Interrogazione parlamentare sui casi Tercic e Comuzzi
Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:
gli psichiatri del Dipartimento di salute mentale di Trieste (presentato per decenni come struttura-modello della psichiatria basagliana), dopo aver disatteso per molti anni le richieste di aiuto della signora Darina Tercic per la propria figlia Eva Zafran, affetta da una grave forma di schizofrenia, irritati dalle insistenze della madre hanno sottoposto quest'ultima a ben tre TSO (trattamenti sanitari obbligatori) sebbene essa sia stata diagnosticata del tutto sana di mente dallo psichiatra padovano dottor Daniele Ramacciotti e dalla psichiatra Anna Maria Monti, perita del Tribunale di Busto Arsizio e le impediscono da lungo tempo ogni contatto con la figlia;
il caso è tutt'altro che isolato nelle roccaforti della psichiatria basagliana e fa seguito a quello, ancor più tragico, del giovane musicista Giulio Comuzzi, suicidatosi dopo gl'interventi di quegli psichiatri, e del padre Mario, maltrattato e denigrato per aver denunciato l'intollerabile comportamento dei responsabili del Dipartimento triestino di salute mentale -:
in particolare, quali provvedimenti si intendano prendere nei confronti dei suddetti psichiatri del Dipartimento di Salute mentale di Trieste;
in generale, se il Governo non ritenga urgente procedere al più presto mediante apposite iniziative normative, anche alla luce di questi comportamenti disumani, purtroppo lamentati da molti anni in molte altre regioni italiane, alla riforma della 180 solennemente promessa dal programma elettorale del PdL in materia sanitaria e richiesta dalle proposte già depositate alla Camera, considerando parte essenziale di tale riforma l'umanizzazione del rapporto tra l'operatore, il paziente e i familiari, così platealmente calpestata in questo e in tanti altri casi e così esplicitamente prescritta nel progetto di legge n. 1423, presentato dall'interrogante e sottoscritto da altri 30 deputati. GUZZANTI (3-00362)
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Condivido la proposta di
Condivido la proposta di legge Guzzanti, che nasce da una presa di consapevolezza dell'esistenza delle malattie psichiatriche intese come forme morbose mediche, evidentemente, e non solo o principalmente esito di aberrazioni sociali o relazionali. D'altra parte, alcuni articoli recentissimi presenti anche in questa pagina del sito mi sembra confermino la ase organica di alcune psicopatologie.
Non condivido invece i giudizi sommari che vengono diffusi sull'operato e sulla professionalità di medici psichiatri che quotidianamente sperimentano sulla loro pelle e con eccessiva responsabilità, spesso arbitrariamente su di essi addossata, altro che "deresponsabilizzazione", Sen. Guzzanti, come mi pare abbia affermato nel prologo alla presentazione del Suo D.L., le carenze strutturali e legislative per poter al meglio ottemperare alla propria professione ed alla cura, oltre che alla prevenzione ed alla riabilitazione, dei loro pazienti. Non mi permetto di entrare nel merito dei casi prospettati, ma mi permetto semplicemente di dubitare (ah! saggio dubbio cartesiano...) delle ferree certezze con cui si mette in discussione un operato protatto nel tempo (tre TSO) su una persona poi "diagnosticata del tutto sana di mente"... Possibile una cotanta mancanza di preparazione, di perizia, di diligenza o, peggio, la presenza di una sì evidente superficialità da parte degli "psichiatri" di Trieste? Solo questo mi chiedo, consapevole di tutto l'iter clinico e giuridico che sta dietro ogni decisione e provvedimento di un TSO. Approfitto dello spazio cncessomi per esprimere la mia personale solidarietà ai Colleghi triestini. Grazie.
Rispondo al commento, senza
Rispondo al commento, senza polemizzare, ma per esprimere un mio diverso atteggiamento o, se si vuole,per un confronto di idee che potrebbe qui proseguire, se Nicola lo permette. Quale familiare che ha avuto e ha tuttora molto da eccepire, prove alla mano, riguardo a determinati comportamenti non deontologici proprio di certi medici. Di coloro cioè che più di altri si sentono presuntuosamente depositari e custodi dei beni e dei destini delle persone. Malati che il sistema "triestino" vincola per consuetudine ad essere curati da un medico non scelto e non voluto. Atteggiamento non Costituzionale, non pienamente legale e ora, anche, contro la Convenzione ONU per i Diritti della Persona Disabile. Questo è il mondo che io combatto e, almeno sotto questo aspetto, chi accetta, seppur nelle linee generali, come me,la Proposta Guzzanti,riconosce giusto e sacrosanto questo principio. Si dà il caso che il sen. Guzzanti non sia medico, così come non lo era l'on. Burani-Procaccini che sosteneva, nel suo progetto, il medesimo principio. Per questo venne attaccata e tacciata di voler riaprire i manicomi, come avviene ora per lo stesso senatore. Manicomi però la cui chiusura è tutta da dimostrare, malgrado la condanna della storia. Perchè sistema "triestino". Perchè riscontro in ogni dove i medesimi comportamenti, la stessa potenza di autodifesa, la stessa modalità di scaricare colpe sui familiari, molto spesso per non ammettere la propria impotenza. Io sto dalla parte di Mario e Darina, ma anche della famiglia Ballan ecc., non perchè sono pure io parente, quindi non a prescindere, ma perchè le loro disavventure le giudico provate, possibili e conformi a quelle da me vissute e a quelle raccontate anche in questo ultimo periodo sul sito.Io sto sempre dalla parte di chi mette la propria faccia e i propri averi per tentare di sfondare le mura ciclopiche di una qualsiasi organizzazione omertosa. Le persone comuni sono solo assetate di verità e perseguono la giustizia. Posseggono unicamente la carica della disperazione,qualche volta dell'orgoglio. Sapere che qualcuno, da lontano, è solidale con loro, può servire a sollevarne il morale. Un apparato gigantesco contro i due. Reo l'uno di aver perso un figlio, strega l'altra per essersi chiesta come mai la figlia non guariva.
augusto
Un grandissimo grazie
Un grandissimo grazie Augusto,per la tua lucida risposta .
