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Claudio Magris: le colpe degli intellettuali

Giustamente Claudio Magris è considerato uno dei massimi alfieri della classe intellettuale italiana. Nella prefazione al libro "Basaglia"di Francesco Parmegiani e Michele Zanetti, involontariamente Magris ci dà una radiografia della sua attuale condizione culturale, della sua attitudine al dogma e all'apologia del potere. Nel testo ripete a intermittenza, e con varie truculenti espressioni, che prima di Basaglia il malato "era un mostruosità più che un uomo, una non-persona, pericolosità da isolare, mera esistenza animalesca da relegare e dimenticare." Dopo Basaglia invece c'è la liberazione, la dignità, una parola questa salmodiata così tante volte che finisce per dare fastidio. E poi "La riforma che ha cambiato il nostro mondo e reso più sopportabile la vita di tante persone." Anche questo dei meriti di Basaglia è un ritornello. Ma, si sa, essendo Magris la ridondanza è arte.

Piccola storia prima della Pasqua.

Invio a tutti un caro augurio di Buona Pasqua! Inserisco il contenuto di una piccola storia ricevuta per mail da un amico:

Le mie osservazioni sul caso Darina Tercic

Leggo con sempre maggiore perplessità sui giornali e nei vari siti i commenti di molti che si scagliano con veemenza contro gli psichiatri di Trieste.

Lettera al conduttore di Sabato & Domenica Rai 1

 

Egr. Dott. Franco Di Mare, mi rivolgo a lei nella sua funzione di conduttore della trasmissione Sabato & Domenica per notificarle il mio disappunto circa i contenuti deludenti del servizio pubblico effettuato in quel di Trieste, che più avanti indicherò, e mandato in onda Domenica 24 u.s.

Comunicato Fisam sul caso Darina Tercic

Sono entrato e uscito dalle Procure e dagli Uffici dei Giudici Tutelari, quasi sempre, per affiancare dei soci, colpevolizzati da medici psichiatri. Ho quindi consapevolezza diretta di quanto possa accadere ed ho altrettanta cognizione di andare in guerra, nell’era nucleare, con una cerbottana. Questa è la sola arma che posseggo. Finalmente dal DSM di Trieste viene diffusa una versione circostanziata dei fatti, ancorché unilaterale, ragion per cui ritengo necessario, opportuno e doveroso esporre la mia opinione. Premesso che non conoscendo direttamente le tristi storie raccontate, eviterò accuratamente ogni riferimento alle stesse. Così come riconosco il pieno diritto del Dipartimento a dimostrare pubblicamente la propria verità a salvaguardia del decoro. Ciò non toglie che in questo ambito non si possano cogliere degli aspetti del tutto opinabili o per nulla convincenti.

"Il pesce puzza dalla testa"

Ho letto il caso delle signore di Trieste apparso su Libero e poi gli altri casi citati negli articoli qui sul sito ed anche i commenti e le querele annunciate e tutto il resto ed ho pensato: ci risiamo!

"Pulp Psiction"

Pulp Psiction

 

Finalmente Quentin Tarantino è tornato a regalarci il sequel del mitologico film "Pulp Fiction".

Ed ha centrato nuovamente.
Semplice la sceneggiatura, complesse le atmosfere, complicati gli interessi.
Location: un D.S.M. felice posto tra nord-est italiano e Slovenia.
Ambiente: neve, giardini, comunità, ambulatori, ripostigli, ospedale.
Attori (tutti protagonisti): una madre (ammalata?), una figlia (ammalata?), una equipe di psichiatri (ammalati?), sindaci (ammalati?), periti (ammalati?), un parroco (ammalato?).
Trama: una madre vuol curare una figlia schizofrenica, ma lo fa in maniera così dissociante e disturbante che gli psichiatri, sicuri che la madre sia schizofrenogena malgrado che la malattia mentale non esista, tuttavia afferrano quella mamma per i capelli e la curano controvoglia e contro la sua volontà malgrado che solo la libertà sia terapeutica. L'intervento d'un curato di campagna riesce a sbrogliare l'intricata matassa. Così che la figlia, in un finale travolgente, si pone a capo del Dipartimento di Salute Mentale, la madre chiede scusa agli psichiatri impossibilitati ad accettare perché sono in fuga chi in Cina chi in Sudamerica. Il prete una volta liberato dai periti nel corso d'un conflitto a fuoco, fonda il Tribunale dei Doveri dell'Ammalato, che si fonda sull'eterna acquiescenza ai voleri ed agli umori degli psichiatri. Il Parroco ne diventerà presidente.
Ecco sono sicuro che quella data dal quotidiano di Feltri, "Libero", non sia una bufala, semplicemente la trama di un film pulp. Molto pulp. Pure troppo.

 

Il bambino da Gesù all'albero di natale

 

DostoevskijMa io sono un romanziere e mi pare di aver inventato la "storia". Scrivo «mi pare» perché sono certo di averla inventata, e mi immagino sempre che tutto sia avvenuto in un certo luogo in un certo momento, e che sia accaduto proprio alla vigilia di Natale, in qualche enorme città, con un gelo terribile.

Demagogia e politica psichiatrica

Demagogia e politica sono la stessa faccia di una realtà ipocrita, perfida e vigliacca. Sembra che in psichiatria manchino solo gli operatori. I troppi fannulloni, approfittatori e incapaci presenti nell'ambiente non li vede nessuno, solo il numero maggiore conterebbe. Le professionalità no!! La scienza che non ha mai mosso un piede in avanti, non la si nota. Solo l'industria farmaceutica ha fatto sentire in ogni anfratto del sistema la sua forte ed influente presenza. Le strutture, esigue, spesso di tipo manicomiale. Degli sprechi inutile parlarne, tanto sono evidenti.

Un paziente psichiatrico rifiutato a Gragnano

Sono uno psichiatra dell’Asl Na1. Il giorno 23 novembre 2008 parto da Napoli con due infermieri con il paziente R.M., affetto da grave agitazione psicomotoria, dopo aver attivato un Trattamento sanitario obbligatorio, diretto verso il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell’ospedale di Gragnano.
Il paziente, scompensatosi dopo la morte del padre, e che esprime la sua sofferenza gettando oggetti pesanti dall’ottavo piano, vive solo con la madre anziana e malata nel territorio del distretto 44 dell’Asl Na 1, San Ferdinando Chiaia Posillipo.
Dopo giorni di inutili tentativi di sedare il paziente a domicilio e di convincere suo fratello e suo figlio maggiorenne a sostenerlo affettivamente e materialmente, la nostra unità operativa si ritrova costretta ad attivare le pratiche del ricovero psichiatrico coatto.