Appello degli psichiatri italiani alle Asl
Noi psichiatri di tutta l’Italia, chiediamo che Regione e Aziende ASL assicurino le risorse necessarie per garantire un livello decente nell'assistenza psichiatrica. Concretamente:
1. tutte le Aziende ASL dovrebbero almeno essere dotate dei posti letto previsti dal piano sanitario regionale e da un adeguato numero di posti in strutture intermedie pubbliche e convenzionate.
2. ci appelliamo perchè venga favorita la diffusione di modelli di cura Evidence Based.
3. Basta con la retorica dell'open door e del no restraint! Favoriscono solo l'uscita dei pazienti dal circuito di cura e alimentano le condanne giudiziarie e l'ingresso nel carcere e negli OPG
4. Le società scientifiche e professionali, come l’AipsiMed, devono impegnarsi a definire sempre meglio la responsabilità professionale di noi psichiatri attraverso consensus panels
5. Con questo vogliamo evitare indebite intrusioni dei politici in ambiti che devono rimanere professionali.
L'AipsiMed Toscana, presieduta dal dott. Mario di Fiorino, e l'AipsiMed Nazionale colgono l’occasione per esprimere solidarietà ai colleghi del reparto di Psichiatria di Livorno, per l'attacco subito da un’associazione antipsichiatrica, e alle colleghe psichiatre di Massa recentemente licenziate dall'Amministrazione ASL.
FIRMATO Da:
AipsiMed Nazionale, Presidente Dott. Nicola Gianmarco Ponsillo, Segretario Nazionale Dott. Enzo Spatuzzi
AipsiMed Toscana, Presidente dott. Mario Di Fiorino
AipsiMed Liguria, Presidente dott. Giuseppe Agrimi
Invitiamo tutti i colleghi e chiunque condivida il presente appello a sottoscriverlo lasciando un commento a questo articolo oppure inviando un messaggio a
segreteria@aipsimed.org
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C'è un pericoloso "vento
C'è un pericoloso "vento antipsichiatrico" che si sta abbattendo sulla psichiatria e sugli psichiatri italiani, guarda caso alla luce delle nuove proposte di modifica e/o integrazione della 180 (Ciccioli-Guzzanti).
Ancora peggio, la corazzata triestina, che, presuntuosamente ed arrogantemente pensa di essere la depositaria del saper fare in psichiatria e che cerca di far proseliti (forse un colpo di coda?)in alcune realtà italiane promuovendo un modello ideologizzato,politicizzato, stracotto (tanto da non essere riprodotto neanche nella loro regione) assolutamente fuori dal tempo e dalla realtà clinica e giurisprudenziale in cui si trovano a lavorare gli psichiatri italiani "normali".
Spero che questo vento spazzi
Spero che questo vento spazzi via tutto, più passa il tempo e più divento antipsichiatrico, sono molto critico della legge 180 ma per motivi diametralmente opposti a quelli del signor Marcus e del signor Comuzzi, ma forse sto semplicemente diventando anti-italiano, saluti a tutti.
rimarco -come psichiatra di
rimarco -come psichiatra di un CSM- con ancora più veemenza la linea "antipsichiatrica", soprattutto perchè è qualche anno che mi lustro di definirmi una "pentita della 180" e per di più ascrivo questo disagio al "non sentirmi italiana"
Condivido il presente appello
Condivido il presente appello e dunque lo sottoscrivo in pieno.
Basta essere presi in giro, vogliamo i fatti ed il diritto alla salute ed alle cure sancito dalla Costituzione italiana per i Nostri fratelli più sfortunati.
Loredana Loffredo
Condivido ciascun punto degli
Condivido ciascun punto degli psichiatri italiani alle AA.SS.LL.
Presente. Condivido come
Presente.
Condivido come Aipsimed Toscana
Ovviamente, condivido punto
Ovviamente, condivido punto per punto
Se non si contrasta il
Se non si contrasta il federalismo sanitario la psichiatria, anello debole della catena, regredirà sempre più verso una deriva difensiva e manicomiale.