La mia solidarietà a Comuzzi e alla Tercic ,perchè anch'io sono vittima di diffamazioni da parte di operatori del dsm della mia asl.
Stanno cercando in tutti i modi di screditarmi ,non sono riusciti a farmi una diagnosi e nè un tso ,(come la Tercic ) ,però hanno certificato diagnosi psichiatriche fassulle anche nel mio gentilizio ,( di famigliari non viventi )cercando di intimirirmi e spaventarmi e poterla farla franca ,ma la cosa allucinante che hanno chiuso il cerchio,tutti per uno ,uno per tutti,è un istigazione........
Nella mia regione la Commissione Antimafia ha aperto un'inchiesta sulla sanità ,è indagato l'assessore dimissionario Tedesco e i direttori generali delle asl ,tra cui lo psichiatra Rocco Canosa .
Angela
Non capisco perché mi chiede
Non capisco perché mi chiede il permesso, io ho sempre auspicato il dialogo tra persone che la pensano diversamente, tempo fa ho posto delle domande in un commento su questa vicenda ma sono rimaste senza risposta, forse il dialogo si preferisce con alcuni mentre con gli altri si sceglie il silenzio che come molti sanno è peggio dell'insulto.
Detto questo io, da ex utente ormai, ho sempre trovato fastidioso un certo atteggiamento dei famigliari nei confronti degli utenti, considerati come dei minus habens, degli sprovveduti o quant'altro, credo che sia venuto il tempo che voi famigliari facciate un passo indietro e lasciaste spazio agli utenti, cioè a coloro che prima di tutti soffrono i disagi della malattia mentale e della malapsichiatria, non lo prenda come uno sgarbo, piuttosto come un gentile invito a prendersi un po' cura della propria vita e lasciare che i figli lottino per i propri diritti e per la propria salute. Le cose sono cambiate nei paesi anglosassoni quando gli utenti hanno alzato la voce sopra le urla dei loro famigliari.
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Il confronto dialttico è la
Il confronto dialttico è la massima espressione della democrazia e della partecipazione, oltre che, in questo caso, del tentaivo di focalizzare l'attenzione su problemi reali che esistono nellagestione della psichiatria in Italia.
Da quello che emerge dagli interventi su questo sito e su questo argomento particolare, però, in me sono scaturite alcune domande, poichè dovremmo sempre chiederci, nel momento in cui si verificano alcune situazioni e si realizzano certi comportamenti, da cosa questi sono motivati e qual è lo scopo per cui vengono messi in atto. Mi chiedo il perchè di un accanimento farmacologico da parte degli pschiatri (forse perchè prendono "le mazzette" dalle case farmaceutiche?); mi chiedo il perchè del ricorso al "facile TSO" (anche se poi la Signora Angela, nel suo caso, afferma che nonostante gli impliciti tentativi quegli psichiatri non siano riusciti a metterne in atto uno...forse questo dovrebbe farci un po' riflettere, tutti, sul perchè e sul quando gli psichiatri ne fanno ricorso...); mi chiedo, ancora, il perchè (cui prodest?) alcuni psichiatri debbano "coalizzarsi" per ordire "complotti" nei confronti di quei pazienti che essi stessi hanno in cura o contro aluni loro familiari. Forse non pensiamo mai che la massima grtificazione per un medico è l'esito positivo del loro intervento, il ridare al paziente la gioia di tornare a "vivere la vita", di ritornare a sorridere, ed ai familiari dei pazienti quella serenità che consenta loro di riallacciare con i congiunti un rapporto affettivo talvolta incrinato dalla patologia stessa e dai suoi risvolti relazionali. Probabilmente le risposte sottintese da molte prese di posizione su questi temi nascono da un diffuso (pre)giudizio sui medici in generale e sugli psichiatri in particolare, il cui operato è spesso consederto come rivolto solo "al guadagno" o all' "autodifesa"... Ma mi rendo conto che, forse, e senza forse, come diceva un mio vecchio professore di latino e greco, è necessario, in una condizione di frustrazione e di disagio, e Dio sa quante ve ne sono, individuare un "aggressore esterno" su cui proiettare il proprio vissuto aggressivo. Siamo tutti "uomini"... Grazie
Un parlamentare non dovrebbe
Un parlamentare non dovrebbe avere licenza di uccidere e diffamare, l'immunità parlamentare è cosa troppo seria da lasciare a personaggi così discutibili. La legge guzzanti non la prendo nemmeno in considerazione.
La mia solidarietà a Trieste, e ad Eva Zafran.
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Dopo tanto silenzio lascio
Dopo tanto silenzio lascio che parlino i dati reali:
- una ricerca pubblica uscita alla fine del 2007 vede il tasso più alto di decessi per suicidio o morti traumatiche da causa incerta nell'ASS di Trieste per il periodo 2002-2007 (rispetto alle altre cinque ASS del Friuli Venezia Giulia);
- esiste un servizio sul tipo ufficio reclami dell'ASS; al di là di questo Trieste non ha un difensore civico provinciale, quello comunale non è competente in materia di problemi con l'ASS e quello regionale è stato abrogato nel 2008.
Ma per quanto riguarda Darina Tercic ed Eva Zafran, gli autori Dr. Giuseppe Dell'Acqua e Dr. Massimo Marsili contravvengono alle norme sul segreto professionale di cui all'art. 622 cod.pen.: nuocendo alla Sig.ra Tercic ed anche alla figlia secondo rispettive testimonianze delle medesime evincibili dalla stampa; senza che ricorrano gli estremi di giusta causa di cui all'art. 9 del codice di deontologia medica del luogo.
Le violazioni si estendono a due siti Internet se si considera anche altre scritti rilevanti per l'art. 18 del Codice sulla privacy D.Lgs. 196/2003 ed ancora contro l'art. 10 del codice di deontologia medica del luogo.
