Appello ai medici di famiglia di Trieste di Mario Comuzzi
Un ragazzo mette fine alla propria vita "per amore"; succede a Potenza, a più di mille chilometri da Trieste. Il Piccolo intervista il direttore del DSM di Trieste con una sua foto: pensoso, con la matita in mano.
Il mese scorso c'è stato un altro tragico evento: una mamma ha messo fine alla vita di due suoi figli piccoli; è successo in Slovenia, e il direttore del DSM di Trieste ha spiegato al popolo la tragedia, comparendo con lo stesso eloquente ritratto: pensoso, matita in mano.
E a Trieste? A Natale una donna si suicida nella clinica psichiatrica; la vedono i pazienti, non la vedono medici e operatori, impegnati in una riunione “politica”. Non intervistano il direttore del DSM di Trieste, la morte di quella signora è ignorata. Alcune persone denunciano il fatto in varie sedi e occasioni, ma non interessa a nessuno.
Alcuni giorni fa una persona si suicida lanciandosi da una finestra dell’ospedale di Trieste, ma la notizia non appare nè sull'unico quotidiano e nemmeno nei notiziari delle tv locali. Il direttore del DSM di Trieste non viene intervistato.
Pochi giorni fa un giovane di 24 anni mette fine alla sua giovane vita. Stava male, la famiglia d'accordo col medico di base ha chiamato i servizi psichiatrici. La famiglia ha chiamato nuovamente, con grave preoccupazione. Cosa hanno fatto i servizi di salute mentale? L'ISTAT non sommerà questo caso ai tanti altri che comunque danno a Trieste il triste primato. Per la famiglia invece è cambiato tutto. La sofferenza non si estinguerà mai. Per feroce ironia capiterà sotto il loro sguardo il direttore del DSM di Trieste, intervistato sulle tragedie lontane perchè dove lavora lui tutto va nel migliore dei modi, come ci spiegava Il Piccolo nei giorni scorsi. Ma io, dissidente, come mi hanno definito i compagni di Ravenna del direttore del DSM di Trieste, lancio una proposta, un appello. Un appello ai medici di famiglia di Trieste, perchè le famiglie loro le conoscono, conoscono le persone, e sanno di tante vite stroncate soprattutto di giovani, per i quali non possono nemmeno dare notizia ai fini statistici. Medici parlate di queste morti.
Mario Comuzzi
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Che vergogna. Ma come si fa a
Che vergogna. Ma come si fa a non passare delle notizie del genere? E perchè soprattutto?
Barbara
Vuoi conoscere il perchè
Vuoi conoscere il perchè Barbara?
Si cerca sempre di insabbiare tutto,nascondere è il loro credo,la stampa se da delle notizie le distorce e diffama le vittime,oltre il danno anche la beffa.
Ti racconto una storia recente circa 40 giorni un giornale locale ha pubblicato la notizia della morte per soffocamento di un malato mentale (30 anni)mentre cenava in famiglia,(una disgrazia)la voce del popolo locale invece sussurava che il paziente era ospite di una comunità ,ed è stato trovato in un pozzo ,perchè non voleva stare in quella struttura.
Ora vi chiedo :a chi bisogna credere ? alla voce del popolo o alla stampa? non sono riuscita a mettermi in contatto con chi ha firmato l'articolo.
Le associazione sono sorde e mute .
Angela
Vox populi.... Credo di piu'
Vox populi.... Credo di piu' ai "dice" della gente, anche se magari sfogliandoli di tanti fronzoli.
Le associazioni sono sorde, sono mute, ma porca miseria ci siamo noi, quei pazienti che possono parlare e i genitori che, volendo aiutare i propri figli, potrebbero a loro volta alzare la cresta e farsi sentire.
Stante la mia rabbia per chi non si occupa della condizione di così tanti di noi e delle relative famiglie, quindi di associazioni, di giornali ecc. ecc., la rabbia mi assale anche di fronte alla sordità della gente. Mentre infatti si possono comprendere tanti malati che non se la sentono di parlare o anche solo di leggere questi articoli, che provano ansia in persone già sofferenti, non comprendo quei genitori e familiari che dichiarano di volere assistere i propri figli e poi non tirano fuori la loro voce. Io troppe volte sento dire: Aiutami perchè ho questo problema con mio figlio. Vorrei si cominciasse a dire: Aiutate mio figlio, perchè ha questo problema. E' proprio la mentalità che va cambiata, il modo di porsi verso la malattia stessa ed il coraggio di saperla affrontare almeno per ciò che è possibile.
Barbara
La coda di paglia della casta
La coda di paglia della casta psichiatrica è evidente e nota. Occorre, tuttavia, documentare l'omertà.
Questo è un bollettino di
Questo è un bollettino di guerra,anche nella mia città due settimane fa nel giro di 24 ore due suicidi, un quarantenne e un uomo anziano entrambi si sono lanciati sotto un treno .
Il secondo caso è avvenuto nella stazione ferroviaria ,sotto gli occhi di tantissimi viaggiatori come testimoni oculari.
Tutto questo è passato nel più assordante silenzio delle istituzioni locale , sanitarie , della stampa e della società civile .
Angela
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