Spostamento schemi cristallizzati. Vivere con un disturbo borderline

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In molti mi hanno chiesto come ero riuscita a risolvere gran parte della mia malattia –disturbo borderline della personalità-. Dopo anni di ospedalizzazione e due anni e ½ di comunità psichiatrica riabilitativa, sono andata a vivere al mare dove ho cominciato una psicoterapia che dura tuttora. In tutti questi anni ho sempre letto libri riguardanti il mio disturbo, sia quando mi trovavo in reparto sia in comunità ed infine ancora di più quando mi sono trovata “fuori”, a dover affrontare la realtà trovandomi ancora inesorabilmente impreparata nel comprenderla e dare una “risposta”. Da tempo ormai avevo compreso che se volevo capire me stessa il mio malessere e come curarmi la via più facile, sembrerà assurdo, era quella di rispondere da sola alle mie domande perché nessuno mai mi aveva dato un indicazione ne una risposta concreta. Vorrei fare un inciso prima di continuare. Una cosa importante che ho capito dalle mie letture è che ritenere/chiamare un disturbo di personalità “disturbo” è errato. Semplicemente perché non si tratta di personalità normali che ad un certo punto vengono e diventano disturbate ma personalità che si formano -per determinati fattori di causa- in un certo modo, con certe caratteristiche e strutture, dalla prima infanzia fino all’età adulta così come si forma una personalità detta “normale”. Quindi è di un “modello o uno stile di personalità” che si parla ed è corretto chiamarlo così. es. “modello di personalità antisociale” Ad esempio: “Perché mi taglio di continuo?” e “Come devo fare per smettere?” Tra i numerosi libri che avevo letto l’ultimo di Kernberg, Clarkin e Yeomans: “Psicoterapia selle personalità bordarline” Sicuramente mi aveva aiutato a comprendere profondamente me stessa. Poi mi misi a leggere “i disturbi di personalità, le principali teorie” A cura di Mark F. Lenzenweger e John F. Clarkin. Da un lato mi sembrava di aver avuto un illuminazione, dall’altro mi domandavo perché mai nessuno mi avesse spiegato queste cose e soprattutto perché nessun terapeuta cognitivo comportamentale fosse mai stato in grado di spiegarmi semplicemente cosa fare nel concreto, di fronte ad una difficoltà. Mi parve tutto così chiaro che cominciai ad applicare quello che avevo appreso. Sapevo bene che le mie aree; cognitivo, emotivo e comportamentale non “funzionavano correttamente” ed ognuna era strettamente legata all’altra secondo un particolare ordine gerarchico. Mi rendevo conto che molto spesso la realtà che mi si presentava veniva filtrata dalla mia emotività e deformata totalmente. Quindi l’area cognitiva e quella emotiva erano non solo strettamente legate l’una all’altra ma quasi sovrapposte, come a costituire un’unica area. Quando la “realtà” colpiva questa area, inevitabilmente come una spia luminosa si attivava l’area comportamentale e nulla poteva fermare l’impulso che ne derivava. es. Ero al tavolo con una coppia di amici in un locale. I miei amici cominciarono a litigare fra loro ed io cercavo di far finta di niente e non intromettermi. Il fidanzato della mia amica dopo un po’ si girò verso di me e mi disse severamente: “Cosa stai qui ad ascoltare?! Fatti i cazzi tuoi”. Io gli risposi che non stavo ascoltando e me n’andai offesa. Il messaggio che mi arrivò in quel momento non fu ad es. “Stiamo litigando, sono arrabbiato, vogliamo stare soli”. Ma “vattene, sei di troppo non ti vogliamo bene, dai fastidio” Mi sentii abbandonata, rifiutata e tremendamente sola. Andai a casa e mi tagliai gravemente le braccia e ne seguì ricovero in s.p.d.c. La mia risposta precisa al dolore di un abbandono, che inoltre era immaginario, era per me l’unica risposta possibile. Questo perché quando avevo cinque anni cominciai a rispondere sempre e solo in modo disadattivo, memorizzando e cristallizzando questo schema sempre di più “come un danno neurologico”. Scoprii, proprio leggendo, che potevo modificare questo schema, e “forzare” delle risposte adattive, impegnarmi cioè a scartare le solite risposte e cercarne delle altre che fossero adattive. E capii che per farlo dovevo imparare a vedere la realtà, verificarla, visto che il 90% dei miei agiti erano conseguenza di abbandoni immaginari, che solo dopo aver “agito” riconoscevo, con conseguenti sensi di colpa a caratteri cubitali. Si presentò subito l’occasione. Dovevo uscire a pescare con degli amici. Arrivai all’appuntamento e non trovai nessuno, mi guardai in torno e non c’era nemmeno più la barca con cui saremmo dovuti uscire. -mi fermai, andai nel bar più vicino e continuando a fissare il porto mi sedetti a bere un caffè. -cominciai a pensare quali potevano essere le motivazioni: perché i miei amici erano partiti senza di me. Cominciai scartando l’idea che mi avessero deliberatamente abbandonato (che era chiaramente la prima cosa che pensai). Misi insieme tutte le motivazioni possibili come ad es. “sono stati avvertiti che c’era pesce e sono corsi via di fretta o sono andati a fare carburante o semplicemente si sono dimenticati che oggi uscivo anche io con loro…può succedere” E poi aggiunsi anche “potrebbero davvero avermi abbandonato” Questa ultima ipotesi era importante, perché volevo poter dare una risposta adattiva anche nel caso di un reale abbandono. -Quindi cominciai a pensare a cosa fare… “non vado in barca, posso affittare una canoa e passare una bella giornata al mare, posso provare a chiamare un amica, posso andare a dipingere e posso mettermi a piangere, visto che sto soffrendo”. -come ultima cosa feci quella che doveva essere la prima cosa da fare! Verificare la realtà. Telefonai ai miei amici, che mi risposero che si erano spostati dall’altra parte del porto per montare le reti e mi stavano aspettando. Mi si aprii il cuore e feci un respiro di sollievo ma mi sentii anche profondamente stupida, era mezzora che stavo seduta a pensare in preda all’angoscia, perché non avevo seguito “l’ordine” delle cose da fare in questi casi, avevo tenuto per ultima la verifica della realtà. Da quel giorno ogni volta (accade spesso) che una parola di un amico mi ferisce o una situazione mi mette in difficoltà, mi siedo e penso: verifico la realtà e qualunque essa sia scarto velocemente le risposte disadattive cercando la risposta più adatta, che per diversi mesi è stata semplicemente quella di scoppiare in lacrime. Ora automaticamente faccio questa “operazione”, quando mi sento abbandonata o ferita, con la consapevolezza che ogni ricaduta mi riporterebbe a rafforzare il vecchio schema cristallizzato, e tender a dare nuovamente risposte disadattive. Diversamente se continuo a dare risposte adattive formo un nuovo schema e con il passare del tempo si fissa nella mia memoria diventando un automatismo. Il limite degli autori del libro ora come ora, penso sia stato credere che al posto delle risposte disadattive si potessero sostituire quelle adattive e che quest’ultime venissero dal soggetto così spontanee come le precedenti. Diversamente penso che solo dopo anni di “esercizio” senza ricadute forse non dovrò più sedermi e metterci come minimo 20 minuti a dare una giusta risposta, forse uscirà da sola come a tutti gli altri accade. Alice Banfi.