In uno dei due siti sono anche ospitate affermazioni del tutto false ( es. Fevarin non era nei prontuari farmaceutici nel 1999, mentre io lo assumevo nel 1993 ) che diffamano psichiatri di altre identità pratico-culturali, violando l'art. 595 del cod.pen. e il codice deontologico in materia di rispetto reciproco di colleghi (anche se le affermazioni false accolte non sono di medici).
Questi sono fatti reali, non mie opinioni o quelle di miei amici o colleghi.
Mirko Salotti - progetto RISM
Conoscere per comprendere per
Conoscere per comprendere per poi farsi una propria opinione.
Il caso della Sig.ra Darina rapprensenta la buccia di banana su cui è scivolato il Peppe, anzi il Peppone del paese sempre in guerra con Don Camillo.Ma andiamo con ordine, la storia di Darina è vera e le prove ci sono: perizie, testimonianze e ultima novità c'è anche ufficialmente la denuncia di Darina contro il Beppe, per tanto adesso la parola probabilmente passerà al tribunale dove, spero si possa sancire anche una verità processuale dove vedremo i meccanismi che hanno portato a tutto ciò. Certo che se il Peppe dovesse uscirne con una condanna sarebbe veramente una verità su cui andrebbe fatta una bella riflessione.
Oggi noi famigliari elemosianiamo ogni giorno come dei mendicanti servizi che in altri paesi sono garantiti. Oggi i nostri cari sono abbandonati a se stessi perchè l'assistenza psichiatrica in Italia è stata distrutta per una ideologia politica, una demenza ideologica che ha relegato l'Italia all'ultimo posto per la cura delle malattie mentali.
Questa legge (L.180) ha permesso la creazione di una mostruosità medico-legale che si chiama paziente psichiatrico. La legge 180 nega a malati psichiatrici le cliniche psichiatriche per curarsi e li costringe a vivere una vita di miserie elemosinando attenzione e cure e poi, con assoluta freddezza, colpisce con tutta la forza che lo Stato ha lo stesso paziente quando il folle commette un reato e lo interna in un OPG, dove finalmente nella più totale apoteosi della follia, viene curato.
Il folle che commette reati o che rende un inferno la vita dei suoi famigliari oggi ha come unica strada quella dell'OPG, ma il folle molto spesso non è un rozzo criminale assetato di sangue, spesso è solamente un folle che non si cura e per mesi, mesi medita costruisce pensieri deliranti sulle sue vittime e lo dice, lo comunica, peccato che a quel punto non ci sia quasi mai nessuno a sentirlo.
Bene per i folli che non commettono reati che sono ancora solo folli , per loro oggi esiste solamente un trattamento territoriale totalmente insufficiente.
Le proposte di riforma della 180 sono importanti per poter ritornare alla cliniche psichiatriche per la cura delle malattie mentali. Servono anche investimenti e approcci alle malattie basati su protocolli scientifici validati da discutere continuamente per una lo evoluzione responsabile.
La comunità scientifica deve ritornare ad occuparsi di salute mentale, riportando teorie sociologiche come quelle Basagliane al loro alveo naturale ovvero: sociologia, politca e qualità della vita, tutte nobili scienze che non sono sostitutive della medicina galileiana. Magari lo fossero!
Ci si cura con interventi clinici con atti medici con terapie e poi si può pensare di migliorare la qualità della vita di un paziente facendolo interagire con la società, ma prima di tutto va curato clinicamente.
Forza e coraggio
Marcus
Eh sì, condivido il pensiero
Eh sì, condivido il pensiero del professore di latino e greco di omeorsa e condivido pure il suo pensiero sul fatto che siamo tutti "uomini" ed aggiungo che lo sono dunque anche i medici.
Non siamo infallibili ed a volte pur senza ordire complotti e senza un tornaconto in "mazzette" ci si può semplicemente sbagliare.
Nessun pregiudizio per quanto mi riguarda ma certo alcuni accadimenti citati quì sul sito anche a me hanno dato da pensare ed anche in me hanno fatto scaturire alcune domande.
La regolamentazione dei Tso in Italia potrebbe e dovrebbe essere migliorata. Non credo si possa lasciare al buon senso del singolo la buona pratica di questo strumento sanitario a volte indispensabile ma che di fatto limita la libertà di una persona; lo dico proprio perchè l'unico interesse che ho è il benessere dei malati ed anche il rispetto del lavoro altrui nonchè il desiderio che si operi nel massimo della sicurezza ed a dispetto dell'ansia che a volte crea il mettere in atto alcune indispensabili strategie terapeutiche.
Ripropongo le mie domande e i
Ripropongo le mie domande e i dubbi espressi in altri commenti, sapendo che saranno evasi, visto che è molto più comodo metterla in rissa ideologica, malcostume tipicamente italiano figlio della malafede.
Ma possibile che a nessuno dei commentatori di questa vicenda sia mai venuto in mente di chiedere qualcosa a Eva, possibile che gli utenti psichiatrici debbano sempre e solo stare zitti e che a parlare siano sempre i famigliari, sani o insani che siano, io non so cosa direbbe Basaglia della vicenda, io ho già espresso le mie perplessità su come Trieste ha gestito questa cosa, ma credo che se una piccola cosa ci ha lasciato Basaglia (che il quotidiano Libero definiva come un cretino) è che le persone sofferenti vanno ascoltate, anche Sergio Piro in fondo decifrando il linguaggio schizofrenico in un bellissimo libro che ho letto tempo fa ci ha detto che le parole degli schizofrenici non sono parole senza senso, che vanno ascoltate e com prese, in questa vicenda le parole di Eva non sono mai state prese in considerazione e nessuno dei commentatori ha tratto dalla vicenda di Eva le conclusioni più elementari su come si diventi malati mentali, e cioè che è la cosiddetta società normale con le sue cattiverie e le sue prepotenze a ferire le persone e a renderle malati mentali. Si fa un gran parlare di pericolosità dei malati, quando i malati sono quasi sempre vittime di violenze da parte di persone normali, normalmente pericolose, normalmente meschine, normalmente paranoiche, normalmente schifose. Ho conosciuto un sacco di utenti psichiatrici e non mi hanno mai fatto del male, ho conosciuto un sacco di persone normali e molte di loro mi hanno fatto del male, non chiedo l'internamento per loro.
