Riceviamo. "La Mia esperienza al Csm di un'Asl di Milano"
Parlo per la mia esperienza.
L'ASL di Milano alla quale mi ero rivolta per risolvere i problemi che avevo mi dedicava circa un quarto d'ora del suo tempo.
Entrare in questa ASL, anche per una persona che non ha problemi, è triste... per una persona che soffra di qualsiasi tipo di problema considerato psichiatrico o psicologico che dir si voglia.. è a dir poco traumatico.
Dopo due anni di frequentazione di questa ASL, senza avere riportato beneficio alcuno se non un cambio continuo di farmaci, decidi di smettere di andarci. Mia mamma, a me accanto durante quel triste periodo, si rese conto che per me era sicuramente la cosa migliore da farsi.
Ma vi racconto un qualcosa che per me ha rasentato la fantascienza.
In questa ASL (parlo di questa, ma probabilmente come figura è presente anche nelle altre ASL) era prevista una figura che fosse di sostegno alle persone affette da attacchi di panico gravi, come me. Questa persona mi era stata affidata dalla ASL non in qualità di psicologa nè in qualità di psichiatra, ma come sostegno. Avrebbe dovuto aiutarmi a superare, o perlomeno ad affrontare quelle quotidianità della vita che io tanto temevo e alle quali non riuscivo piu' ad avvicinarmi.
Andai la prima volta. Entrai nel suo ufficio, dopo 10 minuti disse: Scendiamo a prendere un caffè, le va? Va bene dissi io. E andammo nel bar sotto l'ASL. Si fece cappuccino e briosche, discretamente mi presi un caffè. Pensai a quel punto che, con lei accanto, avrei potuto provare ad avvicinarmi ad affrontare qualcuna delle mie paure. Dopo cappuccio e briosche, rientrammo all'ASL. Ed io andai a casa.
Seconda volta. Nel suo studio all'interno dell'ASL. Cominciammo a parlare. Cominciò a criticare l'aiuto economico ed il sostegno dato a me e a mio marito da mio suocero, che in quel momento attraversavamo un periodo economico difficile. Il piano cucina era ormai fuori uso, e mio suocero ce ne regalò uno nuovo. A questa "addetta-impiegata- non saprei come definirla come figura" riferii la spesa. Criticò l'atteggiamento di mio suocero. Mi lasciò con un libro di Giobbe e Covatta da leggere.
Soffrivo di attacchi di panico, ma non di stupidità.
La volta successiva che andai all'ASL fu per incontrare l'allora psicologa che mi aveva in cura (nelle ASL passi dall'essere assegnata da un medico all'altro con una facilità incredibile, laddove riferire certi fatti personali attinenti la mente, credete, non è cosa facile... ma non importava, non serviva che li ripetessi, tanto a loro non fregava nulla), le riferii che il comportamento di tale "addetta-pseudopsicologa-impiegata" che giudicava come i soldi di mio suocero venissero spesi, non mi garbava. La psicologa di allora (sì perchè poi venni assegnata ad un'altra) andò dall'impiegata-pseudopsicologa-sa Dio cosa e le fece notare la pochezza di tale atteggiamento.
Quando venni assegnata ad una nuova psicologa, decisi di non andarvi mai piu'. Mia madre e non solo io (perchè sarebbe facile dire che io, come sofferente di attacchi di panico avessi le travvegole) notammo un cambiamento di atteggiamento da parte di tutti. Morale: Si era venuto a sapere della mia lamentela a carico della pseudopsicologa-impiega o sa Dio cosa, e la cosa non passò inosservata.
Chi mi ha aiutata non è mai stata la ASL, ma i soldi di mia mamma e gli sforzi fatti da mio marito e i miei suoceri, pensionati, per farmi andare privatamente da un buon medico. A colpi di 200.000 lire a settimana.
Il medico di cui dicevo prima veniva a casa a farmi "assistenza". No, non mi ha mai rilasciato fattura. 800.000 lire al mese è stato un bel prendere sulla pelle di tutta la mia famiglia, netti, esentasse. Ho paura, molta a scrivere ste cose, perchè cosa può succedere a me, piccola comune mortale? Non lo so. Ed io di esperienze troppo amare ne ho già avute. Pur tuttavia aggiungo che lui veniva da me negli orari in cui ufficialmente lavorava presso l'Ospedale. Questo vuol dire che era pagato dall'Ospedale ed anche da me (ovvero la mia famiglia).
Ma non è l'unico, potrei fare una lunga lista. Ci sono tuttavia stati anche medici (privati) onesti. Ma nel corso degli anni.... se ne sono susseguiti di diversi. Il peggiore è stato davvero tanti anni fa, quando venne a casa mia con tanto di pelliccia. Dirigeva un centro di terapie di gruppo (un po' come per i tossicomani o gli alcolisti... vai, parli, ti confronti). Venne a casa mia, mi disse che avrei avuto due alternative: O mettermi in cura con uno dei suoi "adepti" non sapendo il risultato che comunque avrei ottenuto trattandosi di giovani medici, oppure (alternativa numero due), riferendomi non testualmente, ma concettualmente queste parole, disse: L'altra alternativa sarebbe che la prendessi in cura direttamente io.... anche perchè lei rappresenta il fallimento della psicologia e della psicoanalisi... e sarebbe mio profondo interesse poterla aiutare a risolvere i suoi problemi. Peccato che questa seconda alternativa costasse molto piu' della prima, trattandosi di una terapia fatta con un "luminare" e non un "adepto".
Non ricordo quanto mi chiese, sono passati troppi anni, ma posso dirti che è uno di quelli che hanno scritto libri di settore.
