Disturbi nel comportamento in un bambino di 12 anni

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Buongiorno,
sono la nonna di un bambino di 12 anni, il figlio di mia figlia (che ne ha 40). Sarebbe troppo lungo spiegare i rapporti con mia figlia, che si limitano al suo puro bisogno di me per tenere il bambino, quindi concentro le spiegazioni sul motivo centrale per cui Vi contatto: mio nipote è figlio di separati in affidamento alla madre, e da un paio d’anni vive nella casa del nuovo compagno di mia figlia, con il quale, a detta del bambino, ha un ottimo rapporto.
Dall’inizio della scuola elementare sono iniziati i problemi, fino a giungere all’aiuto di un neuropsichiatra infantile della nostra città (consigliatoci dalla scuola), il quale, però, dopo poche sedute non ha più ritenuto opportuno continuare a vedere il bambino (questo più o meno 3 anni fa). I problemi di cui parlo sono relativi al suo comportamento/atteggiamento arrogante non solo all’interno della famiglia, ma anche con maestre/professori e compagni/amici: a scuola (in qualsiasi scuola) trova qualcuno con cui litigare continuamente, collezionando note per tutto l’anno e facendosi beffe dei professori, i quali sono costretti, con il tempo, a trattarlo come un bambino difficile. Sembra che le regole per lui non esistano: più gli si chiede ordine, più lui crea caos, a scuola va molto male (è stato bocciato lo scorso anno in prima media) più per i problemi di condotta scolastica, in quanto sarebbe un bambino intelligente, ma non ne vuole sapere di studiare, dedicandosi più volentieri ai lavori manuali che il compagno di mia figlia spesso gli propone (imbiancare la casa, costruire pergole, tagliare l’erba e la legna). Ora Vi chiederete perchè è la nonna a contattarVi e non la mamma: mia figlia e suo marito se ne lavano completamente le mani, perchè troppo assorbiti dalle loro vite private da dedicare un po’ di tempo a capire cosa c’è che non va. Per mia figlia, per esempio, la soluzione è dargli dei calmanti, mentre al padre basta vederlo un’ora una volta alla settimana durante la quale urla, sbraita, lo insulta, lo umilia, e poi ci va a mangiare il gelato insieme, come se nulla fosse accaduto.
Io ho cresciuto dalla nascita questo bambino (a causa del lavoro di mia figlia e del marito) e soffro nel vederlo distruggersi ogni giorno di più, senza poter fare niente, perchè non saprei cosa fare e come comportarmi.
Rivolgermi a nuovo specialista senza l’appoggio di mia figlia è impossibile, e non voglio nemmeno scavalcare l’autorità dei genitori, anche perchè ho paura che non me lo portino più, e almeno a casa mia trova sempre il suo nido caldo nel quale rifugiarsi.
Spero possiate essermi d’aiuto e darmi qualche consiglio.
Nel frattempo Vi porgo distinti saluti.

asked 3 ottobre 2010

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Gentile signora è comprensibile la sua preoccupazione visto il legame che ha con questo ragazzino. Ma è difficile dare consigli a distanza. Sicuramente incide sul tipo di condotte che descrive il periodo della vita: prima adolescenza e sicuramente incide che non ha avuto una famiglia regolare e dei genitori, a quanto viene descritto, autorevoli. Non c’è consiglio se non di continuare ad essere amorevole così come le è accaduto fino ad ora. Forse qualcosa si potrebbe fare incidendo sulla sensibilità materna in modo da riportarlo a consultazione. Del resto sono passati tre anni dall’ultima e il bambino non è più un bambino ma è cresciuto.