MIELITI

Con il termine mieliti si raggruppano tutte le patologie di natura infiammatoria, infettiva e non, che colpiscono il midollo spinale. Generalmente, le mieliti si distinguono in acute, quando i sintomi si sviluppano e raggiungono l’acme in pochi giorni, subacute se la malattia ha un decorso compreso tra le 2 e le 6 settimane, e croniche se intercorrono più di 6 settimane tra l’insorgenza dei sintomi e il pieno sviluppo del quadro clinico.

Esistono termini più specifici che descrivono, tra le mieliti, la distribuzione topografica del processo infiammatorio: poliomielite, quando il processo è confinato alla sostanza grigia; leucomielite, quando è interessata la sostanza bianca; mielite trasversa, quando è colpita l’intera area della sezione trasversa del midollo; mielite diffusa o disseminata, quando sono presenti lesioni multiple lungo un’area longitudinale estesa; meningomielite, quando l’infiammazione interessa il midollo spinale e le meningi; meningoradicolite, quando l’infiammazione interessa invece le radici dei nervi e le meningi che le avvolgono; pachimeningite, quando è interessata solo la dura madre spinale; ascesso epidurale o granuloma, quando il materiale infiammatorio si deposita in un punto dello spazio epidurale o sottodurale.

Sulla base dell’eziologia, si distinguono mieliti infettive, a loro volta suddivise in m. da virus (enterovirus, coxsackie A e B, poliovirus e altri; herpes zoster; herpes simplex, virus di Epstein-Barr, citomegalovirus; rabdovirus; virus epatitico tipo B; HTLV-1; virus dell’AIDS), mieliti secondarie a infezioni batteriche, fungine, parassitarie, granulomatose primitive del midollo spinale e delle meningi (Mycoplasma pneumoniae; da piogeni; tubercolari; infezioni da parassiti e funghi che causano granuloma epidurale, meningite localizzata, meningomielite e ascesso; mielite luetica, mielite sarcoidosica) e mielopatie di tipo infiammatorio non infettivo (mielite post-infettiva e post-vaccinica; sclerosi multipla recidivante acuta e cronica; mielite subacuta necrotizzante; mielopatia in corsi di lupus e di altri processi vasculitici; mielopatia e poliomielite paraneoplastiche).

Mieliti virali. Le forme più frequenti sono causate da virus dell’AIDS, virus herpes zoster (con affinità per i neuroni delle corna dorsali) ed enterovirus (con particolare affinità per i neuroni delle corna anteriori e dei nuclei motori del tronco encefalico). Per questi ultimi due tipi di virus, la sintomatologia interesserà pertanto rispettivamente la componente sensitiva e motoria dei nervi spinali, con il risparmio delle funzioni dei fasci spinali. L’esordio di queste patologie è solitamente acuto e la malattia assume le caratteristiche di una meningomielite febbrile; sebbene possano coesistere sintomi sistemici e cutanei (herpes zoster), la sintomatologia a carico del sistema nervoso è la più significativa, determinata dalla distruzione delle cellule nervose. Il successivo recupero funzionale è da attribuire alla guarigione delle cellule sofferenti e il rimanifestarsi di sintomi analoghi nel periodo della vecchiaia è determinato dal lento e progressivo deterioramento delle cellule nervose residue.

Una forma molto frequente di mielopatia tra i soggetti affetti da AIDS è la cosiddetta mielopatia vacuolare, caratterizzata da una sintomatologia spesso mascherata dai disturbi neurologici che classicamente accompagnano l’AIDS, caratterizzata da ipostenia delle gambe e delle braccia, spesso asimmetrica, a evoluzione rapida con il successivo interessamento dei fasci sensitivi e del controllo sfinterico ed exitus in 4-6 mesi. Il processo interessa principalmente la sostanza bianca midollare toracica e, in modo diffuso, i cordoni posteriori e laterali, con un maggior coinvolgimento delle guaine mieliniche rispetto ai neuroni.

Mieliti secondarie a infezioni batteriche, fungine, parassitarie e granulomatose. Tipicamente, queste forme presentano reperti liquorali caratteristici, mentre l’infiammazione meningea rappresenta solitamente una reazione secondaria, che può interessare principalmente la pia madre (leptomeningite), la dura madre (pachimeningite) o lo spazio epidurale (ascesso o granuloma, nel qual caso la lesione del midollo spinale è da riferire a compressione o ischemia).

