"Porte girevoli", I commenti

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Questa è la registrazione integrale di "Porte girevoli" di Report, andata in onda il 3 maggio 2009. Avete critiche, suggerimenti, complimenti? Qui potete lasciare i vostri commenti all'inchiesta sulla salute mentale.

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ritratto di lpadalino

ALLA CORTESE ATTENZIONE DI

ALLA CORTESE ATTENZIONE DI

MILENA GABANELLI

E P.C.

DOTTOR NICOLA PONSILLO
ASSOCIAZIONE ITALIANA PSICHIATRI
NAPOLI
www.aipsimed.org

OGGETTO: L’INCHIESTA DI SABRINA GIANNINI SULLA PSICHIATRIA ITALIANA.

CARA MILENA,

SPERO TANTO CHE TU E SABRINA GIANNINI TORNIATE SUL TEMA DELLA SALUTE MENTALE ITALIANA CHE E' UNA PRATERIA STERMINATA DI ABUSI, NEGLIGENZE E MENZOGNE.
LA PARTE DELL'INCHIESTA DI IERI DEDICATA A TORINO E' STATA LA PIU' EMBLEMATICA DELLE "CONSUETUDINI" DELLE ASL ITALIANE.
IN PARTICOLARE LA CONSUETUDINE DI ABUSARE DELLE "RICLASSIFICAZIONI" DEI PAZIENTI, STRUMENTI MERAMENTE AMMINISTRATIVI E BUROCRATICI NELLA GESTIONE DELLA MALATTIA CHE NULLA HANNO DI SCIENTIFICO.
LE "RICLASSIFICAZIONI" DA "PAZIENTE PSICHIATRICO" A "DISABILE" SONO STATE PRATICATE IN TUTTE LE REGIONI D'ITALIA, AL MOMENTO DI "CHIUDERE" I MANICOMI.
LO RITENGO L'ABUSO PIU' GRAVE FATTO IN DANNO DI PERSONE CHE AVREBBERO IL SACROSANTO DIRITTO DI ESSERE TUTELATI NEL LORO DIRITTO ALLA SALUTE.
IN QUESTO SENSO L'APPROFONDIMENTO CHE IL PROGRAMMA REPORT DOVREBBE COMPIERE PORTA DENTRO I TRIBUNALI ITALIANI, DENTRO GLI UFFICI DEI GIUDICI TUTELARI ITALIANI DOVE SI TROVANO I FASCICOLI DEI NUMEROSISSIMI PAZIENTI INTERDETTI O COMUNQUE SOGGETTI A "TUTELA" DA PARTE DELLO STATO.

SAPENDO COME FUNZIONA LA GIUSTIZIA ITALIANA, C'E' DA ASPETTARSI DI TUTTO…..MA E’ UN ASPETTO DELLA QUESTIONE CHE NESSUNO, IN NESSUNA EPOCA, HA MAI INDAGATO…..

GRAZIE A TE E A SABRINA GIANNINI

CORDIALI SALUTI

04.05.2009

LUIGIA PADALINO
NOVARA
lpadalino@tiscali.it

ritratto di monica vella

Ho visto il servizio. Come

Ho visto il servizio. Come sempre "situazioni vere ma estreme". Nessuno affronta COMUNQUE il problema di fondo: la "politicizzazione della psichiatria nel senso : ESISTE? MERITA UNA CURA O E' SOLO UN PROBLEMA DI RELAZIONI O DI CONTESTO SOCIALE?" con conseguente "mancanza di assegnazioni di soldi "(senza distinzione di partiti al governo)i per i progetti terapeutici (nel Lazio blocco dei soldi per gli inserimenti in Comunità terapeutica), mancanza di strutture previste (in alcune regioni tutte in altre solo l'idea), carenze diffuse in tutta Italia a macchia di leopardo, il 118 psichiatrico nei giorni feriali (ma come non è una malattia come le altre?) , solitudine di tutti gli operatori del CSM che lavorano nel rispetto della persona che "patisce" - il paziente chiamato oggi "il cittadino"? con la "sabbia in mano, delle CASE FAMIGLIA che hanno più richieste rispetto agli spazi e strutture, dei CENTRI DIURNI e delle Comunità terapeutiche.
Inoltre alcuni SPDC (reparti ospedalieri) con le porte aperte "durata dei ricoveri a discrezionalità dei pazienti e/o dei familiari: è importante la durata dei ricoveri per poter meglio impostare il progetto terapeutico, ma la porta del reparto? La comunicazione/condivisione del progetto tra gli operatori del DSM coinvolti?
Inoltre la gestione dei minori (quali reparti sono idonei se è necessario il ricovero?), la gestione dei pazienti con deterioramento cerebrale precoce (Alzheimer etc) e quindi con aspetti clinici psichiatrici secondari.
Questi sono alcuni degli argomenti mai trattati e forse "volutamente" occultati.
Monica Vella
Presidente del COODINAMENTO ROMANO PER LA PSICHIATRIA TERRITORIALE