...l'Antipsichiatria
...l'Antipsichiatria purtroppo si nutre della scarsa presenza degli psichiatri in rete e della scarsa informazione psichiatrica, non parlo ovviamente di quella per addetti ailavori, ma di una informazione più aperta e più fruibile da parte della gente comune...e voi in questo campo siete una mosca bianca...e lo dico con piacere.
E' sempre un piacere venire in questo sito e leggere articoli pensati, meditati, sentiti...
Un saluto.
Aderisco al vostro
Aderisco al vostro appello.
Nora Kaufman
Aderisco e speriamo di fare
Aderisco e speriamo di fare un buon lavoro
Dott. Giuseppe Agrimi
Dott. Giuseppe Agrimi
La psichiatria
La psichiatria centoottantina, figlia della ubriacatura ideologica sessantottina, è indiscutibilmente alla fine.
Quando in specializzazione citavo il Tobino venivo tacciato di veteromanicomialismo.
Ho, purtroppo, subito, anche in prima persona, la devastante presenza di NOVATORI che mi hanno insegnato il nulla. Più parlavano più mi ritiravo e strabuzzavo gli occhi inquieto.
ahi tutto quel potere che oggi hanno, combriccola delegata dai nostri politici inetti a gestire la politica psichiatrica!!!
Condivido e mi piacerebbe una campagna seria per la psichiatria , che significa per i miei amati matti , solo mper loro ,che frequento quotidianamente. Potremmo cominciare con lo stilare documenti condivisi sulla piattaforma proposta da AIPSIMED -
Caro Collega io ho lavorato
Caro Collega io ho lavorato in Spdc a Melfi Ricordo che eri un collega stimatissimo da tutti, come me del resto. Ciao e salutami tutti, Nicola Gianmarco Ponsillo
Caro Nicola ti ringrazio,
Caro Nicola ti ringrazio, ricambio la stima e i saluti da noi tutti, confermo la disponibilità e l'interesse a qualunque forma di riflessione propositiva che nasca dalla base , da tutti noi SCHIFATI da paralizzanti ingerenze politiche e da vetuste resistenze veterosessanttotine. Mi occupo di psichiatria forense e di problemi correlati alla VIOLENZA in psichiatria.
Spero presto incontrarti a qualche iniziativa o evento
ciao enzo santospirito
La psichiatria
La psichiatria centoottantina, figlia della ubriacatura ideologica sessantottina, è indiscutibilmente alla fine.
Quando in specializzazione citavo il Tobino venivo tacciato di veteromanicomialismo.
Ho, purtroppo, subito, anche in prima persona, la devastante presenza di NOVATORI che mi hanno insegnato il nulla. Più parlavano più mi ritiravo e strabuzzavo gli occhi inquieto.
ahi tutto quel potere che oggi hanno, combriccola delegata dai nostri politici inetti a gestire la politica psichiatrica!!!
Condivido e mi piacerebbe una campagna seria per la psichiatria , che significa per i miei amati matti , solo mper loro ,che frequento quotidianamente. Potremmo cominciare con lo stilare documenti condivisi sulla piattaforma proposta da AIPSIMED -
Ci sono pure io. Avanti a
Ci sono pure io. Avanti a tutta forza
Ehi, me dove mi lasciate? Ci
Ehi, me dove mi lasciate? Ci sono anche io! Condivido i punti del documento: ASTA LA VITTORIA SIEMPRE!!
Marcus
Condivido e sottoscrivo.
Condivido e sottoscrivo. Avanti così
Marino Caracciolo
prima di cominciare la
prima di cominciare la collaborazione con Aipsimed non credevo che avrei trovato anime gemelle sparse in tutta Italia per condividere un modo di lavorare e di stare con i pazienti.
In un Primo momento era in negativo;io non faccio,io non penso, io non collaboro,io non parlo in pubblico, io non festeggio la 180, io non vado a Pechino.
