Lettere alla redazione

Morgan ad Annozero offende chi soffre

Lettera aperta di un paziente ai medici e a Santoro

Vi scrivo in merito al polverone che ieri sera ha scatenato il caso Morgan da Santoro. Chi vi scrive è uscito, grazie all'aiuto di voi psichiatri, da un terribile momento della vita: il DOC (disturbo ossessivo compulsivo, n.d.r.). Quando ieri sera ho dovuto ascoltare delle frasi deliranti come: "non so se la cocaina faccia più o meno male dello Xanax o del Tavor, questo non lo so" ho veramente sperato che in mezzo al pubblico ci fosse qualche medico che prendesse la parola, ma così non è stato. Ieri sera è stato amplificato il concetto della cocaina come antidepressivo. Non sono un medico, ma conosco quei medicinali che mi hanno ridato una vita. So che agiscono lentamente è che all'inizio anche prendendoli SEMBRA che nulla cambi. Fortunatamente non ho mai assunto cocaina ma immagino che nel breve periodo gli effetti positivi siano ben superiori a quelli dei medicinali, prima ovviamente che la vita di una persona venga rovinata. Quello a cui pensavo ieri sera era la sofferenza di una persona che ha appena iniziato a combattere una depressione, un disturbo ossessivo compulsivo, un disturbo bipolare. Da un lato qualcuno si è sentito offeso, sentendosi dare in sostanza del drogato, e quasi invitato ad abbandonare quei farmaci. Dall'altro invece temo che qualcuno provi la scorciatoia proposta da Morgan. Penso che sia doveroso che gli organi competenti facciano un'adeguata campagna di controinformazione. La società lo deve da un lato al vostro impegnativo lavoro di ridare un sorriso alla gente e dall'altro a chi soffre combattendo demoni che nascono dentro di lui.

Grazie per l'attenzione 

M.D.Z.

Le città dei matti nascosti

Molto tempo or sono, nei momenti caldi delle polemiche accese sulla legge 180 che ha “ordinato” la chiusura dei “manicomi”, uscì, dal titolo “Matti da slegare”, un film non ultimo della serie, che era provocatorio e le cui immagini erano il simbolo di una realtà drammatica.

Accanto alla struttura dell’ospedale psichiatrico si vedeva un cimitero.

Quelle immagini erano una metafora di una morte civile che ghermiva gli “abitanti” al di là del muro

“Cera una volta la città dei matti” questo è il titolo della fiction della quale si è parlato ieri 7 febbraio nella trasmissione “Domenica in” dove sono stati presentati gli attori e proiettati alcune scene la cui valenza dal punto di vista cinematografico-televisivo non è in discussione.

La tematica della malattia mentale è stata affrontata da due psichiatri in maniera molto succinta come si conviene ad una trasmissione televisiva .

Siamo diversi?

Sono una paziente del dipartimento di salute mentale della Asl Avellino 1. Ho una diagnosi di disturbo borderline di personalità. Mi è capitato di chiamare il 118 di notte come facevo a Roma dove ho studiato, ma qui in Irpinia è tutto molto diverso. infatti è successo che quelli del 118 mi dicono di chiamare al Cim, ma quelli del Cim quando mi taglio o mi faccio ancora più male che vengono a fare? Quando sono riuscita ad avere il 118 a casa comunque hanno chiamato il Cim e non mi hanno nemmeno parlato mentre aspettavamo lo psichiatra. Qualche mese fa mi è capitato di aspettare più di tre ore perchè in questa Asl lo psichiatra di notte è uno solo cioè lavora sia per i pazienti del Cim n.1 di Sant'Angelo dei Lombardi che per il Cim 2 di Ariano Irpino; quindi se io del Cim 1 chiamo ed è in servizio reperibile il dottore psichiatra del Cim 2, questo deve prima andare al suo Cim di appartenenza da casa sua, guidare la macchina di servizio fino all'altro Cim per prendere gli infermieri del Cim dove ho chiamato e poi partono per venire da me e lo psichiatra non mi conosce nemmeno. Vi chiedo: non mi possono acompagnare subito quelli del118 anche senza lo psichiatra? E se lo psichiatra fa un incidente? Il mio sangue scorre più lentamente? Se ho una crisi psichiatrica non possono lo stesso quelli del 118 aiutarmi? Non hanno fatto l'esame di psichiatria? Perchè le squadre di infermieri di pschiatria sono due e il dottore è uno? Gli altri infermieri dormono? Se mi accompagna il 118 quelli di psichiatria non sono più freschi al mattino e magari mi curano meglio e magari ho meno crisi e magari chiamo meno il 118? Sarebbe meglio chiamare il 118 con un altro numero ovvero 118 - 22 (i pazzi)= 96; perchè aiutano tutti meno noi? SIAMO DIVERSI?