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Non sono tutti uguali. Mio
Non sono tutti uguali.
Mio figlio non è mai intervenuto ad esprimere il suo pensiero,perchè è talmente indignato di aver subito un danno così grave,che preferisce chiudersi nel suo silenzio .
Da parte mia rispetto la sua decisione ,ma non la condivido ,perchè le violenze ,le prepotenze ,l'intimidazioni ,i danni subiti per cure non adeguate è subite
da parte degli operatori ,mi obbligano a non tacere
e denunciare il tutto non solo alla magistratura ,ma anche alla opinione pubblica .
Angela
Gent.mo Nicola, ho letto
Gent.mo Nicola,
ho letto frasi di Eva, raccolte nel tempo di un'intervista de Il Piccolo di Trieste del 28 gennaio.
La giornalista D.ssa Ziani si è recata di persona a vedere Eva e il periodo di permanenza non sò quanto possa essere stato lungo..
Il fatto è che, a parte le norme giuridiche, c'è il pericolo o la paura che vengano strumentalizzate quelle frasi; ed anzi lo sono già state prima di quell'intervista (essendo inserite in un sito del DSM delle frasi di due anni prima - e con quella scritta viene violato sia il codice deontologico medico che l'art.18 del Codice sulla privacy D.Lgs 196/2003 -).
A me importa e credo anche a
A me importa e credo anche a tutti gli altri cosa pensa Eva.
Le tue domande le ho chiaramente lette anche l'altra volta e comunque bene hai fatto a riproporle se ritieni che siano state eluse.
Per quel che ne so io Eva è stata intervistata da una giornalista del Piccolo di Trieste ed io ho letto quell'intervista con attenzione.
Sottoscrivo totalmente quanto
Sottoscrivo totalmente quanto affermato da Marcus.
A Loredana vorrei solo dire che non è lasciata alla volontà del "singolo" la scelta di un TSO e, pur condividendo la necessità di una rivisitazione della normativa psichiatrica, vorrei ricordare che: c'è un primo certificato di proposta di tso reatto da un medico, un certificato di convalida redatto da un secondo e diverso medico di struttura pubblica (quindi pubblico ufficiale e figura incaricata di un pubblico servizio), l'ordinanza fatta dl sindaco (massima autorità sanitaria territoriale), avallòo da parte del giudice tutelare...
Nicola Pasa, sono d'accordo con te, sia per l'ideologizzazione fatta di una materia medica qual è la psichiatria, sia per la lucida analisi sociologica sulla pericolosità criminale delle persone normali versus quelle definite malate mentali, sia per la considerazione circa il linguaggio schizofrenico. Non sono cose non note, sono invece questioni conosciute e prese in considerazione dagli psichiatri, non solo da Sergio Piro, e non vorrei essere poco elegante dicendo che proprio sul linguaggio del delirio e del suo significato, qualcosa ho scritto anch'io nel libro il cui titolo potrai scorgere anche su queste pagine del sito. E' un bene che s parli. Grazie
Si dottore, infatti non è
Si dottore, infatti non è lasciata alla volontà del singolo la decisione di un Tso per legge eppure accade sempre più spesso, ma per quanto mi riguarda si trattasse anche solo di un singolo caso non è ammissibile, che per esempio il protocollo non venga rispettato e che magari un sindaco firmi per un Tso già in atto ben oltre il tempo stabilito per legge. Qualcosa non và ed è da rivedere come da rivedere sono i controlli. Un controllato non può per logica essere il controllore del suo operato. Questo se non è autodifesa almeno mi conceda appaia/sia autoreferenzialismo. Grazie a Lei.
Eva non parla perchè non è in
Eva non parla perchè non è in grado di parlare, per le informazioni che ho Eva non può esprimersi in modo continuo e lucido (purtroppo!).Magari potesse!!!
Adesso non so se è mai stato chiarito ma Eva è stata messa dal CSM di Trieste in un modestissimo appartamento nel centro di Trieste e condivide l'appartamento con altri pazienti che soffrono di patologie diversissime dalla sua, in particolare tossicodipendenti, ora non capisco in che cosa consista questo sistema di cura, quale terapia sia vivere in questa promisquità, ma sta di fatto che questa è la cura che il Peppe ha riservato ad Eva. Lasciandola li a ciondolare tutto il giorno, veramente non capisco che benefici terapeutici abbia dal convivere con tossici e anoressici. Altra domanda, ma per quale motivo è vietato alla madre di Eva di far visita alla figlia? Non c'è nessuna sentenza del Giudice che dice ciò e Peppe non è il tutore di Eva.
Devo anche aggiungere che di Eva in giro per l'Italia ne ho viste e visti tanti, purtroppo la malattia colpisce l'unico orgnao umano che ti permette di genreare pensieri pensare lucidamente, il cervello!
Come per un atleta che viene colpito ad una arto e deve smettere di correre così quando la malattia mentale ci colpisce smettiamo di far correre il nostro pensiero in modo lucido, il buio e la sofferenza prendono il posto delle nostre certezze e sviluppiamo incosapevolmente una dipendenza etrema dagli altri, dai nostri cari.
Senza saperlo il nostro agire diventa inconsistente, semplicemente smettiamo di essere liberi la malattia ci avvolge e ci controlla e non potremmo mai e poi mai denunciare lucidamente i soprusi o l'inconsistenza dell'assistenza perchè non avremmo neanche consapevolezza di quanto accade intorno a noi. La 180 è il elitto perfetto! Uccide un uomo ed il poveraccio neanche se ne accorge!
Ma non crediate che i famigliari siamo capaci di reagire lucidamente, magari! Spesso quando una Madre o un Padre vedono soffrire i loro figli ne rimangono colpiti talmente a fondo da perdere, spesso, essi stessi la lucidità, immaginate genitori picchiati selvaggiamente o sottoposte a pressioni psicologiche tremende perchè hanno uno schizofrenico in casa, veramente tremendo, a genitori così puoi dire quello che vuoi, se poi sei un esperto di demagogia e sei professionalemtne preparato a giocare con le persone ottieni il controllo di tutto, puoi diventare anche il padre padrone di Trieste.
Per denunciare e cambiare servono: fratelli, sorelle, genitori che abbiano mantenuto la loro lucidità e siano incazzati neri con questo sistema. Serve un lucida incazzatura, avete presente quando incontrare l'avvocato del recupero crediti che vi elenca le alternative di concigliazione, ecco servono genitori e fratelli così che messi difronte ad uno psichiatra, assitente sociali o burocrate non si scompongono e con calma elenchino le sentenze di cassazione in cui un loro collega psichiatra (Euro POZZI) è stato condannato per effetto del meccanismo di garanzia che il medico ha e magari con il sorriso sulle labbra gli ricordano anche che la comunità terapeutica è a carico del CSM ( leggi il PSN 2009) perchè questo è quanto la legge prevede per tanto le pretese di costi a carico dei genitori non hanno fondamento e che per dimostrarlo siete pronti a portarlo in tribunale.
Chiunque mi legga e si ritenga tale mi contatti, abbiamo bisogno della tua lucidità e freddezza per reagire in modo razionale, lucido, legale e definitivo. Serve la tua testimonianza, io so che ci sei che mi leggi che sei incazzato nero e ti capisco, ma adesso non c'è più tempo per incazzarsi e basta è giunto il momentodi reagire in modo lucido.
Se piangi fai il loro gioco, loro non smetteranno mai, noi neppure!
Lucida resistenza! lucido giudizio! Lucida libertà!
Marcus
Presente!!! Marcus ,come hai
Presente!!!
Marcus ,come hai scritto ,non tutti i genitori ,fratelli e sorelle riescono a rimanere lucidi e razionali davanti a psichiatri ,assistenti sociali ,che giocano con le parole e trovano sempre mille scuse e capi espiatori per cercare di plagiarti e piegarti ai loro voleri.
Certo io ci sono e sono pure .........nerissima
Angela
Eva non è in grado di
Eva non è in grado di parlare. Darina invece sì. Uno psichiatra dice che Eva è matta e quindi per voi non è in grado di esprimersi. Uno psichiatra dice che Darina è matta e quindi delira. Un altro psichiatra dice che Darina è sana e non delira.
Riflettete su questa cosa se vi va. Avete bisogno di una perizia psichiatrica per distinguere il sano dall'insano, il delirio dalla verità. Le cose però sono complicate, perché due psichiatri non riescono a mettersi d'accordo, per uno Darina è matta, per l'altro no. Per qualcuno fa comodo che Darina sia matta, per altri fa comodo che sia ritenuta sana.
Della povera Eva chi se ne fotte, una perizia dice che è matta, pace all'anima sua.
Tutte queste contraddizioni, questo gioco di strumentalizzazioni incrociate, la verità che cambia a seconda dell'opportunità, che mondo misero che avete lasciato voi vecchi arnesi...
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Angela, scrivimi
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scrivimi qui.
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Marcus
Roadmap, Serve una Roadmap
Roadmap,
Serve una Roadmap ovvero una guida pratica per genitori e fratelli che si trovano nella melma del sistema che sono ancora connessi a MATRIX e non riescono a distinguere ciò che è vero da ciò che non lo è.
Serve un Nios o Morpheus che sappiano fare resistenza efficacie, pertinente e legale. Dobbiamo organizzare il nostro agire imparando ad incanalarlo in percorso di mutuo soccorso solidale e razionale. Dobbiamo dare vita ad una vera organizzazione che sappia difendere i nostri diritti e sappia opporsi con fermezza e lucida competenza a questi truffatori travestiti da santoni. Serve una vera consulenza medica psichiatrica per malati e famigliari, assistenza legale ed economica alle famiglie serve un organizzazione che possa farlo in tutto il territorio italiano in modo moderno razionale. Un'organizzazione che possa fare una lobby costante a livello politico.
Serve un'organizzazione che abbia un proprio logo da dare a tutti gli aderenti da indossare che possa comunicare immediatamente al truffatore che hai davanti che non sei solo perchè dietro e con te c'è gente che lavora ed è preparata ad assisterti in ogni momento anche in tua vece con professionisti preparati a difenderti.
Serve un'organizzazione fatta di gente preparata, incazzata nera e che abbia voglia di studiarsi il problema e di fare un mazzo grande come l'astronave di Startek a questi piazzisti venditori di fumo.
Serve un'organizzazione di uomini e donne di buona voltà che metta l'uomo al centro del proprio agire e che faccia solamente gli interessi dell'uomo malato, sono stato malato e mi avete curato ero affamato e mi avete sfamato. Serve un'organizzazione che faccia paura per l'autorevolezza scientifica e umana che esprime.
Quando incominciamo a costruire un'organizzazione come questa?
MATRIX non può vincere è solamente una macchina, noi siamo uomini.
Morpheus-Marcus
Ok. Va bene per tutto, ma mi
Ok. Va bene per tutto, ma mi viene il dubbio che forse abbiate sbagliato indirizzo ed obiettivo...
Mi scuso se non mi collego
Mi scuso se non mi collego direttamente agli ultimi commenti, ma all'articolo in generale.
Il Dr. Giuseppe Dell'Acqua (di cui sopra ho scritto poche righe di un articolo de Il Piccolo con scrupolo perché non volevo recare danno) in data odierna 13 febbraio ha emesso un "comunicato stampa" (a seguito dell'interpellanza Guzzanti) di cui riporto poche righe:
Da ultimo non si può non rilevare come costantemente vengono pubblicati il nome e cognome di persone in cura ai servizi psichiatrici senza che le stesse abbiano mai dato alcun consenso all’utilizzo del loro nome con una grave violenza pubblica e una grave violazione dei loro diritti di cittadini.