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Il tuo voto: Nessuno

Forse ne soffro ... ma si può

Forse ne soffro ... ma si può guarire? ... ho 28 anni ... diventerò mai adulta?!

intanto congratulazioni per

intanto congratulazioni per la rubrica, vedo che sei moto gettonata ma nello stesso tempo mi accorgo che la rubrica non va oltre il 2008, forse a causa dell’effetto-libro che ti ha creato la notorietà: questa è rimasta, però è venuta meno la posta o perlomeno a me sembra così, se poi mi sbaglio tanto meglio. Ero presente la sera della presentazione al museo sant’agostino però, come al solito, non ho osato avvicinarmi per conoscerti. Ci posso ancora sperare a conoscerti di persona? Abito a genova, quindi non sarà certo la distanza a impedircelo, semmai i tuoi impegni sicuramente più gravosi dei miei. Se credi, puoi contattarmi a mezzo posta elettronica, aggirando il blog. Ringraziandoti, ti porgo i miei più cortesi omaggi.
angelo

Cara Alice. Sono la madre di

Cara Alice. Sono la madre di una ragazza di 30 anni che ha disturbi alimentari e di personalità da più di dieci anni. Ha fatto anche uso di droghe a alcol. Vive in Veneto da sola, non lavora e non sente di farsi curare. Io vivo in Toscana. Non è possibile fare un ricovero coatto perchè non è consentito dalla legge. Sai mica di un posto dove posso ricoverarla, una comunità borderline. Sono disperata, ho bisogno di porre fine a questa sofferenza. E' molto urgente.
Con affetto, Manuela

Cara Alice, sono disperata.

Cara Alice, sono disperata. Ho bisogno del tuo aiuto, sì proprio del tuo aiuto. Oggi ho scoperto che un mio amico, dopo avermene fatte passare tante, ho scoperto che soffre di questo male. Io non sapevo nemmeno che cosa volesse dire borderline, ma, confidandomi con un'amica che soffre di disturbi depressivi, ha letto molto e anche di questo disturbo. Io con il mio amico Gianni, all'inizio avevamo una storia, ma era impossibile, credimi, sostenere i suoi sbalzi di umore. Nel frattempo abbiamo messo su insieme un'attività di vendita, un negozio ed è cominciata la catastrofe. Andando sotto stress per il lavoro, ha cominciato a farmene passare di tutti i colori. E con me ha coinvolto la sorella e il cognato. Della madre non ne parliamo, dal momento che getta paglia sul fuoco e alimenta questo stato di disagio perenne e costante. Ha usato violenza e si è fatto violenza tante volte (pugni sulla testa sino a sanguinare; tavolini rotti con la forza delle mani, bottiglie scaraventate per terra....) Ho avvertito profondamente un disagio e un comportamento fuori dal comune e cercavo la risposta ai miei perchè. Ho tentato di parlare con la madre e fargli capire che, probabilmente, Gianni soffriva di qualche disrturbo, ma non sapevo dargli un nome. Leggendo nei siti il significato, sconcertata, ho appreso che quasi sicuramente soffre di questo male. In un sito, ho trovato le sintomatologie (n.9) e verificandone gli aspetti descrittivi, dovevo farne corrispondere almeno 5. Io le ho trovate tutte e nove.
Io Gianni lo conosco bene. Ha vissuto a casa mia per un anno e poi gli ho chiesto di andar via. Mi ha persino detto, una volta, che lo avevo salvato dalla depressione. Oggi mi dico che gli ho messo un tappo sopra e adesso, che ha esasperato tutti e tutti gli voltano le spalle(compreso io) mi rendo conto che è una scheggia impazzita, terrorizzata dal nostro ma soprattutto dal mio abbandono. Non so che fare. Non so se cercare di parlargli con estrema dolcezza per convincerlo a salvarsi. Perchè io gli voglio molto bene e vorrei che si salvassel Non so se è giusto che lo faccia io o qualcuno della famiglia; non so se le sue reazioni potrebbero essere incontenibili. Ti chiedo scusa Alice, ma sono fermamente convinta che solo chi ha passato quest'inferno può consigliarmi al meglio. Perchè io l'anima del mio Gianni la vorrei salvare, o almeno provarci...Grazie Alice di cuore....Letizia

Cara Letizia , mi ha colpito

Cara Letizia ,
mi ha colpito moltissimo la frase che hai scritto in chiusura alla tua lettera...solo chi ha passato questo inferno può consigliarmi al meglio...
Io sto passando quest'inferno , ma in questo momento non saprei consigliare nulla a nessuno perchè non so nemmeno io che cosa devo fare.L'unica cosa che so è che sto soffrendo terribilmente.Sto con un ragazzo da un anno e riconosco in lui esattamente quelle cose che tu riconosci in Gianni....lo amo da morire , gli voglio un bene che nessuno può capire ,vorrei tornare a quando ci siamo conosciuti e le cose tra di noi andavano bene , e invece adesso vivo nell'angoscia e nella disperazione , amo un ragazzo che non so che cosa prova per me , che dice di non volermi perdere , di volermi bene ,che mi riempie di baci e carezze e che un attimo dopo mi tratta come se non esistessi , mi allontana da lui , scappa da me, mi dice che non è felice , che non sa nemmeno lui perchè...e insomma....tutto il resto te lo lascio solo immaginare.
Ci sono dei momenti che vorrei sparire dalla faccia della terra perchè credo di essere stata inutile per lui , di non essere riuscita a dargli nulla....dice che ha paura di perdere le persone che ama e che quindi tende ad allontanarle per paura di essere abbandonato e di soffrire....e tutto questo mi fa impazzire!
L'unica cosa che sono riuscita a fare è stata quella , dopo un anno , di averlo convinto di aver bisogno di aiuto....adesso ha preso appuntamento da una psicologa...mi ha detto che devo aver pazienza con lui , che prima deve risolvere quello che ha dentro di sè....
Questo incontro con la dottoressa è l'unica speranza che ho...in verità tutto questo lo spero solo per il suo bene , perchè l'unica cosa che voglio davvero è rivederlo ridere spensierato come in quella sua foto da bambino , in cui aveva gli occhi come due stelle e non pieni di apatia come adesso....
Un abbraccio!
Lili

ciao,leggendo la tua storia

ciao,leggendo la tua storia mi sembra di vivere piu o meno la mia. Per risponderti e darti una mano nel caso ne avessi bisogno vorrei capire un pò di cose. L'unica cosa che posso dirti è che chi è affetto da Disturbo borderline purtroppo vive una vita tutta sua,è una materia molto molto complessa e varia da età a età,ma solo uno specialista può dare una diagnosi. Ne tu ne altre persone possono aiutare gianni se lui stesso non si rende conto che qualcosa in lui non và. la mia email è bergam24@hotmail.it... io ho toccando la depressione per stare vicino ad un amico borderline che mi ha manipolato per oltre un anno rendendomi la vita piena di preoccupazioni,ansia,e tutto ciò che non mi faceva dormire la notte. L'anno scorso per il mio bene grazie al consiglio di uno psicologo ho deciso di staccarmi da lui,e lasciarlo fare per un po ,non l'ho più visto e sentito,ma io adesso sto bene. cmq se avrai voglia di parlarne sono a disposizione.....

