Segnalazioni di operatori, Opinioni, Lettere alla redazione, Segnalazioni di pazienti, Storie vere, Segnalazioni di familiari

Costi della politica o politica dei costi?

Perché non si riesce a concretizzare la vera solidarietà verso i disabili psico-fisici?

DI FRANCO PREVITE* - “Secondo le stime dell’ISTAT 1994 in una indagine multiscopo al domicilio delle famiglie, in Italia vivono al loro domicilio circa 2 milioni e settecentomila persone in età superiore ai 6 anni definiti disabili, uniti a quelli ricoverati in istituzioni assistenziali e sanitarie si giunge a circa 3 milioni di disabili”, così suddivisi:

con difficoltà motorie: 1.100.000

ciechi totali o parziali: 350.000

persone con problemi dell’udito: 800.000

persone con disagio mentale: *700.000

sordomuti: 49.000

persone disabili: 2.999.000

* Ritenute invece circa 10 milioni le persone colpite dalla depressione alla schizofrenia.

I rilevamenti sopra esposti sono tratti dal “Programma di Azione del Governo per le politiche dell’handicap 2000-2003” (testo a pag. 6) approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 luglio 2000 su proposta dell’allora Ministro per la Solidarietà Sociale On. Livia Turco (Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli Affari Sociali).

La crisi dei servizi di assistenza psichiatrica e la formazione del medico

LETTERA APERTA: Alla SIP – Società Italiana di Psichiatria, Alla FNOMCEO, A tutti i Presidenti degli Ordini dei Medici, A tutti i Colleghi, Agli Organi di Stampa 

Da più parti, ormai da lungo tempo, vengono denunciate le sostanziali carenze dei servizi di assistenza psichiatrica (SPDC, Comunità Terapeutiche, Servizi di Igiene Mentale, SERT, ecc.) che, secondo quanto asserito, in un recente convegno, dal presidente SIP (Società Italiana di Psichiatria) Luigi Ferrannini, sarebbero da imputarsi alla "mancanza di un vero piano d'azione per individuare i bisogni emergenti (dalla depressione ai disturbi somatici o degli anziani) e arrivare a ridefinire i livelli essenziali di assistenza".

In un tale contesto, una particolare attenzione dovrebbe essere rivolta all'inquietante problema del "ritorno alla cronicità delle malattie, creduta ormai vinta dalla legge 180/78", con i conseguenti rischi di "un ritorno all'istituzionalizzazione dei pazienti a discapito dei servizi territoriali e quell'idea di malattia mentale legata al tema della sicurezza".

Lettera di Alfredo, Un ragazzo affetto da schizofrenia

Io mi sentivo bene, facevo una vita normale, poi la morte di mio padre. Improvvisamente mi trovai di fronte a questo vuoto immenso da colmare come se in me si fosse spezzata ulteriormente la mia vita. Mi ricordo che abbracciai mio padre, non volevo staccarmi, a forza fui tolto, mi sentii male, svenni vomitando. Mi sentii esplodere, non dormii tutta la notte, come un flashback emergevano gli episodi vissuti con mio padre. Questo alleviava il mio dolore. Alle cinque del mattino mi alzai, il mio corpo era come un macigno, non andai al funerale, per non inondare la bara di lacrime, invece andai verso il balcone, mio cugino mi fermò afferrandomi.. volevo farla finita. Mi calmai, anche se faticosamente. In me rimase il sentimento di non aver visto gli ultimi istanti di mio padre. La sera, prima di morire, bisticciammo: mi ricordo che gli dissi che era una rompiscatole lamentoso. Incrociò, incrociammo le braccia guardandoci minacciosamente, poi come liberato dagli ultimi dolori gli dissi: ti voglio bene. Ci abbracciammo piangendo lungamente.

Paziente sballottata tra centro salute mentale e ospedale

Dopo aver passato un pomeriggio intero in un pronto soccorso campano, in cui era stata soccorsa una giovane per ingestione di psicofarmaci, la stessa, che soffre di pesanti crisi paranoiche, è stata dimessa in serata con consiglio da parte dei medici di recarci il giorno dopo presso la Uosm di competenza territoriale per iniziare una terapia. (Terapia che in realtà da 5 anni ha seguito ed è stata interrotta senza troppe spiegazioni da parte del medico alcuni mesi fa). Nell'ospedale non c'erano posti disponibili e se avessimo dovuto fare un trattamento coatto, sarebbe stata portata in un qualunque centro campano disponibile in cui ci fosse stato posto. L'alternativa consigliata era appunto di tenere d'occhio per la nottata la giovane, togliendo da casa medicinali pericolosi, e portarla il giorno seguente al centro di salute mentale, dove un QUALUNQUE medico del posto avrebbe dovuto iniziare il trattamento psicofarmacologico. L'indomani pomeriggio ci siamo recati all'uosm: il medico che l'aveva seguita fino ad allora non era presente, nè pare fosse presente nessuno disposto a parlare.

Petizione contro le "terapie riparative" per l'omosessualità

Di recente a Bergamo e' stato organizzato un convegno sulle cosiddette "Terapie Riparative" ossia sui tentativi pseudo-scientifici di Joseph Nicolosi, psicologo americano, di "curare" l'omosessualita'. Gia' da anni in USA e in UK ci sono posizioni chiare delle associazioni di Psichiatri e Psicologi riguardo la non scientificita' e la nocivita' di questi interventi, che hanno prodotto un aumento dei suicidi tra le persone che sono state "trattate", il piu' delle volte costretti/e dalle famiglie e dall'ambiente sociale omofobico. Oggi si cerca di farli approdare in Italia, approfittando del silenzio delle associazioni di addetti al settore. Il silenzio non e' una posizione neutrale ma una condanna per chi subisce il pregiudizio di psichiatri e psicologi ignoranti. PER CHI VOLESSE FIRMARE LA PETIZIONE (gia' firmata da moltissimi colleghi italiani) basta seguire questo link www.noriparative.it .

Berlusconi e "le belle donne albanesi"

Lettera al presidente del Consiglio di Elvira Dones

 

Egregio Signor Presidente del Consiglio,Dones

le scrivo su un giornale che  lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor  ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi".

Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione."

I «mostri» in una società che rimuove l’orrore

Sarà una perizia psicopatologica a far luce sui meccanismi mentali che hanno innescato la carneficina di domenica mattina nel Mantovano, conclusasi, dopo una giornata col Garda in stato d’assedio, con la cattura del pluriomicida nel Bresciano. Ma in questi giorni, altri terribili atti di violenza stanno funestando le cronache italiane.

La trama dei fatti, degli accadimenti, in questi casi viene minuziosamente ricostruita con un margine d'errore minimo, ma la mappatura della qualità del pensiero che ha trasformato un uomo normale in un premeditato killer rimarrà per sempre un enigma.

Condividi contenuti