ritratto di augusto

Condivido e ringrazio anche

Condivido e ringrazio anche io pubblicamente Report per il servizio reso, di ben altro spessore rispetto ad altri di più recente programmazione. Una inchiesta televisiva ha le sue regole e la sua tematica ed a quella deve attenersi.Bisogna cogliere il senso generale del messaggio, senza andare alla ricerca della specificità degli argomenti. Ciascuno di noi ha maturato delle esperienze dirette e avrebbe voluto riscontro preciso nella puntata. Pur tuttavia sono stati messi in evidenza tanti aspetti squallidi,per la verità a noi noti, non limitati alla specifica realtà presentata, ma estendibili all'intero territorio nazionale, nessuna regione esclusa. La magistratura, che già sa, farebbe bene ad aprire gli archivi e vada a fondo di certi altri. A mio parere, sarebbe opportuno afferrare il testimone e correre insieme incontro alla trasparenza.

augusto

ritratto di norakaufman

Ringrazio anch'io Sabrina

Ringrazio anch'io Sabrina Giannini soprattutto per il tono secco , posato ,che lascia allo spettatore lo spazio per pensare.......
Nonostante tutto , devo dire che sono rimasta colpita dallo sperpero di danaro
pubblico alle spalle di questi particolari cittadini !!!!!! Che dire? Speriamo che questo sia parte di un cammino che possa portare a far sì che situazioni di questo genere diventino eccezionali o addirittura scompaiano.
Che si cominci cioè a parlare di pazienti , di familiari e di .....CURE!!!! per disturbi seri che richiedono professionalità e non giri strani di danaro che poi invece non si trova più per seguire quotidianamente i pazienti!
Nora Kaufman
www.caffedellarte.net

ritratto di Loredana Loffredo

Un grande servizio quello

Un grande servizio quello reso da Report come sempre del resto. Per Sabrina Giannini e la sua professionalità non utilizzerò complimenti perchè non ne avrei a sufficienza e mi limito a ringraziare di cuore per avere sollevato il velo di omertà ed autocelebrazione che da trenta anni copriva le mancate cure psichiatriche in Italia.
Mi auguro che chi di dovere ora indaghi, valuti, accerti le eventuali responsabilità per la mancata assistenza e soprattutto faccia pagare chi ha commesso crimini.
Adesso credo che ognuno di noi nella sua regione debba partire di quì e fare la sua parte affinchè finalmente si curino e bene i nostri malati.
Mi sentivo orfana di giornalisti, oggi non più.
Grazie a Sabrina Giannini per la sua importante inchiesta, a Milena Gabanelli autrice di un grande programma, a tutto lo staff di Report ed al direttore di Rai tre per il sempre ottimo palinsesto.

ritratto di Barbara

Si è dato un'informazione a

Si è dato un'informazione a mio parere incompleta, che però può avere se non altro smosso qualcosa.

Non sono d'accordo tuttavia sul messaggio lanciato dalla trasmissione di una sostanziale riapertura dei manicomi, che pur con ipotetiche diversi modi di intervento, potrebbe liberare le strade da soggetti fastidiosi per la società, ma che di fatto rimarrebbero o diventerebbero alla lunga, sempre e comunque manicomi. E non ritengo a livello personale che la risposta possa essere questa. Anzi, con molta onestà questo messaggio passato mi ha lasciato del tutto basita. La legge 180 non era a parer mio una legge sbagliata, ma forse una legge che dovrebbe essere piuttosto rivisitata nei contenuti. Ma non riaprendo nuove strutture per il "matto" che sostanzialmente diventerebbero ancora forme di coercizione come nel passato.