ciao nik

Cara Alice, torno dopo un

Cara Alice, torno dopo un anno a ritrovarti ma vedo che non rispondi piu' ai messaggi.Che fine hai fatto? Come stai? Ti avevo mandato delle e mail a ottobre del 2008 a cui non hai voluto rispondere circa mia figlia.Ora dopo quasi un anno di comunità per minori la situazione sta come prima. Ma questo DB della personalità è incurabile?

se puoi ricontattami a supergiaf@gmail.com

Ciao Alice,ho 28 anni e un

Ciao Alice,ho 28 anni e un passato,sopratutto un'infanzia molto travagliata.soffro di bulimia da quando avevo circa 12 anni.sono stata in analisi varie volte senza mai finire la terapia.informandomi un pò,sono incappata in quello che viene definito disturbo borderline della personalità.leggendo,è come se avessero scritto il mio curriculum vitae.il tuo post mi ha fatto riflettere tanto.mi ci sono ritrovata,in pieno.tutte le mie relazioni di coppia hanno sempre seguito le stesse dinamiche:il partner arriva allo sfinimento,e io, lo so,che è colpa delle mie strutture mentali completamente negative.anche la mia ultima storia sta andando in questa direzione,ed io non voglio che finisca.mi sto sforzando di praticare l'esercizio che fai te:mi fermo e cerco solo le risposte adattive.è difficile.è come se mi violentassi.e poi sempre questo stato d'ansia.hai qualche suggerimento da darmi?anche un incoraggiamento da una persona con la tua esperienza mi sarebbe di grande aiuto.grazie.

ritratto di Giada

Ciao Alice ho letto con

Ciao Alice ho letto con attenzione il tuo blog..quello che vorrei fare è uno sfogo....Sono stata ricoverata in spdc a Tivoli per 2 settimane mi hanno dato farmaci quando sono uscita mi sono sentita inascere a nuova vit nella mente enel corpo distna di 5 mesi nella mia personlità si riffacciano sintomi che pensavo fossere spriti ovvero assenza sen di irreltà e limitatez nel mio corpo e nella mia mente disturbi dell'attenzione senso di non progredimento dell mia personlità...non sò cos stia accadendo..cosa mi consigli

da un pò di tempo chiedo

da un pò di tempo chiedo informazioni su comunità psichiatriche riabilitative,ma sinora non ho ottenuto risposta,esiste qualche struttura del genere in lombardia?grazie

so di una comunità ubicata a

so di una comunità ubicata a crema, non è altro che una diramazione della redancia, gruppo diffuso un pò ovunque ma specialmente in liguria. però non so se nell' elenco telefonico di crema esce come redancia, potrebbe anche avere un'altra denominazione, per cui le conviene chiamare la comunità di mioglia e farsi dare il numero da loro, per la comunità di mioglia il numero da comporre è 019-732252

ritratto di alice banfi

Caro Dino, mi metti ancora in

Caro Dino, mi metti ancora in difficoltà... certo ci sono comunità buone, non le conosco tutte e me ne viene in mente solo qualcuna anche se devo dire che la lombardia non brilla certo x le sue comunità... puoi informarti sulle comunità della catena Redancia, o molte altre fuori regione... devi capire quali sono le caratteristiche che ti servono... non è facile, per capire com'è una comunità come minimo si deve andare a fare visita nella struttura un paio di volte ma solo standoci si capisce se è quella giusta... chiariamo, quella giusta per la singola persona, perchè una comunità x me pessima può essere ottima per un altro o mediocre per te, ecc. è tutto molto soggettivo e il massimo che si può fare è andarle a vedere e conoscere, fare colloqui con chi ci lavora.
Alice Banfi.

ho una figlia di 26 anni con

ho una figlia di 26 anni con diagnosi di disturbo ossessivo compulsivo e disturbo di personalità Nas(presenti elementi di disturbo bordeline e disturbo evitante di personalità).Chiedo se a Brescia e zone limitrofe sono presenti specialisti della patologia.ringrazio e saluto.dino

ritratto di alice banfi

Caro Dino, sicuramente ci

Caro Dino, sicuramente ci sono specialisti lì a Brescia ma conviene tu chieda informazioni al tuo centro di salute mentale o alla segreteria di questo sito, purtroppo per sapere certe cose bisogna affidarsi al passa parola perchè non esiste una vera carta di servizi, associazioni, ecc...
Alice Banfi

Complimenti Alice...che belle

Complimenti Alice...che belle parole!!!questo è il bello dela nostra malattia...ci fa stare sempre al centro dell'attenzione!!!e non dimentichiamo di rendere grazie alla sublimazione!!!altrimenti non eravamo qui a sparare stronzate,o meglio,perle di saggezza!!!!

che belle

che belle parole!!!!!complimenti Alice!!!!!!!!!!!!che malattia stupenda che abbiamo...trova sempre un modo x farci stare al centro dell'attenzione!!!benedetta sublimazione!!!

Ciao Alice, volevo chiederti

Ciao Alice,
volevo chiederti che significa concretamente in un contesto di personalità borderline "paura dell'abbandono, e conseguenti sforzi disperati al fine di evitare quest'ultimo".
Ti spiego il motivo della mia domanda.
Ho 23 anni, un passato di disturbi alimentari, autolesionismo, alcolismo...dopo anni di terapia le cose sembrano funzionare, o forse anche perchè l'aver sospeso gli antidepressivi che mi rendevano maniacale mi permette di vivere
un discreto equilibrio.
Da alcuni mesi sto con un ragazzo, la mia prima storia, per così dire, ma sento che qualcosa, in me, non funziona. Per esempio, sono estremamente reattiva a qualunque stimolo, sia in positivo che in negativo. Divento esuberante fino ad essere guardata con sospetto (=ma che hai preso?), oppure al polo opposto sprofondo nel buio. Ma non è il buio della depressione che ben conoscevo. E' un buio che dura alcune ore, in cui tutto si capovolge: voglio mollare il mio ragazzo, l'università, partire per un'altro paese. Tutto sotto la spinta dell'emotività. Mi sento fuori controllo. Talvolta basta che aspetto alcune ore e torno a ragionare. Altre volte, più raramente poichè ho acquisito un discreto autocontrollo, sono talmente sopraffatta dalle mie emozioni che ricado in uno dei vecchi comportamenti, tagliarmi, bere, assumere farmaci, abbuffarmi...Ad esempio, una di queste crisi è stata scatenata dal fatto che l'altro giorno il mio ragazzo ha ritardato di ben due ore nel rispondere ad un mio messaggio (leggasi con tono ironico), ed io dopo 20 minuti ero già in lacrime, convinta che mi avesse abbandonato. Talmente agitata che ho preso la macchina, ho fatto un lungo giro per calmarmi, e mi sono calmata quando ho accettato che il mio ragazzo mi aveva lasciata, e che vabbè pazienza la mia vita sarebbe andata avanti. Nulla di più lontano dalla realtà. Sragiono. Mi fanno molta paura questi momenti, perchè è come se uscissero dal mio controllo. Perdo del tutto il contatto con il reale. E' come se non riuscissi a gestire le mie emozioni. Come se gli impulsi mi guidassero alla cieca. Soffro anche perchè mi rendo conto che le mie reazioni sono spropositate, e soprattutto che non c'entrano niente con le circostanze reali....sono parecchio impaurita.....dammi un consiglio....un'opinione....
Ti ringrazio davvero!!
Alessia

