VENEZIA. “Lo smantellamento del Centro Psicoriabilitativo “Rodari”: a chi giova?” Ancora una volta ci troviamo a raccogliere “il grido di dolore” dei giovani pazienti e dei familiari dell’Associazione “Orizzonti” e degli operatori del Centro Diurno Rodari, minacciato di lenta chiusura. Il centro è una struttura di eccellenza per la riabilitazione psicologica-relazionale di giovani psicotici, che ha pochi riscontri a livello nazionale e numerosi sono gli attestati di questa validità. Appena sette mesi fa è stato denunciato pubblicamente insieme ad analoghe prese di posizione delle famiglie dei pazienti la colpevole “dimenticanza” della direzione strategica dell’Ulss 12 di mettere a disposizione a fine 2008 dei fondi finanziari necessari per il rinnovo dei contratti 2009 dei maestri di laboratorio e per le altre attività riabilitative del Centro Diurno. Oggi siamo a prendere atto del ripetersi di una tale “dimenticanza” che a questo punto non potendo essere
casuale è da considerarsi conferma del sospetto di sette mesi fà. Tutta l’organizzazione della struttura del Centro Rodari è orientata alla terapia e alla riabilitazione psicologica e relazionale dei pazienti. Questa caratterizzazione distintiva ha contribuito sia a ridurre al minimo necessario la terapia psicofarmacologica sia i ricoveri nel reparto psichiatrico ospedaliero. Per tali motivi la Direzione strategica dell’Ulss 12 deve dare chiarimenti e risposta su quale sarà il futuro del Centro. Il pregiudizio è quello che si voglia ridurre il Centro Diurno psicoriabilitativo a mero centro di assistenza generica e questo certamente non risponderebbe alle esigenze degli utenti e dei famigliari, bensì ad altre.
Deborah Onisto, consigliere PDL/FI, Municipalità Favaro Veneto
Fonte ilgazzettino.it

