Sono un ingegnere 42enne milanese, ho un fratello di 40 anni, affetto da schizofrenia. Uno dei problemi più sentiti che ho avuto modo di vedere e sperimentare sulla mia pelle è quello dell'esordio della malattia mentale in particolare di una delle patologie più gravi: la schizofrenia. Scrivo a proposito di un recente articolo apparso su AipsiMed in tema di riabilitazione. Ebbene, gli interventi integrati, farmacologico, psicoterapico e inserimento lavorativo protetto, come per esempio le borse lavoro ed altri strumenti, rappresentano una vera chimera per i famigliari. La distruzione di una politica sanitaria centralizzata basata sull'applicazione di interventi medici efficaci come quelli praticati in altri paesi Europei, mi verrebbe da dire civili, è alla base della disintegrazione del sistema di cura. Oggi nel paese assistiamo al sorgere di iniziative spontanee di cura basate su interpretazioni più o meno "liberal" dell'assetto normativo attuale. D'altra parte è umano, con una legge che impedisce nei fatti la conquista del primo gradino terapeutico (accettazione della malattia e quindi della terapia) i fallimenti terapeutici sono decuplicati in tutto il paese. Il SSN dovrebbe cambiare indirizzo facendo uscire dalla precarietà l'assistenza psichiatrica, ma per farlo serve una nuova legge.