Curare l’autismo con il basket

L’allenatore di pallacanestro, Marco Calamai, 61 anni di Firenze, ha deciso di passare dalla serie A ai ragazzi disabili, down, autistici o iperattivi. Merito dell’incontro con Emma Lamacchia, responsabile dell’associazione La Lucciola che si dedica allo sport come terapia.
«Quando ho cominciato ad allenarli nel 1995 – racconta Calamai – cercai di insegnare loro il basket a modo mio: urlando, incoraggiando, correndo e saltando, io sono solo così». Mise insieme normodotati e disabili, un progetto rivoluzionario: «Ma io non ho inventato nulla, ho fatto solo da mediatore, ascoltando le esigenze fisiche di quei ragazzi. La grande idea fu di non farli giocare nelle federazioni di sport per disabili, ma nelle federazioni “normali”. Lo sport non doveva essere un ghetto per loro».
Oggi in Italia ci sono 25 centri che adottano il «metodo Calamai», 750 ragazzi con disabilità mentale che si avvicinano alla vita giocando a pallacanestro. E un camp in Sardegna, alla sua prima edizione, dove 25 atleti normodotati e 25 atleti disabili si allenano e imparano a giocare a basket.
Fonti: Corriere della Sera, pag. 25. edott.it

  • Enzo

    Credo che questa sia una splendida notizia, immagino ci sia ancora molto da fare per aiutare le persone che soffrono di autismo, però l’idea di porre un freno all’isolamento sociale cui sono costretti può solo essere di grande aiuto.
    Complimenti a Calamai e Lamacchia.