Trovo poi molto deludente il fatto che non si sia parlato affatto di medicinali e di come questi vengano dati tanto al paziente con minori problemi quanto al paziente con gravi problemi psichiatrici. Non si è pensato di intervistare chi vive la problematica psichiatrica in prima persona, indagando su quello che è il percorso che il malato deve affrontare prima di entrare nel giro dell'assistenza (quella giusta intendo), e sui tentativi fatto a discapito del paziente della prova dell'uno o dell'altro farmaco indistintamente, fino a trovare quello giusto. Non si è detto in buona sostanza che il paziente nel pubblico non ha diritto alla scelta. Non ha diritto a scegliere il medico da cui andare in un rapporto che è fondamentale fra medico e malato psichiatrico, non ha diritto a contestazioni.

Tutto ciò mi è mancato. Certo, forse una puntata sola non sarebbe bastata. Proporne però piu' di una allora sarebbe stato piu' propositivo e soddisfacente.

Barbara

ritratto di Loredana Loffredo

Inizialmente dopo avere visto

Inizialmente dopo avere visto la puntata di Report anche io ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa.L'emotività aveva preso il sopravvento.
Ho poi rivisto la puntata tentando di guardarla con occhio critico.
Manca qualcosa ma non è nella puntata di Report che ha chiaramente lasciato vedere quanto vengono considerati i malati cioè meno di zero e la parola di un paziente abbandonato a se stesso ha rappresentato tutti i malati a mio avviso perchè tutte le storie sono importanti, quanto lo stigma sia stato combattuto cioè meno di zero basti vedere che è stato creato un ghetto a Milano con 150 pazienti che vivono nel degrado più totale, quante strutture pubbliche in tutta Italia siano state create per la cura dei malati che tolta qualche realtà o isola felice che dir si voglia sono per lo più private e che su tutta Italia dunque equivale a meno di zero e potrei portare altri mille esempi contenuti nella puntata.
Non è Report che può resuscitare i nostri troppi malati morti, che può fare svanire le sofferenze e gli abusi che i malati ed i loro familiari hanno subito in trenta anni e tutta la rabbia giustamente accumulata, che può migliorare l'assistenza e la cura ai malati, che può fare smettere gli arricchimenti dei soliti furbi o esseri inutili, vedete voi, sulle spalle dei malati, che può combattere lo stigma, che può dare il giusto ruolo e perchè no anche il giusto salario ai tanti operatori del settore che ci credono ancora in quel che fanno, che può fare prevenzione invece di ridurre tutte le cure alla somministrazione di pastiglie miracolose.
Quel che manca non è nella puntata di Report ma nella mancata assistenza ai malati da più di trenta anni e nella mancanza di regole certe e tutelanti per i nostri malati, quel che manca ed è mancato siamo tutti noi forse.
Report come sempre c'è.

ritratto di Barbara

Come ogni trasmissione

Come ogni trasmissione televisiva deve sottostare a dei dictat che comunque sono politici.
Bella l'informazione passata almeno per le cose che non sapevo, ma non bello il far passare la riapertura di nuovi manicomi con altra etichetta che assolverebbero alla stessa funzione per liberare alcune persone, noi, la società, della presenza fastidiosa di gente malata.
Noi?
Io su questo non posso condividere. La motivazione è una sola. L'omertà che viene definita essere come tale non è poi omertà, ma è il tentativo disperato delle persone che vivono certe situazioni e/o dei loro familiari di non mettersi in piazza esponendosi al ridicolo dell'ignoranza delle milioni di persone che sono pronte a giudicare.
Si cerchi allora, attraverso trasmissioni come questa, di abbattere quel muro di ignoranza che esiste fra il cosiddetto normale ed il malato, e si ponga quest'ultimo nella condizione di poter parlare senza sentirsi messo alla mercè di qualcuno.
Giusto ieri venivo additata per avere parlato in un forum pubblico (chissà quale.... qua non lo cito, ma fai due conti e ci arrivi Loredana) perchè essendomi raccontata in prima persona qualcuno mi chiedeva se stessi aspettando con ansia l'inizio di Report. Nello stesso forum qualcun'altro mi diceva che alterno momenti di pazzia a momenti di lucidità.
Ora, a me che soffro di attacchi di panico, devo dirti la verità queste cose passano inosservate se non per il fastidio che possono dare nell'immediato, ma tu dimmi come può fare una persona con una patologia piu' grave della mia ad esporsi. E soprattutto PERCHE' dovrebbe farlo. Per essere beffeggiata?
Si abbatta il muro dell'ignoranza con un lungo, continuo parlare delle malattie psichiatriche. Avvicinando magari quelle persone che non affette da malattie così gravi a livello psichiatrico possono dare la loro testimonianza mostrandosi, almeno all'apparenza, uguali ai cosiddetti ALTRI. Forse in quel modo l'attendibilità accrescerebbe. In fondo, se è vero come è vero che si vive in una società di apparenza, questo avrebbe un significato. E il raccontarsi di una persona che SOFFRE di problemi psichiatrici ma veste come loro, parla come loro... forse comincerebbe a far diminuire la paura di un approccio con certe situazioni.
E invece chi hanno mostrato Loredana? Hai in mente quel paziente di Torino che vive in una pensione? Cerca di ricordarlo. Cosa genera? Pena. Cos'altro ingenera nel pensiero della persona "normale"? Un bel "mamma mia come è messo male questo qui oh!".

