Libri

Scomparso José Saramago, autore di "Cecità"

Dal romanzo è stato tratto il film "Blindness", del quale riportiamo il trailer e le recensioni. Eccone la trama: In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione.

Tecnica per ricostruire la memoria in campo clinico e forense

La Memoria del testimoneE' stato recentemente pubblicato il libro "La memoria del testimone. La tecnica dell'intervista cognitiva con l'adulto ed il minore. Aspetti giuridici teorici e pratici", del prof Antonio D'Ambrosio, edito da Franco  Angeli. Il libro sarà presentato martedì 22 giugno, ore 17.00, presso l'Università Suor Orsola Benincasa. 

Lo scopo di questo libro  è quello di promuovere la raccolta d’informazioni testimoniali in maniera più fedele ed ampia, alla luce delle più moderne acquisizioni della psicologia cognitiva sulla memoria e l’attenzione.

Le affermazioni dei testimoni possono essere suggestionabili.

Gudjonsson ha identificato due prerequisiti:

Presentazione del libro "La Memoria del testimone", Napoli 22 giugno, ore 17:00

Presso l'Università Suor Orsola Benincasa, martedì, 22 giugno, ore 17.00

Alla presentazione del libro "La memoria del testimone. La tecnica dell’intervista cognitiva con l’adulto e il minore. Aspetti giuridici, teorici e pratici", del prof. Antonio D'Ambrosio, interverranno:

  • Prof. D'Alessandro, Preside Università S.Orsola Benincasa
  • Prof. Lugnano, Ordinario di Criminologia
  • Prof. Brandimonte, Ordinaria di Psicologia Cognitiva
  • Prof. Pansini, Ordinario di Procedura Penale
  • Dr. Avallone, Giudice Tribunale dei Minori di Napoli
  • Dr. D'Avino, sostituto PM, Procura di Napoli
  • Dr. Pisani, Capo Squadra Mobile di Napoli
  • Dr. Crimaldi, Giornalista de Il Mattino
  • L'autore del libro prof. Antonio D'Ambrosio, Seconda Università di Napoli

Come interrogare il testimone di un crimine o di un evento traumatico? Obiettivo principe delle scienze psicologiche applicate è lo studio della memoria, in particolare la valutazione della sua accuratezza e affidabilità, allo scopo di stabilire l'attendibilità del resoconto testimoniale. La testimonianza è un'operazione di recupero d'informazioni e il modo di porre le domande in questa fase può influenzare l'attendibilità e l'accuratezza del ricordo. Perciò la tecnica di raccolta della testimonianza e di ricostruzione del ricordo ha un'importanza fondamentale. L'intervista cognitiva utilizza le teorie della psicologia cognitiva per limitare le interferenze soggettive, ricreando, con varie tecniche, nella mente dell'interrogato il contesto dell'evento traumatico. In questo manuale sono trattate: 1. le basi giuridiche e procedurali della testimonianza nelle sue varie tipologie; 2. gli aspetti psicologici e neurofunzionali dell'attenzione e della memoria; 3. i fattori che possono influenzare la testimonianza; 4. la tecnica dell'intervista con l'adulto e il minore.

L'autore: Antonio D'Ambrosio è specialista in psichiatria, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e criminologo. Dirigente medico presso l'Istituto di Psichiatria della 2a Università di Napoli, insegna Psicoterapia cognitivo-comportamentale alla Scuola di specializzazione in Psichiatria e alla Scuola di specializzazione in Psicoterapia Imeps-Napoli. Docente di psicopatologia forense al Master di criminologia dell'Università Sr. Orsola Benincasa di Napoli, è giudice onorario presso il Tribunale dei Minori di Napoli. Ha lavorato presso l'Istituto di psicologia cognitiva della Florida International University con il prof. Fisher. Acquista il libro online

Come interrogare il testimone di un crimine o di un evento traumatico?

Presentazione del libro "La memoria del testimone. La tecnica dell’intervista cognitiva con l’adulto e il minore. Aspetti giuridici, teorici e pratici", di Antonio D'Ambrosio

 

Presentazione del volume: Come interrogare il testimone di un crimine o di un evento traumatico?

Obiettivo principe delle scienze psicologiche applicate è lo studio della memoria, in particolare la valutazione della sua accuratezza e affidabilità, allo scopo di stabilire l'attendibilità del resoconto testimoniale.

La testimonianza è un'operazione di recupero d'informazioni e il modo di porre le domande in questa fase può influenzare l'attendibilità e l'accuratezza del ricordo. Perciò la tecnica di raccolta della testimonianza e di ricostruzione del ricordo ha un'importanza fondamentale.

L'intervista cognitiva utilizza le teorie della psicologia cognitiva per limitare le interferenze soggettive, ricreando, con varie tecniche, nella mente dell'interrogato il contesto dell'evento traumatico.

