Ha pugnalato a morte la sua compagna moldava prima di cospargerla di benzina e di darle fuoco. Subito dopo, mentre Tatiana Danceva, 32 anni, urlava e invocava aiuto tra gli spasimi dell´agonia, Luigi Scacchioli, 40 anni, si è lanciato dal balcone del sesto piano tenendo tra le braccia Fonzie, il suo amato barboncino. Tragedia della follia all´1,25 di domenica, in un condominio residenziale di via Atta Terme 177, nella zona alta di Labaro, dove la coppia viveva da circa un anno e mezzo. Sono stati i vigili del fuoco, chiamati da alcuni testimoni impietriti dall´orrore, a sfondare la porta e trovare la donna in agonia, ancora avvolta dal fuoco. Inutile il ricovero al Sant´Andrea. Morte istantanea per il suo compagno e per il cane. Il corpo dell´uomo si è schiantato, come un proiettile, sul cofano di un´Audi 4.
«È stata una cosa atroce, è accaduto tutto in pochi istanti – racconta Cristina, un´inquilina della zona che stava chiacchierando con alcuni amici nel cortile del palazzo – ho sentito le urla disperate di una donna affacciata al balcone, poi ho visto del fumo e subito dopo quella poveretta è stata avvolta dalle fiamme… Non ho capito cosa stava succedendo fino a quando abbiamo visto un uomo e un cane precipitare dal balcone e abbattersi su una macchina. Due ragazzi sono saliti di corsa e hanno cercato di aprire la porta ma non ci sono riusciti».
Una tragedia annunciata, come tanti altri drammi provati da un disagio psichico covato a lungo e sempre più grave. «Lei era una bella ragazza bionda, molto gentile e, spesso, spaventata – racconta Marco Blando, il portiere – già due volte era andata via di casa e si era rifugiata a Pavia, dalla sorella…Lui aveva perso il padre da qualche tempo, non lavorava e spesso aveva dei periodi in cui stava male, girava sempre con gli occhiali scuri, si faceva crescere la barba e, a volte, picchiava Tatiana. Anche la mamma aveva avuto dei problemi psichiatrici ma lui diceva che le cure non erano servite e quindi rifiutava di prendere farmaci».
«Era un tipo strano, chiuso, lo vedevamo passeggiare col cane ma non salutava, non parlava con nessuno – aggiungono alcuni condomini. Due estati fa la sua donna l´aveva lasciato e lui si era sdraiato sull´aiuola del condominio stringendo una lettera in mano e rifiutando di alzarsi».
MASSIMO LUGLI, La Repubblica