Ma si potrebbe anche andare oltre per finire addirittura per parlare di Scientology. Tu ti chiederai: Che c'entra Scientology??? C'entra. Mia mamma in qualche modo (non mi si chieda come, non lo ricordo), entrò in contatto con loro. Questi vennero a casa, io parlai con loro. Te lo giuro su tutto ciò che vuoi luna... mi promisero che in 200 ore di trattamento mi avrebbero guarita del tutto. Non ricordo l'esatta cifra che mi chiesero, ma ti posso solo dire che era uno sproposito di milioni e milioni. Pensa che mia mamma, la mia famiglia, era pronta a indebitarsi pur di farmelo fare. Io non volli. Pretendevano che firmassi un contratto. Era un vero e proprio contratto. Tu mi paghi (pagamento anticipato), ed io in 200 ore ti guarisco. In sostanza, la persona che venne a parlare con me altri non era che un venditore.
Nondimeno tuttavia, sono stati venditori altri medici.
Spero che tutto ciò che qua dico venga soltanto utilizzato e compreso da chi potrebbe un domani incombere in certe malaugurate esperienze. E' l'unico motivo che mi porta a parlarne, giacchè non è cosa facile vista l'ignoranza globale sulle malattie psicologiche e psichiatrice. Perchè sembra che tutti se ne credano esenti... e, a maggior ragione oggi, è sempre piu' alto invece il numero di persone che riporta problemi piu' o meno gravi.
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Toccante
Toccante testimonianza.
Proprio per tentare di far conoscere e divulgare cosa significa oggi assistenza sanitaria nel campo delle salute mentale è necessario che il servizio di Report venga visto da tantissime persone.
Sono passati più di trent'anni dalla riforma che porta il nome di Basaglia ed è ora di incominciare a tirare un bilancio. Serve un' analisi seria delle criticità, investigando seriamente eventuali aree di inefficienza che posso essere migliorate.
Ci sono questioni aperte che l'attuale assetto legislativo non copre, come:
1. Prevenzione, Screening
2. Percorsi di cura mirati e personalizzati
3. Quali strutture (cliniche psichiatriche?)
4. Doppio percorso terapeutico: (volontario, obbligatorio)
5. Dopo di noi
6. Ricerca scientifica
7. Inserimento lavorativo dei disabili (miglior al legge 68)
8. Gestione reale ed efficiente dei Cronici.
9. Formazione e sostegno alle Famiglie con disabili
10. Sistema informativo nazionale sulla salute mentale
11. Aumento delle risorse: +medici, +infermieri, + posti letto.
12. Specifiche tecniche chiare per la realizzazione di Comunità dedicate ai disabili psichici, con personale qualificato e certificato. Magari con forte specializzazione su classi di pazienti omogenee e gestibili tra loro.
insomma serve tanto lavoro.
Marcus
BRAVISSIMA, A QUESTA CARA
BRAVISSIMA, A QUESTA CARA AMICA DI MILANO.
SE TUTTI GLI UTENTI COMINCIASSERO AD INVIARE LETTERE COME QUESTE AL DIRETTORE GENERALE DELLA ASL CITTA' DI MILANO, LA MUSICA NEI CSM CAMBIEREBBE.
SICCOME CI SONO ANCHE ADDETTI AI LAVORI CHE IL LERCIUME LO VEDONO, MA HANNO LE MANI LEGATE DALLE VARIE LEGGI DEL SOTTORE, VEDASI "LEGGE SULLA PRIVACY" E SEGRETO PROFESSIONALE, GLI UTENTI SONO GLI UNICI CHE POSSONO ROMPERE IL MURO DI OMERTA' CHE CIRCONDA IL SETTORE.
A PRESTO
30.04.2009
LUIGIA PADALINO
lpadalino@tiscali.it
Cara amica, spero che non ti
Cara amica, spero che non ti dispiaccia se ti chiamo così perchè è così che ti sento, ti comprendo perfettamente e tu non sai quanto.
Anch'io desidero raccontare la mia esperienza magari potrebbe servire anche solo a fare riflettere, anche solo a far smettere di vergognarsi di un crimine che non s'è commesso ovvero l'essersi ammalati di malattia mentale.Le malattie non sono una colpa ed il diritto alle cure è sancito nella nostra Costituzione.
Qualche anno fà dopo ripetute vessazioni sul lavoro mi ammalai gravemente.La diagnosi stilata dalla clinica del lavoro di Milano fu di "depressione maggiore derivante da stress post traumatico".Io ricordo tutto, come fosse ieri.Ricordo che mi rubavano le cose in ufficio, ricordo le minacce, ricordo i continui sberleffi, ricordo le percosse, ricordo che mi rubavano i soldi, ricordo che non riuscivo più a dormire, a mangiare, a lavorare, ricordo la paura, il senso di vuoto e di disperazione,ricordo di avere perso la casa, ricordo le notti in autogril, sulle panchine, ricordo quando mi chiusero il conto in banca, ricordo la vergogna che provavo, ricordo il senso di fallimento, ricordo le tante denunce finite in chissà quale cassetto.Stavo proprio male e l'unico mio desiderio ormai era quello di un pò di pace dato che in sto paese la giustizia non esiste più, sprofondata sotto anni di sapienti picconate.
Stavo così male che mi resi conto di non farcela da sola e che era il caso di chiedere aiuto a qualche specialista e mi recai presso il pronto soccorso più vicino; l'unica cosa che seppe fare la psichiatra in turno, che mai prima m'aveva vista o conosciuta, durante una visita che durò appena 10 minuti, fu quella di prescrivermi dei farmaci da assumere in dosi massicce ed intanto rifilarmi una buona dose di Valium, 50 o 60 gocce a me che non ne ho mai presa neppure una, e rimandarmi a casa senza avvertirmi delle conseguenze.
Il risultato fu che tornai a casa e misi a cuocere la pappa per il mio cane, lo stesso cane che circa un'ora dopo fece di tutto per svegliarmi mentre stava andando a fuoco la casa dato che il Valium aveva fatto effetto e m'aveva fatto addormentare sulla sedia.Capita l'antifona andai appunto alla clinica del lavoro a Milano e oltre alla diagnosi mi prescrissero il da farsi.Ovviamente non mi prescrissero farmaci ma mi prescrissero delle sedute di psicoterapia per recuperare l'autostima che qualcuno volontariamente aveva preso a botte fino a farla sprofondare nel buio e me con lei.
Telefonai alla mia Asl appena tornata a Torino per prenotare queste sedute e mi prenotarono la prima visita dopo circa due mesi. Furono due mesi lunghissimi, i più lunghi della mia vita ma poi arrivò il giorno prescelto e mi recai presso il mio centro di salute mentale. Mi vistò una psichiatra che si rese perfettamente conto del fatto che stavo malissimo anche perchè le dissi esattamente come mi sentivo e senza mezze frasi, io desideravo lasciare questo mondo, ero esausta, per farti capire la gravità del problema.Ebbene? Con gli occhi colmi di lacrime, per l'impotenza professionale alla quale suo malgrado era costretta data la ristrettezza del budget aziendale che però viene continuamente sperperato in mille stupidaggini od a vantaggio del furbo di turno, mi disse che lei non poteva fare nulla e che l'unica cosa che in quel centro m'avrebbero dato sarebbe stato un supporto psicologico ma telefonico e dopo tre mesi comunque; il tempo di uccidersi insomma.
Io sono quì a scriverti perchè qualcuno m'ha salvato la vita; desidero raccontarti chi è.
Prima di cambiare mestiere, e subire ciò che ho su descritto io gestivo una comunità protetta per il reinserimento di persone con disagio psichico.
"Costretta dagli eventi diciamo", poichè poco incline a certe frequentazioni che ho sempre disdegnato, dato che i miei genitori m'hanno insegnato a camminare sia con le puttane che con i re ma senza mai rinunciare ai miei valori anche quando sfavorevole sarebbe stato il risultato in termini economici e dunque di vita reale, ed alla mia assente collaborazione al malaffare "imposto" dal solito sistema di amicizie o tangenti all'italiana, ad un certo punto non ebbi più inserimenti di pazienti, che però venivano allocati ed in costante sovrannumero rispetto ai posti letto autorizzati, nei posti più stravaganti tipo strutture non autorizzate ubicate ai confini del mondo in luoghi isolati e dunque segreganti di proprietà di uno psichiatra che invece di occuparsi dei pazienti faceva il tuttologo in tv, e questa è la collocazione meno peggio che questi malati hanno subito, cambiai lavoro.
Sono stati i miei pazienti a salvarmi la vita e regalarmene una nuova di zecca. Loro e le loro famiglie sono loro malgrado i veri specialisti in Italia dell'assistenza psichiatrica. Io ho avuto la fortuna di averli potuti assistere quando stavano molto male, la fortuna di avere ricevuto senza chiedere il loro bene ed i loro sorrisi, la fortuna di avere conosciuto i loro cari così segnati dalla malattia del parente e dal peso di essere stati lasciati soli ad assisterli per anni, la fortuna di avere incontrato queste persone con patologie gravissime che però continuavano nonostante tutto a desiderare di vivere, di sognare e di progettare un futuro fatto di cose semplici e per questo bellissime.
Questa è l'assistenza psichiatrica che da trentanni ad oggi abbiamo in Italia.
Io ce l'ho fatta ma sò che tanti la fortuna di un aiuto concreto non l'hanno avuta e sono morti.
Questo paese e la sua "non assistenza" ai malati ed alle famiglie ha le mani e la coscienza che grondano sangue come sangue grondavano i manicomi.
Non ci stanchiamo mai di pretendere un nostro diritto, che sia per noi direttamente od anche per chi non si conosce ma che ci può comunque salvare la vita una volta o l'altra.
Grazie per la tua testimonianza.
Ciao cara amica.
Ciao Loredana, Ho aspettato
Ciao Loredana,
Ho aspettato sinora a risponderti perchè... cosa dire? Voglio dire: Sei stata vittima a tua volta, ed oggi ti ritrovi ad aiutare e ad essere ripagata dalle persone che aiuti e dai loro familiari. Non ha prezzo ;)
Ma fammi spiegare il perchè ho esitato a risponderti nell'immediato.
Hai parlato di suicidio.
Ebbene, io ti dico con estrema razionalità che si può pensare al suicidio in maniera estremamente razionale. Io l'avevo pensato. Nessuno sembra credere che questo sia possibile. Ovvero, si è portati a credere che solo una persona depressa possa arrivare ad un pensiero di siffatta specie. No, non è vero.
Io sono malata dal 1981. Sono passati tanti anni. Convivo con la mia malattia, ho imparato a conviverci alla lunga. Io amo la gente, amo il contatto con le persone, amo tante, tante cose Loredana, che non mi è piu' concesso fare... anzi, meglio, che non ho mai potuto fare a fronte dei miei problemi. Nel 1995 venni ricoverata per un tumore benigno ad un ovaio. Precisazione questa doverosa, perchè è giusto che ognuno tragga le proprie conclusioni a fronte del fatto che nel periodo precedente il ricovero e l'asportazione di questo tumore benigno io pensavo al suicidio come all'unica possibilità di uscita dai miei problemi. Ero razionale. E, ad oggi, continuo ad essere convinta che lo fossi. Io penso che sì, si possa avere voglia di farla finita con una vita che non ti presenta alcune varianti, alcune possibilità di vita reale (laddove con questo si intende una persona cosiddetta normale che si alza, lavora, è libera di scegliere come organizzare il proprio tempo).
Ho riflettuto a lungo su quella possibilità. Ero cosciente del fatto che dai miei problemi non ne sarei uscita. Dimostrazione ne è il fatto che quei problemi sono ancora qui, presenti. Il fatto di conviverci non ne comporta l'accettazione incondizionata, anzi. Ma oggi spero che la medicina faccia dei passi avanti, magari in fretta grazie! (perchè ho iniziato a 21 anni, ed ora ne ho 48.... bugiarda, ne faccio a giorni 49!.. quindi di anni me ne sono persa tanti), e che nel frattempo qualcuno capisca che HO BISOGNO DI AIUTO.