La mia vita con mia sorella schizofrenica

Comprendo l'inferno che vivono i familiari perchè mi trovo a vivere una situazione angosciante legata alla schizofrenia e all'impotenza. Mi spiego. Ho una sorella di 46 anni che ha manifestato negli ultimi 4 anni chiari segni di schizofrenia, immaginando un complotto universale che si accanisce principalmente contro di lei. Tale complotto coinvolgerebbe anche noi familiari più prossimi che, mossi da influenze sataniche, faremmo uso di una "polverina"( testuali parole di mia sorella) che spargeremmo nell'aria causandole svariate malattie (artrosi, malattie cardiovascolari, dolori alla spina dorsale ecc.). L'uso di questa polverina sarebbe stata anche la causa della morte di mio padre (affetto da gravissima malattia coronarica, curata con 2 interventi chirurgici in Italia e all'estero, deceduto per ictus cerebrale) avvenuta 11 anni fa, ordita dalla vicina di casa (amica fraterna della nostra famiglia da 30 anni) dei miei genitori. Di tale malattia abbiamo preso coscienza, perchè ci siamo rivolti al centro di igiene mentale della nostra città, solo negli ultimi anni.

E' impossibile descrivere l'inferno

Appello di un padre per il figlio 30 enne affetto da schizofrenia

Ripeto qui il mio post che ho inviato sul forum del Messaggero con l'idea di trovare un aiuto o un barlume di speranza per il futuro di mio figlio e della mia famiglia.

Scrivo di getto questo post perché coinvolto personalmente con una situazione del tipo descritto dall'autrice dell'articolo. Mio figlio, 30 anni, è purtroppo affetto da circa 9 anni da una patologia riferibile alla sfera della schizofrenia: deliri persecutori, tentativi di suicidio, enormi difficoltà nelle relazioni interpersonali e molte altre manifestazioni che rendono assai ardua la convivenza a tutta la nostra famiglia. Due ricoveri in SPDC negli ultimi 6 mesi, attualmente seguito in una struttura pubblica denominata S.R.A.I.T. dove risiede stabilmente da settembre scorso e dove si è avviato un processo di riabilitazione. E' molto difficile spiegare cosa significhi tutto ciò a chi, per sua fortuna, non deve confrontarsi con un macigno del genere. E' difficile descrivere il sentimento di solitudine e di impotenza che si prova, l'inevitabile isolamento dalla società dei sani che non prevede molti strumenti per gestire tali situazioni in modo efficace. E' impossibile descrivere il mondo parallelo in cui vivono i pazienti, molti di più di quanto si possa immaginare, in cui costoro possiedono un proprio concetto di normalità che contrasta con quello del mondo circostante. E' impossibile descrivere l'inferno

Conferenza Stampa su “Disagio mentale e budget del ricoverato”

Nella Sala Conferenze-Palazzo Marini della Camera dei Deputati in Roma Via del Pozzetto, 158 ( angolo Piazza S. Silvestro) si svolgerà il 10 dicembre 2009 alle ore 16,00 la Conferenza Stampa sulla tematica : “disagio mentale e budget del ricoverato”, voluta ed auspicata da quanti hanno a cuore le sorti degli handicappati psico-fisici: “desaparecidos della nostra civiltà”.

Questa Conferenza Stampa, che verrà espletata, la dobbiamo al sentimento di autentica solidarietà del dr. Alberto De Marco Presidente dell’Associazione “Amici di Totò “, persona molto attiva nel volontariato e nell’organizzare incontri di carattere sociale, benefico e culturale che ci ha ceduto una ora del tempo a Lui concesso dalla Camera dei Deputati e all’infaticabile opera del dr. Alfonso Riccardo Direttore dell’Agenzia Internazionale di Stampa “Fidest” , mai domo per dare “voce” a coloro che non possono esprimerla.

Un grazie sincero e riconoscente a quanti sono per il bene comune!