Mieliti di tipo infiammatorio non infettive (mielite trasversa acuta). In questa categoria di mieliti, che assumono le caratteristiche di una leucomielite con demielinizzazione o necrosi dei fasci del midollo spinale, sono raggruppate le forme causate da un’alterata risposta immunitaria del soggetto a un’infezione. Sebbene queste patologie possano spesso coinvolgere altre parti del SNC, la sintomatologia presente è principalmente di tipo spinale. Nel caso delle mielopatie post-infettive e post-vacciniche risulta caratteristico il rapporto temporale con infezioni virali o vaccinazioni; sono forme ad andamento tipicamente monofasico, con un unico attacco della durata di diverse settimane, con coinvolgimento dell’encefalo e del midollo spinale o solo del secondo. In pochi giorni insorgono ipostenia e intorpidimento dei piedi e degli arti inferiori (in misura minore alle mani e agli arti superiori), con asimmetria dei segni e dei sintomi, livello sensitivo al tronco e segno di Babinski, disturbi sfinterici e lombalgia. Il liquor presenta linfociti e altri mononucleati (10-100/mm3), aumento delle proteine e del glucosio. Questi segni evolvono nell’arco di molti giorni, sebbene in alcuni casi l’interessamento “trasversale” possa essere presente in poche ore. Spesso si presenta una sindrome corticospinale e spinotalamica incompleta con coinvolgimento maggiore di un lato. Nel caso della mielite demielinizzante da sclerosi multipla acuta, i sintomi si instaurano più lentamente, con intorpidimento di uno o entrambi i lati del corpo, dai segmenti sacrali ai piedi, alla parte anteriore delle cosce e fino al tronco, con debolezza e successiva paralisi degli arti inferiori e coinvolgimento vescicale. Il liquor può essere normale o presentare lieve pleiocitosi; mancano dolore, febbre e vi è solitamente un progressivo miglioramento con segni residui variabili. Segni importanti sono il riscontro di un livello sensitivo e motorio al tronco, al di sotto del quale tutte le funzioni sono soppresse, e del segno di Babinski e di paralisi sfinterica persistente. Il trattamento con corticosteroidi determina regressione dei sintomi, sebbene non prevenga le ricadute. La mielite necrotizzante acuta è caratterizzata da paralisi flaccida persistente e marcata delle gambe, areflessia, atonia vescicale, che indicano una necrosi totale di un esteso segmento midollare. La sintomatologia può insorgere acutamente o gradualmente, in giorni o settimane. La mielite paraneoplastica è stata per la prima volta osservata in concomitanza di carcinoma broncogeno; la sintomatologia è caratterizzata da una perdita funzionale dei cordoni midollari prima motori e poi sensitivi, associata a turbe sfinteriche, in assenza di dolore. Possono essere presenti metastasi intramidollari con aspetto necrotizzante. In caso di carcinoma ovarico e di linfoma di Hodgkin si può riscontrare un’alterazione selettiva dei cordoni laterali e posteriori e delle cellule di Purkinje.

  • TIZIANA

    Buongiorno, sono una donna di 52 anni e vorrei chiederVi un informazione.. Nell’aprile del 2009 mi è stata diagnosticata una mielite infiammatoria, dopo 10 giorni di ricovere in ospedale e cortisono sono tornata a casa non ancora guarita. La guarigione totale l’ho avuta dopo circa tre mesi. Nei mesi a seguire ho sempre continuato una cura che mi era stata consigliata, Elopram e Gabapentin. Da circa un anno non prendo più nulla. Nei giorni precedenti il ciclo avverto sempre dei piccoli fastidi alla gamba destra ma nulla di che..
    Vorrei sapere se questa malattia può tornare con gli stessi sintomi.
    grazie
    Tiziana

  • Alba Rosa Albanese

    Dalla fine del 2009 ho cominciato ad avere problemi di alterazione della sensibilità dalla cintola fino alle piante dei piedi con problemi anche agli sfinteri. Una ricaduta dopo tre mesi dal primo ricovero ed una terza a causa (pare) di un leggero stato febbrile per un leggero raffreddore. In quest’ultima occasioe ho avuto lo shock di cadere a terra e di non riuscire a rialzarmi per alcune ore.. Il liquor estrattomi tutte e tre le volte non ha dato informazioni utili. Io avevo fatto la vaccinazione antinfluenzale 7/10 prima dell’insorgenza dei primi disturbi. Quando parlate di mieliti postvacciniche, includete anche il vaccino antinfluenzale? (il mio era uno di quelli ritirati temporaneamente) lo scorso ottobre. Sono da tempo trattata con Gabapentin. Riconosciuta invalida al 100%. Grazie.