Legislazione

Legislazione sull’accoglienza residenziale dei disabili

La questione dell’accoglienza residenziale dei soggetti incapaci di provvedere autonomamente alle loro esigenze fondamentali di vita era stata affrontata dal legislatore molti decenni fa.

Infatti, il regio decreto 19 novembre 1889 n. 6535 prevedeva all’articolo 2: «Sono considerate inabili a qualsiasi lavoro proficuo le persone dell’uno e dell’altro sesso le quali per infermità cronica o per insanabili difetti fisici o intellettuali non possono procacciarsi il modo di sussistenza» e stabiliva che, nel caso in cui non vi fossero enti assistenziali che provvedevano ai soggetti di cui sopra, il ricovero fosse a carico dei Comuni di origine degli inabili al lavoro.

Le disposizioni del regio decreto 6535/1889 sono state inserite negli ancora vigenti articoli 154 e 155 del regio decreto 18 giugno 1931 n. 773 “Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza”, la cui unica prestazione prevista per i minori, i soggetti con handicap e limitata o nulla autonomia e per gli anziani in gravi difficoltà, considerati “inabili al lavoro” è, purtroppo, solo il ricovero in istituto.

L'obbligo di informare il paziente è un imperativo

L'obbligo di informare pienamente il paziente, prescritto dal codice di deontologia medica, pur con le dovute cautele, non è soggetto a nessuna valutazione discrezionale e perciò comprende tutti gli aspetti diagnostici e prognostici dello stato di salute del paziente e quindi anche i rischi meno probabili, purché non del tutto anomali, in modo da consentirgli di capire non solo il suo attuale stato, ma anche le eventuali malattie che possono svilupparsi, le percentuali di esito fausto ed infausto delle stesse, nonché il programma diagnostico per seguire l'evoluzione delle condizioni del paziente e l'indicazione delle strutture specializzate ove svolgerlo, ovvero di specialisti esperti per formularlo, pur se a tal fine il paziente si deve allontanare dal luogo ove è in cura. L'obbligo ha rilevanza giuridica perché integra il contenuto del contratto e qualifica la diligenza del professionista nell'esecuzione della prestazione. La violazione di esso può determinare la violazione di diritti fondamentali ed inviolabili (quali il diritto ad esprimere la propria personalità, la libertà personale, la salute - artt.

Nasce Osservatorio permanente sulla Responsabilità Medica

Iniziativa dell’Ordine dei Medici di Roma e della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “Tor Vergata” che, nell’ambito di più ampie forme di collaborazione istituzionale, hanno sottoscritto una convenzione con il Tribunale Ordinario, la Corte di Appello e la Procura della Repubblica di Roma, per la costituzione di un Osservatorio permanente sulla Responsabilità Medica (O.R.ME.). Ne dà notizia la newsletter Didatticamente. Scopo principale dell’iniziativa è di raccogliere sistematicamente, analizzare ed elaborare criticamente le sentenze rese dagli organi giurisdizionali civili e penali del distretto romano; un materiale imponente, dal quale le istituzioni partecipanti si propongono di ricavare uno spaccato sulle varie forme di responsabilità correlate alle diverse discipline scientifiche ed assistenziali. Spiega Gian Piero Milano, Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Roma – Tor Vergata: "In particolare nell’ambito della psichiatria appare estremamente interessante rilevare la consistenza e la “tenuta” dei principi elaborati alla giurisprudenza di legittimità in temi particolarmente delicati quali la titolarità in capo allo psichiatra di una posizione di garanzia con conseguente obbligo di protezione del paziente; la rilevanza degli errori in psichiatria; la responsabilità dello psichiatra per reato commesso dal paziente ovvero per suicidio o omicidio del paziente. Parimenti auspicabile è che dalle ricerche giurisprudenziali di O.R.Me – sui cui contenuti ci si riserva di dedicare adeguati spazi in questa sede – possano ricavarsi elementi utili per affinare linee comportamentali e protocolli da assumere nei percorsi assistenziali e terapeutici che caratterizzano il delicato, peculiare settore dell’attività psichiatrica".

Medici, largo al merito: “pagelle” per i dipendenti

Parte dalla sanità il sistema di valutazione previsto dalla riforma Brunetta per tutta la pubblica amministrazione. Medici, infermieri, tecnici e impiegati delle Asl avranno la loro "pagella". La sperimentazione che coinvolge solo alcune aziende sanitarie scelte come campione, terminerà ad agosto. Sono trentasette le Asl pilota da Nord a Sud nelle città di: Alba, Vicenza, Bassano del Grappa, Firenze, Perugia, Milano, Ancona, Genova, Matera, 17 aziende in Sicilia e all'ospedale San Camillo di Roma. «Valuteremo le performance individuali - spiega il ministro Brunetta - anche in rapporto al grado di cortesia, puntualità, presenza e disponibilità nelle risposte ai bisogni degli utenti».

