastrarlo' sono state le indagini condotte dai militari dell'Arma e dai vigili del fuoco, soprattutto le analisi del Ris. In casa del pensionato è stata infatti rinvenuta della stoffa identica a quella utilizzata per confezionare lo stoppino del rudimentale ordigno. L'esplosione aveva fatto incendiare tredici contatori: quando giunsero sul posto carabinieri e vigili del fuoco trovarono frammenti di una bottiglia e di uno straccio. Le indagini hanno consentito di accertare le responsabilità del pensionato e della sorella di 69 anni, che in passato hanno avuto screzi con il condominio.

Repartino: denunciate «le gravi condizioni della struttura psichiatrica»

PERUGIA La panoramica sulla sanità scattata dalla Cgil funzione pubblica non poteva ignorare il caso del «Repartino», il servizio di riabilitazione psichiatrica di via Enrico dal Pozzo, ora oggetto anche di un'inchiesta parlamentare a firma dei Radicali. Scarpelli, in merito al dibattito aperto dall'opinione pubblica e dalle forze politiche sul trasferimento o meno della struttura, ribadisce il «sì» del sindacato ad inglobare Psichiatria all'interno della rete ospedaliera. RIMANENDO poi in tema con il problema dei tagli finanziari, il sindacato più volte ha denunciato «le gravi condizioni in cui si trova la struttura e le difficoltà che incontrano gli operatori a gestire certi pazienti (psicotici, depressi gravi, tossicodipendenti, etilisti) senza il supporto di strutture e apparecchiature sanitarie adeguate. Infermieri e medici, infatti, sono o sottoposti a stress continuo e rischiano di persona ogni volta che si trovano a gestire casi complicati».

La protesta di 53 pazienti psichiatrici: 'chiusi in gabbia come scimmie'

Pazienti di una clinica psichiatrica del padovano minacciano di interrompere terapie

PADOVA. Terrazze chiuse come gabbie e divieto di uscire dall'edificio dopo le 18.30. Protestano e minacciano di interrompere le terapie 53 pazienti della clinica psichiatrica "Villa dei Tigli" di Teolo (Padova), una casa di cura privata specializzata in patologie neuropsichiatriche, convenzionata con il Ssn. I degenti chiedono di poter dialogare con i responsabili della casa di cura e ottenere l'utilizzo anche serale del parco. In un documento indirizzato alla direzione sanitaria parlano di ''profonda umiliazione causata dalle sbarre che ci fanno vivere l'esperienza degli animali in gabbia''. 

Psichiatria a Perugia: interessata la Commissione parlamentare d’inchiesta sul Ssn

Dichiarazione di Andrea Maori, membro della segreteria di radicaliperugia.org

Andrea MaoriDi fronte all’ennesima denuncia sulla situazione del servizio psichiatrico di Perugia in via Enrico dal Pozzo, abbiamo presentato, tramite la senatrice radicale Donatella Poretti, un primo dossier che è stato depositato alla Presidenza della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficienza e l’efficacia del Servizio Sanitario Nazionale, presieduta dal senatore Ignazio Marino.
Le continue denunce sulle precarie condizioni igieniche al limite della soglia di tollerabilità, sui posti letto tagliati, personale medico e infermieristico costretto a turni massacranti perchè costantemente sottorganico, strumentazioni che latitano, difficoltà a gestire patologie mediche molto diversificate, sono solo alcuni degli aspetti di una grave situazione da cui, da anni, non si riesce ad uscirne.

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