lavoro

Disparità per i "primari": pagelle in Toscana, niente marcatempo a Napoli

di MAURIZIO MOTTOLA. In Toscana sono in arrivo le pagelle anche per i "primari" (secondo l'attuale definizione i direttori delle strutture complesse). Dopo i manager, già sottoposti a valutazioni dal 2005, in tale regione anche il lavoro dei 1.100 direttori delle strutture complesse, che dirigono reparti o servizi territoriali, sarà analizzato in base ai risultati ottenuti.
Il modello toscano è il primo in Italia a puntare sulla misurazione e valutazione delle prestazioni sanitarie del settore, con un set di indicatori che è stato perfino brevettato dal laboratorio di ricerca Management e sanità della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, che lo ha messo a punto. Come criterio si è scelto di partire da chi ha più responsabilità, quindi di cominciare dall'alto: prima il direttore generale, poi quello sanitario, adesso i direttori di struttura complessa.

Art of EMDR Applicazione dell’EMDR nella pratica clinica

Art of EMDR Applicazione dell’EMDR nella pratica clinica lunedì 13 luglio 2009 di MAURIZIO MOTTOLA

Dedica a un infermiere dell'ex manicomio di Perugia, Raffaele Sebastiani

Mi è stata richiesta una presentazione dedicata a Raffaele Sebastiani, detto Lello, infermiere operatore psichiatrico dell'ex manicomio di Perugia Villa Massari al momento della cena dedicata al suo pensionamento, e io ho aderito volentieri anche se questa è la prima volta che preparo un discorso per una occasione come questa.
Non ero sicura di come impostarla ma credo che mettere insieme i miei ricordi e quelli di altri che hanno lavorato con lui o lo hanno conosciuto può descriverlo al meglio.
Un aneddoto raccontato da Claudio Mariucci infermiere e operatore psichiatrico può servire come introduzione:
Si dice che quando lavoravano insieme al Servizio di Gubbio insieme ad un altro operatore di Città di castello dividevano le spese della macchina e andavano avanti e indietro dal lavoro con una unica auto.Una sera chiuso il servizio Claudio Mariucci e l’altro operatore erano pronti per andare a casa ma Lello non si vedeva; probabilmente perso dietro il profumo di una donna.L’operatore aveva la stessa macchina , e ha provato ad aprire la macchina di Lello con la sua chiave.Pare siano rientrati a Città di castello in due invece che in tre che erano partiti.
Il Dott Alberto Trequattrini fa parte delle conoscenze un po’ più recenti ,ma non per questo meno buone.la collaborazione negli anni per portare i pazienti a Roma in accordo con Gianfranco Spalletta del Santa Lucia di Roma l'unica vera ricerca Alzheimer dei nostri modesti spazi altro amico lo ha visto anche più volte come autista dei viaggi no stop per i vecchietti ultraottantenni oltre che organizzatore di congressi e fotocopie a oltranza non solo negli spazi limitati del Servizio, ma dovunque senza limite.

Meno stress al lavoro per prevenire la depressione

Alleggerire la propria agenda dai numerosi appuntamenti oppure cercare di diminuire il carico di lavoro quando la tensione diventa eccessiva potrebbe rappresentare una strategia vincente per scongiurare il rischio di depressione. Ad affermarlo è una ricerca apparsa sulla rivista American Journal of Epidemiology.

Galateo, decenza

di Giacomo De Caterina*, 25 aprile 2009. Giornata della Liberazione 
Stamattina, per puro caso, ho ascoltato un CD di canzoni di protesta degli anni 60 e 70. Area, Finardi, Stormy six, Pietrangeli…millenni fa. Non riesco a non provare un brivido a quelle parole di lotta, a quel velleitarismo ingenuo, lontano dalla complessità attuale, ma specchio del sentire dell’epoca.

Piccola storia prima della Pasqua.

Invio a tutti un caro augurio di Buona Pasqua! Inserisco il contenuto di una piccola storia ricevuta per mail da un amico:

La vendetta non paga

Le persone caratterizzate da reciprocità positiva sono molto più sensibili agli incentivi, e tendono anche a guadagnare più denaro
Essere vendicativi non paga: è quanto sembrano dimostrare i risultati di uno studio svolto presso le Università di Bonn e Maastricht e ora apparso sulle pagine della rivista "Economic Journal". Secondo la ricerca, infatti, le persone inclini a comportarsi con iniquità o sulla base di una logica del tipo "occhio per occhio" tendono a essere più disoccupate delle altre persone. Inoltre, le persone vendicative tendono ad avere meno amici ed essere meno soddisfatte della propria vita.
Le persone generalmente fanno affidamento sul motto "occhio per occhio" ovvero secondo una certa reciprocità di comportamento: a un invito a cena si risponde con un analogo invito successivo; se un amico ci aiuta a fare un trasloco ci sentiamo vincolati a ricambiare il favore. In termini psicologici o nella teoria dei giochi questo atteggiamento va sotto il nome di reciprocità positiva.