Mettiamo ordine ai ricordi

In questi giorni è iniziato l‟esame in XII Commissione Parlamentare (Affari Sociali ) della proposta di legge Cicciòli sulla riforma psichiatrica. Dopo trent‟anni dall‟entrata in vigore della legge Basaglia del 1978, è nata l‟esigenza di una nuova normativa in proposito. Con una tempistica ad “orologeria“, RAIUNO ha mandato in onda in due puntate il programma “La città dei matti”, che ci ha narrato la coraggiosa vita di Franco Basaglia e le vicissitudini della lotta che portò alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici in Italia. E‟ stato un buon prodotto televisivo, ottima la regia e le interpretazioni. Le emozioni provocate dalla visione del filmato hanno riaperto la finestra del passato. Come eravamo a quei tempi? Riconosco che in questo tentativo sto mettendo mano a qualcosa di poco obiettivo come il vissuto personale, il ricordo. C‟era nel filmato un romanticismo ed una leggerezza sconosciuta a quei tempi. Capita, ai prodotti culturali di tipo commemorativo, il rischio di cadere nella mitizzazione della storia raccontata! Sì, perché tutto erano quei tempi fuorchè romantici!

Mencacci: «Legge 180, rivoluzionaria ma superata»

A trent'anni dalla scomparsa di Franco Basaglia la legge 180, di cui fu l'artefice, è ancora molto discussa. Alla luce del grande successo avuto dalla recente fiction Rai, che ha riportato di attualità il tema, abbiamo chiesto un commento a Claudio Mencacci, vice presidente della Società italiana di psichiatria. «Il messaggio forte di quella legge" - sottolinea Mencacci, vice presidente della Società italiana di psichiatria - «è stato quello della chiusura degli ospedali psichiatrici per favorire l'ingresso della malattia psichiatrica nell'ospedale "generale", con una maggiore apertura al territorio e alla comunità. L'assistenza psichiatrica è trasferita alle Regioni e tramite esse alle Usl, si è arrivati così al concetto di rete sul territorio nazionale. Un concetto allora rivoluzionario, ma oggi in parte superato». Che cosa intende per superato? «Per cominciare le problematiche sono cresciute e l'articolazione ospedale - territorio - comunità, cardine della 180, va rivisitata anche attraverso un progetto nazionale che tenga conto della specificità delle Regioni.

L'assistenza psichiatrica in Italia vista dalla stampa estera

Riportiamo l'inchiesta sull'assistenza psichiatrica in Italia e una intervista al presidente dell'AipsiMed, apparsa sulla rivista olandese "Skipr", dal titolo "La rivoluzione italiana in materia di salute mentale è ancora incerta dopo trent'anni". L'Olanda è anche il Paese con il migliore sistema sanitario in Europa, secondo l'ultimo "Euro Health Consumer Index", mentre l'Italia si posiziona solo al 15° posto in Europa. Segue il testo dell'inchiesta (in allegato l'articolo originale):

Italiaanse revolutie in ggz hapert al dertig jaar

Ze was de trats van Italie en een voorbeeld voor heel de wereld: 'La 180'. Deze wet verklaarde in 1978 de traditionele psychiatrische inrichtingen taboe. Ruim drie decennia later heerst er grote onvrede in de Italiaanse ggz. Door Eelco van der Linden

"De eerste keer dat ik als student medicijnen in een gevangenis kwam, was toen ik tegen het fascisme vocht. De geur was vreselijk; de geur van de dood. Dertien jaar later ben ik directeur geworden van een psychiatriscbe inrichting. Toen ik daar voor het eerst binnenkwam, bekroop me exact datzelfde gevoel." 

Franco Basaglia had genoeg persoonlijke redenen om de strijd aan te gaan met de gesloten psychiatrischce inrichting. In 1978, twee jaar voor zijn dood, mocht hij de wet verwelkomen die in zijn geest was opgesteld. De 'gckkenhuizen' moesten dicht en de tachtigduizend patienten zouden worden opgenomen door de maatschappij. Die moest met lokale hulpcentra permanente zorg en liefst ook preventie garanderen.

'Een grote stap in onze beschaving', heet het steevast als in ltalie La 180 wordt herdacht. Want na eeuwen van misbandeling en gevangenschap werd 'de gek' tot mens verheven. Hij kreeg rechten, zoals het weigeren van medische behandelingen. Hij werd niet langer afgezonderd, maar mocht onder 'normale mensen' leven. Individueel herstel zou zo een kans krijgen. 

In Italie begon een revolutie die wereldwijd navolging zou krijgen. De WHO roemt vandaag nog steeds La 180, net als bet groenboek over geeste-Jijke gezondheid dat de Europese Unie in 2005 publiceerde. En in Italie zelf? "Een revolutionaire wet, maar hier nooit ecbt toegepast en nu niet meer van deze tijd", zegt psychiater Nicola Gianmarco Ponsillo, hoofd mentale gezondheid van het eerste medische district (ASL) van Napels en voorzitter van dc Italiaanse Vereniging Psychiaters AipsiMed.