Il mio medico è uno psichiatra serio e del quale ho davvero tanta, tanta stima. Ma.... è concesso dire qui un porca miseria?? Perchè porca miseria, io vorrei vivere. Non sopravvivere Loredana.
Ti invidio, ti arrabbi se lo faccio? Ti invidio, ma con amore...... davvero tanto, e tanta stima per ciò che fai Loredana.... Aiutati che Dio ti aiuta - si dice -, e sarà pur vero ma... aiuta, e ne verrai ricambiata.
Un abbraccio, con davvero tanta stima
Barbara
Ah cara Barbara allora sei
Ah cara Barbara allora sei una giovincella eh?
Sono assolutamente convinta che il tuo pensiero suicida fosse lucido perchè ritengo che solo chi ama la vita fino in fondo arrivi a pensare a tanto quando tutte le cose gli sfuggono di mano.Sembrerebbe un controsenso invece proprio non lo è ma c'è una cosa importantissima...un conto è pensare, un conto è vivere.
Amala la tua vita, sempre, è bellissima!
La tua malattia c'è ma non è l'unica cosa. Certo, non è facile conviverci e bene fai a sperare ed a credere nella medicina e nei suoi progressi.Ci sono tantissimi medici capaci,abbi fede, ma intanto però siamo quì e adesso.
Un caro saluto.
Loredana
ah... pensa che avrei creduto
ah... pensa che avrei creduto che non avresti potuto capirlo. Che atto di presunzione da parte mia! E' che normalmente quando ne ho parlato mi sono sentita dare risposte diverse, ed ho presunto che da parte tua, come di tutti, il pensiero sarebbe stato lo stesso.
Io non so cosa sia vivere Loredana, poichè non vivo. Davvero. Sopravvivo.
Quando dici che Ci sono tantissimi medici capaci,abbi fede, ma intanto però siamo quì e adesso - mi ricordi tantissimo il mio medico... Lui mi guarda e dice: Barbara... La vita è adesso.
E' quell'adesso che mi sfugge ehehehe ;o)))
Un bacione grosso, si vede che parli col cuore.. azionando la testa, ma il cuore trasuda è.
Barbara
Mi permetto di darti del
Mi permetto di darti del tu...sei una Grande....
Car.D.D.
Io Mario? Perchè?
Io Mario? Perchè?
Barbara
vera diretto alla signora
vera diretto alla signora lory ..poi sono maia e all'iscrizione non sapevo come combiarlo ...spero di non aveti infastidito..notte
Car.D.D.
era diretto alla signora lory
era diretto alla signora lory ..poi sono maria e all'iscrizione non sapevo come cambiarlo avevo sbaglaito la vocale...spero di non aveti infastidito..notte
Car.D.D.
E magari tutti i fastidi
E magari tutti i fastidi fossero così Maria ;o)
Leggevo la tua risposta in seguito alla mia... e in effetti, non capivo.
Ma mi associo a quanto hai detto... e a te volevo già dire prima che hai scelto un'avatar splendida per questo forum: la trovo rassicurante, grazie.
Ciao,
Barbara
Barbara
Cara Loredana, Grazie per il
Cara Loredana,
Grazie per il tuo post, pieno di vita e di coraggio. Lo leggo e lo rileggo e non finisco mai.
Un abraccio,
...
Ti saluta anche Joe, dice che adesso vuole quella fetta di torta!
.. è necessario
Marcus
L'accattonaggio e la rivalsa
L'accattonaggio e la rivalsa infame nel sistema psichiatria è una regola diffusa e molto praticata. Avrei qui voglia di ricordarlo di nuovo a M. Costanzo ed ai suoi ciechi, sordi e irresponsabili ospiti. Tralascio questa pratica per invitare invece la nostra amica di Milano, con coraggio e determinazione, a farsi il giro delle ASL, finchè non trova le professionalità giuste. Qualche imbecille proverà a dirle che non ha il diritto di scegliersi il medico presso cui curarsi. E' una cattiva abitudine che si è arrogato arbitrariamente l'apparato, lo stesso che è pure evoluto purtroppo in "casta". La Costituzione Italiana dice altro. La Convenzione ONU dei diritti del disabile, appena ratificata dal Governo, è con il cittadino malato. Alla faccia dei masnadieri, si tratta semplicemente di far valere, occorrendo anche di fronte alla legge, tale legittimo diritto. Potrebbe dopo tutto fare la scoperta che non è proprio completamente marcio. Affermo ciò perchè ho il rispetto massimo della minoranza sana. Peccato che è distante dalla mia città, altrimenti avrei potuto affiancarla nell'impresa che non credo troppo ardua, se affrontata con la giusta risolutzza. Comunque qualche avvisaglia di volontà di cambiamento esiste. Staremo a vedere. Auguri sinceri e non demorda.
augusto
Mi sono registrata. Sono
Mi sono registrata. Sono sempre io, Barbara.
Ho provato a chiedere di rivolgermi ad altre ASL dove avrei potuto trovare altri medici. Non è possibile - questa almeno la risposta che in piu' mi hanno dato. Si fa riferimento alla ASL di zona, non si può essere affidati ad altre ASL. Quindi non posso prescindere da loro.
Barbara
A quale norma legislativa
A quale norma legislativa hanno fatto riferimento? Si è fatta rilasciare la norma legislativa che prevede che un cittadino può essere curato solo presso l'Asl di appartenenza?
No, a dire il vero neppure ho
No, a dire il vero neppure ho pensato all'eventualità di farmi rilasciare qualcosa. E non mi si è parlato di norme legislative, ma semplicemente detto che bisogna fare riferimento al CPS di zona (in realtà ho scritto ASL ma sbagliando).
Barbara
Io non credo esista una norma
Io non credo esista una norma che obbliga un cittadino a farsi curare solo presso l'Asl di appartenenza ma di fatto per i malati psichici questa norma esiste. L'Asl si può rifiutare di coprire le spese se emigri presso un'altra Asl avendo loro le professionalità e le strutture.
Che poi le professionalità e le strutture siano discutibili è tutto un altro paio di maniche.
Chi vuoi che ascolti un matto?
Io posso solo aggiungere che
Io posso solo aggiungere che tutto è provabile.
E vorrei aggiungere che sono qui a dare la mia testimonianza solo per invitare altre persone a farlo e per aiutare coloro che si trovano nella mia situazione, ed eventuali parenti, che imbattendosi di fronte a certe cose non hanno la possibilità di reagire. Perchè la possibilità per noi malati NON c'è. Se non è il medico a sostenerci anche nell'alzare la testa, noi questa possibilità non l'abbiamo.
Si ricorre giocoforca al medico privato. Ma NON è giusto. La mia famiglia si è giocata tutto per sostenermi. No, non è giusto.
E qualcuno deve assumersi la responsabilità dello stare vicino al paziente psichiatrico non solo in qualità di medico ma anche di assistente legale. Perchè a noi... nessuno crede. Si è NOI i matti, non i medici.
Barbara
Per quanto ne sappia e
Per quanto ne sappia e sperimentato a Milano vale la regola dei bacini di utenza dei singoli CPS, quindi a secondo della residenza si deve fare riferimento al CPS di competenza.
Questa regola sembra in contrasto con il diritto di scegliersi liberamente il proprio medico, ma così funziona a Milano.
Naturalmente fatta la .. regola .. trovato l'inganno: basta spostare la residenza (che non necessariamente deve coincidere con il domicilio) presso un amico / studio professionale che rientri nel bacino del CPS preferito. Il cambio di residenza è un semplice atto formale, una semplice notifica da fare presso un ufficio comunale, che ha effetto immediato e non è soggetto a controlli da parte di funzionari del Comune.
E ma anche questa non è che
E ma anche questa non è che sia cosa facile.
In una Milano? E dove trovo qualcuno che sia disposto a farlo? Mica è cosa facile. A meno che si abbia un parente stretto a cui chiedere, altrimenti ce lo sognamo.
In questo momento specifico ad esempio io avrei bisogno di chiedere informazioni ed aiuto anche al CPS ma non posso farlo; ormai sono stata "additata" perchè sono in cura privatamente, e non ho la possibilità di rivolgermi ad altri CPS.
E per me è una cosa importantissima.
Ma anche contattare l'assistente sociale di quel CPS ora è un problema, proprio perchè secondo loro ho rifiutato il loro aiuto a favore del privato (cosa peraltro verissima e della quale mai mi pentirò!)
Barbara
Recentemente ho visto che la
Recentemente ho visto che la mia ASL in Toscana, lascia che venga compilata una sola pagina che dichiara una presenza sul territorio da parte di qualsiasi persona proveniente da altri territori ( domicilio sanitario ).
Questa prassi consente di non cambiare residenza.
Vedere anche: http://www.italia.gov.it/servlet/ContentServer?pagename=e-Italia/Structu...
Un cordiale saluto,
Mirko Salotti - Progetto RISM
salottimirko@yahoo.it
Sono andata a guardare, ma
Sono andata a guardare, ma non leggo niente nel merito. Parla della libera scelta per il medico di base, e di cittadini temporaneamente domiciliati in ASL diverse da quelle di residenza ma solo a fronte di motivi legati a studio, lavoro o malattia.
Ormai ho paura che neanche farò piu' in tempo ad avere aiuto ed informazioni da un'assistente sociale, perchè in commissione ci dovrò andare fra due settimane. Che schifo però.... Quando avevo telefonato all'assistente sociale del CPS di zona 3 anni fa mi aveva detto: Eh sì, ma lei non è piu' seguita ormai da questo CPS.... come a dire appunto: Non vieni piu' qua, adesso arrangiati!
Se non fosse che mio marito è in cassa integrazione e siamo al limite del sostentamento, giuro che ne farei a meno! Ma in totale prendo 18 pastiglie al giorno, perchè i problemi che ho sono di varia natura ormai, ed alcuni pur non essendo mutuabili sono farmaci che dovrò prendere a vita (come il Deursil e lo Schum soffrendo io di riflussi gastrici e di bile), piu' lo xanax. Se non mi rinnovano non so se potrò piu' arrivare a coprire le spese dei farmaci, a fare i controlli dell'ipertiroidismo ogni 6 mesi, e a continuare a vedere il mio psichiatra.
Questa veramente è coercizione, ed io mi RIFIUTO di tornare in cura presso quel CPS. Nella maniera piu' tassativa. E allora non ho diritto piu' a niente perchè non voglio il LORO aiuto???
Barbara
Esistite ospitalità di
Esistite ospitalità di cittadini da altri territori, che poterono avere visita psichiatrica domiciliare gratuita e psicofarmaci gratuiti ancor prima della formalizzazione del domicilio sanitario.
Per dettagli posso ricevere volentieri mail.
Mirko Salotti
salottimirko@yahoo.it
Ciao Mirko, quando avevo
Ciao Mirko,
quando avevo bisogno di cure domiciliari mi era stato negato tutto. Quello però che mi dici, soprattutto a proposito dei farmaci, mi interessa molto. Anche perchè sono fortemente preoccupata e sotto stress in questo periodo al pensiero di non potere piu' ricorrere alle cure che devo fare.
Ti mando mail domani, e ti ringrazio molto!
Barbara
Barbara
A me risulta che NON ci sia
A me risulta che NON ci sia una legge o regolamento interno che obbliga un paziente a rivolgersi ad un determinato CSM o ASL.
sono curioso anche io di sapere dove è questa norma.
Marcus
In realtà io parlo di CPS,
In realtà io parlo di CPS, scusami Marcus.
E il CPS piu' di una volta mi ha riferito questo, quando non trovandomi bene in seguito a quanto esposto e sentendo il bisogno di cambiare, mi sono trovata le porte chiuse. Da qui il rivolgermi all'assistenza privata.