ciao Alessia,ho letto il tuo

ciao Alessia,ho letto il tuo post...e ho constato che abbiamo qualcosa in comune riguardo le relazioni ci coppia.anche le mie seguono quelle maledette dinamiche che, pian piano, rovinano tutto. la risposta datati da Alice mi fa riflettere. sei riuscita poi a vivere meglio la tua storia? te lo chiedo perchè anch'io sto attraversando la stessa situazione...copia delle precedenti.grazie.
Ile

ritratto di alice banfi

Ciao Alessia, credo tu sappia

Ciao Alessia,
credo tu sappia bene cos'è la paura dell'abbandono, anche a me è successo spesso di avere reazioni eccessive perchè un fidanzato non mi rispondeva al telefono ed io pensavo immediatamente che sarei stata lasciata. Ora ho imparato a "vedere" gli altri e i loro bisogni dandomi risposte più realistiche e se qualcuno non mi risponde cerco di pensare che probabilmente sta facendo altro, forse non ha letto il mio messaggio, ecc. Davvero è soprattutto una questione di allenamento, perchè spesso le nostre paure sono infondate e troppo spesso non vediamo che l'altro non è una nostra estensione ma una persona a sè.
Poi i momenti in cui vuoi mollare tutto sono delle fughe dalle tue paure e dal tuo malessere e non è certo lasciando il tuo ragazzo o cambiando paese che puoi liberarti di uno stato di disagio che ti appartiene ed è dentro di te.
Devi affrontare le cose volta per volta senza farti travolgere dai tuoi sentimenti, guardando con un po' di distanza e aspettando di verificare la realtà. La gran parte delle tue paure passerà. Un abbraccio, Alice.

ringrazio per l'attenzione

Ciao a tutti,
sono un ragazzo di 24 anni mi sto muovendo adesso sulla conoscenza di quello che penso che sia il mio disturbo… la prima persona a mettermi in testa questa cosa è stata la mia ragazza o ex ragazza non so bene questo. Ogni volta che leggo la sintomatologia (forse è un termine improprio per le malattie comportamentali) o leggo i vari casi mi ritrovo sempre più. Racconto brevemente la mia storia: il mio essere borderline si manifesta specialmente nei rapporti personali, in genere risulto una persona inconcludente, dopo il liceo mi sono iscritto a farmacia e dopo due anni di medi risultati ho lasciato, per fare un corso più semplice e meno impegnativo, sono un eterno insoddisfatto e trovo difetti dappertutto. Sono una persona solitaria non ho amici e questa cosa mi pesa molto perché penso di vivere male i miei 24 anni, ma penso anche che la mia solitudine è data dall’essere un pessimo amico e una persona poco interessante.
La mia vita sentimentale è stata sempre disastrosa, ho avuto due storie importanti, la prima con una ragazza di 10 anni più grande, questa relazione si è protratta per due anni, ero molto geloso e possessivo vendicativo e non perdonavo niente. A volte penso che il dolore degli alti non mi tocca. Ho quasi sempre tradito quella ragazza e cercavo di divertirmi al massimo, avevo anche 20 anni, la tradivo spudoratamente. Lei si fidava di me mi dava quell’affetto, quasi materno, che mi mancava era dolcissima e mi diceva sempre che stravedeva per me. Avevo il controllo su di lei la lasciavo e la riprendevo sino al momento che ho conosciuto la mia ragazza, quella attuale. Appena l’ho conosciuta ho lasciato immediatamente quella ragazza e tutte le altre per stare con lei. Era una ragazza perfetta! Bellissima intelligente matura di testa (ha 24 anni come me) insomma non una sciacquetta (termine che usavo quando stavo con quell’altra ragazza).
La storia procedeva bene, ma anche questa storia ha cominciato ad andare male, malissimo! Lei è una ragazza con qualche problema lei dice di essere affetta da sindrome ossessiva!! Lo dice scherzando, ma ogni giorno mi convinco di questa cosa. Mi rende la vita impossibile. L’anno scorso, più o meno in questo periodo, siamo andati a vivere insieme, io pensavo che le cose si sarebbero sistemate invece solo dopo tre giorni eravamo a litigare come due matti! La convivenza è durata 3 mesi che per me sono stati 3 anni! Mi prendo io la colpa di tutte le litigate mi sentivo non amato tradito e non rispettato. Lei non si fidava di me ed era gelosa anche di mia sorella e diei miei famigliari in generale. Effettivamente i miei comportamenti erano poco onesti, non l’ho mai tradita fisicamente, ma cominciavamo a farci le ripicche, ogni volta che mi sentivo male offeso, facevo uno squillo o mandavo un mess ad un’altra ragazza, lo faceva anche lei solo che lei me lo diceva o me lo faceva davanti gli occhi, io no e negavo di averlo fatto. Ho sempre dato la colpa dei miei comportamenti al suo atteggiamento. Dicevo sempre che in lei avrei volentieri barattato una taglia in meno di seno con un po’ più di dolcezza. La storia è lunga….lei mi picchiava spessissimo e io non reagivo rimanevo fermo e piangevo, qualche reazione violenta l’ho avuta in seguito, specialmente in questo periodo dove lei è molto poco violenta nei miei confronti. Mi agito urlo e bestemmio, cosa che non ho mai fatto prima!
Da quella casa me ne sono andato via io perché avevo paura di lei. Le ho rovinato la vita. Siamo stati dei mesi senza vederci e lei aveva ripreso la vita di prima, dormiva di notte era più serena e tranquilla. Io stavo male avevo una depressione tremenda e non ho resistito l’ho chiamata e ci siamo rimessi insieme. Sono tornato in una veste nuova e lei mi ha dato un’altra possibilità. Ora siamo tornati come prima se non peggio, mi dice che le ho rovinato la vita e che con me non si sente bella apprezzata, che sono freddo ecc… non la lascio assolutamente anche se so che la nostra storia non ci porterà nulla di buono, lei mi lascia quasi tutti i giorni e io ne faccio sempre una tragedia! pur continuando a pensare erroneamente che la colpa sia sua, penso inoltre che io soffra di qualche disturbo nello specifico di borderline accompagnata a braccetto da una depressione cronicizzata.
La storia è molto semplificata però spero di essere riuscito a dare qualche elemento! Vorrei tanto un parere. Mando un bacio a tutti!!!!!!