No, non ci siamo. Non va bene.

Comprendo che sia un passo Loredana, ed a questo non tolgo nulla. Ma è davvero un passo riduttivo. Se si fosse detto che a questa si sarebbero succedute altre puntate che avessero parlato della malattia, dei farmaci e di quant'altro non detto, allora avrebbe avuto davvero un senso. In questo modo no... ed ogni fiducia è stata tolta al malato.

Un'ultima considerazione. Perchè a mia volta mi informo, indago.. con tutti i mezzi che ho a disposizione. La questione di Torino. Bene.... ma magari ci fossero situazioni simili in tutta Italia. Si richiederebbe forse che ci fossero piu' presenze di psichiatri che si avvicendassero nell'aiuto di queste persone, affinchè sostenerle psicologicamente e con le cure a loro dovute.

Si è detto in una pensione che una volta in un anno hanno dovuto chiamare il 118. In un'altra pensione due volte in un anno. Scusate, non mi sembrano dati irrilevanti. Peccato però che Report sui dati sia stata latitante. Dove sono i numeri? Avrei voluto sapere se a fronte di una chiamata al 118 per qualcuno che ha dato in escandescenza ci fossero stati 10, 20 ospiti psichiatricamente problematici. Avrei voluto avere dati maggiori.

Io purtroppo scrivo velocissimamente a computer, la conseguenza è che magari mi dilungo senza accorgermene. Non ve ne abbiate a male, e scusatemi se potete. Grazie ;)

Barbara

ritratto di Erik

La trasmissione con le parole

La trasmissione con le parole del dott Franco La Spina spiega esattamente il contrario:
vedi al minuto 59'.20''

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-033f9976-18a4-4bc...

un ricovero anche prolungato se è seguito con una terapia seria, attenta, efficiente ed intensiva è il contrario del manicomio dove i degenti venivano abbandonati a loro stessi. L'esperienza raccontata da Marco Faita ne è l'esempio, il ricovero del fratello in una comunità per 5 anni gli ha permesso di tarare la terapia ed essere curato in modo adeguato.

Erik

ritratto di Barbara

Erik, è indubbio che tu abbia

Erik, è indubbio che tu abbia vissuto e viva una situazione pesantissima, e capisco in parte il tuo sdegno magari rivolto a chi come me non è d'accordo in pieno sullo svolgimento della trasmissione.
Tieni tuttavia presente che quanto io dico è che comunque non si è dato ampio spazio alla trasmissione proprio in questi termini. Le condizioni psichiatriche sono diverse, di diverso tipo e purtroppo non tutte assimilabili in un'unica "categoria", e le soluzioni sicuramente ci sono, ma non possono essere lo standard che abbiamo visto nella trasmissione.
Sono anch'io di Milano peraltro, e vedo e conosco certe problematiche. Dò atto a chi è giusto sia dato atto e non dò atto alla trasmissione della Gabanelli di avere fatto una trasmissione che soddisfi tutti i crisma di un'argomentazione così difficile, articolata e mal gestita. Benissimo la denuncia, benissimo quanto mostrato... no, perdona ma a me non basta Erik. Sicuramente ha soddisfatto alcune richieste, ma una trasmissione non può e non deve concludersi con questa puntata. C'è molto, troppo altro da aggiungere.
Non m'interessa ciò che si dice a proposito della proposizione di nuove strutture che diventerebbero nel tempo altre forme di manicomio Erik, io su questo non posso essere d'accordo. E non lo condivido.
E il concetto passato a molta gente (se vai in giro per forum, magari quelli della RAI stessa, lo potrai verificare da te), è che si ritorni in questo modo a prima della legge Basaglia.
Io ritengo che invece si debba e si possa andare oltre.