Poi all'improvviso arriva qualcosa in positivo:io difendo i miei pazienti se riesco dai procedimenti di normalizzazione e contro la psichiatria difensiva, io scrivo su internet e mi scelgo i congressi dove parlare, io stessa imparerò a difendermi dalle logiche imbecilli di certi psichiatri e di una certa psichiatria, difendendo la mia professionalità, cioè me stessa e la mia integrità.
purtroppo per le colleghe di Livorno la difesa della integrità la propria e quella dei pazienti non è stata possibile.
da questo sitoweb più volte si è cercato di sollecitare attenzione su situazioni quotidiane di grave rischio per operatori e pazienti, per mancanza di personale, risorse, strutture adeguate, posti letto, soldi da investire in psichiatria.
speriamo che il 7 per cento proposto e i tre miliardi in più siano reali e non una bufala.
Sottoscrivo l'appello. Basta
Sottoscrivo l'appello. Basta con questa psichiatria ideologizzata, lontana anni luce dalla scienza medica e dai reali bisogni dei pazienti e delle loro famiglie. Torniamo ai reparti chiusi, alle contenzioni quando necessarie (la contenzione chimica viene spesso fatta con neurolettici tipici non meno pericolosi della contenzione fisica), ripristiniamo la terapia elettroconvulsiva nei pazienti refrattari. In Toscana sul territorio è attualmente un disastro! Visitate il sito www.vittimedella180.it
Perchè non se lo fa praticare
Perchè non se lo fa praticare lei caro anonimo un bel ciclo di elettroshock?
Magari, dato pensa sia utile, poi si ricorderà di firmare quel che scrive con nome e cognome.
Cordialmente.
Condivido l'appello e
Condivido l'appello e ricordiamoci tutti che la verità sta nel mezzo.
Questo paese ha provato l'esperienza dei manicomi con una legislazione errata e pratiche terapeutiche del tempo.
Da 30 anni l'Italia sta provando la riforma basagliana che è rimasta ancorata al pensiero di una persona che è morta portandosi dietro l'ideazione successiva.I suoi seguaci, di capacità infinitamente inferiori, hanno utilizzato questa legge per creare un impero ideologico - economico come sempre sulle spalle dei più deboli e dei senza voce ergendosi a loro difensori.
E' ora di voltar pagina, è ora di trovare la via di mezzo senza negare la malattia ma coscienti dei diritti umani fondamentali.
Tutti sanno come le lobbies di psichiatri legati a farmaindustria siano contro la 180 ma non per motivi umanitari ma perchè privati di una fetta importante di potere e di introiti.
Tutti sanno come i basagliani siano legati alla loro ideologia non per motivi umanitari ma perchè su di essa hanno costruito un impero politico ed economico fortemente intrecciato.
Solo le persone di buona volontà riusciranno a fare la "rivoluzione" mettendo al centro di essa gli interessi dei malati.Questo sarà possibile solo quando le persone che hanno dentro qualcosa si muoveranno senza paura contro chi nei malati vede solo una fonte di guadagno.
Alessandro
Alessandro, non ho altro modo
Alessandro, non ho altro modo per contattarti, per cortesia contattami appena puoi
Marcus
marco@mcd500.com
Il Senatore Guzzanti sta
Il Senatore Guzzanti sta inoltrando un progetto di legge.
paolo.guzzanti@gmail.it
A mio avviso sarebbe utile fornirgli delle idee atte ad aiutarlo nel formulare una Legge che veramente vada incontro alle famiglie ed alle persone malate senza odii ideologici o di parte.L'unione fa la forza.Grazie.
Alessandro
Condivido e sottoscrivo, come
Condivido e sottoscrivo, come madre di un ragazzo malato che ha dopo aver subito innumerevoli ricoveri e cure non sempre azzeccate , ora avrebbe necessità di una struttura intermedia protetta che gli consentisse una riabilitazione e un graduale reinserimento sociale e lavorativo. Lo schizofrenico non si rende conto del suo male e va curato col ricovero , se necessita, ma anche DOPO, seguito con programmi riabilitativi personalizzati monitorati.
