Da Serra D’Aiello a Gragnano, I morti psichiatrici non fanno paura

Le notizie di cronaca giornalistica riportano eventi come quelli di Torino (accoltelamento per un furto di auto) o Cosenza (Istituto Papa Giovanni XXIII) in cui sono coinvolti sofferenti psichici;sono gli estremi esiti di processi che ormai non possono più definirsi casuali o frutto di fatalità; sono invece la conseguenza di deliberate scelte di abbandono delle serie politiche di Salute Mentale in Italia. Le considerazioni che seguono, relative al caso del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’ASL Na 5, ci sembrano emblematiche e riassuntive di quanto su detto, per cui si inoltrano nell’auspicio che possano suscitare interesse e/o riflessione, capaci di tradursi in azioni concrete.
Perchè L’SPDC dell’ASL NA 5 deve stare a Gragnano, dove non sono garantite le emergenze mediche, e non nell’Ospedale di Castellamare?
Perchè in Italia gli ospedali e le organizzazioni sanitarie non devono essere funzionali agli utenti ma agli operatori.
Perchè il Direttore Generale dell’ASL NA 5 intimidisce e minaccia il Direttore del Dipartimento, che viene scelto sempre con lo stesso, unico criterio: non avere le p…
Perché per molti, ed in specie per il nuovo Direttore del Dipartimento, il potere e pochi euro in busta paga valgono di più della dignità personale, della coerenza e delle idee per le quali si è fatto finta di battersi fino a pochi giorni prima.
Perchè un nutrito gruppo di infermieri in combutta con il direttore generale, vuole il reparto sotto casa, dove si fa il meno possibile, con quanto meno pazienti possibile, con turni di servizio con quanti più operatori possibili.
Perchè un gruppuscolo di medici superstiti rimangono come qualche giapponese, a guerra finita, a difendere la loro piccola isola.
Perchè un nutrito gruppo di medici fa come le tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano, per paura che gli tocchino i loro piccoli o grandi interessi.
Perchè al sindaco di Gragnano fa comodo che ci sia il reparto di Psichiatria, in modo che si possa far finta che a Gragnano ci sia un ospedale.
Perchè i malati psichiatrici, anche se diventano morti psichiatrici, fanno meno paura degli altri morti, tanto valgono di meno.
Perchè i vecchi ed i pazzi hanno meno voce degli altri, e quindi quando urlano nessuno li sente, ed in ogni caso nessuno deve sentirli, quindi è meglio che stanno lontani.
Perchè i familiari dei pazienti devono essere puniti per aver messo al mondo dei ‘figli pazzi’, quindi possono percorrere chilometri per andarli a trovare, nel posto più in culo al mondo di tutta l’ASL.
Perchè la camorra non sta solo negli omicidi e nelle tangenti, ma in tutto il sistema di gestione del potere della sanità campana, e Castellammare è da sempre un centro di gestione del potere camorristico, con i travestimenti del caso.
Perchè ormai i giornalisti che fanno con serietà il proprio lavoro e non si limitano a copiare le veline trasmessegli dalla Direzione Generale sono pochi,ma confidiamo non estinti.

(Il Mattino posta)

  • Cinzia De Lio

    SUL CASO GRAGNANO – A seguito della lettura dell’articolo, ritengo di trasmettere un comunicato stampa dell’Agenzia Sir, Servizio Informazione Religiosa, relativo ad un interessante incontro che in questo momento è in corso proprio a Napoli. Mi auguro possa servire affinché tutte le forze sane che possono farlo si attivino per affrontare la situazione delineata relativa a Gragnano.
    LEGALITÀ: NAPOLI, OGGI UN INCONTRO SUL “RISCATTO DALLE MAFIE E LA MEMORIA”
    Cultura della legalità e della giustizia sociale al centro dell’incontro “Il riscatto dalle mafie e la memoria” che stasera 18 marzo si svolge a Napoli nell’auditorium di Villa San Luigi dei padri gesuiti. Sull’argomento interverranno don Luigi Ciotti, presidente di Libera, e Franco Roberti, procuratore aggiunto, coordinatore del pool Anticamorra di Napoli. L’appuntamento voluto dall’associazione “Laici e Gesuiti per Napoli onlus”, presieduta da padre Andrea Vicini, cade alla vigilia delle tre giornate della XIV edizione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, la manifestazione di Libera che quest’anno si svolgerà in Campania, per testimoniare “con forza la voglia di tanti di essere contro tutte le mafie, contro la corruzione politica e gli intrecci clientelari che alimentano gli affari delle organizzazioni criminali e l’illegalità”.

  • Loredana Loffredo

    Dopo avere letto questo articolo ho pensato: ma tutto ciò non accade solo in Campania ma in tutta Italia.
    Per anni ci hanno bombardato con la favola delle mafie che con la coppola in testa ed imbracciando la lupara imperversavano nel sud d’Italia.
    Ma esiste anche la mafia in giacca e cravatta che seduta su comode poltrone imperversa anche al centro ed al nord.
    Ma i mafiosi per sopravvivere hanno bisogno dell’omertà.
    Chi tace gli abusi e svende il suo lavoro è omertoso.

  • angela

    Cara Loredana,
    la sanità è piena di operatori omertosi.
    Angela