Esclusivo. Le rivelazioni del dott. Nazario Di Cicco, licenziato perché ha denunciato la malasanità

“La mia convinzione è che queste persone hanno perfettamente ragione: tutto è rimasto e rimarrà uguale per i pazienti, io ho già pagato e continuerò a pagare. Tanto paga l’ASL CE2, si può dare qualche incarico ad avvocati esterni all’ASL e si continuano a curare i propri interessi”.

Rispondo a quanti hanno fatto attenzione al mio caso, per ringraziarli e per chiarire la domanda della lettera del 03.02.09: “Mi chiedo come sia possibile che una vicenda del genere sia potuta maturare nel mentre alla Asl Caserta 2 era direttore generale il signor Franco Rotelli che viene celebrato in Italia come uno dei padri della psichiatria umanistica basagliana.”

Il dott. Franco Rotelli, prese servizio ad Aversa l’01.02.01, lo stesso giorno in cui mi fu verbalizzata la diagnosi “Mobbing Syndrom”. A tal proposito, all’udienza del 19.06.07, Franco Rotelli ha dichiarato: «… Quindi trovai queste affermazioni del dottor Di Cicco interessanti perché qualcuno che denunciava chiaramente le situazioni mi incuriosiva. Questi furono i primi momenti di conoscenza mia indiretta del dottor Di Cicco. …trassi come idea, che il dott. De Cicco avesse perfettamente ragione nel denunciare lo stato dell’ospedale di Aversa perché le condizioni di quell’ospedale erano veramente da terzo Mondo e non c’era discussione possibile su quello; trassi un po’ l’idea che il dottore Di Cicco facesse una campagna personale contro lo stato dell’arte di quella struttura destinata alla sconfitta, perché è piuttosto difficile che una persona sola possa modificare un sistema che ha tante cause…bisogna dire penso nel 2001 il pronto soccorso dell’ospedale di Aversa si presentava con immondizia da tutte le parti, con infermieri senza il camice, con le porte rotte, con i servizi igienici rotti, con le persone che arrivavano con le ambulanze, venivano reimmesse su altre ambulanze per essere trasferiti alle cliniche private, o al Cardarelli, queste erano le funzioni del pronto soccorso dell’ospedale all’epoca. La sala operatoria di ortopedia era al di sotto di qualunque standard di sicurezza, non esisteva una tac, non esisteva una risonanza magnetica, quindi non so un ortopedico che non può fare una tac, non può fare una risonanza magnetica. …».

Nel 2003, dopo l’emissione del provvedimento d’urgenza giudice del Lavoro, circa i provvedimenti del dott. Rotelli che mi avevano costretto all’inoperosità, il dott. Franco Rotelli mi ha fatto visitare da una psichiatra “umanistica basagliana” («ho lavorato col dottor Franco Rotelli per molti anni presso il dipartimento di salute mentale di Trieste», poi trasferitasi ad Aversa e a Cagliari), che ha certificato il “disturbo di personalità con spunti interpretativi, attualmente in fase di compenso”, in forza del quale è continuato il mobbing, la dottoressa Angela Ruggiero (dopo la puntata di “Mi Manda RAI 3”) mi ha sospeso lo stipendio e la dottoressa Antonietta Costantini (attuale direttrice generale dell’ASL CE2) mi ha licenziato. Sempre senza mai rispondere alla domanda: “che tipo di disturbo di personalità mi è stato riscontrato il 4 febbraio 2003 e che sintomi sono stati riscontrati?”.

In giudizio la psichiatra “basagliana” ha illustrato il suo metodo scientifico «La dottoressa ha visitato il dott. Di Cicco in 4 incontri di circa un’ora nei mesi di gennaio e febbraio 2003. Il dott. Di Cicco ha inoltre spontaneamente consegnato una cospicua documentazione autografa sulla sua vita. Non sono stati ritenuti necessari tests né ulteriori approfondimenti diagnostici ma è stato sentito telefonicamente il dott. “X” psichiatra che ha avuto in cura il dr. Di Cicco.».

Il 09.01.08, il dott. “X”, escusso dal P.M.: «Conosco la dottoressa in quanto collega che lavorava presso un’ASL vicino alla mia. La conoscenza è assolutamente superficiale ed escludo di aver mai parlato con la predetta della patologia di cui soffre il dott. Di Cicco, né tanto meno ho mai parlato in generale del dottore. Escludo categoricamente tale circostanza in quanto sarebbe deontologicamente scorretto. Ritengo che non sia assolutamente esatta la diagnosi di disturbo della personalità per il dottore Di Cicco».

La psichiatra “basagliana”, in udienza ha testimoniato, il 22.05.07: «Non ho ritenuto nella mia qualità di consulente psichiatra del medico competente necessario analizzare con attenzione la documentazione autografa consegnata dal dott. Di Cicco». Tale documentazione comprende varie consulenze psichiatriche, tutte escludono un disturbo di personalità (ad es. Assenza di elementi che depongano per meccanismi dell’area psicotica. Personalità integra attualmente negativamente influenzata dalla perdita dello status professionale.”, dott. Renato Gilioli, Milano 19.06.2001), e denuncia la condizione di mobbing voluta dal dott. Franco Rotelli; la psichiatra “basagliana” non l’ha neppure consegnata al medico competente (come dallo stesso scritto il 28.09.07), benché facesse parte integrante della consulenza psichiatrica.

