Cresce il consumo di antidepressivi

Di anno in anno cresce il consumo degli italiani di antidepressivi: paroxetina, escitalopram e sertralina sono i principi attivi più diffusi. Con le altre molecole della stessa famiglia finiscono negli armadietti del bagno di un numero enorme di persone. Più di un italiano su due in dodici mesi compra una confezione di questi medicinali: nel 2011 le farmacie ne hanno vendute 34 milioni e mezzo e le dosi assunte in media ogni giorno sono più che raddoppiate rispetto al 2001. Se si conteggiassero anche i medicinali di questo tipo venduti su ricetta bianca, le cifre sarebbero ancora più alte.
Le benzodiazepine sono in assoluto i prodotti più venduti in farmacia tra quelli comprati a proprie spese dai cittadini, che nel 2011, hanno speso 550 milioni di euro per acquistarli. Nel 2001, in media, 15 persone ogni mille prendevano un antidepressivo al giorno. Il dato l’anno scorso è salito a oltre 36. In Italia ancora non si assiste ancora al fenomeno degli Usa, dove il 5% degli americani dai 12 ai 19 anni usa antidepressivi e il 6% usa farmaci contro l’Adhd, il disordine da deficit d’attenzione e iperattività. Il profilo del paziente standard nel nostro Paese è quello di una donna con più di 65 anni. «Quello che succede negli Usa prima o poi arriva anche qua – prevede Giovanni Battista Cassano, uno dei padri della psichiatria italiana – In America hanno di certo più depressione giovanile che da noi, per vari aspetti dello stile di vita di quel Paese. L’Italia è al di sotto degli altri paesi occidentali, per il consumo. Le Regioni che usano di più questi medicinali hanno tassi di ricovero più bassi, un’assistenza che funziona meglio, meno ore di lavoro perduto da parte dei malati. Non ci dimentichiamo che abbiamo tanti morti per depressione. Qualcuno pensa che chi inizia a prendere gli antidepressivi poi non smette più. Non è vero. Abbiamo tanti pazienti che fanno un ciclo di cura e poi non hanno più problemi. Oppure che hanno ricadute a distanza nel tempo».
Fonti: La Repubblica, pag. 1, 45, 46, 47. edott.it

  • Sergio

    personalmente non credo che gli antidepressivi siano sempre la scelta migliore. esistono anche altri farmaci e le psicoterapie. il ricorso corretto alle cure potrebbe consentirci di avere meno suicidi, meno alcolismo, meno disturbi della condotta (e meno reati) e una società più giusta e sana. al di là dei penosi ideologismi, consideriamo il diritto all’accesso alle cure. i pazienti che arrivano spesso alla cronicità sono quelli che iniziano a curarsi tardi e male o che per motivi culturali hanno rifiutato le terapie nei momenti cruciali dell’esoridio.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1433200467 Elena Dobici

    Te credo, co sta vitaccia…

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=100001511130622 Angie Livornoarte

    come smettere di prendere gli antidepressivi dopo tanti anni

  • AaPP

    Cara Angie
    se non ci sono effetti collaterali meglio non smettere, soprattutto se l’umore é stabile. In particolare se ci sono stati piu di due episodi é rischioso interrompere il trattamento. Si puo pero cercare il dosaggio minimo efficace. Se proprio sente il bisogno di interromerli, il tutto va fatto sotto controllo medico e se possibile rimpiazzandoli con una psicoterapia adatta.