Sleutelen

Bet is moeilijk in Italie iemand te vinden die tevreden is over La 180. Iedereen wil eraan sleutelen. De regering Berlusconi wil 'correcties', die veel psychiaters interpreteren als bet opnieuw willen openen van inrichtingen. De regering beeft veiligheid tot speerpunt verheven en daar hoort het opsluiten bij van gevaarlijke personen met psychische problemen. Familiedrama's zijn aan de orde van de dag en dan wordt beschuldigend gewezen naar La 180, en de aan hun lot overgelaten patienten die hun familie tot wanhoop drijven. 

Ponsillo zucht. "El' zijn veel schrijnende situaties in bet hele land. Iedereen klaagt. Er liggen zeven voorstellen voor een wetswijziging in het parlement van zowel rechts als links. De aandacht is positief, want onverschillighcid is onze grootse vijand. Eindelijk wordt onderkend dat de situatie niet houdbaar is en dat we na drie decenni a heel erg behoefte hebben aan een update."

Basis van het probleem is dat La 180 nog steeds een kaderwet is met algemene principes die zijn verwerkt in slechts elf artikelen. Men koos voor snelheid om een referendum voor te zijn dat vroeg om afschaffìng van de oude wet op de psychiatrie. ltalie was in de greep van geweld en terrorisme en de kans leek groot dat de Italianen zich uit veiligheidsoverwegingen zouden hebben uitgesproken tegen sluiting van de inrichtingen. De twintig regio's die in Italie verantwoordelijk zijn voor de publieke gezondheidszorg, kregen de taak La 180 uit te werken en dat leidde tot totaal verschillende resultaten. Op de ene plaats kwam niets van de grond en werd getreuzeld met de sluiting van de inrichtingen (de laatste ging in 2000 dicht), op de andere plaats ontstond wel alternatieve zorg.

Sofferenza mentale: un tema ignorato dal dibattito politico

ROMA. Il progetto europeo Esemed (Istituto superiore di sanità) rivela che in Italia una persona su 5 ha sofferto di disturbi mentali durante la vita. L’OMS denuncia come circa tre quarti degli stati non hanno un budget dedicato e, dove c’è, nel 21% dei casi gli investimenti non superano l’1% della spesa sanitaria. A livello globale, gli studi epidemiologici stimano che tra il 12 e il 48,6% degli adulti ha avuto problemi di salute mentale nel corso della vita

Nei paesi in via di sviluppo oltre il 75% delle persone con problemi di salute mentale non riceve cure, mentre sono oltre il 35% nei paesi economicamente sviluppati.

E’ il tema della sofferenza mentale. “Curiosamente il dibattito politico sulla Regione Lazio non sfiora un tema così delicato” denuncia Tonino Cantelmi, Presidente Associazione Psichiatri Italiani, Sezione Lazio.

Falso straordinario, anche 1 ora e' reato

La Cassazione conferma la condanna per un medico siciliano

(ANSA) - ROMA, 22 GEN - Il lavoratore che si attribuisce, senza aver lavorato, anche una sola ora di lavoro straordinario commette il reato di truffa. A nulla serve il 'ravvedimento': anche se segnala all'ufficio addetto al calcolo delle retribuzioni di aver sbagliato a segnare le ore, la condanna per truffa scatto lo stesso, mitigata come tentata truffa, dal momento che il falso straordinario non viene attribuito. Lo ha sottolineato la Cassazione confermando la condanna di un medico siciliano.

Patologie mentali e consenso informato: una contraddizione?

Con l’instaurarsi di patologie mentali irreversibili ed ingravescenti, come la difettualità psicotica, la demenza, è possibile dare seguito e corso ad eventuale consenso o dissenso informato? Se lo domanda un editoriale pubblicato dalla Rivista di Psichiatria.

La perdita delle facoltà mentali da parte di un soggetto in via transitoria o definitiva, parziale o totale, impone la presenza immediata di una figura responsabile familiare o istituzionale che comunque tuteli e garantisca non solo gli interessi economici, ma anche e soprattutto quelli morali, al fine di rendere certo il diritto al consenso, ma anche e forse soprattutto quello al dissenso. È facile intuire come il passaggio consenso informato> dissenso informato> consenso negato sia brevissimo pur nella sua enormità di effetto. Il Comitato Nazionale per la Bioetica istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha affermato: “Una persona, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali esprime la sua volontà o incarica terzi di eseguire la sua volontà in ordine ai trattamenti ai quali vorrebbe o non vorrebbe essere sottoposto, nell’eventualità in cui, per effetto del decorso di una malattia o di traumi improvvisi, non fosse più in grado di esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso informato”.

Due le grandi obiezioni: