Società

Garattini: "Occorre il coraggio di battere nuove vie di ricerca"

"Il movimento che si era creato intorno a Basaglia fu assolutamente necessario perché i manicomi erano diventati delle carceri", osserva Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. «Il cambiamento fu favorito dallo sviluppo dei farmaci in grado di controllare molti dei sintomi psichiatrici più gravi, specie le psicosi. Probabilmente - prosegue - sono mancati alcuni aspetti realizzativi delle idee di Basaglia. Vale a dire la costruzione di un sistema che consentisse ai pazienti di vivere fuori del manicomio. Oggi purtroppo il peso di molti dei malati grava sulle loro famiglie». Un altro aspetto da non sottovalutare è legato all'accantonamento della ricerca scientifica e dell'idea stessa di cura psichiatrica operato dalla "cultura basagliana". «La ricerca nel campo delle malattie mentali - nota Garattini - è tra quelle che hanno fatto meno progressi.

Sbatti il mito in prima pagina

Fin dai tempi di Gorizia un gran clamore mediatico attorno allo psichiatra veneziano. Ma i giornali si fermano ai fatti, non indagando il retroterra teorico. Oggi lo si esalta ancora accomunando i malati di mente ai migranti dei Cie. di Donatella Coccoli, per Left

“Lo sguardo che manca", il titolo in prima pagina de l'Unità martedì 9 febbraio accanto alla grande foto di Franco Basaglia, è significativo. Dedicare la copertina del quotidiano alla fiction televisiva C'era una volta la città dei matti, è un esempio del consenso mediatico che ha circondato e circonda tuttora Franco Basaglia. Se lo psichiatra veneziano è diventato un mito intoccabile, il merito è anche del mondo dell'informazione.

Sanità e business: "Stroking" al CTO di Napoli

E’ la parola magica in voga al Centro traumatologico partenopeo, storica struttura ora sull’orlo del collasso, tra lobbies affaristiche e maxi appalti. Ma qualcuno comincia a protestare

C'era una volta a Napoli il famoso “ospedale delle ossa”, quello «dove ti rimettono a posto tutto quello che ti sei rotto», vuoi in un incidente d’auto o di moto, oppure sciando o cadendo per le scale, il CTO, Centro traumatologico ospedaliero. «Lo hanno letteralmente spolpato fino all’osso - ringhiano alcuni camici bianchi - politici e burocrati d’ogni risma, sperperando milioni di euro in affari e clientele. Ora non resta che la carcassa». «Storie simili in parecchi altri nosocomi napoletani - viene ancora sottolineato - per fare un solo esempio il Monaldi, nato per le malattie polmonari: quando vuoi passare a far tutto, lo fai solo per soldi e alla fine male. E questo a discapito dei soliti cittadini-pazienti, trattati tipo carne da macello». O in base ai pezzi di polmone da tranciare anche senza la minima necessità, come è successo al Santa Rita ai Milano, con una sfilza di reati che potranno beneficiare della prescrizione breve voluta dal governo.

Ride in Facebook, cancellata l'indennità di malattia

Sospeso il sussidio di malattia a una ventinovenne canadese depressa: su Facebook ride e si diverte, quindi può lavorare.

Facebook non è il mezzo più adatto per giudicare lo stato mentale di una persona: questa la reazione degli avvocati di Nathalie Blanchard, una ventinovenne canadese dipendente della IBM, che si è vista cancellare l'indennità di malattia dopo avere pubblicato sul proprio profilo di Facebook delle foto in cui appariva sorridente.

La vicenda ha inizio circa un anno e mezzo fa, quando Nathalie Blanchard aveva lasciato il lavoro della sede IBM di Bromont, nel Quebec, per una grave depressione, e aveva iniziato a percepire un assegno di malattia dalla compagnia assicurativa Manulife. Di recente il medico le avrebbe consigliato una vacanza, durante la quale la ragazza non ha resistito alla tentazione di pubblicare sul suo profilo di Facebook le fotografie scattate in spiaggia e mentre assisteva a uno spettacolo di striptease maschile, nelle quali figurava sempre sorridente.

Questa mania di protagonismo le è costata cara: un solerte agente della compagnia assicurativa sanitaria ha scovato le foto e le ha usate come prova di frode, depennando l'erogazione degli assegni del sussidio sanitario.

Perchè il virus H1N1 non è una minaccia secondo un epidemiologo?

Si era parlato di vaccinare anche i pazienti psichiatrici. Ecco un'intervista all'epidemiologo Tom Jefferson, MD, la cui mission è stata la revisione approfondita di tutti gli studi sui vaccini contro l'influenza stagionale negli ultimi 15 anni.

Da “Medconsumers”, 24 settembre 2009. Negli ultimi 15 anni la mission del medico ed epidemiologo Tom Jefferson, MD, è stata la revisione approfondita di tutti gli studi sui vaccini contro l'influenza stagionale. Il Dr. Jefferson è co-autore, con i colleghi della Cochrane Collaboration, di oltre 10 revisioni Cochrane volte a rispondere a diversi quesiti come: l’inoculazione di questi vaccini riduce la possibilità di essere colpiti dall'influenza o il rischio di complicanze, di ricoveri e decessi nelle persone anziane, nei bambini, negli adulti sani e negli asmatici? Il Dr. Jefferson, attualmente vive a Roma in Italia, ha pubblicato molto ed è, probabilmente, il maggiore esperto mondiale sulla qualità delle evidenze scientifiche addotte a sostegno dei vaccini per l'influenza stagionale. Ci avviamo verso l'inverno e i media degli Stati Uniti ci informano di una nuova, inquietante minaccia virale che potrebbe diventare presto una pandemia.