ritratto di alice banfi

risposta ad anonimo 24 anni

Ho dovuto leggere più volte il tuo commento...
Non ho ancora un idea chiara... sei molto contraddittorio in quello che scrivi.
sei introverso in parte... non hai amici, ma non sembra ne soffri particolarmente, non sembra che nemmeno la solitudine ti faccia particolarmente star male...
il dolore degli altri non ti tocca...
Ti svaluti non in modo esagerato per poi rimontarti, quando parli delle tue conquiste.
ti piace avere il controllo su una donna, ora incontri un'altra donna, dici di prenderti la colpa di tutto ciò che non va e subito dopo da ogni frase si intende che non credi affatto di averne colpa... la colpa la dai a lei.
Insomma leggendo e rileggendo mi accorgo che parli di rabbia, gelosia... ma mai di quella sofferenza tipica di chi ha una personalità borderline. Non sei un abbandonico...
Credo tu abbia dei problemi relazionali, ma differenti... almeno, da quanto leggo... sembra tu abbia un altro modello di personalità, forse narcisistica... non posso saperlo, ma non credo tu abbia uno stile borderline.
Lei, la tua fidanzata o ex fidanzata invecie direi che da come la descrivi parrebbe proprio una persona con personalità borderline.
Dovresti scrivermi altro di te... faccio molta fatica a darti un suggerimento e un aiuto adeguato... forse perchè dal tuo scritto non riesco a capire dove esattamente sta la tua sofferenza. Vedo i tuoi problemi ma non il tuo dolore e mi spiace di non essere per ora ingrado di risponderti adeguatamente...
Se hai voglia prova a riscrivermi parlando più di te, dei tuoi rapporti in famiglia, di ciò che senti e di come lo senti... Quando una donna ti lascia, quando sei solo, quando non riesci in qualcosa...
Ecco se mi parli meglio di te, di quello che provi forse saprò risponderti.
Un abbraccio, Alice Banfi.

grazie!!!!

Grazie alice per la risposta sei una persona squisita, hai ragione parlo davvero poco di me…ma lo sai perché? Perché nn so cosa dire di preciso… non sono mai contento di niente e non so neanche io cosa sto cercando. Non mi considero felice e trovo che una storia d’amore che funzioni possa colmare il mio vuoto, ma poi scopro che sento di perdere sempre qualcosa. Adesso non sono felice sto con una ragazza che ha dei problemi grossissimi. Non so come comportarmi e qualsiasi cosa possa fare o dire non va bene anzi peggiora le cose io ne soffro moltissimo. Non mi sento amato vorrei una persona che mi dia affetto e tenerezza e non una persona che mi insulta e usa parole così offensive. Questi pensieri nella mia testa mi tormentano poi penso che una persona che risponde a questa descrizione io ce l’avevo, ma l’ho sempre tradita e lasciata con una telefonata dopo due anni, però mi faceva sentire meglio e io, a mia volta, ero più sereno e davo molto di più. A volte risolvo con il pensare che l’amore, quello vero, è diverso e che forse non sono stato mai veramente innamorato, me l’hanno detto in tanti semplificando tremendamente. Sarà veramente così? Forse la devo smettere di pensare di essere in balia degli eventi e considerarmi solo una povera vittima? mi rendo conto che sto divagando e che non parlo dei miei sentimenti, faccio una gran fatica! È come se la mia personalità abbia il limitatore a volte non faccio quello che penso o non seguo i miei sentimenti. Forse non amo più la mia ragazza, questo perché nel mio profondo penso che pagherei oro per avere una persona vicino a me che mi voglia bene e che mi faccia felice e non che mi faccia solo piangere. Questi sono i miei pensieri, ma agisco nn coerentemente! Non la lascio e sacrifico la mia felicità per non liberarla per non rendergli la possibilità di essere di un altro! E’ terribile quello che ho scritto mi rendo conto. Spero di aver aggiunto elementi. Rimango a disposizione… Ti ringrazio anticipatamente. Sono l’avrai capito l’anonimo di 24 anni…….. ciaoooooooooooooooooooo

ritratto di alice banfi

Ad Anonimo 24 risposta 2

Mi sembra che il tuo problema sia quello di cercare la felicità fuori da te.
L'amore è un sentimento che può renderci felici, ma molte persone sono felici senza un'amore, una persona accanto, ed altre sono infelici pur avendo persone splendide che le amano.
L'equazione amore=felicità non è sempre vera!
Tu cerchi la felicità in una donna che ti sappia amare, forse non è lì che devi cercare...
Guarda il tuo mondo interiore, ci sono tante cose che ci possono rendere più o meno felici, non delegare questo stato ad altri. Sembra che tu non conosca molto te stesso e magari è proprio questo il primo passo da fare.
Poi stare con una ragazza per non lasciarla ad un'altro... non fa bene ne a te ne a lei.
Questo certo non è amore, e non può renderti felice in nessun modo.
Impara a dare un nome a ciò che senti, conosci te stesso e cerca in te la serenità come la tristezza.
Mi sembra il miglior consiglio che posso darti.
Un abbraccio, Alice.

ciao alice, mi chiamo chiara

ciao alice, mi chiamo chiara e ho 28 anni.
da quando avevo 21 anni, dopo aver fumato della marijuana, sono cominciati i miei guai.
ho iniziato ad assumere psicofarmaci, con 1 diagnosi di disturbo di personalita'.
ho preso sereupin per circa 4 anni, seguita da 1 psichiatra della mia zona. nel frattempo, ho vissuto per 2 anni in germania col mio tipo.
son sempre stata 1 persona piuttosto "strana"...fuori controllo. per anni ho usato la mia sessualita' per ricevere conferme esterne da parte degli uomini. ho tradito il mio ipo, che e' quello con cui convivo tutt'ora.
da 2 anni sono tornata in italia, e la diagnosi dello psichiatra,dopo avermi vista 1 sola vvolta, e' stata quellla di disturbo borderline di personalita'.
ho letto tanto in internet su questo problema.
premetto che non mi sono mai fatta del male fisico (tipo tagli o bruciature), ma da 1 anno e mezzo sono diventata alcolista.
bevo ogni sera.
volevo sapere da te se, e come, si puo' uscire da questo "modo di vita".
sono in cura sia farmacologica che psicoterapica.
 
grazie 1000!!!
 
1 abbraccio, chiara

A Chiara su Borderline

Chiara la psicoterapia è già molto se la fai seriamente e con continuità, non esiste una regola un unico modo per uscire... ognuno trova il suo... c'è chi va dagli alcolisti anonimi e si trova benissimo, a me non è servito, ma solo perchè non mi piaceva quel gruppo... funziona per moltissime persone.
Ma se hai un disturbo più complesso, per cui l'alcolismo è solo un sintomo, la psicoterapia è una delle vie migliori. Poi puoi leggere dei libri per comprendere te stessa, io consiglio sempre Borderline di Correale.
Ma ce ne sono molti che possono aiutarti a capire. con la consapevolezza di sè e delle proprie fragilità è meno difficile affrontare i propri problemi.
Un abbraccio. Alice Banfi.

grazie. da oggi ho deciso di

grazie.
da oggi ho deciso di smettere DEFINITIVAMENTE di bere......spero di riuscirci!!!

Ho 43 anni soffro di questo

Ho 43 anni soffro di questo disturbo da quando avevo 13 anni , 19 anni di sofferenza estrema , tentati suicidi , tossicodipendenza , carcere , separazioni ,  ricoveri , 3 anni di comunita' terapeutica e quant' altro puo' produrre nella vita di un individuo essere Borderline - Bipolare . Ora anch'io ho acquisito la consapevolezza del mio essere e con tutte le fatiche straordinarie , con l' aiuto dei farmaci e dei medici ( psichiatra e psicoterapeuta )  , studiando psicologia all' universita' , sono oramai 11 anni che riesco a convivere serenamente con il mio disturbo !!! E' faticoso ogni giorno seguire gli orari le regole autoimposte , prendere i farmaci fare molte rinuncie fermarsi a fare cio' che a spiegato Alice ( che quando sto bene mi viene automatico , ma quando sono un po depresso perdo il contatto con la realta' e grazie a Dio la mia psicoterapeuta mi aiuta a ritornare sulla terra ) ma comunque si sopravvive lo stesso !!!!  Un caro saluto a tutti .   