Barbara

ritratto di Erik

Guarda Barbara, sicuramente

Guarda Barbara, sicuramente ogni malato, soprattutto quando si parla di disturbi mentali, è un caso a se. Semplicemente non capisco perchè non può essere trattato come una malato. Se faccio un brutto incidente, e mi rompo una gamba non capisco perchè non potrei stare il tempo necessario per seguire una cura, e una successiva riabilitazione. Questa è una questione pratica e pragmatica, non ideologica, neanch'io sono per i manicomi, che ribadisco, erano un'altra cosa, erano dei depositi, non ospedali. Se per te un ricovero della durata superiore di 40 giorni diventa automaticamente il ricovero in un manicomio, allora anche le comunità dovrebbero essere manicomi. L'argomento è complesso lo so bene, ma non si può colpevolizzare una trasmissione che a mio parere (e ripeto a MIO parere) è stata più che valida.

Erik

ritratto di Barbara

Erik, per motivazioni diverse

Erik, per motivazioni diverse siamo sulla stessa barca, quindi alla fine lo scopo comune è quello di far sì che noi tutti si possa essere rispettati nei nostri diritti.
Se l'assistenza nazionale funzionasse, tuo papà non avrebbe avuto bisogno di dovere pagare fior di soldi per avere assistenza. Se l'assistenza nazionale funzionasse, sarebbe stato aiutato e qualcosa sarebbe stato molto prima.
Ma il problema vero qual è? E' che si parla troppo poco di queste cose, ed anche chi se ne occupa ed ha i mezzi per poterlo fare in qualche modo ci castra.
Parliamo dei medicinali appunto, che vengono somministrati come fossero acqua tanto a chi soffre di bipolarismo quanto a chi soffre di ansia. Parliamo di un Haldol, vuoi? Parliamo di come ci assiste questa sanità, tanto nel pubblico quanto nel privato. Visto che nel privato se puoi ti permetti un medico, se non puoi ciccia.... quindi io capisco benissimo di cosa parli. Ma siamo realisti: Loro possono Erik, loro qualcosa la possono fare. Questo sito, in cooperazione con altre persone che vivono e soffrono la tua identica situazione di parenti, non hai idea di quanto abbiano lottato affinchè una trasmissione finalmente iniziasse a parlare dei nostri problemi.
Bene, è stata fatta. Ma potevamo almeno aspettarci di piu'? Sulle denunce il discorso va benissimo, che tutti vengano a consocenza di queste cose. Ma si poteva ad esempio intervistare un qualche malato che potesse parlare, raccontare la propria esperienza a quegli Italiani sordi? Che potesse dire tutte le peripezie che attraversa per essere ascoltato? Quante cose non sono state dette? Tante, secondo me troppe. Vedi, se la trasmissione fosse finita con un: Non basta una trasmissione per un argomento così complesso e delicato, avrei detto CHAPEAU! Ma così no. Non si è tenuto conto di noi malati Erik, perdonami. A me personalmente è stata tolta ogni speranza, ogni aspettativa.
Darei non so cosa affinchè il presidente di cui tu hai letto la lettera fosse ora qui a spiegarti il perchè della mia arrabbiatura, che da quel che ho letto e interpreto è anche la sua. E non solo la nostra, ma di molti altri. Però prova a riflettere su queste mie righe, magari in minima parte potrai addivenire con me sul fatto che qualcosa in piu' si poteva e doveva fare. Ti ripeto che un sacco di gente si è mobilitata per far sì che questo avvenisse, e delusione davvero ce n'è stata tanta.

Barbara

ritratto di Loredana Loffredo

Cara Barbara Erik secondo me

Cara Barbara Erik secondo me non parlava di nuove strutture che come dici tu: "..diventerebbero nel tempo altre forme di manicomio.." ma credo si riferisse ai centri crisi ovvero dei centri previsti per legge ma mai messi in funzione.Centri dove è possibile tarare terapie farmacologiche sotto stretto monitoraggio, dato che alcuni farmaci possono anche uccidere per chi lo sconoscesse, per il tempo necessario ovvero 20 giorni. Ecco, questo è un centro crisi e dunque non una nuova forma di manicomio e non un spdc dove magari ti tengono una settimana imbottendoti di farmaci e rispedendoti a casa sedato perchè non hanno sufficienti posti letto per le emergenze che come Report ha mostrato non mancano mai e questo accade perchè in 30 anni non sono state create le cose che la legge 180 auspicava ovvero la tutela, la cura, la dignità, l'abbattiento dello stigma e non ultimo una vera libertà per i malati.