L’ iniziativa di questa Conferenza Stampa ha come fine il dare risalto ad un aspetto umano-sanitario di grandissima rilevanza costituito da questo grave ed urgente disagio sociale costituito dalla patologia mentale “dimenticata ed ignorata” dalle Istituzioni.

Stabilizzazione medici precari in Campania: una beffa

Una nuova proposta di legge sulla stabilizzazione dei dirigenti medici campani approvata dalla Commissione Sanità della Regione Campania. Tale proposta se verrà convertita in legge stabilizzerà soltanto il 5% dei medici precari e addirittura soltanto 2 psichiatri in tutta la Campania: una vera beffa.

Napoli, 15 ottobre 2009. Stamattina è stata posta in esame ed approvata in V Commissione (Commissione Sanità della Regione Campania) la proposta di legge relativa alla stabilizzazione del personale medico dirigenziale di I livello presentata dall’on. Scala e volta al superamento dei criteri di incostituzionalità espressi dalla Corte Costituzionale nel giugno scorso con la sentenza n. 215. Tale proposta dell’on. Scala ponendo come requisito fondamentale il possesso di tre anni di servizio alla data arbitraria del 31 dicembre 2006, sarà a beneficio esclusivo del 5% soltanto dei dirigenti medici attualmente in servizio e pertanto non è assolutamente risolutiva delle problematiche relative alla dirigenza medica attualmente in servizio, assunta con regolari procedure concorsuali e necessaria a garantire i livelli minimi di assistenza.

Schizofrenia politica sulla Basaglia

Il 7 Ottobre l’Onorevole Cicciòli intervenuto ad un convegno a Milano presso la Sala Buzzati organizzato dalla Fondazione Corriere della Sera ha sostenuto, pur rumorosamente contestato dai famigliari presenti, l’improrogabile necessità di approvare il suo disegno di legge a modifica della 180 affermando che tutti i problemi dei servizi psichiatrici si sarebbero risolti con la modifica della legge Basaglia.

Il 12 Ottobre durante la giornata di apertura del Congresso Sip L’Onorevole Letta ha parlato della necessità di introdurre alcune modifiche alla legge 180 sollecitando la collaborazione di una rappresentanza degli psichiatri.

Quale futuro per i diritti umani e la democrazia in Europa?

Il Consiglio d’Europa ha organizzato a Parigi per l’11 settembre, una conferenza internazionale sul tema: “Quale futuro per i diritti umani e la democrazia in Europa ? Il ruolo del “CdE”.
La tematica che si pone è molteplice, diversificata, tendente ad esaminare le diversità culturali ed il rispetto dei diritti di ogni persona con lo scopo di giungere una maggiore coesione sociale, come è l’obiettivo prioritario della Costituzione Europea nel Preambolo che “pone la persona al centro della sua azione” ( Parte II° - Carta dei diritti fondamentali dell’Unione) e “diritto alla propria integrità fisica e psichica ( art.II°-63 n.1).
Ma in ambito UE i valori di difesa dei diritti umani anche se dichiarati da vari esponenti di rilievo della Unione Europea, pare, non apparire in sintonia con i principi di preminenza del diritto e per una valutazione, prendiamo ad esaminare, a mo’ di esempio, un “episodio” dove si coinvolgono diritti umani e preminenza del diritto.

Io, ingegnere, da sola a curare mio fratello

Mio fratello ha avuto una storia burrascosa, si è ammalato all'età di 19 anni (adesso ne ha 35) ed è stato curato col Serenase (inizialmente la malattia era stata definita psicosi,aveva deliri e ansia-depressione molto forte), ed ha avuto una ripresa sbalorditiva. Dopo 10 anni di trattamento, ormai a bassi dosaggi, ha deciso di tentare di togliere del tutto i medicinali, ma ha avuto una ricaduta terrificante...non si sa se per colpa di questo tentativo, o perchè era stato lasciato dalla fidanzata dopo 10 anni. Comunque è caduto in un baratro, aveva allucinazioni di ogni tipo (uditive, visive, olfattive) accompagnate da deliri e tono dell'umore molto alto e perciò aggressività (a differenza della prima volta in cui era depresso...anche se per fortuna non ci ha mai picchiato). Ha provato almeno 3 cure (alzare il Serenase, Risperdone, e non so che altro). In questo arco di tempo abbiamo dovuto ricorrere a due primi TSO, in quanto si rifiutava di prendere i medicinali, ed era aggressivo.