Barbara
La mia domanda serviva a
La mia domanda serviva a stimolare la discussione. La risposta, che avete già trovato in quanto serve solo un pò di buon senso, ve la do io quanto medico: NON esiste alcuna legge che obblighi un cittadino a essere curato presso il Csm di appartenenza. Ne consegue che ogni cittadino, se vuole, può essere curato presso qualsiasi csm del territorio italiano.
Qual è allora il motivo che
Qual è allora il motivo che ha spinto il CPS della mia zona a darmi questa risposta? A che pro'?
Barbara
Il motivo, anzi i motivi,
Il motivo, anzi i motivi, sono complessi. Partiamo da quello "organizzativo". L'assistenza sanitaria è suddivisa per territorio per 2 ragioni: geografica e per suddividere il carico di lavoro. Ma c'è una terza ragione importante. Pazienti molto gravi necessitano di un'assistenza giornaliera ed è giusto che il carico sia rigidamente suddiviso tra i vari distretti sanitari e che il csm sia vicino alla residenza del paziente. D'altra parte, nel caso di patologie minori, nulla impedisce a un csm di un altro distretto di seguire pazienti di altri territori. Ma questo, come al solito, si basa sulla buona volontà dei singoli medici. Ne conosco non pochi, infatti, che continuano a seguire pazienti di altri territori perchè magari li avevano seguiti per anni, poi sono stati trasferiti presso altra Asl o csm e, visto che ormai il paziente aveva stabilito un rapporto di fiducia, questi medici di buona volontà continuano a seguirli. Di fatto esiste una "migrazione sanitaria" interdistrettuale e tra Asl diverse proprio perchè nulla lo impedisce. Il discorso è più complesso di quanto possa sembrare. Poniamo infatti che tale csm offra un'assistenza ottima: tutti i pazienti che afferiscono a un csm pessimo vorrebbero afferire a quello di qualità migliore. Cosa succederebbe? Il collasso del csm che lavora meglio. L'Italia, infatti, non è meritocratica: le risorse in termini di personale ed economiche sono esattamente le stesse per chi ruba lo stipendio e lavora malissimo e per chi del lavoro in campo sanitario ne fa una vera missione. Insomma la soluzione sarebbe quella di verificare sempre la qualità dell'assistenza e sulla base di queste valutazioni premiare i servizi migliori e sanzionare quelli che hanno solo il nome di servizio di salute mentale. Non è giusto che un medico che cura migliaia di pazienti sia trattato allo stesso modo (molto spesso invece viene trattato peggio) di chi i pazienti nemmeno li vede.
Grazie per essere stato così
Grazie per essere stato così chiaro nella risposta.
In effetti tutte queste considerazioni a me non era possibile farle in qualità di "utente". Triste però.
Grazie ancora.
Barbara
Barbara, Non prendere tutto
Barbara,
Non prendere tutto quello che ti viene detto dal CPS come oro colato, come ti ha ben spiegato il Dott. Ponsillo è necessario maturare una coscienza critica ed informarsi.
Adesso sei più informata, adesso sei più forte.
Marcus
Grazie, Marcus! Sì, sono piu'
Grazie, Marcus!
Sì, sono piu' informata e soffro per il bisogno di conoscenza maggiore che ho, per capire quali sono i miei diritti e come muovermi in funzione di questi. Tutto ciò soltanto perchè sino a ieri non ho voluto disturbare nessuno con le mie problematiche, ed ho preso sempre tutto per oro colato, affidandomi a quelle che ho sempre ritenuto essere mani esperte, ma piu' che altro sempre pensando che di fronte avevo una persona, come me, che non avrebbe potuto nuocermi in funzione della veste che aveva. E invece non è vero, perchè proprio in certe vesti si può nuocere maggiormente a chi ha bisogno.
E vorrei tanto, ma tanto sapere quali sono i miei diritti almeno. Cosa posso chiedere e cosa non posso chiedere.
Sai Marcus... anche parlare qui, per quanto io lo faccia, può non essere facile. E così ti ritrovi solo.
Ma si dovrebbero dare piu' informazioni su ciò che una persona sofferente di quella o quell'altra patologia avrebbe almeno diritto ad avere. Io non posso pensare di avere un aiuto oggi perchè ancora posso pagarlo, e di non averne piu' un domani, quando la possibilità di avere un aiuto a pagamento non lo avrò piu'.
Barbara
Un giorno quando avro' voglia
Un giorno quando avro' voglia vi parlero' della mia esperienza....e se mi trovo qui iscritta....e' proprio a questa persona che mi ha aiutato, quando sono sprofondata...io ho creduto in lui...quanti ne ho cambiati...so' che ci sono queste persone speciali che si chiamano psichiatri psicologi... devi avere anche la fortuna di incontare la persona giusta....Non accetto le perosne che ancora oggi se dici vado ho sto' in cura,sei pazza ed il Doc piu' pazzo di te....mentre se ti rompi un arto l'ortopedico e' un santo...meglio avere un arto spezzato, ma la mente lucida...notte a tutti...qui' si trovano le perosne vere, perche' le sofferenze aiutano..avatar...questo significa...tutti per uno uno per tutti.
Car.D.D.
Aiuta, aiuta tanto parlare...
Aiuta, aiuta tanto parlare... e mi auguro per te che presto ti venga la voglia di farlo. E perchè anche a me piacerebbe poterti ascoltare.
Hai detto bene: tutti per uno, uno per tutti. Alla fine, si è sulla stessa barca.... ogni tanto, potremmo provare a remare anche noi.
Un abbraccio.
Barbara
Ragazze io non sò a voi ma a
Ragazze io non sò a voi ma a me è venuto un sonno....saranno le vostre frasi delicate! Stanotte dormirò benissimo.Grazie.
Buonanotte, ci vediamo domani.
Buonanotte Loredana, riposa
Buonanotte Loredana, riposa bene!
Barbara
Mai smettere di
Mai smettere di lottare!!!
Sei solo chiacchere e distintivo
e vattene
e vattene
sei solo chiaccere e distintivo
Sig. Capone... mai smettere di lottare finchè il gioco non è finito! (gli intoccabili)
Cara Barbara questo devi fare mai smettere di lottare, non esiste una second life, migliore di quella che hai già, esiste solamente la tua vita, mai smettere di lottare e non dare retta ai mafiosi stile al capone che ti urlano in faccia ..sei solo chiacchere e distintivo. A loro rispondi, guardandoli diritto negli occhi: mai smettere di lottare finchè il gioco non è finito.
Marcus
Alle volte lo sconforto
Alle volte lo sconforto prende. E' come se da persona che vive una condizione di disagio mentale non potessi esprimersi su piu' argomenti, perchè la risposta univoca se la pensi diversamente dalla massa è "ma tu sei matta". E questo se arriva da chi non conosce la tua storia è accettabile, ma quando arriva da chi la tua storia la conosce è davvero una mazzata sul collo. Certo, poi ci si rende conto che il rivalismo opinionale è ciò che porta all'irrazionalità nel dare risposte di siffatta specie e che, pertanto, non dovrebbero essere ascoltate. Ma si parla sulla mia pelle, sulla mia salute.
Giusto per fare un esempio, che mi spiace dover anche fare, ma devo far comprendere ciò di cui parlo. E' come se si dicesse ad una persona malata di cancro che ha un mese di vita davanti e che vuole essere propositiva nei confronti della società: Ma cosa parli a fare che tanto tu fra un mese non ci sarai piu'?
E ritornando ai CPS Markus. Ti dico con onestà: Mi fanno paura. Quasi al pari delle mie paure. C'è un'esercitazione del potere che non consente a te, paziente, di alzare la testa. In CPS ci sono medici, assistenti sociali... forse le cose dovrebbero funzionare diversamente.
Ma perchè davvero non si mette una figura super partes a controllare che il diritto del malato mentale venga rispettato?
Barbara
Marcus, vorrei fare
Marcus, vorrei fare un'aggiunta al mio post precedente. Stavo andando di là a fare qualcosa, ma riflettevo sulla tua risposta e in particolare mi è venuto in mente il tuo riferimento a second life.
Ed io mi dico. Io, persona affetta da un disturbo mentale (Dio che fastidio scriverlo però), non mi sono mai buttata in second life e cose di questo tipo esistenti in rete, sebbene in rete ci sia da circa il 1995. Io non ho bisogno di una second life, io ho bisogno della mia vita. Ma allora, e qui arrivo alla domanda, le persone che si barricano dietro una second life... sono persone che si possono definite affette da un qualche disturbo? Qual è il motivo del trincerarsi in una vita irreale se non quello di non averne una reale?
Mi piacerebbe una risposta, grazie Markus
Barbara
Barbara
Eh ma quanti commenti!Che
Eh ma quanti commenti!Che bello!
Andiamo con ordine:
- carissimo Marcus secondo me l'anonimo non è così anonimo, anzi, sarà uno dei soliti noti...capisci a me;
- carissima Barbara puoi dirlo serenamente "malattia mentale" e fidati di me...non è una parolaccia;
- per me la vita è fatta da tante cose, l'importante è non esagerare in niente dato che l'equilibrio è la miglior cosa quindi fatta questa premessa W la seconda vita, la terza, la quarta....W la vita insomma!
e qua ti volevo
e qua ti volevo Loredà!
Perfetto: Evviva tutte le vite che noi vogliamo fare. Giusto?
Allora, se questo è giusto e chi vive una second life laddove per second life si intendono quelle persone che frequentano una chat di nome Second Life (giusto per intenderci Loredana), una vita insomma a computer (perchè di questo si parla), perchè queste persone vengono considerate senza problemi ed io, che ho un raggio di azione non limitato ma limitatissimo, e che pertanto anche per andare a fare un prelievo del sangue ho crisi di attacchi di panico a volte con depersonalizazione, sono giudicata anormale?
Bene. Allora se accettiamo che esista una Second Life, mi si portino a portata di mano tutte quelle cose che per me sono attualmente irraggiungibili. Senza che ogni volta io debba pagare cifre astronomiche che non posso manco permettermi (e mio marito è in cassa integrazione) per fare esami che altrimenti non farei. Parlo di esami clinici giusto per fare il primo esempio che mi viene alla mente.
Me la daresti una risposta Loredana?
Barbara
Guarda Barbara, io non sono
Guarda Barbara, io non sono un medico e dunque quì t'esprimo solo una mia opinione dal basso della mia ignoranza in materia...valuta poi tu.
Io non ti considero affatto anormale ma solo una persona con una malattia. Personalmente dato ciò che mi dici della tua malattia penso che proprio non ti porterei le cose a casa anzi, la cosa che mi verrebbe in mente proprio perchè temi tutto è aiutarti semmai ad affrontare le tue paure così poi le superi, altrimenti rischi di restarne schiava a vita.Aiutarti a vivere e non sopravvivere.
Chiaramente la mia era una
Chiaramente la mia era una forte provocazione a fronte di ciò che ho vissuto Loredana. Oggi per fortuna certe piccole barriere le ho battute. Troppe poche ancora per ricordarmi come è fatta una campagna, il mare, un lago, un fiume, e troppo poche ancora anche per andarmi a fare un giro nella mia città. Però ti assicuro che forzatamente, allontanadomi ciò che poteva essere avvicinabile, si è ottenuto l'effetto contrario ai miei problemi. Del perchè non ho la risposta neanch'io.
Era una provocazione perchè io ho qualche dubbio sulla normalità di alcuni modi di essere odierni. Ma non è uno stato di anormalità che riporto all'individuo come tale, ma ad una denigrazione dell'essere globale che fa sì che ciò che non si riesce a trovare nella vita di tutti i giorni venga comodamente trovato dietro un computer.