Fa sempre piacere sentire

Fa sempre piacere sentire testimonianze positive che danno coraggio e speranza a tutti noi.
Grazie davvero Stefano, un abbraccio. Alice Banfi-

Ciao Alice, ho letto con

Ciao Alice,
ho letto con molto interesse la tua rubrica, sono una ragazza di 29 anni che è stata picchiata dal proprio ragazzo per unz crisi di gelosia assurda.Stavo con questo ragazzo da quasi un anno a distanza e durante le vacanze estive è successo che ha perso il controllo e mi ha aggredito davanti a sua masdre.
La rabbia e la violenza con cui mi picchiava in testa mi ha portato a non vederlo più ed analizzare certi suoi comportamenti passati che mi fanno pensare ad un borderline nelle relazioni affettive.
Non sono esperta in materia, ma mi sto documentando, le sue paranoie, le sue crisi di gelosia acuta, la paura costante che lo potessi abbandonare, i sui scatti di rabbia che fin ad ora non avevano riguardato la mia persona....non so cosa pensare, non era mai successa un' aggressione fisica era più che altro un controllo su di me assiduo per capire la mia fedeltà ed eliminare i suoi pensieri e le idee di possibili tradimenti.
Vorrei chiderti un aiuto in tal senso si tratta di un borderline???
Grazie di tutto

ritratto di alice banfi

Ciao Mary, come cerco di dire

Ciao Mary,
come cerco di dire a tutti, non sono un medico ed evito di fare diagnosi ed anche volendo non potrei con questi pochi elementi.
E' vero che la rabbia incontrollata, la paura dell'abbandono e la gelosia, la terza soprattutto negli uomini, sono presenti in modo patologico nelle persone con modello borderline di personalità.
L'unica cosa chiara è che il tuo fidanzato non sta bene, o non avrebbe queste ossessioni.
Si tratta quindi di una persona che ha bisogno di aiuto, l'aiuto di un esperto, ma deve essere lui a volerlo ed a rendersene conto per primo. L'episodio che tu racconti è piuttosto grave e spero che lui si sia reso conto di aver perso il controllo e di dover chiedere un supporto, un aiuto ad una persona esterna e specializzata.
Ho avuto delle relazioni sentimentali con persone che come me erano borderline, spesso molto gelosi senza motivo... era difficile rassicurarli in tal senso e proprio la gelosia li portava ad avere degli scoppi di forte aggressività. E' una cosa che capita anche alle donne, io inclusa, anche se la miccia che mi faceva esplodere non era la gelosia ma l'essere contraddetta o attaccata verbalmente.
La rabbia è una cosa che si può gestire, io ora la gestisco bene quindi anche lui può farcela, deve solo cominciare a volerlo e a curarsi.
Un abbraccio, Alice.

...ho letto... Grazie.

...ho letto...
Grazie.

volevo solo salutare tutte le

volevo solo salutare tutte le persone che hanno scritto qui e che ci scriveranno ancora,ho 36 anni,ho una famiglia,una moglie una bimba bellissima e una che verrà tra poco...stasera non voglio parlare del mio dolore,non voglio dilungarmi in in descrizioni rassicuranti del pensiero...mi piace solo sapere che qualcuno da qui è passato,ha preso "carta e penna" si fa per dire e ha raccontato qualcosa che mi ha commosso,emozionato,fatto "rivivere" in quelle frasi...ciao a tutti e tutte,un abbraccio.

ciao alice, ieri sono andata

ciao alice,
ieri sono andata a prendere gli eaami, fatti per lavoro, di mio marito e all'esami delle metanfetamine...e so bene che non prende nulla.... è risultato esito borderline e nello specifico dei creistalli sballti... oggi ho supito cercatoil significato su internet e sono arrivata al tuo blog... PER LA TUA ESPERIEBZA NUI NARUTI POTREBBE SOSPRIRE DEL TUO PROBLEMA?

ritratto di alice banfi

Cara Elisa, non so che tipo

Cara Elisa,
non so che tipo test abbia fatto tuo marito e per quale lavoro, ma credo poco nei test a crocette.
Diverso è se gli hanno fatto vari test tra cui quello in cui ti mostrano delle macchie di colore e ti chiedono cosa ci vedi, sono questi test differenti e a mio parere affidabili.
Non avendo in mano il test fatto a tuo marito e sapendo poco o niente di lui, mi è un po' difficile risponderti.
Mi viene da chiederti: lui sta male? intendo psicologicamente, sente di non stare bene, c'è qualche cosa che non va nella sua e vostra vita tale da renderla davvero molto difficile e pesante?
Se la risposta a queste domande è "no", butta il test dalla finestra e non pensarci più. Se invece la risposta è "si", spiegami meglio che problemi ha tuo marito.
Ti risponderò tempestivamente!
Un abbraccio, Alice.

Ciao a tutti, Sono una

Ciao a tutti,
Sono una ragazza di 27 anni. Borderline. Mi ha stupita leggere tante richieste d'aiuto, da parte delle persone come me e da parte di chi sta loro vicino... Io purtroppo non ho una famiglia che possa sostenermi, ma posso dire che, nonostante la mia battaglia sia combattuta in completa solitudine, bisogna coltivare la speranza: SI PUO' VIVERE SERENAMENTE. Sono in cura da quasi due anni. Quando ho chiesto aiuto ero in condizioni disastrose e non entro nei particolari perchè li conosciamo tutti bene. Oggi: niente droga, niente alcol, niente rapporti sessuali promiscui, niente autolesionismo, niente dolore immenso, insostenibile...Sono ancora in cura ed il cammino è ancora lungo da fare, perchè anch'io, come Alice, credo che un atteggiamento "normale" non sarà mai spontaneo, ma sempre il frutto di un impegno ad abituarsi a respingere certi impulsi. Ancora oggi, ogni mattina comincia una sfida: a inizio cura, l'obiettivo era sopravvivere alla giornata, ora è arrivare serenamente a sera. NON E' FACILE. E' comunque una lotta continua, ma è fatta di piccole vittorie che nutrono una parte di noi, quella "positiva", che piano piano cresce...insomma, non so se sono stata chiara...onestamente sono un pò turbata dall'idea di comunicare a persone che seriamente vivono la mia situazione...mi emoziona. Essere borderline è dolorosissimo ma è possibile vivere bene ed io ne sono la prova. Certo, il cammino è ancora lungo, ma ho fiducia...
Un abbraccio forte a tutti, ma forte forte!!!

Grazie splendida paziente e

Grazie splendida paziente e grazie al terapeuta che ti cura con farmaci e/o psicoterapia, anche se da

addetto ai lavori, e da come scrivi, e da come è abusato il termine bordeline,tralascerei la diagnosi.

