Sono amarissime le considerazioni che uno psichiatra qualunque sente il dovere di fare all’indomani di un evento tragico e, purtroppo, prevedibile.
Con alle spalle anni di studio e di lavoro siamo oggi impotenti in uno strano paese, un luogo dove il buonsenso e la razionalità, non sono riusciti in trenta anni a imporre un ripensamento su una legge, la “180” o “legge Basaglia”, che ci ha lasciati tutti soli.
Soli i malati più gravi, costretti in una società complessa in cui non trovano un loro luogo.
Soli i loro familiari, a reggere il carico di sofferenze della malattia mentale dei loro congiunti.
Soli i medici, quando i farmaci, o i servizi territoriali sono impotenti a contenere i disturbi più gravi.
Sole le autorità, senza strumenti efficaci per prevenire le tragedie annunciate.
Sembra impossibile cambiare una legge che la storia, i fatti e la scienza hanno dimostrato inadeguata.