I medici non conoscono la legge sul dolore

Per la cura del dolore in Italia i medici continuano a prescrivere i Fans, nel 2011 la spesa è stata di 181 milioni di euro, per gli oppioidi invece la spesa si è fermata a 65 milioni di euro. L’Italia è il terzo Paese in Europa per prevalenza di dolore cronico non oncologico (26% della popolazione), dopo Norvegia (30%) e Polonia (27%). Eppure siamo al primo posto per il consumo di Fan e agli ultimi posti per quello di oppioidi. La legge 38/2010 sul dolore non è ancora ben conosciuta e applicata dai clinici, però una crescita del consumo di oppioidi c’è stata. Queste sono le conclusioni a cui si è giunti al termine del summit multidisciplinare sul dolore Impact 2012, che si è tenuto a Firenze.
Per arrivare a una certa appropriatezza diagnosticoterapeutica è importante coinvolgere il medico di famiglia: 4 visite su 10 effettuate nell’ambulatorio del generalista riguardano casi di pazienti con patologie algiche, che spesso vengono trattati impropriamente con Fans. I medici di medicina generale che hanno prescritto più oppioidi sono quelli di Friuli Venezia Giulia, Toscana, Liguria e Piemonte.
Fonti: Pharmakronos, pag. 1. edott.it

  • Franz

    Nella mia esperienza di Infermiere, oltre 20 anni, posso confermare grosso modo i dati.
    Però non direi che è solo una poco conoscenza della legge 38/2010 da parte dei medici ma piuttosto la cultura del nostro paese. Per esperienza, quando si parla di oppioidi spesso i parenti non sono d’accordo, addirittura ho assistito a dei veri e propri attacchi personali nei confronti dei medici da parte dei familiari dopo la prescrizione e somministrazione, addirittura anche gli infermieri, pur sapendo che è la cosa migliore da fare, spesso demandano al prescrittore la responsabilità (ma posso capire questo aspetto, forse i familiari sarebbero ancora più feroci nei confronti degli infermieri e cmq è giusto che chi prescrive ne risponda).
    Sono convinto che ci sia una scarsa informazione riguardo i farmaci per la terapia del dolore, peraltro meno costosi di altri antidolorifici, poco efficaci come i fans e, non so fino a che punto in Italia, sia una scelta continuare a demonizzare le cure con oppioidi piuttosto che con fans per una questione di interessi oscuri che, nulla hanno a che vedere con l’obiettivo di alleviare il dolore il più possibile con i mezzi farmacologici a disposizione. Poi non parliamo di burocrazia…. per prendere in farmacia morfina o derivati, (neanche un atto notarile per la compra vendita della casa è più complicato). Anche questo contribuisce ad essere poco incline a queste cure, specialmente da parte dei familiari, i quali si chiedono… “se per avere un cerotto devo fare questa trafila chissà cosa gli stanno somministrando al mio caro”. La cultura si cambia con la giusta informazione e la conoscenza, dicendo sempre come stanno le cose, che in altri paesi si usano normalmente e nessuno si stupisce anzi son ben consapevoli che ad un certo punto è l’unica terapia efficace.