Io non sò cosa dire visto che egli ed il Dr. Marsili parlano sul sito del Forum di anni di vita di persone e producono etichettamenti nosografici (come direbbe il Prof. Basaglia), ed in più usando aggettivi come severo..conclamata; mentre su altro sito del DSM di Trieste qualcuno rende appositamente riconoscibili dati di E.
..Inoltre ripeto ancora che nel sito del Forum Salute Mentale viene accolto un articolo che diffama con falsità con nome e cognome alcuni colleghi psichiatri di altra identità clinica-culturale..
Non mi risulta, o mi risulta
Non mi risulta, o mi risulta che si chiede il consenso e che ciò non viola nessuna legge, mentre pubblicare su un giornale la storia di Eva senza chiedere il permesso ad Eva è un reato.
Tu mi ricordi un personaggio del David Copperfield, romanzo che consiglio a tutti di rispolverare, Hurrya Heep.
Spero che questa non venga presa come un'offesa, è solo una suggestione letteraria.
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Non è così. Il Codice sulla
Non è così. Il Codice sulla privacy D.Lgs 196/2003 e il codice deontologico medico sono chiari.
Quando io appartenevo all'associazionismo utenti toscano per farci solo una foto dovevamo firmare una liberatoria per essere ripresi.
Sui giornali parla la mamma di Eva, e sono due pagine in Libero o ne Il Piccolo, tre in Visto (senza contare foto, commenti e trafiletti che riducono lo scritto).
E la madre parla anche di rischio attuale per sua figlia.
La storia di Eva e di Darina viene raccontata da medici specialisti funzionari pubblici: lo scritto del Dr. Marsili scaricato in formato rtf (tengo i magini a 2 cm) supera le cinque pagine e parla pure del quantitativo di medicinale giornaliero dato in un determinato periodo..
Ricordo l'art.18 del D.Lgs. 196/2003:Qualunque trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici è consentito soltanto per lo svolgimento delle funzioni istituzionali.; ed alcuni commi dell'art.10 del cod.deontologia medica scaricato dal sito Ordine dei medici di Trieste:Il medico deve tutelare la riservatezza dei dati personali e della documentazione in suo possesso riguardante le persone anche se affidata a codici o sistemi informatici.
Il medico deve informare i suoi collaboratori dell'obbligo del segreto professionale e deve vigilare affinché essi vi si conformino.[...]
Analogamente il medico non deve diffondere, attraverso la stampa o altri mezzi di informazione, notizie che possano consentire la identificazione del soggetto cui si riferiscono.
Nel sito del DSM di Trieste Eva è riconoscibile ed è stato inserito un suo scritto in questo periodo, ma a differenza della mamma che parla considerando i problemi di oggi, quello scritto di Eva inserito da operatori del DSM è di due anni fa.
Fai molta confusione come
Fai molta confusione come sempre. Lo scritto di Eva è apparso in un libro, Eva è una persona, se decide di scrivere una cosa e decide che questa possa essere pubblicata questa cosa può essere pubblicata. Lo status di paziente non cancella il diritto di esprimersi o di veder pubblicata una forma di espressione. Nessuna cartella clinica è mai stata rivelata da Peppe Dell'Acqua. Invece Libero ha raccontato tutta la vicenda e la malattia di Eva senza chiedere ad Eva il permesso. Il Piccolo ha intervistato Eva, questo non costituisce reato, prima di scrivere corbellerie informati e soprattutto fai un bagno di umiltà. La cultura senza il supporto dell'intelligenza è peggio dell'ignoranza.
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Non ho parlato di violazioni
Non ho parlato di violazioni de Il Piccolo che fa domande a Eva, ma di funzionari pubblici che scrivono su Eva senza chiedere il permesso di Eva.
Il libro a cui ti riferisci è una pubblicazione curata da funzionari pubblici dell'ASS di Trieste e solo in questo periodo ne sono state estratte e pubblicate frasi di Eva nel sito del DSM di Trieste (quindi la pubblicazione di due anni fa su carta - dove Eva forse non sarebbe riconoscibile in linea di massima perché non è scritto il suo cognome - oggi è riportata su Internet parlando di lei esplicitamente) e qui non c'è il consenso di Eva, perché da recente interviste si evince che Eva non gradisce etichettamenti clinici.
Ripeto che sulle donne i medici operano violazioni contro il loro consenso e senza giusta causa (i cui estremi sono nell'art.9 del loro codice deontologico), ed incorrono in responsabilità dell'art.622 cod.penale sul segreto professionale.
Peccato che in quella
Peccato che in quella pubblicazione non ci sia nessuna etichetta nosografica, solo le parole di Eva. E tra l'altro non è stata pubblicata sul forum.
Piuttosto c'è un tuo messaggio dove ti dissoci da quanto scritto privatamente a Libero e reso pubblico da Libero, denuncia Libero che pubblica la tua mail senza il tuo consenso, mail nella quale spari contro Trieste, mentre nella dissociazione chiedi dialogo. Ti ho già detto che io sono intero, quel che dico in pubblico dico in privato, non sono uno, bino o trino. cordialità o come dice sempre la tua amica patrizia salutoni
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Su Libero non ho sparato
Su Libero non ho sparato contro Trieste: la frase incriminabile è solo la seguente "Quanto avete divulgato è un servizio utile alla società.".
Era una mail che non sapevo venisse pubblicata ed ho scritto questo al Forum (a cui chiedo dialogo da vari mesi), con una mail che a propria volta non sapevo mi venisse pubblicata.
Sulle violazioni: quella sul sito triestesalutementale del DSM di Trieste è una violazione sui dati personali che rendono Eva riconoscibile; mentre sul sito del Forum comparivano sia quella che etichettamenti e racconto clinici firmati dal Dr. Dell'Acqua e dal Dr. Marsili (solo il rapporto del Dr. Marsili supera le cinque pagine): ma adesso, forse anche dopo nostre segnalazioni ci sono state delle rimozioni.