ritratto di Barbara

Io mi permetto di contestarlo

Io mi permetto di contestarlo questo principio e il fatto che debbano esistere delle strutture dove sei in terapia per 20 giorni, vai a casa, stai meglio per un po' di tempo e poi sei ancora nella emme Loredana, scusa. C'è la possibilità di prendersi cura dei malati anche in maniera diversa, non soltanto con centri di crisi che comunque ti siringano, ti chetano e ti rispediscono a casa per un po'. Esiste il colloquio, esiste il dialogo, esiste la possibilità che degli operatori si prendano il carico di queste persone aiutandole, e NON soltanto coi farmaci.

Barbara

ritratto di Loredana Loffredo

Veramente che poi tu debba

Veramente che poi tu debba andare a casa dopo 20 giorni e non essere più seguito lo hai aggiunto tu così come hai aggiunto tu che tutti i malati pure se non ne hanno bisogno debbano passare per un centro crisi. Io dico che non credo sia giusto che tutte le patologie proprio perchè diverse debbano essere gestite unicamente nell'spdc.
Per qanto riguarda Report dico un'ultima cosa e cioè: saresti stata soddisfatta della trasmissione se con Sabrina Giannini c'ero io che guarda caso sono stata malata, ho dei familiari malati, ho gestito una comunità protetta ed ora sono nel team di Aipsimed?

ritratto di Barbara

Davvero Lory, io avverto come

Davvero Lory, io avverto come se tu la prendessi sul personale, e questo mi spiace. Anche perchè mi servirebbe almeno una motivazione per capire cos'è che ti dà questa impressione da parte mia.

Con molta franchezza ti dico che no, anche avendo saputo che c'eri tu con la Giannini non avrei potuto giudicare la trasmissione diversamente. Non capisco il senso della domanda. Posso a parte dirti: Tanto di cappello per averlo fatto! Ma non posso dirti: Sì, siccome tu eri con la Giannini la trasmissione mi ha soddisfatto.

Perdona Lory, ma davvero non capisco.

Barbara

ritratto di Loredana Loffredo

Cara Barbara Report non ha

Cara Barbara Report non ha parlato di riaperture di manicomi ma bensì ha detto che non hanno mai chiuso in realtà ma sono solo diventati più piccoli e sono quasi tutti in mano alla Chiesa per quanto riguarda il sud ed in mano ai privati nel centro nord....e peggio in alcune regioni dove non c'è neppure quello.
Io sono quì e proprio l'altra sera ho scritto nero su bianco della mia patologia e del mio pensiero suicida.Non mi sento diversa da ieri, non importa ciò che pensa un mio simile oggi di me in funzione di questo perchè non è che gli ho messo le mani in tasca rubandogli qualcosa e poi tranquillamente pensi ciò che vuole tanto io resto io e continuo la mia strada. Forse è proprio quì l'errore Barbara, il pensare che altri ti debbano accettare. Anche a me piace stare con le persone ma non elemosino l'affetto.
A me quel paziente nella pensione non ha fatto per nulla pena ma mi sono sentita io un verme perchè lui è lì da 20 anni. Io che non mi sono battuta a sufficienza anche per lui faccio pena.

ritratto di Barbara

Nè tu nè io penseremmo mai

Nè tu nè io penseremmo mai che è una persona che fa pena, ma è ovvio che questo sia stato il pensiero di molti. Ed è normale anche che sia così, non ci vedo nulla di strano nel sapere che l'abbiano pensato. Chiamala pena, chiamala compassione. Ma è inevitabile.

Io penso non a titolo personale ma a titolo generale che non bisogna farsi accettare, dacchè noi esistiamo ed è un fatto innegabile, ma che bisogna portare le persone ad una conoscenza che sia cosciente però. E che non passi attraverso la pena appunto perchè si venga accettati.

Ora, se penso a me e ad altre decine e decine di persone che hanno visto la trasmissione, molti si sono posti la stessa domanda: Questa trasmissione, sbaglio o è contro la Basaglia? Se questo pensiero è arrivato a me e ad altre decine di persone, forse qualcosa di intrinseco c'è stato.

Ed io sono favorevole alla 180 invece. E non solo io.