La mattanza silenziosa

I mezzi di informazione sono stranamente muti di fronte ad una situazione molto grave che sta riguardando i lavoratori della industria farmaceutica, in particolare gli informatori scientifici del farmaco. Infatti nel triennio 2008 2010 si perderanno circa 12.000 posti di lavoro di cui 5.000 solo nell'anno corrente, a fronte di un incremento dei fatturati delle aziende farmaceutiche. Articoli al riguardo sono apparsi su cronache locali (esempio: la cronaca di Latina, il giornale di Sicilia etc.) ma da parte della grande stampa nazionale e dei mezzi di informazione televisivi è stata ignorata.
Questo disagio è ben conosciuto dagli addetti ai lavori come noi medici, ma non è conosciuto da gran parte della opinione pubblica come accade per altre categorie lavorative.
Probabilmente opera uno stigma verso le aziende e gli informatori scientifici del farmaco, che appartiene ad una visione precedente legata a scandali veri o presunti nell'ambiente sanitario.
Che almeno ci sia una conoscenza di quello che sta accadendo sotto i nostri occhi a personale laureato ad alta qualificazione che è presenza costante negli ambulatori medici.

Le maschere e le parole. Simbolismi e suggestioni nella comunicazione

 

Le maschere e le paroleCome possiamo guardare il mondo e le persone per cogliere, quanto più fedelmente possibile, il reale significato delle parole e dei segni che sono il “medium”, il veicolo di comunicazione tra noi e gli altri?

Forse, come suggerisce Salvatore Romeo in questo saggio, dovremmo ricorrere agli “occhi della mente” per letteralmente decifrare i messaggi che ci arrivano ma anche quelli che mandiamo al mondo circostante. Un mondo fatto di persone ma anche di spazi, un mondo fatto soprattutto di relazioni tra noi, gli altri, lo spazio ed il tempo in cui agiamo.

Salvatore Romeo, in questo lavoro, ha saputo dosare con abilità il rigore scientifico e la semplicità del linguaggio che consente a chiunque voglia misurarsi con questi temi di poterlo fare senza troppe difficoltà.

Con un percorso che si muove tra importanti riferimenti bibliografici, da Watzlawick a Chomsky, da Jung a Guénon,  da Goleman a Cavalli Sforza, per citarne alcuni, l’autore ci guida nel mondo della comunicazione a cominciare dalla relazione tra il corpo, l’immagine di sé ed il contesto spaziale perché “La percezione del corpo nella sua totalità ed univocità costituisce quel Concetto di Sé che è base indispensabile per un armonico sviluppo e per una soddisfacente interazione interpersonale e sociale” (cit.), per poi continuare illustrando il dettagliato meccanismo del linguaggio. 

Viene quindi affrontato tutto l’apparato di codici (analogici e digitali) e, dopo avere trattato del linguaggio verbale, della semantica e della sintassi, chiude questa prima parte con il linguaggio paraverbale, la conoscenza del quale ci sarà preziosa per

Caso Darina, "Non può essere vero un orrore del genere"

Oggi, nel condividere l'articolo apparso su "Libero" con colleghi, amici e parenti, le parole più ricorrenti testimoniavano stupore, incredulità, sgomento: "Ma è possibile una storia del genere?" "Sono sconcertata", "Non ci posso credere", "Non può essere vero un orrore del genere", "Ma questo è un doppio sequestro di persona!"

Ad ognuno delle persone che, comprensibilmente si mostrava incredula, ho suggerito di scrivere ai diretti interessati per chiedere informazioni in merito. 
Quello che mi lascia più addolorato è la beffa cui è esposto chi ha già subito un danno di tale portata; prima ignorato, umiliato, annientato e calpestato e poi messo in dubbio e magari anche deriso. Mi stupisce il fatto di non essere particolarmente inorridito da una storia del genere, quasi come se la ritenessi una tra le più comuni lesioni iatrogene.