Centro diurno a rischio chiusura

Belluno. Il centro diurno riabilitativo di Borgo Ruga rischia la chiusura. Lo sfondo, di questi tempi, ha il solito colore delle economie di scala: sforbiciare di qua per guadagnare un operatore, e potenziare di là, cioè Cart e Pullir dove ci sono due comunità alloggio, la prima da sei posti letto, la seconda da otto.  Il segnale che non annuncia nulla di buono è appunto il dimezzamento del personale. Di due operatori, un’infermiera professionale e un’addetta all’assistenza, la prima è già stata trasferita a Pullir.  A presidiare il centro che occupa il piano rialzato dell’edificio nel complesso di Ognissanti ci sono il responsabile delle comunità alloggio territoriali, Paolo Facen, e l’operatrice superstite.  Ma fino a quando? Intanto il dipartimento di salute mentale dell’Usl, cui spetta il compito di indirizzare i pazienti alle strutture del territorio, ne ha già destinato qualcuno a Cart. Ma questo ha creato forti resistenze da parte degli utenti in odore di trasferimento. Prima di tutto per una questione di abitudini e di disorientamento, se non di panico, di fronte alle novità.  Secondariamente anche per la logistica, considerato che gli utenti non sono automuniti e che per alcuni si prospettano anche due cambi di corriera per arrivare a destinazione. C’è anche il rischio che questi decidano di restare a casa.  Un’ipotesi che l’associazione Diapisgra non vuole prendere in considerazione.  «Formalmente non siamo al corrente di drastiche ipotesi sul centro diurno di Feltre», premette il presidente Angelo De Cet. «Certo è che se i centri di servizio per la disabilità psichica cominciano a perdere i pezzi e soprattutto a creare dispersione di pazienti, è bene che ci fermiamo a riflettere, con la dirigenza dell’Usl, su cosa offrire ai malati di oggi e purtroppo anche a quelli di domani, visto che dobbiamo considerare anche i casi dei giovani».  La paventata chiusura del centro diurno, del resto, non stupisce Francesco David, segretario dell’associazione Diapsigra. «Da un recente incontro con il direttore del dipartimento di salute mentale, l’Usl aveva annunciato il taglio di un servizio definito inefficace. A parte che con il venir meno del centro diurno di Feltre, viene meno anche l’indennità di frequenza degli ospiti pari a 7 euro al giorno, ma già in quell’occasione avevo rimarcato la necessità di potenziare i servizi esistenti, a partire da quello di Borgo Ruga. Tutti sappiamo che investire sulle abilità residue, con laboratori e attività che impegnino gli ospiti durante il giorno, è un obiettivo da perseguire. Invece è la corsa al ribasso e ai risparmi sulla pelle della povera gente». (l.m.)

il Corriere delle Alpi — 19 marzo 2009   pagina 24   sezione: PROVINCIA