Confermo di non aver lanciato
Confermo di non aver lanciato accuse generalizzate, perchè non rientra nel mio vissuto di frustrato e di disagiato, ma piuttosto di aver imparato a selezionare, dagli squallidi e diffusi esempi della quotidianità, da chi proteggersi, perchè proteggersi o chi proteggere. Siamo tutti uomini, ma tra questi ci sono tanti, ma proprio tanti "ominicchi". Non volevo entrare nei particolari delle storie conosciute, ma visto che devo una risposta anche al sig. Nicola, che mi invita cordialmente a farmi i fatti miei, cito un dettaglio di uno sciagurato episodio accaduto nel 2003 e archiviato nel 2008, che rievocherò sempre finchè non si perverrà ad una riapertura del caso. Un paziente psichico di 73 anni, cardiopatico, con P/A 150-250, malfermo sulle gambe e con razione giornaliera di 10 medicinali, avrebbe avuto, secondo il capo struttura, le capacità atletiche giuste per scavalcare fulmineamente, alle 10 del mattino,una recinzione metallica e, non visto da alcuno, sparire nel nulla e nel dimenticatoio. Il suo compagno di stanza, schizofrenico cronico dissociato, fa un puntuale resoconto scritto di quella mattinata che io poi allegherò all'esposto in Procura. In quel documento sono riportate 10 affermazioni, 9 provate, 1 sola da accertare da parte dell'Inquirente.I tutti della ASL e della Procura hanno preferito raccogliere, all'interno stesso della struttura, dichiarazioni atte a provare che l'infermo era inattendibile in quanto deficiente e questa sarà la strada costruita per l'archiviazione, evitando accuratamente di raccogliere pure testimonianze diverse. L'ultimo luttuoso evento è più recente. Alle sette della sera, sempre nella stessa comunità, un malato di 67 anni sviene. A soccorrerlo ci sono due infermieri. Non allertano il capo struttura perchè lo stesso aveva dato disposizioni che non avrebbero dovuto disturbarlo dopo le 19. Fanno firmare al paziente, appena ripresosi, una liberatoria di rinuncia al ricovero. La mattina seguente, date le condizioni in peggioramento, il medico dispone tuttavia il tardivo ricovero in TSO. Si proprio in TSO, e a sera l'amico andrà in coma irreversibile. Aveva due ulcere non rilevate di cm.1,2 e 0,8. I parenti fino ad ora hanno preferito tacere, non io. Ho chiesto infatti, a chi di dovere, di svolgere una indagine conoscitiva dell'accaduto, ma ad ora nessuno trova la dignità di rispondere. Nel primo caso e per 5 anni ho persino dato personalmente incarico ad un avvocato di difenderne la memoria. Tutto vano, per ora. Mi dispace per lei, Nicola, ma non rinuncerò mai ad essere me stesso. Mi preme invece terminare ammonendo quanti hanno assunto comportamenti disdicevoli nei confronti di Angela, nella sua città e anche fuori di essa. Costei ha lottato con amore e con accanimento contro gli sciagurati che hanno imposto per 5 anni al figlio cure psichiatriche per ipocondria e stati d'ansia, fin tanto che non ha lei scoperto: stenosi di arteria cerebrale medio sin., ipertrofia prostatica, steatosi epatica si base tossica da accumulo di elementi metallici. Le scuse delle istituzioni locali non servirebbero a lenire minimamente le angherie sopportate, qualora mai fossero presentate.Le persone colte ed avvedute, credo, non possono non comprenderne la legittima indignazione.
Chiudo con una citazione:
B.B. King " La prima volta che ho incontrato il blues fu quando mi portarono qui su una nave. C'erano uomini su di me e molti altri usavano la frusta... adesso tutti vogliono sapere perchè canto il blues...
augusto
Può togliere pure il signore
Può togliere pure il signore davanti al mio nome, preferisco in genere le cose dirette, le offese indiritte hanno sempre il sapore della viltà, comunque io non le ho mai detto di farsi i fatti suoi, non so francamente perché abbia interpretato in tal senso una semplice richiesta di ascolto di noi utenti psichiatrici. Ad esempio l'unasam, un'associazione di famigliari, ha negato spesso a noi utenti di parlare nei loro convegni, nei convegni invece organizzati dalla mia associazione, che è un'associazione di malati mentali e quindi secondo alcuni incapaci di esprimersi o poco lucidi, i famigliari sono sempre stati invitati a parlare, è solo che ogni tanto si vorrebbe un po' di reciprocità, tutto qui. Forse il problema è che è difficile fare i conti con una persona come me che non ha scheletri nell'armadio, non ha passati ideologici da nascondere, non ha mai avuto a che fare con il potere e le sue logiche, i nemici spesso si scelgono ancor più degli amici...
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Prendo atto di quanto
Prendo atto di quanto precisato da Nicola. A volte può capitare di esprimersi male e non essere capiti e a volte può capitare viceversa di interpretare nella maniera non consona quanto si legge. Chiudiamo qui l'incomprensione. Credo che non sia successo niente di irreparabile. Resta forse la divergenza di vedute, ma questo non deve costituire motivo di insanabile confronto.
augusto
Signori si nasce! ed io
Signori si nasce! ed io modestamente lo nacqui!...diceva Totò.
Oramai mi ripeto: il caso Darina è la buccia di banana della psichiatria, sociologica, newage di Trieste.
<< Lo so che non siete responsabili dei problemi che abbiamo oggi, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiare>> M.L.King.
Dobbiamo reagire con lucidità, freddi, preparati e determinati.
Cool-Marcus
Lei parla di lucidità e
Lei parla di lucidità e freddezza... le vorrei rispondere in milanese ma per rispetto al regolamento evito... comunque forse ha intuito.
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forse ho esagerato, in fondo
forse ho esagerato, in fondo anche se non condivido nulla di quello che scrive lei mi è simpatico
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Il folle, in Italia, è una
Il folle, in Italia, è una persona che non è malata, perchè la malattia mentale non esiste e questo sfortunato vive la sua dimensione di non malattia nella società e con la società interagisce giorno per giorno.