In questo manuale sono trattate:

1. le basi giuridiche e procedurali della testimonianza nelle sue varie tipologie;

2. gli aspetti psicologici e neurofunzionali dell'attenzione e della memoria;

"L'incantesimo della follia". Ecco perché la psichiatria ci riguarda

"Cause dei disturbi psichiatrici e patologia nella normalità", un libro dello psichiatra Franco La Spina

L'incantesimo della folliaPresentazione: "I problemi della psichiatria ci riguardano. La dimensione "esistenziale" delle cause che provocano i disturbi psichici, così come si rivela in questo libro, ci porta su sentieri a noi ben noti. Percorsi di angoscia, sgomento, ma anche di dubbi ed entusiasmi che fanno di noi amici e fratelli dei malati. La psicopatologia ci accomuna quando ci accorgiamo che la paura della morte, del trascorrere del tempo e della finitezza della vita sono anche le nostre angosce. 

I sentimenti connessi alla nostra condizione esistenziale provocano, in chi poi andrà incontro alla malattia psichica, una fuga verso un modo di vivere il tempo diverso, un "controtempo" che isola dal mondo e da se stessi, che conduce verso sintomi e comportamenti che non dobbiamo affrettarci ad annullare con i farmaci, ma capire nel loro significato di alleviamento del dolore psichico e tentativo di guarigione. 

La malattia non è un orribile mostro, ma un incantesimo imperfetto, senza quel "lieto fine" che noi psichiatri storicamente non abbiamo saputo o voluto imparare a costruire per chi ne soffre. Il dolore di chi non sente più se stesso, di chi non si riconosce, di chi, solo poi, cerca di rientrare in sé e tra di noi attraverso l'audace tentativo del delirio, delle allucinazioni, dei sintomi in generale, va fermato, compreso e condotto verso una meta riconoscibile: l'accettazione, colma di umana e consapevole sopportazione, della realtà e quindi dell'inevitabilità della morte. Senza adottare la fragilità di una fuga che nei malati è inconsapevole ed incolpevole, ma in noi è ben diversa. 

Sì, perché anche noi fuggiamo, ma in modo non fragile e spaventato. Crudelmente vile e organizzata la nostra fuga si riconosce nel rifiuto di stare accanto e di comprendere la follia e di disegnarne una nostra, chiamata di solito "normalità", in cui viviamo. Attaccati a inesistenti e strumentali certezze, ad un vivere sociale insensato, ad una convivenza che è diventata politica della guerra. Ecco perché non ci potrà essere in futuro una psichiatria che non tenga conto delle origini esistenziali del dolore psichico e non ci diremo civili senza un interesse per i suoi problemi che ci rimandano ai nostri, senza sconti".

L'Autore: * Franco La Spina, medico, psichiatra, psicoterapeuta. Ha lavorato per oltre trent'anni in un sevizio di diagnosi e cura universitario, dedicandosi in particolar modo allo studio e alla terapia delle psicosi in fase acuta, e alla psicoterapia della schizofrenia. Presidente dell'Associazione Culturale "il Tempo Vissuto", per lo studio della relazione tra psicopatologia e filosofia, collabora con il quotidiano La Repubblica per gli argomenti di psichiatria.

Editore: Franco Angeli (collana Psicoterapie), Data di Pubblicazione: 2008, Prezzo: € 17.50 Acquista il libro

"Due vite", Un libro che ci aiuta a capire la normalità della follia

Questo lavoro può aiutare a liberare tutti, sani e malati, dal pregiudizio che la malattia mentale significhi essere fuori di sé

Due viteProtagonista è un neuropsichiatra che a contatto con la malattia mentale si sdoppia in un duplice ruolo di curante e paziente. Man mano che emergono i suoi ricordi, il lettore viene trascinato nei meandri della follia, unico vero filo conduttore delle vicende. Una follia che lo porta, persona dall’indole spiccatamente filosofica, solitaria e con difficoltà a legarsi agli altri, a essere ossessionato dalla vanità del reale: l’impossibilità di trovare un senso alla propria esistenza lo fa precipitare in una depressione che si manifesta ora in deliri di onnipotenza, ora in resoconti esistenziali conditi da un sentimento di totale nullità. Giuseppe Alberti conduce il lettore in un tormentato viaggio nella memoria e soprattutto nella psicosi, non descritta ma letta e ricostruita dall’interno. Una tragica fuga dalla realtà tra fantasia e testimonianza, raccontata con sorprendente lucidità in ogni sfumatura, anche la più cruda.

Giuseppe Alberti è nato a Rovigo il 13 febbraio 1944. Si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova nel 1968. Sposato, con due figli, ha svolto l’attività di neuropsichiatra tra il Veneto e la Toscana, dove è andato in pensione come primario nel 2003.

Mauro Pagliai Editore 2010, pp. 240, € 13,00. Acquista il libro!

Giuseppe Alberti e la sua esperienza

Sette psichiatri, sette diagnosi

Stefano Rossi e Ferdinan­do Carretta: assassini en­trambi, con destini del tutto diversi. Rossi dietro le sbarre, Carretta fuori. Rossi imputabile, Carretta incapace di intendere e volere. Cosa hanno in comune? Criminalità e follia: quali sono i confini? Come stabilire se l’imputato è un assassino da punire o un malato da curare? Di questo e di molto altro si parla in un libro dello psichiatra Corrado Bizzarri, che sarà presentato do­mani sera, alle 21, a Teatro Due. Un libro rigoroso, che farà discutere, perché mette in luce le pesanti con­traddizioni e i rischi di valutazioni arbitrarie, scientificamente infon­date, della psichiatria forense.

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