NON VA LASCIATO A SE STESSO e ALLA FAMIGLIA SOLTANTO!Io sono 16 anni che vedo soffrire mio figlio e con lui tutta la famiglia, anzi ex-famiglia..
Se posso, signora alda, le
Se posso, signora alda, le chiedo di riportare gli episodi più salienti del percorso di sofferenza di suo figlio e della sua famiglia.
Sarà importante per tutti sapere le cose come realmente stanno.Senza accusare nessuno perchè non credo che qualcuno sia in malefede in quanto spesso il sistema è talmente avvolto su sé stesso che anche chi pensa di lavorare bene non riesce a farlo.
Grazie
Alessandro
Mio figlio si è ammalato
Mio figlio si è ammalato all'età di circa 18 anni, per un anno non gli è stata diagnosticata la schizofrenia, ma "disagio adolescenziale", nonostante per lui, a suo dire, è stato l'anno peggiore della sua vita. Poi sono incominciati i ricoveri, il primp a Verona, poi sempre a Feltre, BL, dove risediamo.All'inizio la malattia era molto meno grave, aveva l'auto, riusciva a svolgere un lavoro semiprotetto. Poi ha perso tutto, ritirata patente, il lavoro ( che era nell'ambito Ulss)non è stato più rinnovato e pian piano , un ricovero dietro l'altro, dove ha sperimentato tutti i farmaci esistenti,si è gravemente cronicizzato:in casa con noi non voleva più stare, nella Ctrp di Feltre praticamente faceva quello che voleva, cioè usiva, inconrava chi lo faceva bere o drogarsi e il medico mi rispondeva che l'accoglienza in quella struttura era di tipo volontario e quindi se a mio figlio bastava firmare le uscite e tutto era a posto...così per vari anni passava dalla strada al ricovero, ( si avvicinano a un centinaio..)finchè due anni fa, dopo che ci siamo rivolti allla psichiatria di Treviso in cerca di aiuto,si devono essere vergognati ed è stato mandato nella struttura protetta di Arco, dove è rimasto un anno e mezzo e dove assumendo i farmaci con regolarità e costretto a una vita più regolare . è migliorato. Ma poi non ha più voluto rimanervi ( era molto chiua come struttura) e l'ho preso a casa. Ora assume 600 mg di clozapina e tavor per dormire. Vive a casa con me e sua sorella di 20 anni, non esiste dietro a lui alcun programma riabilitativo nè tantomeno struttura atta ad accoglierlo. Infatti in questi giorni ha avuto una ricaduta ed è ricoverato. In questi anni mi sono separata e il carico è tutto sulle mie spalle, gli voglio molto bene, ma la mia non è più vita, soffro troppo a vederlo soffrire e sono impotente,
Non so chi lei sia Sig. Alessandro ma io voglio combattere perchè le cose in Italia cambino.Noi genitori dobbiamo gridare la nostra sofferenza e ci devono ascoltare.
Condivido pienamente i
Condivido pienamente i contenuti dell'appello e quanto già sostenuto dagli altri colleghi firmatari. Non posso aggiungere altro che le condizioni della psichiatria nella regione Calabria sono rese ancora più gravi da un'ingerenza politica arrogante e mafiosa e dall'assenza di voce delle società scientifiche nazionali e calabresi
Maria Francesca Pantusa
Anche il Presidente
Anche il Presidente dell'Ordine dei Medici di Lucca, prof. Umberto Quiriconi ha firmato il mio appello
Approfitto dell'occasione per ringraziare altri firmatari che mi hanno scritto direttamente: Giuseppe Agrimi, Angelo Cerù, Matteo Pacini, Carla Ramacciotti, Mario Ghiozzi, Alessandro Di Sotto, Riccardo Paoli, Vanni Panzera, Manuela Garuglieri, Angela Valtancoli, Massimo Nencioni, Francesco Raimondi, Alessandro Bani, Marina Miniati. Francesca Pantusa, Paolo Lucarelli, Alessandro Lenzi.