Vero è invece che si è mostrato l'uso-abuso del denaro pubblico e del non suo anche. Perchè un dato di fatto è i tagli che sono stati afflitti alle principali categorie deboli: bambini, malati psichiatrici e, in ultimo, gli anziani. E i tagli sono arrivati, puntualmente. Ma allora forse se quello che è stato fatto vedere come squallido, ovvero l'inserimento in una pensione di un malato psichiatrico che viceversa dove andrebbe? in un manicomio? in un ospedale per cosiddetti normali? se - dicevo - oltre a questo si pensasse ad intervenire con regolarità e costanza, rivolgendo al malato le attenzioni e le cure che abbisogna, allora forse quella forma di aiuto non sarebbe passata come un qualcosa del tipo "Oddio che bruttura". Io non ci vedo del brutto nel fatto che una persona malata possa invece vivere, se autonoma, in una pensione. Quello che ci vedo di male è poi la mancata assistenza di quei qualcuni che una volta sistemati lì i pazienti non intervengono a curarli.

Non mi sembra sia giusto gettare tutto puntualmente nello squallore, laddove invece si tratterebbe di intervenire piu' adeguatamente. Ma non passando il messaggio che l'idea di per sè non possa essere una buona idea.

Sugli abusi Loredana... ma questi forse non li sapevamo? Non eravamo a conoscenza? Ben venga ovviamente che si siano detti in trasmissione, anzi! Almeno in questo senso si è fatto una giusta informazione. Però non basta questo, non ci si può fermare a questo. La trasmissione poteva dare di piu'.

Forse il vero punto è che andare contro certe istituzioni politiche non sempre può dare un ritorno alla trasmissione. Perchè, come dire.. un colpo al cerchio, un colpo alla botte. Oggi tacciamo, domani ci ributtiamo. Scusami la crudezza, ma alla fine è giornalismo e alla fine, anche qui, si è dimostrato di essere numeri. Non sono io cinica, ma che il mondo lo sia mi sembra ormai assodato.

Barbara

ritratto di Loredana Loffredo

Cara Barbara io sono

Cara Barbara io sono "Basagliana" da sempre e se rileggi a ritroso nel sito i miei commenti o gli articoli del mio blog nel sito Aipsimed vedrai che è proprio così.A me non è affatto sembrata una trasmissione contro Basaglia ma anzi forse per una volta nessuno si è nascosto dietro a lui ed a tutto ciò che fece di buono perchè Report a differenza di tutti gli altri non s'è fatta incantare dalle chiacchiere fintamente ideologiche.
La 180 non è una legge ma una legge quadro. I progetti obiettivo tutela salute mentale privi dei decreti attuativi restano mere linee guida (specchietti per le allodole) che le regioni italiane possono applicare o meno dato che la riforma del titolo V della nostra Costituzione ha trasferito in capo alle singole regioni il compito di organizzare l'assistenza psichiatrica sul territorio. Report ha mostrato, facendo vedere per esempio le locande, come di fatto le regioni non organizzino l'assistenza e non ne rispettino i livelli essenziali che vengono fissati dallo Stato.
Tremila euro al mese ha in dote un paziente psichiatrico italiano, io con tremila euro al mese vado alle Maldive e se proprio mi devo suicidare lo faccio sdraiata su sabbia bianchissima, con un succo di frutta alto così e la cannuccia in bocca....almeno muoio felice ti pare? I tagli sono stati fatti ma intanto occupiamoci di dove realmente vanno le risorse per i malati e poi se del caso mi metto in prima fila per chiedere i fondi che mancano.

ritratto di Barbara

Ma Loredana, queste sono cose

Ma Loredana, queste sono cose che sappiamo entrambe, ed entrambe ci ritroviamo unite a dire che la denuncia che c'è stata a Report è stata cosa ben fatta.
Dove mi pare che io e te non ci si trovi invece d'accordo, ovvero si abbiano semplicemente opinioni diverse, è su quello che a posteriori per te c'è stato e per me non c'è stato.
Tu ritieni di essere soddisfatta della trasmissione e l'hai votata 10. Io la voto 4.
Perchè si poteva fare molto, ma molto di piu'. E per me non è una degna trasmissione della Gabanelli che tanto stimo, perchè la trasmissione da un momento in poi ha dovuto fermarsi con le denunce. Tra l'altro... non dando alcuna speranza ai malati. Ed io mi dissocio completamente da una conduzione della trasmissione di questo tipo. Sono apolitica per tutto ciò che attiene la televisione e le trasmissioni sulla salute. E qui per me lo zampino politico c'è stato. E penso positivo dicendo questo Loredana, perchè di fatto non voglio attribuire alla Gabanelli certe colpe (perchè per me sì, sono colpe).

Barbara

ritratto di Loredana Loffredo

Su quest'ultimo punto non

Su quest'ultimo punto non commento perchè la Gabanelli è grande abbastanza ed anche la Giannini e certo non hanno bisogno delle mie difese, ci mancherebbe!
Per me anche non è più dieci e lode ma è diventato undici!

ritratto di Barbara

Non credo che io e te ci si

Non credo che io e te ci si debba arrabbiare per queste cose Loredana. Io rispetto il tuo punto di vista, e non te lo voglio certo negare. Il mio è semplicemente diverso.

Barbara

ritratto di Loredana Loffredo

Ma io non mi sono arrabbiata

Ma io non mi sono arrabbiata anzi, stò sorridendo.
Sono contenta di potermi confrontare, è bellissimo.
A presto

ritratto di Barbara

Lory, puoi vedere se ti è

Lory, puoi vedere se ti è arrivato un mio messaggio? Non riesco a capire io se vanno o no.... grazie

Barbara

ritratto di mariano

“…Siate realisti, esigete

“…Siate realisti, esigete l’impossibile!”
Albert Camus, (Drean, Algeria 1913 - Villeblevin, Yonne 1960), romanziere, saggista e drammaturgo francese, insignito nel 1957 del premio Nobel per la letteratura.

Se parlassi senza cognizione di causa, se non fossi nato a Napoli, se non ci avessi vissuto e sofferto per 27 anni (prima di trovare sbocco e riparo in terra padana) e se non mi fossi confrontato direttamente con i deficit, differenti per origine ed entità, di “gestione” della salute mentale in Campania, Sicilia, Sardegna, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Puglia, Lombardia, Piemonte, Lazio, e via di seguito…Guardando la tanto attesa inchiesta sulla psichiatria, “porte girevoli”, offerta da “Report” lo scorso 3 maggio, immaginerei veramente che “la Legge 180 è la migliore legge del mondo”, che “la libertà è terapeutica”, che “siamo il gioiello d’Europa” in termini d’assistenza e cura per la salute mentale”, che “è più corretto parlare di disagio mentale piuttosto che di malattia mentale”, che “la pericolosità per sé stessi e per gli altri stigmatizza la malattia mentale, dunque non esiste”.

Pur rispettando il punto di vista altrui, ho pochissimi dubbi circa la struttura della puntata di Report in questione; se si trattasse solo di una delle numerose puntate dedicate alla questione “salute e malattia mentale in Italia a 30 anni dalla 180”, potrei giudicarla un discreto inizio (seppur, a mio avviso, privo di quel carattere “irriverente” che ha sin qui distinto le indagini proposte da Report). Cosa ben diversa sarebbe invece da considerarsi l’opera di Report se l’inchiesta fosse già conclusa!

La questione è stata solo sfiorata, adesso ci vorrebbe il coraggio di insinuarsi nelle fessure che caratterizzano molti dei “sepolcri imbiancati” della psichiatria dell’Italia per bene. Come nell’accezione biblica, il giornalista “becchino”, capace e volenteroso di addentrarsi in così impervi luoghi, si troverebbe di fronte ad una montagna di corpi marcescenti, dove putridina e cadaverina sarebbero le essenze più aromatiche, contraddittoriamente dati già per “assunti nel regno dei cieli”, ovviamente in quanto accomodati “alla destra del padre”.

Il signor Marco Faita, apre una questione fondamentale quando afferma ciò che ha deciso di fare per il fratello! Certamente l’essersi “imposto” come “agente tutelante” la salute del fratello gli permette, oggi, di poter parlare di un proprio caro al presente e non tristemente al passato, come invece sono costretti a fare quella moltitudine muta che non ha trovato ancora voce, nemmeno a Report!

Augurandomi un futuro in cui il reale non sia sempre l’ombra sbiadita di un ideale dogmatico, speriamo che qualcuno sia disposto a misurare e raccontare la distanza tra “autonomia ed abbandono”.

De Mattia Mariano

dottorissimi addetti ai

dottorissimi addetti ai lavori,
scrivete per farvi capire altrimenti non uscirà mai fuori un'alternativa seria.

Grazie.
ms

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