Quello che conta è che con la tua testimonianza mi aiuti a continuare la missione che come medico mi

sono proposto," La malattia mentale è curabile devi inciampare in un buon terapeuta, in una buona equipe

che ti sostiene. Grazie ancora

L'idealista

Idealista,vorrei tu fossi la

Idealista,vorrei tu fossi la persona che immagino tu sia.Credo di averti mandato diversi segnali,più o meno espliciti,per farti capire che tu occupi un posto importante nelle mie fantasie ,e non solo in quelle:tu sei anche nel mondo reale e quando non sono vicina a te, so che posso trovarti in qualunque momento perchè mi stai insegnando a credere nella forza del legame anche quando non lo posso "toccare".Ed proprio questo il limite della nostra relazione che io vorrei "oltrepassare".tu lo sai e so che non me lo permetterai... credo di aver capito perchè anche se per ora continuerò a pensarti come tu non "VUOI" che io faccia.a presto...

Cara e lusinghiera

Cara e lusinghiera Anonima
Sono tornato nella giungla del fare.. dove le idee
si concretizzano..senza fare rumore.
Continuo a leggere con interesse il sito, ma la
forza delle mie idee potrebbe, come già in passato capitato, suscitare fuorvianti interpretazioni,strumentalizzabili dai detrattori.
Sono un uomo concreto che si è formato negli ambiti ove alla riflessione deve seguire la decisione con assunzioni di responsabilità che
che non possono prescindere da un etica dei comportamenti, e di continuo avverto il carico e
il dubbio se continuare la lotta o abdicare uniformandomi.
Le tue parole mi gratificano e mi sotengono

Grazie

Caro Idealista,non rinnego le

Caro Idealista,non rinnego le belle parole che ti ho scritto ma devo confessare che ho sbagliato il destinatario dei miei messaggi!!Mi spiego meglio.Ho letto i tuoi commenti,ne sono rimasta profondamente colpita al punto che mi hanno fatto pensare ad una persona a me molto vicina e che questa persona utilizzasse questo soprannome,"l'idealista"come una sorta di nickname!Poi ho scoperto che ti chiami Antonio...non Giovanni.Pazienza!!Mi sei simpatico lo stesso e ti ringrazio cmq x avermi risposto.

Come vorrei che

Come vorrei che abdicassi,almeno x una volta!!!!sai,stanotte ti ho sognato:mi accarezzavi i capelli e mi tenevi stretta.Io mi sentivo al sicuro...poi cercavo di baciarti le labbra...era solo un bacio innocente a cui tu hai risposto inizialmente con un incerto rifiuto.alla fine il bacio è arrivato e credimi,sembrava che fosse stato a lungo desiderato.quando mi sono svegliata ho pensato:"era solo un sogno".Ma è stato bello lo stesso.

Ciao a tutti, sono ancora

Ciao a tutti,
sono ancora io!!!
Innanzitutto ringrazio Alice e l'"Idealista" per le belle parole che mi hanno scritto: grazie!!!
Poi...sono 3 volte che provo a scrivere ma il pc puntualmente si disconnette e perdo la mail (oltre che la pazienza!). Forse dopo un pò scade la pagina e la connessione cade automaticamente...boh...scusatemi se perdo tempo, ma voglio giustificare la brevità della mail, visto che in realtà vorrei spendere molte più parole al riguardo...
Devo moltissimo alla mia psicoterapeuta, forse tutto...Vorrei che anche lei, Idealista, si convinca del valore inestimabile della sua missione: lei può rendere la vita degna di questo nome. E' una grande responsabilità, lo so, ma può davvero essere fiero di sè e certo che ogni secondo dedicato alla causa è un secondo speso bene.
Beh...per qualsiasi cosa, sarò felice di esservi d'aiuto, quindi contattatemi pure...
A presto

ritratto di alice banfi

Ciao carissima, ti ringrazio

Ciao carissima,
ti ringrazio tanto per la breve testimonianza di lotta e speranza.
Per tutti noi è importantissimo sapere che ce la si può fare, che c'è già chi ce la fatta, che non bisogna smettere di credere, di avere fiducia... la via d'uscita c'è, è una battaglia lunga e dolorosa, ma se ci aiutiamo tutti un po', ce la possiamo fare.
Vai avanti così, con tutta la forza che hai espresso con le tue parole! Un abbraccio forte anche a te e ancora grazie. Alice Banfi.

Grazie della tua risposta

Grazie della tua risposta tempestiva... no direi che la mia risposta è no... GRAZIE!!! ora sono molto più tranquilla.
veramente grazie elisa

Caralice, sei stata davvero

Caralice,
sei stata davvero esaustiva nella tua metavisionarietà relativa alle cause maggiormente socio-antropologiche e persino etiche sottendenti il manifestarsi di questa problematica oggi di grande momento.
Del tuo scritto, tra le tante stimolazioni (anche tu proponi, grazie a Dio, altre domande che non sterili risposte) apprezzo la vis morale (non moralistica!) con la quale osservi questo fenomeno.
L'esser morali è oggi merce rara ed appannaggio di persone elette.
Tuttavia sono sempre insoddisfatto...di me...della vita...di cosa si è fatto per le persone...su ciò che si progetta per esse e, maggiormente, per ciò che non si fa.
Ma la mia è una condizione esistenziale, proprio quella che non mi fa mai esser del tutto contento: come diceva mia nonna "da tavola bisogna alzarsi sempre con un po' di appetito". E non si riferiva, buona donna all'anoressia, ma, credo, all'ansietà che mi attanaglia continuamente e che non mi fa mai avere solide, progressistiche e democratiche certezze. Tal quale le persone che seguo e talvolta inseguo temendone sempre il peggio.
Ma è l'ansia che ti fa migliorare nella vita facendoti sembrare poco ciò che sino a quel momento sei riuscito a conquistare stentatamente.
E' l'ansia che ci fa fiutare il pericolo laddove si sta sempre in campana per qualsiasi evento vissuto generalmente come non buono per noi.
E così col pensiero provo ad andare anche alle origini della cosiddetta "moda", alle motivazioni che ci fanno realizzare che persino un disturbo di personalità oggi "si porta".
Alle volte acquisto un paio di scarpe e credo che siano originalissime ed alternative, ma poi, uscendo dal negozio, trovo che la gran parte dei maschietti le calza hai piedi. Che è successo?
Ci siamo condizionati tutti allo stesso momento?
Esiste un Grande Fratello che dice: "da stamani si porteranno le Hogan" solo per dirne una. Talvolta però i copywriter ci provano ad imporre un prodotto, ma quasi mai ci riescono quando il tutto è "di testa". Cosa differenzia Eminem ad esempio da centinaia di migliaia di rapper sparsi nel mondo? Solo culo?
Insomma io con te e con tutti quelli che ne soffrono ci metteremo tutta la vita oppure ce la rimetteremo, ma sul far del suo tramonto saprò che il disturbo borderline è dovuto a....troppo tardi, Spatuzzi è morto.
E' la vita.
E' proprio come hai saggiamente detto tu.
Ciò che conta è che non abbiamo mai lasciato sole le persone.
Davvero con stima e affetto formidabili.
Enzo (sempre Spatuzzi)

