"Psichiatria flop" Trenta medici si ribellano all´Asl

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"Dura lettera d´un gruppo di specialisti, Sotto accusa la gestione dei servizi"
Psichiatri sul piede di guerra. Una lettera firmata dai medici del dipartimento di salute mentale dell´azienda sanitaria To1 (ospedali Martini e Mauriziano, via San Secondo) è stata inviata venerdì al direttore generale Ferruccio Massa, a quello sanitario Maria Pia Chianale, a quello di dipartimento Luigi Tavolaccini e alle organizzazioni sindacali. Un documento di cinque pagine che contiene molte critiche sulla gestione del settore e in cui vengono elencate le ragioni del loro disagio. Un malessere che scoppia in una ribellione collettiva (trenta firme sui circa cinquanta psichiatri dell´azienda) proprio nei giorni in cui la Procura ha acceso i riflettori sulle comunità terapeutiche dopo la puntata di Report di due mesi fa e dopo che l´azienda, su sollecitazione dell´assessorato, ha aperto una inchiesta interna ora ad un passo dalle conclusioni.
Sei i nodi critici contenuti nella lettera. Con una premessa in cui, partendo dalle difficoltà dell´accorpamento delle due vecchie Asl 1 e 2, si accusa la direzione di «non aver mai riportato con chiarezza le strategie di programmazione e di aver puntato soprattutto sulla redistribuzione delle risorse disponibili». La sensazione che ne emerge, scrivono i medici, «è sgradevole. La qualità della prestazione erogata, le responsabilità professionali e il contributo alla programmazione e confronto sulle linee generali di organizzazione del lavoro non sono state discusse».
Sbilanciamento delle risorse in favore della residenzialità. È questo il capitolo centrale della lettera, quello peraltro che sembra confermare le perplessità e le preoccupazioni del personale medico interno sugli aspetti evidenziati nel servizio di Report (che nasce da un´inchiesta del consigliere regionale di An Gianluca Vignale) e che coinvolge direttamente psichiatri direttori di dipartimento non più in servizio alla To1 o responsabili della residenzialità in servizio fino a pochi mesi fa. Si privilegia la residenzialità, è la nota dei medici, «una progettualità che non può essere condivisa se non viene accompagnata da un´adeguata verifica dei risultati e degli interventi in termini di miglioramento delle condizioni di salute dei pazienti e della loro qualità della vita». A nostro parere, spiegano, «il progressivo impoverimento di risorse dei centri di salute mentale porterà all´aumento della necessità di residenze protette e di ricoveri ed ad una minore probabilità che il paziente esca del circuito residenziale e ospedaliero, creando così un circolo vizioso di cronicizzazione».
Riduzione del personale. Rispetto all´organico negli anni 2001-2007 il personale è diminuito del 47,7 per cento per gli operatori, del 40 per cento per i medici. E questo quando il numero di pazienti con problematiche sociali molto complesse è un aumento.
Trasferimento del personale. Circa 700-800 pazienti vedranno cambiare il loro medico nei prossimi mesi, si legge nella lettera. «Le recenti disposizioni sulla redistribuzione del personale paiono rispondere ad un miope criterio di mascheramento delle conflittualità connesse alla contrazione del personale, tralasciando la necessità di prendere in considerazione i bisogni dei pazienti».
Mancata valutazione. La revisione della procedure terapeutiche rappresenta un momento fondamentale «che sarebbe opportuno effettuare puntualmente e condividere. A questo proposito rileviamo gravi e croniche carenze nel nostro dipartimento».
FONTE: La Repubblica del 28/06/09

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