NAS chiudono centro diurno, Presentata interrogazione sui mancati controlli delle Asl

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SESSA AURUNCA. Perchè l’Asl non opera nessun controllo sulle strutture dislocate sul territorio e perchè si deve arrivare all’interruzione di un pubblico servizio che penalizza un bacino di cinquemila malati psichiatrici?
E’ quanto chiede di sapere Massimo Grimaldi, capogruppo Nuovo Psi in Consiglio regionale, in un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Presidente Bassolino e all’assessore alla Sanità Mario D’Angelo, a proposito del sequestro del centro di salute mentale «Diurno» e di quello di riabilitazione psichiatrica ambulatoriale a Sessa Aurunca, operate dai carabinieri del Nas di Caserta per assenza di autorizzazioni sanitarie e per carenze igieniche e strutturali.
“Ancora una volta - afferma Grimaldi - il nostro territorio risulta penalizzato dalla totale assenza di controllo da parte degli organi competenti. Ancora una volta, infatti, l’Asl è rimasta a guardare, fino all’intervento dei Carabinieri che, rilevando carenze macroscopiche, essendo di natura anche igienica, hanno giustamente interrotto un servizio che quotidianamente dà respiro ad oltre cinquanta malati psichiatrici ed alle loro famiglie. Per il momento, e fin quando i locali non saranno messi a norma, i pazienti, oltre ai medici ed agli infermieri, dovranno recarsi a Mondragone. Considerata la vastità del territorio di Sessa, questo significa, per i malati di molti frazioni, sobbarcarsi un viaggio di decine di chilometri”.
Fonte: Pupia.tv, link:http://www.pupia.tv/sessa-aurunca/notizie/00064.html

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Conosco bene il contesto in

Conosco bene il contesto in cui si sta svolgendo la vicenda e concordo con Grimaldi quando dice che "l'ASL è rimasta a guardare". Io aggiungo che l'ASL, o meglio, il Dipartimento di Salute Mentale non ha voluto guardare proprio per poter chiudere. Obiettivo -quello della chiusura del Centro SM di Sessa Aurunca- già perseguito da qualche anno. Dopo quasi 25 anni di interventi di ogni genere serviti ad entrare profondamente nel tessuto sociale della cittadina e del suo territorio, il CSM di Sessa A. diventa scomodo e smette di fare da trampolino di lancio per le fulgide carriere di diversi dirigenti del Dipartimento di SM: la Struttura viene progressivamente depauperata di personale, di risorse, di manutenzione, nonostante le richieste e le lamentele sia degli operatori che di utenti. I responsabili si assentano sempre più spesso e non rispondono nè risolvono problemi e/o conflitti di un gruppo di lavoro sbandato ed impoverito. E' vero ciò che chiede Grimaldi: dove guardavano i vertici del DSM mentre il CSM di Sessa A. sollevava bisogni e carenze? Marcos.

Salve, siamo sempre qua,

Salve, siamo sempre qua, amici, a quasi un mese dalla chiusura di un CSM, ancora senza poter ottemperare ai bisogni di una massa di gente -4/5000- praticamente come se l'intera comunità di Falciano del Massico non avesse più un riferimento, all'improvviso, senza alternative. Ah no l'alternativa c'è fratelli: un ambulatorio nuovo di zecca da cui è possibile ottenere ogni tipo di cura senza rete: eh si, perchè le cartelle degli abitanti di questo paese non si possono consultare: si è pensato bene di non pensare in tempo al loro dissequestro, e così il paese disorientato ha perso da un mese la sua storia. e si sa, quando non si ricorda la Storia non si può pensare al futuro, ma tant'è...
E così in un solo botto abbiamo chiuso il Centro di Salute Mentale, abbiamo perso le cure, ed è comparso un ambulatorietto che fa invidia ai migliori sottoscala del bronx! Alla faccia dei basagliani, alla faccia di Psichiatria Democratica, ma soprattutto alla faccia dei fratelli malati...

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