L’Asl Napoli 1 riammette il primario di psichiatria Forziati

Primario psichiatra licenziato per aver denunciato gli sprechi: la Asl Napoli 1, in seguito all´istruttoria attivata nei mesi scorsi dalla gestione commissariale dell´Asl, ha predisposto il provvedimento di riammissione del dottor Domenico Forziati, elogiato proprio due giorni fa dal ministro Renato Brunetta che aveva detto: «Come lui ce ne vorrebbero centomila». È stata tenuta in considerazione anche la relazione del Nucleo ispettivo regionale sulle modalità di gestione del personale infermieristico da parte di Forziati. I competenti organi dell´Asl stanno dal canto loro provvedendo all´esame di tutta la documentazione relativa all´attività pregressa di Forziati.

La Repubblica

  • Giannofrio Masessa De Dovitiis

    Quale collega ed amico del dott. Domenico Forziati non posso che esprimere la mia emozione nell’apprendere della sua riammissione in servizio.Il licenziamento in tronco per un professionista stimato ed ammirato da tanti come me lo hanno conosciuto ed hanno avuto il piacere di lavorargli a fianco,l’hanno visto intervenire in prima persona sul territorio , lui primario, ad attuare dei T.S.O e lo hanno sempre considerato un riferimento sicuro in ogni momento di difficolta’,e’apparso da subito una palese ingiustizia.Desidero atresi’ in questo momento manifestare il rammarico di non avere avuto in questi anni di sua dignitosa sofferenza e contemporanea determinata lotta per veder riconosciuto giustizia,la forza di solidarizzare, unitamente ai tanti collehi che avrebbero voluto e dovuto farlo, in maniera concreta e pubblica.

  • Giannofrio Masessa De Dovitiis

    La stessa Associazione Italiana Psichiatri dovrebbe rivedere criticamente il suo silenzio in merito ad una vicenda cosi’ drammatica che ha colpito un collega psichiatra. Dott. Giannofrio Masessa De Dovitiis

  • admin

    Caro Giannofrio Masessa De Dovitiis, voglio prima di tutto ringraziarti per il tuo commento sincero e per la solidarietà, ma devo fare necessarie precisazioni su un punto.

    Hai perfettamente ragione che tra gli psichiatri non solo non c’è solidarietà, ma io aggiungerei che c’è anche scarsa comunicazione. L’AipsiMed, nata a fine 2005, è oggi l’associazione italiana, che si occupa di Psichiatria, tra le più note in Italia e perfino all’estero (dati statistici alla mano). In Italia esistono associazioni mediche di ogni categoria specialistica, ma ti assicuro che riuscire a costruire una associazione che metta in comunicazione gli psichiatri è impresa ardua. Probabilmente (è solo una mia opinione) perchè sono tali e tante le divergenze di pensiero tra i colleghi che ognuno sembra parlare una lingua diversa: una vera “babele” insomma. Eppure, in quanto medici, dovremmo parlare la stessa lingua, ma forse alcuni credono che fare lo psichiatra significhi doversi occupare solo di filosofia, solo di teorie psicologiche, di essere basagliano o antibasagliano, e non doversi occupare di Medicina.

    Poi c’è l’omertà, per convenienza o perchè si è ricattati proprio attraverso il contratto di lavoro, firmato dagli stessi sindacati: i medici devono stare zitti e se denunciano sono licenziati. Mi riferisco ai tanti casi di cui l’AipsiMed anche si è occupata: i colleghi Nazario Di Cicco, Paolo Cornaglia Ferraris ecc.

    L’AipsiMed però non ci sta, e ha dato inizio a un movimento nuovo che nasce dal basso, costituito per lo più da medici (ma anche altri operatori, pazienti e familiari) che lavorano nei servizi pubblici di salute mentale, che portano avanti un progetto per il miglioramento della qualità dell’assistenza psichiatrica e che, sopratutto, non ha conflitti di interesse (per statuto l’AipsiMed non riceve finanziamenti pubblici o privati e non ha alcun legame con politici e sindacati). Questo è garanzia di entusiasmo e onestà.

    E concludo in merito alla tua osservazione sul presunto silenzio dell’AipsiMed sul caso Forziati: l’AipsiMed non è mai stata in silenzio di fronte a fatti gravi e per questo motivo si è attirata simpatie e anche antipatie.

    L’AipsiMed, inoltre, non è né la Sip, né la miriade di altre associazioni, per la psichiatria o per la salute menatale, che possono contare su ingenti finanziamenti o su appoggi politici o sindacali.

    E ciò nonostante, se esiste qualcuno che ha parlato e ha fatto conoscere il caso Domenico Forziati è stata ed è proprio l’AipsiMed, altro che silenzio!

    Una dimostrazione semplice semplice?

    Prova a digitare su Google “Domenico Forziati”: in prima pagina e al primo posto troverai ben sette articoli dell’AipsiMed, il primo dei quali risale addirittura al mese di luglio 2006, ovvero a pochi mesi dalla nascita dell’AipsiMed.

    Cordialmente

    Nicola Gianmarco Ponsillo

  • mar

    Sono onorata di far parte di questa comunita’.