Semplice test distingue il disturbo bipolare dalla depressione

Il disturbo bipolare di tipo II è sotto diagnosticato perché spesso confuso con la  depressione: al contrario del disturbo bipolare di tipo I,  i sintomi depressivi e soprattutto quelli maniacali che si alternano in questa forma di malattia non sono evidente e sono difficili da identificare.
In effetti pazienti che ne soffrono di solito si rivolgono al medico perché sono depressi senza pensare di avere anche  lievi episodi maniacali (euforia ed altri disturbi cognitivi).
I centri medici non hanno i mezzi per identificare bene questa patologia, che può prendere 8-10 anni per essere correttamente diagnosticata.
Inoltre il trattamento antidepressivo può essere controproducente in pazienti con disturbo bipolare di tipo II. Eduard Vieta, del gruppo Biological Basis of the Psychic Disorder and Nuclear Psychiatry of the Institut d’Investigacions Biomèdiques August Pi i Sunyer (IDIBAPS), ha coordinato uno studio al fine di validare la versione spagnola del test Hypomania symptom check list (HCL-32), sviluppato su base internazionale.
L’ultimo numero del Journal of Affective Disorders ha pubblicato i risultati che confermano l’utilità di questo semplice questionario a 32 domande per distinguere la depressione maggiore dal disturbo bipolare. Nel 2005, i ricercatori del IDIBAPS hanno collaborato al disegno internazionale di questo test (J Affect Disord, 2005; 88(2):217-33).
La principale differenza tra il HCL-32 ed il test usato fino ad ora – the Mood disorder questionnaire (MDQ)- sta nella forma aperta delle domande, che facilitano la sincerità del paziente.
Queste domande ricercano informazioni essenziali per valutare in modo retrospettivo i livelli di energia/attività ed i problemi di disinibizione dei pazienti, di self-control e di attenzione avuti in passato dal paziente.
Questo nuovo studio confronta la sensibilità di entrambi i questionari, e conclude che l’ HCL-32 è più preciso dell’ MDQ nell’identificazione di pazienti con disturbo bipolare di tipo II.
Un totale di 237 soggetti di 15 differenti dipartimenti psichiatrici hanno compilato l’HCL-32.
A parte coloro che appartenevano al gruppo di controllo  (60), i restanti venivano diagnosticati correttamente e ricevevano un trattamento corretto per la loro patologia, che poteva essere disturbo bipolare di tipo  I (62) e tipo II (56), oppure depressione maggiore (58).
Questo test riusciva a identificare oltre il 80% di pazienti con disturbo bipolare .
Sebbene il test non riesce a distinguere tra il tipo  I e II, questa diagnosi è relativamente facile da fare in base ai dati clinici dei pazienti .
E’ la prima volta che è disponibile un mezzo per identificare  il disturbo bipolare per pazienti che si rivolgono ad un centro medico denunciando di essere depressi e sebbene sia necessario proseguire con gli studi su ampia scala, il test HCL-32 può fornire informazioni molto utili sia per gli psichiatri che per i medici di base.

(Fonte: Journal of Affective Disorders )