Società

Le pensioni dei parlamentari

Ecco le pensioni dei parlamentari: soli 2 anni e mezzo di "lavoro" per averne diritto. Sono 1.377 ex deputati, 861 ex senatori, oltre a mille vitalizi di reversibilità pagati ai familiari di parlamentari scomparsi, a percepire una pensione che va da 3mila a oltre 9mila euro mensili. Sul sito de l'Espresso è possibile consultare l'elenco completo dei parlamentari e l'importo della loro pensione, a questo link

Stipendi ufficiali dei senatori: 151mila euro netti l'anno

Come riportato dal sito ufficiale del Senato, lo stipendio di un senatore ammonta a oltre 12.600 euro netti mensili

La principale voce delle competenze spettanti al parlamentare è l'indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio". Seguono la diaria e i rimborsi: per le spese inerenti lo svolgimento del mandato parlamentare, per le spese accessorie di viaggio e per le spese telefoniche.

Completano la scheda le voci sull'assegno di solidarietà (cioè il trattamento di fine mandato), sulle prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.

Indennità parlamentare

L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata, in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965, in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Con delibera del 1993 il Consiglio di presidenza del Senato ha stabilito che tale misura fosse ridotta al 96% del predetto trattamento (analoga decisione è stata adottata alla Camera dei deputati).

Il “reality della morte”, in onda in Francia

La zone extreme"Stiamo per assistere a qualcosa di estremamente duro. Non si tratta solo di televisione e divertimento". Inizia così il documentario shock "Il gioco della morte", del regista Christopher Nick, dove i concorrenti di un (finto) reality show infliggono torture agli altri giocatori. In onda mercoledì prossimo sull'emittente pubblica France 2, il film sta sollevando diverse polemiche in Francia e ha aperto il dibattito sui limiti del piccolo schermo.

Ecco, in sintesi, il contenuto della trasmissione. Lo scorso aprile, 80 persone sono state selezionate per partecipare ad un nuovo reality, "Zona Estrema". Ogni concorrente in studio e' in squadra con un altro giocatore, che si trova invece isolato in una sala. A quest'ultimo viene chiesto di memorizzare alcune associazioni di parole, sulle quali gli vengono poi poste delle domande. Se sbaglia, il concorrente in studio lo deve punire, procurandogli scariche elettriche fino ad oltre 400 volt.

Garattini: "Occorre il coraggio di battere nuove vie di ricerca"

"Il movimento che si era creato intorno a Basaglia fu assolutamente necessario perché i manicomi erano diventati delle carceri", osserva Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. «Il cambiamento fu favorito dallo sviluppo dei farmaci in grado di controllare molti dei sintomi psichiatrici più gravi, specie le psicosi. Probabilmente - prosegue - sono mancati alcuni aspetti realizzativi delle idee di Basaglia. Vale a dire la costruzione di un sistema che consentisse ai pazienti di vivere fuori del manicomio. Oggi purtroppo il peso di molti dei malati grava sulle loro famiglie». Un altro aspetto da non sottovalutare è legato all'accantonamento della ricerca scientifica e dell'idea stessa di cura psichiatrica operato dalla "cultura basagliana". «La ricerca nel campo delle malattie mentali - nota Garattini - è tra quelle che hanno fatto meno progressi.

Sbatti il mito in prima pagina

Fin dai tempi di Gorizia un gran clamore mediatico attorno allo psichiatra veneziano. Ma i giornali si fermano ai fatti, non indagando il retroterra teorico. Oggi lo si esalta ancora accomunando i malati di mente ai migranti dei Cie. di Donatella Coccoli, per Left

“Lo sguardo che manca", il titolo in prima pagina de l'Unità martedì 9 febbraio accanto alla grande foto di Franco Basaglia, è significativo. Dedicare la copertina del quotidiano alla fiction televisiva C'era una volta la città dei matti, è un esempio del consenso mediatico che ha circondato e circonda tuttora Franco Basaglia. Se lo psichiatra veneziano è diventato un mito intoccabile, il merito è anche del mondo dell'informazione.

Sanità e business: "Stroking" al CTO di Napoli

E’ la parola magica in voga al Centro traumatologico partenopeo, storica struttura ora sull’orlo del collasso, tra lobbies affaristiche e maxi appalti. Ma qualcuno comincia a protestare

C'era una volta a Napoli il famoso “ospedale delle ossa”, quello «dove ti rimettono a posto tutto quello che ti sei rotto», vuoi in un incidente d’auto o di moto, oppure sciando o cadendo per le scale, il CTO, Centro traumatologico ospedaliero. «Lo hanno letteralmente spolpato fino all’osso - ringhiano alcuni camici bianchi - politici e burocrati d’ogni risma, sperperando milioni di euro in affari e clientele. Ora non resta che la carcassa». «Storie simili in parecchi altri nosocomi napoletani - viene ancora sottolineato - per fare un solo esempio il Monaldi, nato per le malattie polmonari: quando vuoi passare a far tutto, lo fai solo per soldi e alla fine male. E questo a discapito dei soliti cittadini-pazienti, trattati tipo carne da macello». O in base ai pezzi di polmone da tranciare anche senza la minima necessità, come è successo al Santa Rita ai Milano, con una sfilza di reati che potranno beneficiare della prescrizione breve voluta dal governo.

Ride in Facebook, cancellata l'indennità di malattia

Sospeso il sussidio di malattia a una ventinovenne canadese depressa: su Facebook ride e si diverte, quindi può lavorare.

Facebook non è il mezzo più adatto per giudicare lo stato mentale di una persona: questa la reazione degli avvocati di Nathalie Blanchard, una ventinovenne canadese dipendente della IBM, che si è vista cancellare l'indennità di malattia dopo avere pubblicato sul proprio profilo di Facebook delle foto in cui appariva sorridente.

La vicenda ha inizio circa un anno e mezzo fa, quando Nathalie Blanchard aveva lasciato il lavoro della sede IBM di Bromont, nel Quebec, per una grave depressione, e aveva iniziato a percepire un assegno di malattia dalla compagnia assicurativa Manulife. Di recente il medico le avrebbe consigliato una vacanza, durante la quale la ragazza non ha resistito alla tentazione di pubblicare sul suo profilo di Facebook le fotografie scattate in spiaggia e mentre assisteva a uno spettacolo di striptease maschile, nelle quali figurava sempre sorridente.

Questa mania di protagonismo le è costata cara: un solerte agente della compagnia assicurativa sanitaria ha scovato le foto e le ha usate come prova di frode, depennando l'erogazione degli assegni del sussidio sanitario.

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