E allora mi verrebbe da considerare che a fronte di nuove malattie mentali odierne ci sia alla base un eccesso di individualismo. Individualismo che evidentemente non è casuale... tutti si ha paura, chi piu' chi meno. E poi c'è chi esagera con le paure, come me.
(p.s.: il problema è infatti uscire dalla schiavitu')
Barbara
Aiutare non significa
Aiutare non significa abbandonare a se stessi.
Io non sapevo nuotare e così i miei da piccola m'iscrissero ad un corso di nuoto in piscina....l'istruttore mentre ero a bordo vasca mi spinse a mia insaputa da tergo dentro la piscina.Non nuotai più per tanti anni poi il richiamo istintivo dell'acqua era più forte di tutto. M'attrezzai con dei buffissimi braccioli più un salvagente a forma di paperella e tornai a nuotare.Oggi i pesci mi fanno un baffo nel nuoto.
Che bello il mare Barbara!
Perdonami se trapelerà una
Perdonami se trapelerà una lacrima dal mio scritto... sì, ricordo che il mare l'ultima volta che lo vidi a 21 anni mi parve così bello ;=)))
Mi dai uno dei tuoi braccioli?
Un bacione grosso Loredana,
Barbara
Barbara
Gentili lettori-scrittori di
Gentili lettori-scrittori di AipsiMed, sono molto interessanti e stimolanti i vostri commenti e vi ringraziamo per i vostri contributi, ma alcuni di questi messaggi sono di carattere più personale e, dunque, non di interesse generale. Per i messaggi più personali esiste un'apposita e comoda funzione denominata "Private message" che vedete nella sidebar in alto a sinistra: da qui potete scrivere messaggi privati ad altri utenti, leggere quelli ricevuti e quelli inviati. Esiste, inoltre, anche il forum dove è possibile discutere di quegli argomenti generali che sono "off topics" rispetto agli articoli pubblicati in prima pagina. Grazie per la partecipazione al sito e per la collaborazione
Grazie Doc io questo
Grazie Doc io questo cercavo...perche' giustamente non e' che uno puo' esternare pubblicamente tutto...Buon lavoro
Car.D.D.
Ragazzi/e ci spostiamo sul
Ragazzi/e ci spostiamo sul foruM????Venite di la'.....
Car.D.D.
Per ogni lavoro esiste un
Per ogni lavoro esiste un problema di qualità professionale. E non tutti i lavori sono uguali tra loro. Fare l'ingegnere è facile, fare il Magistrato è tutto sommato semplice. Fare il Magistrato a Palermo occupandosi di mafia e di politica è...divertente!!!!! non hai tempo di annoiarti!! Hai tanti amici che pensano sempre a te!!!
Fare lo psichiatra in un CSM è semplice. Fare lo psichiatra in un CSM occupandoti veramente dei pazienti corri dei rischi e non hai molti strumenti.
Insomma esiste un problema di strutture ma anche di impegno e di interpretazione che ogni medico, magistrato,infermiere, operatore ecologico da al proprio lavoro in rapporto alla qualità del servizio se volete il senso ultimo della propria professione.
Barbara, la strada per arrivare ad assaporare la vita parte da dentro di te, il medico può solamente aiutarti ad indicarti la strada, poi tocca a te percorrerla. Tu hai il potere. Come direbbe OBI-ONE Kenobi Maestro Jedi : che la Forza sia con te!
Non lasciarti corrompere dal lato oscuro della forza. Usa la forza per capire dove sei.
Questo website è un ottimo posto dove trovare persone motivate, preparate e tante informazioni per mantenere alto il livello della tua Forza.
Che la forza sia con te Barbara
Marcus
Barbara rispondo alla tua
Barbara
rispondo alla tua domanda.
Personalmente penso che sia riduttivo affermare che dietro ad ogni avatar di second life si nasconda una persona che ha paura della vita reale. Second Life come tutte le comuity virtuali e reali sono dei posti dove le personalità si incontrano per i motivi più diversi.
Normalmente chi vuole scappare dalla vita reale lo fa nascondendosi in altri modi: non esce di casa, pochi amici, non lega con nessuno, si isola.
La vita si basa sulle relazioni. La relazione è alla base della nostra vita è il nutrimento della nostra anima. L'uomo è un animale sociale non è progettato per vivere in solitudine.
Esistono però alcune "solitudini" volute sono una condizione che caratterizzano alcune discipline contemplative, ma in questo caso la clausura la ricerca del silenzio sono uno strumento al raggiungimento dell'equilibrio possibile con se stessi ed il proprio spirito.
Marcus
Rispondo velocissimamente,
Rispondo velocissimamente, credo che in effetti io stia putando troppo al personale e mi scuso con tutti.
Sì, è vero quanto dici Marcus. Io lego con tanta gente, ma sono isolata. Che la forza sia con me - vero. Che Dio mi aiuti a trovare questa forza.
Grazie Marcus, e per la risposta che mi hai gentilmente dato e per la disponibilità che dimostri facendolo.
Ma ringrazio anche la dottoressa, di cui in questo momento mi sfugge il nome, che con così tanta pazienza e carineria risponde alle nostre domande, avendo la sacrosanta pazienza di descriverci tutti i farmaci che prendiamo. Magari ringraziala tu a nome mio Marcus, perchè l'apprezzo per ciò che fa.
Barbara
Barbara
nel giro di poche ore e sul
nel giro di poche ore e sul filo dell'insonnia avete creato una stanza.
ragazzi rimanete qui in giro, c'è tanta gente che ha bisogno di riconoscersi.
DR TINA LEPRI
pssstttt glielo sussurro
pssstttt glielo sussurro Tina, ma lo urlerei se potessi: c'ha due palle così, ci fossero in giro piu' donne così staremmo tutti meglio. Grazie.
Barbara
Grande articolo
Grande articolo



mamma mia che racconto
mamma mia che racconto
molto interessante
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