Carissima, sei stata davvero

Carissima,
sei stata davvero esaustiva nella tua metavisionarietà relativa alle cause maggiormente socio-antropologiche e persino etiche sottendenti il manifestarsi di questa problematica oggi di grande momento.
Del tuo scritto, tra le tante stimolazioni (anche tu proponi, grazie a Dio, altre domande che non sterili risposte) apprezzo la vis morale (non moralistica!) con la quale osservi questo fenomeno.
L'esser morali è oggi merce rara ed appannaggio di persone elette.
Tuttavia sono sempre insoddisfatto...di me...della vita...di cosa si è fatto per le persone...su ciò che si progetta per esse e, maggiormente, per ciò che non si fa.
Ma la mia è una condizione esistenziale, proprio quella che non mi fa mai esser del tutto contento: come diceva mia nonna "da tavola bisogna alzarsi sempre con un po' di appetito". E non si riferiva, buona donna all'anoressia, ma, credo, all'ansietà che mi attanaglia continuamente e che non mi fa mai avere solide, progressistiche e democratiche certezze. Tal quale le persone che seguo e talvolta inseguo temendone sempre il peggio.
Ma è l'ansia che ti fa migliorare nella vita facendoti sembrare poco ciò che sino a quel momento sei riuscito a conquistare stentatamente.
E' l'ansia che ci fa fiutare il pericolo laddove si sta sempre in campana per qualsiasi evento vissuto generalmente come non buono per noi.
E così col pensiero provo ad andare anche alle origini della cosiddetta "moda", alle motivazioni che ci fanno realizzare che persino un disturbo di personalità oggi "si porta".
Alle volte acquisto un paio di scarpe e credo che siano originalissime ed alternative, ma poi, uscendo dal negozio, trovo che la gran parte dei maschietti le calza hai piedi. Che è successo?
Ci siamo condizionati tutti allo stesso momento?
Esiste un Grande Fratello che dice: "da stamani si porteranno le Hogan" solo per dirne una. Talvolta però i copywriter ci provano ad imporre un prodotto, ma quasi mai ci riescono quando il tutto è "di testa". Cosa differenzia Eminem ad esempio da centinaia di migliaia di rapper sparsi nel mondo? Solo culo?
Insomma io con te e con tutti quelli che ne soffrono ci metteremo tutta la vita oppure ce la rimetteremo, ma sul far del suo tramonto saprò che il disturbo borderline è dovuto a....troppo tardi, Spatuzzi è morto.
E' la vita.
E' proprio come hai saggiamente detto tu.
Ciò che conta è che non abbiamo mai lasciato sole le persone.
Davvero con stima e affetto formidabili.
Enzo (sempre Spatuzzi)

Potrebbe trattarsi si tratti

Potrebbe trattarsi si tratti di bordline? qualche giorno fa ho avuto il mio primo incontro con lo psichiatra,sono stata mandata da quest'ultimo dopo un colloquio con il mio medico curante e con la spinta di mio marito che diceva che secondo lui non stavo molto bene psicologicamante.Ho 37 anni sposata da quasi 17 anni, una splendida bimba di 9 anni e fin qui tutto ok,una famiglia ok e parenti idem apparte qualche cosa.Il problema è che io sono molto ansiosa soffro tantissimo la paura che a qualcuno a cui voglio bene possa accadere qualcosa di brutto cioè la morte,questa cosa non mi fa vivere,penso sempre la peggio appena sento la voce dei miei cari un pò giù mi deprimo,ho paura del futuro e non riesco a godermi il presente,mi arrabbio facilmente non sto bene con nessuno e non sopporto molto la compagnia,io non sono di compagnia sono molto silenziosa,ho paura a entrare nei discorsi degli alrti ho dei problemi a confrontarmi con gli altri e con quelli con cui ho più confidenza non sempre li sopporto,non riesco a stare seduta molto con gli altri a parlare mi sento fuori posto e mi sembra di perdere tempo anche se in realtà non ho da fare nulla,ho sempre il terrore di perdermi qualcosa e di morire prima che arrivi il momento di cose importanti,ho paura di non godere del futuro ma allo stesso tempo ci sono dei momenti che vorrei dormire e svegliami dopo un pò di tempo,sul sesso non mi sono mai lasciata andare,è come se volessi tenere tutto sotto controllo,ho paura di morire e di invecchirae,ho paura che ai miei cari accada qualcosa ho paura dei cambiamenti improvvisi di programma e li detesto, devo far vedere sempre quanto valgo,ho paura del pensiero degli altri e così facendo non riesco mai a rilassarmi,la notte dormo poco,il cuore mi batte forte e la calar della sera le cose peggiorano,non spengo mai il telefono per paura che possa accadere qualcosa non vivo tranquilla.Vorrei molte cose ma poi quando le ho mi accorgo che non era cio di cui avevo bisogno. Mi sento sempre più sola ma non mi sento matta solo sla Ho parlato di questo con lo psichiatra per il momento mi ha dato una cura a base di Fevarin poi si vedrà,io non credo molto a questa cura secondo me il carattere non si cambia
A volte sto bene quando mi sembra di essere malata come se l'auto distruzione mi dia soddisfazione,ho paura per gli altri per mia figlia mio marito mia mamma e per tutti gli altri ma non per me e mi autodistruggo,sarà solo un attimo di ansia o depressione?
grazie per ever letto la mia lettera

ritratto di alice banfi

Carissima...(?)ho letto la

Carissima...(?)ho letto la tua lettera e mi sembra che tu sia una persona molto ansiosa, le paure che hai sono le paure di tutti, ma se queste sono così esasperate allora forse si tratta proprio di ansia e un po' di depressione.
Se non credi che il fevarin o un altro farmaco ti possa aiutare prova con una psicoterapia.
Leggendo, non ho capito bene cosa intendi per "autodistruzione"... Forse il lasciarti andare? Azzardo dicendoti che potresti avere una depressione ansiosa, ma sarebbe meglio che per questo ti rivolga allo specialista che già ti segue.
In fine il mio parre personale è che i farmaci, se dati bene, con cautela, possono aiutare molto, quindi non scartare del tutto l'idea di una terapia farmacologica, piuttosto come ti ho già detto, affiancala ad una psicoterapia.
Un abbraccio, Alice.

Grazie per il tuo abbraccio,

Grazie per il tuo abbraccio, cercherò di collaborare con lo psichiatra, voglio uscire da questa situazione il prima possibile, ogni giorno che passa soffrendo è un giorno in meno che potrei vivere felicemente,ne ho già persi molti e non ne vorrei sciupare degli altri la vita è troppo breve per non goderla.
Grazie di nuovo!!!

Carissimo Enzo (spatuzzi

Carissimo Enzo (spatuzzi chiaramente)
sto scrivendo come un razzo dal pc di un amico che mi sta alitando sul collo... deve lavorare!
Appena rimetterò le mani sul mio pc (sono a Fano per una presentazione del libro) sarò contenta di darti una risposta il più possibile esaustiva, ti ringrazio e accetto volentieri l'invito che per altro mi ha già fatto il nostro amico Nicola.
Nel frattempo ti abbraccio, a presto. Alice Banfi.

Carissimo Enzo (Spatuzzi,

Carissimo Enzo (Spatuzzi, chiaramente!) Sto scrivendo a razzo sul pc di un amico che nel frattempo mi alita sul collo... deve lavorare.
Appena potrò mettere le mani sul mio pc ti darò una risposta il più possibile esaustiva, nel frattempo ti abbraccio e accetto con grande piacere l'invito che per altro già mi ha fatto il nostro amico Nicola.
A presto, Alice Banfi.

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