MIRTAZAPINA

La mirtazapina è un antidepressivo tetraciclico che chimicamente rappresenta il 6-aza analogo della mianserina e possiede un meccanismo di azione di tipo specifico sul sistema noradrenergico e serotoninergico (Noradrenergic and Specific Serotoninergic Antidepressant, NaSSA). L’azione del farmaco si esercita attraverso il blocco sia degli auto- sia degli eterorecettori centrali di tipo a2-adrenergico, sia di quelli serotoninergici del tipo 5-HT2 e 5-HT3. Si ritiene, infatti, che l’azione antidepressiva della mirtazapina sia collegata per lo più alla facilitazione della neurotrasmissione noradrenergica e, contestualmente, anche di quella serotoninergica, attraverso la stimolazione di quest’ultima da parte del sistema noradrenergico. Il farmaco presenta, inoltre, elevata affinità per i recettori istaminici, mentre è bassa l’affinità per i recettori dopaminergici e muscarinici.

La biodisponibilità della mirtazapina è del 50% circa, con il raggiungimento della concentrazione plasmatica di picco all’incirca 2-3 ore dopo l’assunzione per os. Il farmaco viene estesamente metabolizzato a livello epatico, con l’85% circa dell’eliminazione per via urinaria e il rimanente per via fecale. L’emivita di eliminazione della mirtazapina è approssimativamente di 22 ore, rendendo così possibile l’impiego in un’unica somministrazione giornaliera.

L’indicazione di impiego del farmaco è rappresentata dai disturbi depressivi, in particolare quando associati a sintomi di ansia e/o insonnia.

Gli effetti collaterali più frequenti sono rappresentati da sedazione (nel 23% dei casi trattati) e da un aumento dell’appetito e del peso corporeo (nell’11% dei casi). In studi controllati, i dati relativi al confronto della mirtazapina con placebo non dimostrano differenze significative fra i due per quanto riguarda modifiche della pressione arteriosa, frequenza cardiaca e disturbi sessuali. Nei casi di sovradosaggio a scopo suicidario, il sintomo principale è uno stato di sonnolenza, in assenza di fenomenologia convulsiva e/o cardiovascolare. Sono stati segnalati granulocitopenia e incremento dell’alanina transferasi in alcuni casi che non hanno comportato interruzione della terapia.

Il dosaggio abituale di inizio di terapia è di 15 mg/die per 4 giorni, seguito da un incremento a 30 mg/die. Nel caso di mancata risposta antidepressiva, la dose può essere incrementata a 45 mg/die.

  • maria

    quanto tempo si impiega a smaltire l’aumento di peso dopo la sospensione del farmaco?