La presidente, Rossella Proietti: ”I disabili non sono numeri e la regione, oltre a garantirne la pensione, dia loro i servizi”. Al Policlinico di Palermo attiva solo 1 delle 3 sale operatorie: liste di attesa lunghissime
PALERMO – I disabili rimangono senza terapie. L’Avofid chiede un incontro all’assessore alla Sanità per discutere dei diritti alla salute dei disabili. “Chiediamo un incontro con l’assessore per esporre la grave situazione che di fatto non consente la fruibilità delle terapie presso i centri ambulatoriali di riabilitazione – riporta la lettera indirizzata all’assessore Massimo Russo – e nemmeno presso i centri di fisioterapia perché mancanti di moduli non equamente distribuiti nel territorio ed in possesso di budget limitati che non consentono di potere garantire il servizio continuativo necessario ai disabili”. “Tutto ciò viola il diritto alla salute di questa categoria e rischia di peggiorarne la situazione – continua la lettera – con l’aggravio non soltanto della condizione ma anche della spesa sanitaria pubblica”.
“I disabili non sono numeri e la regione, oltre a garantirne la pensione, dia loro i servizi. Per la nostra società i disabili sono solo dei pupazzi a cui è consentito fare poco o nulla – dice con forza la presidente Rossella Proietti. Ci sforziamo ogni giorno di garantire una condizione di ‘normalità’ ai nostri ragazzi. Ogni disabile, essendo affetto da patologie psico-fisiche di tipo diverso, richiede un delicato lavoro di coordinamento tra medici e famiglie d’origine – aggiunge -. In tutti questi anni abbiamo visto migliorare e cambiare in positivo molti dei nostri ragazzi grazie proprio all’impegno e alla dedizione totale degli operatori”.
Oltre alle terapie fisiche, quasi tutti i disabili del centro hanno bisogno di cure odontoiatriche: cinque sono i casi urgenti, curabili soltanto in sale operatorie con anestesia totale.
E’ stata riaperta per i disabili psico-fisici, dopo una chiusura di diversi mesi, solo una delle tre sale operatorie presenti presso Policlinico di Palermo. Gli interventi avvengono attualmente soltanto una volta al mese e la lista d’attesa è lunghissima. Ai ragazzi non rimane quindi che aspettare e rimanere sotto terapia antibiotica.
“Se fra una settimana non saranno chiamati, andremo a protestare”, incalza la Proietti. Fra le priorità che le istituzioni competenti dovrebbero seguire per i disabili, secondo la presidente, c’è quella pure in primo luogo, “di scovare la quantità di disabili che ancora oggi vive relegata in casa dai familiari che temono di perdere la loro pensione. L’altra priorità dovrebbe essere quella di operare un maggiore controllo nei confronti di quelli che si trovano nelle comunità alloggio. Poi in ultimo, ma non certo per importanza, c’è quello di garantire realmente il diritto alla salute del disabile, rendendo accessibili tutti i servizi sanitari”.
L’Avofid (associazione volontariato famiglie disabili), nata 13 anni fa per il momento assiste 17 disabili gravi, tutti affetti da patologie di tipo mentale. I disabili vengono assistiti ed aiutati ad essere autonomi all’interno degli spazi dell’associazione che sorgono su un’ampia struttura ricevuta in comodato d’uso dal comune di Villabate, a pochi passi da Palermo. La sede dell’associazione si trova a Fondo Vitale, alle porte di Villabate, un quartiere dormitorio, completamente chiuso al mondo esterno senza servizi e negozi.
L’Avofid, nel tempo è diventata pure un punto di riferimento per i bambini e qualche anziano del quartiere, svolgendo nel pomeriggio anche attività di doposcuola e socializzazione. Al centro i disabili si sentono accettati e valorizzati in tutto quello che possono fare.
“Giovanni, detto Giovannone per la sua mole, quando è arrivato da noi si strappava le vesti, adesso è più tranquillo, riesce ad essere autonomo nel mangiare e si sforza di aiutare chi è più grave di lui – dice ancora Rossella Proietti -. Il mio desiderio è quello di potere realizzare un giorno uno spazio agrituristico dove questi ragazzi possano realmente impegnarsi per trovare la loro serenità”. (set)
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