La mia convinzione è che queste persone hanno perfettamente ragione: tutto è rimasto e rimarrà uguale per i pazienti, io ho già pagato e continuerò a pagare. Tanto paga l’ASL CE2, si può dare qualche incarico ad avvocati esterni all’ASL e si continuano a curare i propri interessi.

(Guarda il video del dott. Nazario Di Cicco su Rai 3)

APPROFONDIMENTI: Cari medici non denunciate!


 



Denuncia la malasanità, finisce vittima di mobbing from Associazione Italiana Psichiatri on Vimeo.

  • lpadalino

    GENTILE DOTT. DI CICCO,

    IO NON SO COSA SI POSSA FARE PER RENDERLE GIUSTIZIA, LEI CHE E’ VITTIMA DI UN ABUSO ABOMINEVOLE .
    MA HO UNA CERTEZZA.
    LE SOLUZIONI NON POSSONO VENIRE SOLO DALLE AULE GIUDIZIARIE.
    IO NON HO BACCHETTE MAGICHE, COME NON LE HANNO TANTI ALTRI, MA LE VOGLIO RACCONTARE UNA COSA.
    OGGI MI SONO TROVATA A FARE UN VIAGGIO IN TRENO CON UNA SPLENDITA COPPIA DI SIGNORI TORINESI CHE PARLAVANO DELLA CRISI CHE STA ATTRAVERSANDO LA LORO CITTA’.
    AD UN CERTO PUNTO SI E’ PARLATO DEGLI STIPENDI DEI POLITICI E SE SIANO GIUSTIFICATI DAL LAVORO CHE SVOLGONO.
    LA FACCIO BREVE.
    AD UN CERTO PUNTO MI SI E’ OFFERTA LA POSSIBILITA’ DI PARLARE DEL SUO CASO.
    LA SIGNORA HA UNA FIGLIA PSICOLOGA E QUANDO IO LE HO PARLATO DELLA STORIA TREMENDA DI UN MEDICO COSTRETTO AD ABBANDONARE LA SUA PROFESSIONE PUBBLICATA SUL SITO DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA PSICHIATRI, SI E’ DETTA SUBITO INTERESSATA.
    IO LE HO SCRITTO L’INDIRIZZO DEL SITO E LE HO ACCENNATO ALLA VICENDA.

    IL TRENO ERA MOLTO AFFOLLATO E CREDO CHE ANCHE ALTRI ABBIANO ASCOLTATO LA NOSTRA CONVERSAZIONE.

    COSA INTENDO DIRE?

    INTENDO DIRE CHE UN’ORRORE COME LA SUA VICENDA E’ MISCONOSCIUTO AI PIU’ E LA PRIMA COSA DA FARE E’
    “EVANGELIZZARE”.

    L’HO DETTO ALLA COPPIA IN TRENO E IL MARITO SI E’ MESSO A RIDERE DICENDO:

    “MA QUESTA NON E’ UNA BUONA NOVELLA”.

    E’ VERO, GLI HO RISPOSTO, PERCHE’ QUESTO PAESE E’ DIVENTATO UN PAESE DA INCUBO E PRESTO IN MOLTI SE NE ACCORGERANNO………

    POCHI MESI FA E’ USCITO IN ITALIA UN FILM DI CLINT EASTWOOD CON ANGELINA JOLY.
    SI INTITOLA “CHANGELING”.

    RACCONTA LA STORIA VERA DI UNA DONNA AMERICANA CHE NEGLI ANNI ’30, ANNI DI GRANDISSIMA CORRUZIONE POLITICA E SOCIALE, SI VEDE SCOMPARIRE IL FIGLIO E LA POLIZIA DI ALLORA DIRETTA DA PERSONAGGI CARRIERISTI E SPREGIUDICATI, LE TROVA UN BAMBINO MILLANTANDO CHE SIA SUO FIGLIO.
    E SICCOME LA SIGNORA INSISTE CHE QUELLO NON E’ SUO FIGLIO, VIENE FATTA PASSARE PER PAZZA E RICOVERATA IN MANICOMIO.

    CHI LA SALVERA’?

    UN PREDICATORE, UNO CHE DAL PULPITO DELLA SUA CHIESA LANCIA ACCUSE PESANTISSIME CONTRO LA CORRUZIONE DELLA SUA CITTA’.

