Napoli, 30 novembre 2005: Quando Basaglia avviò il suo grande progetto di reinclusione del malato mentale nella società, quando riavvicinò il reale all’irreale come parti di un’unica umanità, quando abbatté i muri del manicomio per restituire alla società la sua follia, perché l’irrazionale e il razionale sono entrambi umani, come la coscienza e il sogno, la scienza e l’arte, come la ragione e l’istinto, venne imputato per diversi delitti commessi da pazienti psichiatrici. Napoli, 30 novembre 2005: Quando Basaglia avviò il suo grande progetto di reinclusione del malato mentale nella società, quando riavvicinò il reale all’irreale come parti di un’unica umanità, quando abbatté i muri del manicomio per restituire alla società la sua follia, perché l’irrazionale e il razionale sono entrambi umani, come la coscienza e il sogno, la scienza e l’arte, come la ragione e l’istinto, venne imputato per diversi delitti commessi da pazienti psichiatrici.
Trent’anni fa la legge 180 aboliva l’elementare operazione cognitiva che assimila automaticamente la malattia mentale, la diversità, alla pericolosità sociale. Essere un malato mentale non significa essere necessariamente un assassino. Viceversa, essere sano di mente non significa non essere eventualmente pericoloso per la società
( anzi!).
Ed essere uno psichiatra non significa essere una sorta di giudice della mente, che individua le istanze criminali e le controlla con la reclusione-esclusione dalla società. Né , tanto meno, le terapie psicofarmacologiche possono evitare un omicidio!?
Uno Psichiatra non sa e non può sapere se un paziente è pericoloso, uno psichiatra può sapere se una persona è ammalata e può eventualmente curarla, con tutti i limiti di ogni cura medica e con tanta fatica in più rispetto a una cura medica ‘liberamente’ condivisa.
Con la condanna del collega Psichiatra di Imola sembra avviata una drammatica regressione ai tempi (40 anni fa!) in cui il paradigma dominante era: il malato mentale è pericoloso, lo psichiatra deve controllare il pericolo.
La chiusura dei manicomi è una responsabilità di ogni società civile che deve lavorare tutta e faticare molto per accettare e includere l’altra metà del mondo che “sragiona”.
Noi abbiamo scelto di lavorare molto, di essere medici e non poliziotti della mente.
P.S.: Basaglia venne assolto dai capi di imputazione, ma quelli erano altri tempi!
Dr.ssa Annamaria Medugno
Membro del Consiglio Direttivo dell’Aipsi-Med – Associazione Italiana Psichiatri
Dirigente Medico di Psichiatria presso l’ASL NA/1, distretto 49

