Continua la protesta degli psichiatri della ASL NA 1 contro l’inefficiente
sistema psichiatrico campano.
Alcune decine di psichiatri della ASL NA 1 hanno intentato un procedimento
legale nei confronti della ASL NA 1 che come tutte le ASL della Campania
mantiene nell’ambiguità più assoluta il problema dell’emergenza
psichiatrica. I professionisti ritengono indecoroso per loro e vergognoso
per i pazienti che si mantenga artatamente in piedi in tutta la regione un
finto sistema di assistenza psichiatrica per 24 ore al giorno
giustificandolo come necessità per la cura del paziente psichiatrico.
In realtà le necessità sono altre: garantire dolci notti di riposo e lauti
straordinari agli infermieri dei servizi di salute mentale e con questo
ingraziarsi sindacati e consenso politico (gli infermieri hanno famiglie
numerose e votanti) e poi è più facile spacciare al mondo una finta
continuità assistenziale in psichiatria.
L’ambiguità di fondo è infatti proprio questa: che l’emergenza psichiatrica
(vale a dire il paziente in crisi) viene fatta passare per continuità
assistenziale ( che è proprio quello che manca in quanto il personale
infermieristico viene spalmato nelle 24 ore e quindi è costantemente
carente).
Gli psichiatri si trovano così ad effettuare emergenze in condizioni
drammatiche, senza ambulanze (a molti è stato chiesto durante visite
domiciliari di richiedere l’ambulanza via fax), con forze dell’ordine
perennemente in ritardo e con una cronica carenza di posti letto. Vi
lasciamo immaginare con un paziente in crisi i rischi ed i problemi connessi
ad un tale stato organizzativo.
Tutti coloro che sono preposti all’ organizzazione dell’assistenza
psichiatrica in Campania, vertici della ASL, sindacati, associazioni,
malgrado ripetute sollecitazioni anche a mezzo stampa si sono fino ad oggi
mostrati totalmente impermeabili al problema della gestione del paziente
psichiatrico. Evidentemente ritengono che la situazione in Campania sia
ottimale. Del resto poche settimane fa abbiamo letto sull’edizione locale
del Corriere della Sera che giornale che “la Campania ha le leggi migliori
d’Italia ed i migliori professionisti del mondo in campo psichiatrico” e
quindi abbiamo compreso che la propaganda in psichiatria è strumento di
potere.
In quanto medici noi ci proponiamo semplicemente di dare al sofferente tutte
le migliori opportunità per la cura che sono nel caso di un paziente in
acuzie di qualsivoglia tipologia, una visita nel luogo deputato
all’emergenza che in tutto il mondo occidentale è il pronto soccorso ed in
secondo luogo un posto letto in un reparto specializzato per le cure del
caso. In Campania, ad oggi, queste due semplici passaggi sono resi
impossibili da enormi interessi politici, indolenza istituzionale,
pressapochismo, improvvisazione, sostanziale ignoranza delle leggi. A tutto
questo noi, poveri medici disgraziati, facciamo fronte con la proverbiale
partenopea arte di arrangiarci, nel frattempo chi può scappa dalla
psichiatria, ma ricordiamo che chi paga lo scotto maggiore di questo
disastro che va avanti da anni sono i pazienti e le loro famiglie che grazie
a questo sistema sono privati di una seria attività di assistenza
domiciliare nelle ore diurne e di una dignitosa assistenza nei momenti della
crisi.
L’Associazione Italiana Psichiatri
www.aipsimed.org