Mario Di Fiorino
Sottoscrivo in pieno i
Sottoscrivo in pieno i contenuti dell'appello. Soprattutto insisto sulla necessità di ridare ai medici la responsabilità delle loro azioni e delle loro scelte, garantendone: autonomia di giudizio clinico, libertà dai ricatti dei Direttori Generali, valutazione dei Dirigenti affidata ai pazienti e netta distinzione tra pubblico e privato.
Senza accusare nessuno perchè
Senza accusare nessuno perchè non credo che qualcuno sia in malefede in quanto spesso il sistema è talmente avvolto su sé stesso che anche chi pensa di lavorare bene non riesce a farlo.
penso che sia vero.
lo ha scritto Alessandro
condivido e sono disponibile
condivido e sono disponibile a collaborare
Io non accuso nessuno,
Io non accuso nessuno, racconto solo i fatti, i quali purtroppo dicono che finito il ricovero, il malato torna fuori con un'unica terapia:quella dei farmaci, nessun progetto personalizzato riabilitativo,nessuna struttura organizzata e protetta con medici e operatori che lo possoano gradualmente avviare a un reinserimento sociale o quanto meno a non farlo più sentire solo ma almeno facente parte di un progetto. Io di questo sento l'esigenza, la legge va completata in questo senso, creare un ponte organizzato tra ospedale e famiglie. La malattia è troppo complessa e difficile per essere gestita dalla sola famiglia.
( Nel mio caso da me sola)
Aderisco per una migliore
Aderisco per una migliore qualità del nostro lavoro
Condivido e sottoscrivo
Condivido e sottoscrivo l'appello ,convinto, come già detto da Alessandro, che è ora di voltar pagina superando sia gli atteggiamenti troppo ideologizzati che quelli riduzionistici.
Grazie anche alle recenti scoperte delle neuroscienze è oggi possibile trovare la "giusta misura" senza negare la malattia ma sempre attenti ai diritti umani fondamentali e consapevoli del ruolo fondamentale della persona malata e del suo contesto nel processo di "cura condivisa".
Sottoscrivo l'appello,
Sottoscrivo l'appello, condividendone lo spirito e ricordando agli psichiatri di confine, o di trincea, che la trincea, per definizione, è nelle prossimità della prima linea. Siamo sempre noi coloro che devono combattere, non solo purtroppo contro la malattia psichica, ma anche ahimè contro i pregiudizi e le semplicistiche analisi dei tuttologi che affollano i mass media ed i salotti buoni ed intellettuali", pontificando e gudicando nella più totale ignoranza.
Giusto oggi mio fratello è
Giusto oggi mio fratello è stato ricoverato pressola Psichiatria dell'ospedale di Livorno per l'ennesima volta nel giro di quattro anni.
L'uso di farmaci deve essere dosato saggiamente dai medici ma gli stessi infermieri devono appurare che questi ragazzi assumino i farmaci e controllarli ma sopratutto parlare con loro!!! Ma non lo fà nessuno è molto più comodo dagli la terapia e rimandarli a casa. E' una vergogna , non c'è alcuna attività di sostegno, psicoterapia.. niente. E' e sarà sempre un circolo vizioso per non parlare oi del fatto che possono commettere anche atti contro di loro o qualcuno.
Bisogna riformare il sistema psichiatrico, troppi interessi, soldi presi dai comuni che vanno a finire chissà in quali tasche.
Lo psichiatra e gli infermieri sono missionari!! Dovrebbero fare il loro lavoro con passione e amore verso i pazienti ma sono scomodi ed è troppo gravoso.. tanto i soldi a fine mese arrivano lo stesso.
Quindi a tutti coloro che sostengono alcuni settori o pensieri della psichiatria chiedo di fare attenzione a cosa dicono, perchè si parla di vite umane!
E ponetevi sempre la domanda: e se fosse vostro figlio?
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