Ragnatela Scientology

Associazioni di copertura. Pressing su enti locali e Parlamento. Sponsor eccellenti. Così la discussa setta fa campagna e si espande in Italia. E punta alle istituzioni

 

Scientology fase 2 è cominciata. Dopo avere raccolto i fedeli di L. Ron Hubbard nella setta più ricca e controversa del pianeta, ora punta alle istituzioni. Si chiama "disseminazione". Serve a fare adepti. E soldi, più soldi. Non attraverso le "org", le chiese prese di mira da denunce e accuse. Né salendo i livelli di "auditing" per la pulizia interiore, in vendita a migliaia di euro. No, il piano è quello messo nero su bianco dal fondatore il 3 febbraio 1969: i gruppi di facciata. Associazioni, onlus, movimenti per i diritti umani, sigle capaci di arrivare dove Scientology da sola non arriva. È successo negli Stati Uniti, in Francia, in Germania, in Belgio. E ora sta succedendo in Italia. L'organizzazione si è ramificata: dal quartier generale di Vimodrone, a Milano, che controlla 11 chiese e un giro d'affari fra i 10 e i 50 milioni annui, fino al Parlamento.

Stress lavorativo: donne colpite 2 volte più degli uomini

Mobbing, precarieta', le pressioni del capo, l'ansia di coniugare lavoro e famiglia. Lo stress legato al lavoro colpisce le donne due volte piu' degli uomini, ma non sempre gli effetti sulla salute sono semplici da diagnosticare. Al tema e' dedicato il Convegno nazionale ''Approccio multidisciplinare allo stress occupazionale'', che si terra' domani, presso l'Aula Brasca del Policlinico universitario ''Agostino Gemelli'' di Roma (ore 9.30), promosso dall'Istituto di Psichiatria e Psicologia dell'Universita' Cattolica di Roma in collaborazione con l'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL). Su circa 26.000 casi di malattie professionali denunciati all'INAIL ogni anno, oltre il 21% riguarda le donne, con una media di 6.000 denunce l'anno. Ad aumentare la percentuale per le donne sono soprattutto i contratti part-time e le forme di lavoro atipico. ''Le recenti normative hanno posto in essere una tutela preventiva dei lavoratori anche rispetto al rischio stress - spiega Gino Pozzi, professore aggregato di Riabilitazione in Psichiatria -.

Non c’è salute senza pace. Non c’è pace senza giustizia

Piombo Fuso. Se non ricordate di cosa si tratta, la spiegazione è semplice, dato che l’attenzione del pubblico alle notizie internazionali è passeggera e, terminata la fase acuta, si spengono i riflettori, spariscono le notizie dalle prime pagine e la tragedia scivola via dalla coscienza collettiva. Piombo Fuso è il nome dell’offensiva israeliana iniziata il 27 dicembre 2008. Nelle tre settimane di guerra l’emergenza umanitaria di Gaza ha causato, secondo dati forniti dal Ministero della Sanità e convalidati dall’OMS, oltre 1300 morti, di cui 1/3 bambini, e circa 5300 tra uomini, donne e bambini rimasti feriti. Di questi, almeno la metà soffrirà di una disabilità a lungo termine, aggravata dall’impossibilità di un’assistenza riabilitatoria adeguata. Quello che non viene sufficientemente raccontato della guerra è che essa non soltanto uccide e mutila, ma molto più devastanti sono gli effetti dovuti a malattie e disabilità dopo la fine del conflitto.

Frodi alla Sanità cresciute del 51% nel primo trimestre 2009

(ASCA) - Roma, 20 ago - ''Dichiarazioni fasulle. Rimborsi gonfiati. Intrecci perversi tra direttori amministrativi delle Asl, primari d'ospedale e le ditte fornitrici. L'unica cosa che migliora nella sanita' italiana sono le truffe. In tre anni la Guardia di finanza ha accertato frodi al Servizio sanitario nazionale per 137 milioni di euro e danni al Fisco per oltre 487 milioni. E i dati di inizio anno mostrano le nuove frontiere di questa gara al raggiro: solo tra gennaio e marzo le frodi sono aumentate del 51 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2008''. Sono le cifre che il settimanale l'Espresso pubblica sull'edizione in edicola domani.
''Quello che emerge dalla relazione dell'Ufficio spesa e mercati della Finanza - spiega - e' un caleidoscopio di imbrogli ed espedienti per spolpare e sperperare i fondi pubblici destinati alla sanita'. Si parte dai falsi invalidi: solo in Calabria in due anni ne sono stati denunciati piu' di duemila che allo Stato sono costati quasi 8 milioni di euro.

"L'Italia brutta, sporca e cattiva" nel film "La Paura", girato con un cellulare

"L'Italia è una Paese che fa schifo, un Paese razzista e fascista, un Paese di merda". Con queste caustiche parole, pronunciate più volte personalmente nel suo film "La Paura", Pippo Delbono, denuncia un'Italia diversa, che non vive "nei sogni e nei modelli di Berlusconi, nei deliri della tv", che "tratta gli immigrati come animali".
E così la polemica irrompe forte nel Festival di Locarno con una pellicola inserita, sia pur fuori concorso, nella sezione internazionale.
L'opera, 69 minuti, è una discesa negli inferi fra extracomunitari, homeless e rom, una sorta di atto unico incalzante a ricordare il teatro che ha reso famoso il regista e autore. Cifra stilistica è la scelta di girare con un telefono cellulare materiale per sole quattro ore da cui poi selezionare il lavoro finale("rientra in un progetto per il Pocket Film di Parigi e non mi hanno fatto pagare le telefonate, è nata così, si sa che i genovesi sono tirati", scherza Delbono).