La società non g sconti a nessuno tanto meno ai non-sani gli dice se sei tra noi allora comportati seguendo le regole e vivi la tua vita. B
Il malato non è più malato, semplicemente non si è mai ammalato perchè è la società (malata) che esercita su queste persone un' influenza negativa. Stando a questo ragionamento la società a questo punto si compone di persone sane e di persone non sane in quanto ammalate dalla società stessa. Insomma la società per esistere consuma un certo numero di individui e li trasforma in non sani.
A questo punto quale migliore soluzione di quella di restituire i non sani (malati) alla società che gli ha resi tali. Mi sembra logico e coerente. Ed è quello che fanno spesso nei CSM di Trieste e non solo.
Ti faccio vivere nella società che ti ha reso folle, ti rimetto nello stesso ambiente che ti ha rovinato per dimostrarti che sei libero di vivere nella tua follia rispettando la tua dimensione di malato,ma ad una condizione: non devi commettere reati perchè altrimenti ti spedisco in galera. No anzi ti metto in un OPG perchè nel momento in cui il folle commette un reato non rimane un cittadino comune che finisce in carcere ma in quel caso e, solo in questo caso, lo Stato si accorge che sei un cittadina malato e quindi ti interna in un OPG. Ma qui mi perdo, perchè lo Stato interna il cittadino non-sano quando sa benissimo che è la società che lo ammala? Ma allora io metto in un OPG l'effetto della malattia ma non la causa, perchè per eliminare la causa dovrei mettere in galera la società che ti ammala e finalmente farla finita con tutti questi malati di mente. Insomma dovrei mettere in galera, padri, madri, fratelli, sorelle, professori, capi ecc. Ecco, finalemnte una cura, sicura praticabile da chiunque.
Ma anche se fosse, qui nasce una domanda che ha radici lontane viene dal Beccaria che diceva che la pena detentiva ha lo scopo di rieducare il cittadino e quindi una volta compiuta la pena il cittadino riconvertito a nuovo ritorna nella società, ma quale società se siamo tutti in galera? E si non mi torna neanche qui!
Se il folle vive la sua dimensione di sofferenza senza commettere reati, nel silenzio della sua sofferenza, sarebbe più giusto dire, allora la società accetta di condividere con il malato ogni aspetto della società stessa, ma attenzione a non commettere reati perchè in quel caso il non-sano ha diritto ad un percorso differenziato dal cittadino normale. Ma perchè? Ma io sarei per completare il ragionamento portandolo alla sue estreme conseguenze: deve andare in galere, altrimenti si tratta di stigma, di emarginazione, di separazione, di discriminazione nei confronti dei non-sani degli utenti. Dobbiamo rivendicare con forza il diritto dei folli di andare in galera, non in OPG, devono pagare le loro colpe e di ritornare nella società, sperando che la nel frattempo la società guarisca, altrimenti non serve a niente mandare in galera i non-sani per poi farli ammalare nuovamente. E' dal folle!
Marcus
"A questo punto quale
"A questo punto quale migliore soluzione di quella di restituire i non sani (malati) alla società che gli ha resi tali. Mi sembra logico e coerente."
E quindi la logica quale sarebbe? Prendere i folli e metterli su una nave come si faceva nel medioevo? O internarli? O metterli in un forno?
Forse la logica sta nel restituire alla società queste persone cercando di tessere attorno a loro una rete di protezione? Che poi questa rete sia piena di buchi e che spesso a reggerla non c'è lo Stato posso concordare, infatti se tutto funzionasse come dovrebbe non ci sarebbe bisogno delle associazioni, se c'è l'Aipsimed, se ci sono le associazioni di utenti e di famigliari significa che qualcosa non funziona, ma la logica è questa, lavorare per trasformare la società, renderla più accogliente per tutti, e dal mio punto di vista significa anche opporsi al potere politico dominante, per non parlare della giunta regionale lombarda con i suoi tavoli del menga. cordialmente
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Oggi siamo più liberi. La
Oggi siamo più liberi. La società Italiana si è evoluta, le persone studiano e si applicano nel loro lavoro. Il cittadino italiano medio conosce i propri diritti e vuole che siano rispettati.Oggi chiunque può affermare le proprie idee liberamente L'emancipazione culturale, l'evoluzione sociale sono i grandi nemici gli anticorpi contro demagogie ed ideologie. Studiare significa imparere a sopravvivere e mai come oggi nella nostra società digitale e globale è così importante conoscere e studiare.I servizi di prevenzione e cura saranno sempre più al collasso perchè sono stati impostati pensando che il cittadino non possa mia evolversi, si basano su una assunzione di fondo: il cittadino non sa niente, è manipolabile. Purtroppo per loro non è più così. Ci sono madri, padri, fratelli che si studiano il problema che alzano il telefono e chiamano in aminci e medici Inghilterra per sapere come funziona da loro e scoprono che funziona diversamente, scoprono anche che la grande rivoluzione della L.180 negli altri paesi non esiste, i loro sistemi funzionano su altri principi.Quando scoprono tutto questo allora acquisiscono consapevolezza e quindi incominciano a pretendere di più dal sistema, vogliono sentirsi europei ma sentono che hanno servizi inadeguati. In questo modo il sistema di cura delle malattie mentali entra in crisi, come fa mantere una supremaziona psicologica, su cittadini che non sono più analfabeti? Semplice, non può più, arranca, diventa violento ed esegue 3 TSO ad una povera donna che chiedeva cure per sua figlia. Infatti quando prendi il sistema e lo metti difronte alle sue precise responsabilità non sa cosa dire, farnetica dicendo che esistono preti esorcisti ed elementi di destra che voglio distruggere tutto, oppure minimizza le perizie di due psichiatri seri non corrotti gettando ombre sul loro lavoro. A volte per capire è sufficiente farli parlare per capire l'inconsistenza di quanto dicono.
Sono sistemi lontani dall'uomo sono funzionali solamente al mantenimento di privilegi e potere nulla hanno a che fare con la cura dei malati. Se volete il malato è quasi un intralcio mal sopportato che può finire per tre volte in TSO se rompe e da fastidio.
Scioperiamo!, da domani nienti malati nei CSM
Marcus
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