    ALLA FINE LA PROTAGONISTA AVRA’ PIENA GIUSTIZIA E DOVRA’ ANCHE RINGRAZIARE UN POLIZIOTTO CINICO MA MOLTO ATTENTO CHE PUR LAVORANDO IN UN DISTRETTO CORROTTISSIMO, ARRIVERA’ AD UNA VERITA’ STRABILIANTE.
    CHI FOSSE INTERESSATO PUO’ TROVARE LA STORIA DI CHRISTINE COLLINS A QUESTO INDIRIZZO:

    http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=49367

    LA REALTA’ ITALIANA ATTUALE, PUTRIDA COME MAI DALLA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, RICORDA MOLTO IL CONTESTO IN CUI E’ MATURATA LA VICENDA COLLINS.
    SPERIAMO TANTO CHE, ANCHE NEL SUO CASO, SALTI FUORI UNA PERSONALITA’ COME IL REVERENDO GUSTAV BRIEGLEB.

    NELL’ATTESA DELL’EVENTO STIA PUR SICURO CHE CHI STA SCRIVENDO E MOLTI ALTRI NON DIMENTICHERANNO LA SUA VICENDA.

    A PRESTO

    LUIGIA PADALINO
    lpadalino@tiscali.it

  • angela

    Gent. Dott. Di Cicco,
    Le voglio esprimere la mia solidarietà .
    Le chiedo : ma i suoi colleghi cosa hanno fatto per aiutarLa?

    La cosa che mi preoccupa è che questo massacro è passato tra l’indifferenza di tutti i dipendenti dell’asl ,che sicuramente vedevano le stesse cose che vedeva Lei ,con l’unica differenza che loro sono stati zitti .

    Ho pubblicato la sua storia sulla discussione del forum di Reporter “” Malasanità & Psichiatria “”autore Luna Bianca .
    http://www.community.rai.it
    Saluti
    Angela

  • nicola pasa

    Mi piacerebbe postare questo articolo nel sito che gestisco per la mia associazione, posso farlo citando ovviamente l’aipsimed? grazie

    ps mi sembra una storia interessante, da molti punti di vista e mi ha sempre affascinato, diciamo così, il divorzio da ciò che si predica e da ciò che si pratica, i preti sono maestri da sempre in questo, e anche certi psichiatri basagliani, a quanto pare

  • admin

    Non c’è alcun problema a ripubblicare gli articoli di AipsiMed: chiediamo solo di citare la fonte. Grazie per l’attenzione. Nicola

  • augusto

    Esprimere la mia personale solidarietà al dott. Di Cicco è il minimo e nello stesso tempo il massimo che posso fare. La parte di società che noi tocchiamo in ogni istante della giornata è ricolma di nefandezze di tal genere. Eppure, questo schifoso mondo trova sempre una maniera banale di autocelebrazione, nel meschino tentativo di confondere le idee e sopravvivere soddisfatto del suo intoccabile, indiscutibile e arrogante potere che colpevolmente gli viene attribuito. Abbiamo anche noi pubblicato sul sito http://www.sospsiche.it l’appello. La sua vittoria sarà pure il successo di tutti coloro che ne avranno condiviso le aspettative del civile ripristino della credibiltà istituzionale.

  • mariano

    Carissimo Nazario,

    Mi permetto di darti del tu ed utilizzare il termine “carissimo” per la vicinanza emotiva, la stima professionale ed umana e l’apprezzamento intimo e profondo nei tuoi confronti.

    Semplicemente, m’inchino di fronte al tuo atteggiamento d’onestà ippocratica…”non nuocere” ed esprimo profonda gratitudine in nome delle tante persone di cui ti sei fatto portavoce segnalando il marcio che hai visto. Certo, solo chi ha un’anima funzionante e non si è venduto al miglior offerente può permettersi il lusso di “cantare fuori del coro”. Altrettanto certo è il fatto che questi “assoli anarchici” non trovano l’apprezzamento del “direttore d’orchestra”. Di li, il passo verso la persecuzione è breve…Come disse un mio caro amico anni fa: “Viviamo tante vite quante più persone incontriamo”. Grazie per l’insegnamento contenuto nel tuo stile di vita…Sono diventato papà per la prima volta, alla veneranda età di 40 anni, da una settimana e sapere che al mondo esistono uomini come te mi conferma che la vita può essere paradiso o inferno, dipende dalla scelta che facciamo ogni giorno.

    Appena mio figlio avrà capacità cognitive necessarie, gli parlerò della storia di: “C’era una volta un medico che non aveva dimenticato di essere soprattutto un uomo!”

    Profondamente grato a te e solidale per la tua causa, mariano de mattia

     

  • Loredana Loffredo

    Dott. Di Cicco nel mio piccolo desidero esprimerle tutta la solidarietà di cui sono capace.

    A volte ci si trova difronte ad un bivio e bisogna scegliere se vivere o sopravvivere.

    In cuor mio so che lei già sapeva a cosa anadava incontro.

    Troppe volte in questo paese le denunce restano inascoltate ed allora bisogna calcare la mano anche rimettendoci la propria vita, ed io ne so qualcosa, ma la mia vita senza quella degli altri sarebbe nulla ed allora scelgo di vivere come ha fatto lei calcando la mano e pur sapendo a cosa si va incontro ma fingendo di non sapere nella speranza che almeno in questo modo estremo qualcuno faccia giustizia.

    Con tutta la mia stima.

    Loredana